Dialogue, Light and Fire: Chiara Lubich and the Spirituality of Unity


La fioritura umana nelle organizzazioni a movente ideale L’autosovversione come capacità, individuale e collettiva,di criticare e sfidare le proprie certezze passate e rimettersi in cammino, cura preventiva o antidoto di molte delle “patologie” tipiche delle Organizzazioni a Movente Ideale. Nelle Organizzazioni a Movente Ideale, religiose e laiche, un elemento cruciale è il rapporto tra i fondatori, gli ideali e i membri delle comunità o organizzazioni. In tale rapporto, identitario e necessario, si nascondono insidie che diventano spesso delle vere e proprie malattie. È il caso, ad esempio, della produzione ideologica che si sviluppa necessariamente attorno all’ideale originario, fino a soffocarlo, se non si ha il coraggio di iniziare un doloroso processo di separazione dell’ideologia dall’ideale. Malattie di tal sorta possono risultare molto gravi, perché in genere non sono percepite come patologie ma come salute. Bruni propone l’auto-sovversione – intesa come capacità, individuale e collettiva, di criticare e sfidare le proprie certezze passate e rimettersi in cammino poveri e liberi – come cura preventiva o antidoto di molte delle patologie tipiche delle Organizzazioni a Movente Ideale. Luigino Bruni (AP, 1966) è professore ordinario di Economia politica presso la LUMSA di Roma, docente di Economia e Etica all’I.U.Sophia di Loppiano. È coordinatore del progetto dell’Economia di comunione e tra i promotori dell’Economia Civile. Autore di saggi e libri tradotti in una decine di lingue. Tra i testi editi L’Altra metà dell’economia, scritto con Alessandra Smerilli, (2014) e La distruzione creatrice. Come affrontare le crisi nelle organizzazioni a movente ideale (2015). Collana: Prismi semi: approfondimenti ed esplorazioni nei diversi ambiti del sapere e dell’attualità. Editrice Città Nuova
A dieci anni dalla sua nascita, l’Istituto Universitario Sophia passa da un unico percorso in “Fondamenti e prospettive di una cultura dell’unità”, a ben tre titoli distinti di Laurea magistrale: Scienze Economiche e Politiche, Ontologia Trinitaria e Cultura dell’Unità. Un salto di qualità, di ricerca e impegno accademico, che offre a giovani di tutto il mondo la possibilità di una preparazione inter e trans-disciplinare, in particolare con l’esplorazione di settori innovativi dell’economia sociale, civile e di comunione, della vasta dimensione delle politiche partecipative, dal livello locale a quello internazionale, e con l’approfondimento di percorsi relazionali in filosofia e teologia, al contempo fondamento e linfa delle nostre società, in dialogo con le scienze, le culture e le religioni. «Con i due nuovi titoli accademici, Scienze Economiche e Politiche, da un lato, e Ontologia Trinitaria (e cioè Filosofia e Teologia) dall’altro, che vanno ad aggiungersi dal prossimo anno accademico 2017-2018 al percorso in Cultura dell’Unità – spiega Piero Coda, preside dell’Istituto – Sophia offre ai giovani una qualificazione accademica che coniuga la dimensione unitaria del senso dell’avventura umana con la dimensione competente di una qualificazione scientifica, a servizio della crescita integrale della persona e della società». Aggiunge Benedetto Gui, coordinatore del Dipartimento di Economia e Management: «Tra le novità del nuovo percorso accademico, c’è l’introduzione della lingua inglese per diversi corsi della Laurea in Scienze Economiche e Politiche». E prosegue: «In un periodo in cui ai giovani non si ha il coraggio di proporre degli ideali per cui spendersi, Sophia cerca di fondare la propria visione del mondo sul più profondo rispetto della persona umana (e quindi anche della sua cultura, della sua religione, delle sue idee) e di guardare al traguardo di un mondo senza odio, guerre, oppressioni, esclusioni, superiorità degli uni sugli altri. In economia questo non significa avere una ricetta pronta da imporre, ma guardare al di là della visione riduttiva oggi dominante del soggetto economico e delle relazioni economiche, nonostante la ricerca scientifica ne stia dimostrando l’inadeguatezza». Gli studenti di Sophia provengono da 30 Paesi del mondo e professano religioni diverse. L’Istituto propone loro un percorso che unisce l’apprendimento, fatto di ascolto, discussione, predisposizione di testi e presentazioni in aula, alla vita reale: la stessa logica di apertura all’altro, come metodo per guardare alla realtà da conoscere, viene sperimentata anche in aula, nei corridoi, nelle attività della community life e nelle residenze, dove gli studenti hanno l’occasione di fare una straordinaria esperienza interculturale. Ancora Gui:«Quello che cerchiamo di realizzare insieme agli studenti è, da un lato, l’acquisizione di quelle competenze che ci si aspetta di trovare in un laureato in ambito economico, e dall’altro un approfondimento di quella visione dell’economia a cui sopra accennavo, attraverso lo studio di nuovi filoni di ricerca e il contatto con le iniziative economiche che mettono in pratica quella visione. Temi che spesso sono trascurati nell’insegnamento universitario». Una volta completati gli studi come si approcciano gli studenti al mondo del lavoro? «I reclutatori hanno sempre più chiaro che una buona conoscenza disciplinare non basta da sola a fare di un giovane un valido membro di un’organizzazione. Serve anche la capacità di dialogare con i portatori di altre conoscenze, di sapere cooperare, di assumersi delle responsabilità. L’esperienza di questi anni ci dice che i nostri studenti sono stati apprezzati non solo per la loro preparazione, ma anche per altre doti che l’esperienza di Sophia è particolarmente adatta a sviluppare. Attenzione però: lo studio non può essere indirizzato solo a trovare un lavoro, ma anche a favorire la crescita della persona e, cosa non meno importante, a sviluppare capacità di iniziativa individuale e di gruppo in ambito economico, politico, sociale. Noi pensiamo che anche questo sia un prezioso contributo alla società». (altro…)
Coraggiosi impulsi a favore dell’impegno ecumenico. Cattolici e luterani possono camminare insieme sulla strada verso una piena riconciliazione. 500 anni sono trascorsi dall’inizio del movimento riformatore di Lutero, le cui commemorazioni dureranno un anno, dal 31 ottobre scorso al 31 ottobre 2017 (data simbolica, in cui si ricorda la pubblicazione, nel 1517, delle 95 tesi di Lutero sulle indulgenze e la giustificazione, a Wittenberg) e inaugurate con l’incontro nella cattedrale luterana di Lund, in Svezia, tra il Vescovo Munib Younan, Presidente della Federazione luterana mondiale, e Papa Francesco. In quell’occasione, il Papa aveva invitato tutti i cristiani, uniti dal battesimo, ad annunciare insieme la Parola di Dio, mettendo fine alle controversie teologiche secolari che avevano separato le due Chiese, e sottolineando i doni comuni ricevuti grazie al dialogo e al reciproco ascolto. La rivista Nuova Umanità ha dedicato il numero 221 a tale evento, con un Focus dal titolo “Mezzo millennio dopo Lutero” (uscito a marzo 2016). Curato da Hubertus Blaumeiser, esso presenta i saggi di un teologo luterano Theodor Dieter, e di un teologo cattolico, Wolfgang Thönissen. L’avvenimento di Lund, di portata storica, era stato preceduto dal documento “Dal conflitto alla comunione”, pubblicato nel 2013 dalla Commissione luterana-cattolica per l’Unità che lavora a nome della Federazione luterana mondiale e del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Il testo indica cinque “imperativi ecumenici” per superare definitivamente le ragioni del contrasto e vivere nella reciproca fiducia una stagione di impegno comune. Primo imperativo: cattolici e luterani, uniti fortemente dal battesimo, dovrebbero partire sempre dalla prospettiva dell’unità e non dal punto di vista della divisione, per rafforzare ciò che vi è in comune, anziché sottolineare e sperimentare le differenze. Le due Chiese, cattolica e luterana, nel corso della storia si sono definite per contrasto. Ora vi è bisogno, al contrario, dell’esperienza, dell’incoraggiamento e della critica reciproci. Ne deriva il secondo imperativo: lasciarsi continuamente trasformare dall’incontro con l’altro e dalla reciproca testimonianza di fede, attraverso il dialogo, che apre a forme e gradi differenti di comunione. Terzo: impegnarsi di nuovo a ricercare l’unità visibile, a elaborare e sviluppare insieme ciò che questo comporta come passi concreti, e a tendere costantemente verso questo obiettivo. Quarto: riscoprire congiuntamente la potenza del Vangelo di Gesù Cristo per il nostro tempo. E infine il quinto: il compito missionario dell’ecumenismo diventerà tanto più grande quanto più le nostre società diventeranno pluralistiche dal punto di vista religioso, per questo occorre rendere insieme testimonianza della misericordia di Dio nell’annuncio del Vangelo e nel servizio al mondo. Conclude il Rapporto: «Gli inizi della Riforma saranno ricordati in maniera adeguata e giusta quando luterani e cattolici ascolteranno insieme il Vangelo di Gesù Cristo e si lasceranno di nuovo chiamare a fare comunità insieme al Signore». La genesi e lo sviluppo di tale documento sono stati approfonditi nel numero 223 di Nuova Umanità, dedicato appositamente a questo decisivo passo per l’ecumenismo. Sulla scia dell’evento di Lund e come logica conseguenza della risposta “teorica” data al Consiglio ecumenico delle Chiese, a fine febbraio, nella cittadella di Ottmaring, connotata da una spiccata vocazione ecumenica, la presidente e il copresidente dei Focolari, a nome di tutto il Movimento, si sono impegnati a voler testimoniare e lavorare per la comunione tra le Chiese al di là delle divisioni. «Come movimento mondiale, cui aderiscono cristiani di molte Chiese e che perciò già vive l’esperienza di un popolo cristiano unito dall’amore reciproco […] ravvisiamo nell’incontro di Lund un vero e proprio kairos, un segno di Dio per il nostro tempo, che sprona i cristiani ad impegnarsi ancora di più affinché il testamento di Gesù, che tutti siano uno, si realizzi». (altro…)
L’Istituto Universitario Sophia, nella sua sede internazionale, organizza due giornate “aperte” per presentare l’offerta formativa e per attrezzarsi, lavorare e gestire un mondo in continuo cambiamento. Loppiano (Italia), 31 marzo e 30 aprile 2017. (altro…)
Scartati, emarginati, senza via di uscita: in loro sta la scintilla ispiratrice del progetto audiovisivo CSC media del Movimento dei Focolari, un video di 20 minuti che racconta 3 storie vere, anonime. I protagonisti al culmine del dolore si imbattono nella figura di Gesù che sulla croce grida l’abbandono e fanno l’esperienza di passare dalla morte alla vita, dal dolore all’Amore, come espresso da alcuni brani di Chiara Lubich che intercalano le storie. Un progetto a cui hanno dato vita una coralità di contributi. Interpreti. Alessio De Caprio (Italia), Rafael Reyes Loyo (Messico) e Sarah Finch (Gran Bretagna). Musiche di Sandro Crippa. Opere della Bottega di Ciro (Roberto Cipollone, Italia). Trailer, backstage e info su www.focolare.org/scartati Il video è disponibile in tre lingue: italiano, spagnolo e inglese. (altro…)