1 Feb 2013 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
Il 24 e 25 Febbraio si vota per rinnovare il Parlamento Italiano. I Movimenti Umanità Nuova e Movimento Politico per l’Unità (MPPU), hanno già avviato da tempo una raccolta di firme per riformare la legge elettorale con la campagna “EleggiAmo l’Italia”. Anche in questi giorni di campagna elettorale vogliono essere presenti e attivi, invitando tutti a vivere un PATTO POLITICO. Con esso si intende superare il semplice votare, o la ‘delega in bianco’ affidata agli eletti, per fondare una relazione tra eletto e elettore secondo questi punti programmatici:
- Gli elettori conoscono e condividono i contenuti della proposta programmatica dei candidati/eletti, contribuiscono alla sua elaborazione e realizzazione, al suo aggiornamento durante il mandato.
- I candidati/eletti si presentano agli elettori con una chiara esposizione dei punti programmatici per i quali si mettono al servizio del Paese, sono disponibili a discuterli, ad approfondirli.
- I candidati /eletti e gli elettori assumono l’impegno di verificarne l’attuazione durante il mandato, in un dialogo fecondo e proficuo che renda l’elettore capace di sostanziare di contenuti e di proposte il suo rapporto con il rappresentante eletto durante i cinque anni del suo mandato.
Per approfondire i contenuti, conoscere e diffondere il Patto Politico Elezioni 2013 Leggi anche: Elezioni 2013: occasione per un patto tra eletti ed elettori (altro…)
1 Feb 2013 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Nuove prospettive per il pensiero giuridico e piste concrete di applicazione già sperimentate: è quanto ha offerto la tre giorni, conclusa alla Mariapoli Ginetta (Vargem Grande, nei pressi di San Paolo), che dal 25 al 27 gennaio ha radunato 180 avvocati, giudici, pubblici ministeri giudici, pubblici ministeri, difensori pubblici, ufficiali giudiziari, operatori della pubblica amministrazione e docenti, provenienti da tutto il Brasile. Le numerose esperienze raccontate avvalorano e confermano gli effetti della fraternità ed il suo potenziale: il progetto “di adozione del cittadino detenuto”, realizzato in Pernambuco nell’ambito del diritto penale, col quale professori e studenti sostengono e accompagnano i detenuti in difficoltà economica; il progetto per l’applicazione di misure penali alternative per i reati ambientali in Amazzonia, attraverso lavori in favore dell’ambiente, che ha come effetto una mancanza di recidiva; o ancora il lavoro del nucleo di ricerca di Diritto e Fraternità del Centro di scienze giuridiche dell’Università Federale di Santa Catarina per la formazione degli operatori del diritto; la promozione della soluzione pacifica dei conflitti attraverso il dialogo e la conciliazione. Sono stati affrontati anche il tema della mediazione famigliare, e della tutela delle parti più deboli attraverso l’interpretazione della legge.
Nei lavori del Congresso hanno trovato uno spazio i numerosi studenti, che hanno potuto esprimere preoccupazioni, domande e scoperte, raccontare esperienze e, soprattutto, fare presenti le loro aspettative per una formazione umana e giuridica che abbia orizzonti di fraternità. In apertura, un messaggio di Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, avvocato e tra i primi sostenitori di Comunione e Diritto, espressione del dialogo dei Focolari con la cultura giuridica. In esso Maria Voce, dopo aver ricordato come «nell’amore verso l’altro si rispetta ogni legge, la si interpreta e la si applica secondo giustizia», propone – dopo decenni in cui si è sottolineata la tutela dei diritti individuali, «via all’uguaglianza» – una rivalutazione dei doveri, «senza il rispetto dei quali vengono meno i corretti rapporti. I doveri ci richiamano alla responsabilità verso l’altro come singoli e come comunità, contribuendo così a mantenere e a consolidare i legami nella società». In questa fase di cambiamento e crisi, la fraternità, assunta a categoria giuridica, si è mostrata attraverso i lavori del convegno, come una lente che fa vedere e attuare “il nuovo”. “Fraternità” significa “inversione di tendenza”: ricorda alla giustizia il volto di ciascuno, fa uscire da un diritto soggettivo individuale e lo apre alla visione dell’umanità come un “noi”. Fa del Diritto non una mera produzione di norme, ma uno strumento per sanare relazioni spezzate. Una proposta «di grande interesse, di enorme importanza sociale, cruciale per la società, per la cultura e la civiltà» come ha detto il Card. Odilo Schrerer, arcivescovo di San Paolo intervenuto il 26 pomeriggio. «È stato individuato un filone d’oro – ha ancora detto il cardinale – occorre continuare a scavare per offrire questo oro a tutti».
Si ritorna ai propri paesi di origine con la missione di moltiplicare l’esperienza vissuta, gli impegni presi lo dimostrano: sono previsti prossimi congressi nelle Università di Santa Catarina e di Marilia (SP), nel Tribunale di Brasilia e di Sergipe, nelle città di Curitiba, Belo Horizonte, Manaus, e anche la formazione di gruppi per incontri periodici per approfondire i temi e scambi su studi e prassi. Per saperne di più: www.comunionediritto.org (altro…)
27 Gen 2013 | Chiesa, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

L’incontro a Castelgandolfo
«Sono don Carlo, da 22 anni prete della diocesi di Milano. Ho lasciato da qualche tempo questa comunità pastorale e mi accingo a trasferirmi alla scuola sacerdotale internazionale dei Focolari con sede a Loppiano, dove rimarrò per circa tre anni. A Milano ho avuto contatto con molte persone, soprattutto con i ragazzi, visto che avevo l’incarico di seguire i gruppi che si preparavano alla Prima Confessione e alla Messa di Prima Comunione. Ho capito che alla base di ogni azione pastorale occorre vivere l’amore al fratello, cercando di vedere Gesù in tutti, dal parroco al ragazzo musulmano che veniva a giocare in oratorio. Potrei raccontare molti piccoli episodi che mostrano come questa attenzione a ciascuno ha creato una fitta rete di rapporti molto belli, che ha facilitato a tanti l’avvicinamento alla fede e reso attraente la comunità anche per chi non era credente. Scelgo, fra i tanti, due semplici racconti. Emilio l’ho conosciuto durante un laboratorio dedicato al gioco degli scacchi. Temperamento riservato, non era molto inserito nel gruppo dei compagni. Con mia sorpresa, al termine del laboratorio, chiede di partecipare con noi ad una vacanza in montagna. Lì si è integrato sempre meglio con il gruppo dei ragazzi, fino a dar prova di coraggio superando il “ponte tibetano”: camminare su una corda, agganciati ad un cavo di sicurezza, sospesi a sei metri di altezza. I suoi compagni lo hanno incoraggiato, ripetendo tutti in coro il suo nome, e alla fine è riuscito a fare tutto il percorso, in mezzo ad un applauso generale, che gli ha ridato fiducia. Al ritorno dal campo scuola i genitori mi scrivono per dirmi che hanno lasciato un bambino e al ritorno del campo hanno trovato un ragazzo. Penso poi ad Eleonora. Non era battezzata. I suoi genitori avevano preferito che fosse lei a scegliere, una volta cresciuta. È stata invitata al catechismo dall’entusiasmo di Maria, una compagna di classe molto intraprendente che all’epoca aveva 10 anni. Così arriva Eleonora, accompagnata dalla mamma, che chiede al parroco se sua figlia può frequentare il catechismo. Dopo circa due anni il parroco, vedendo la fedeltà del suo cammino, decide che è arrivato per lei il momento del Battesimo e della Prima Comunione e affida a me la preparazione prossima ai sacramenti e il colloquio con i genitori, che mi aprono il cuore, con lealtà e franchezza. Arriva il grande giorno, Eleonora è raggiante, accompagnata dalla famiglia e dai suoi parenti. Facciamo di tutto per offrire loro l’accoglienza più bella. La celebrazione è semplice e molto intensa. Accanto alla madrina e alla catechista, ci sono anche le amiche che sono state così importanti nel suo cammino di fede. Quando qualche mese fa mi sono congedato dalla parrocchia, i suoi genitori mi hanno scritto una lettera ricordando “quella indimenticabile domenica di aprile. La gioia e il sorriso radioso di Eleonora, che ha illuminato tutti noi credenti e non, riuniti per festeggiare il suo ingresso nella comunità cristiana, sono per noi l’immagine indelebile della fede che va dritta al cuore”. Amare il fratello è sempre una grande avventura, sai come inizia, non sai dove ti porta». (altro…)
25 Gen 2013 | Cultura
Si raccolgono qui i contributi più significativi presentati in tre convegni realizzati dall’area di ricerca Sefir (Scienza E Fede sull’Interpretazione del Reale), rispettivamente su: Esseri umani – natura – Dio; Scienze e sofferenza e La intelligibilità del reale. I tre eventi, pensati e realizzati come parti integranti di un unico percorso di ricerca interdisciplinare, sono da un lato il tentativo di fare un bilancio del lavoro svolto e dall’altro rilanciare mediante un opportuno approfondimento alcune tematiche appena sfiorate o non ancora toccate sino allora. Lo scopo è stimolare alcuni esponenti dell’ambito tecnologico, delle scienze naturali, del sapere filosofico e teologico ad evidenziare, secondo la propria prospettiva, questioni e temi circa l’intellegibilità del reale. In un panorama culturale sempre più sensibile alla relazione sinergica tra scienze naturali e teologia si offre al lettore uno strumento per poter stimolare e arricchire la propria personale riflessione.
Sergio Rondinara insegna Epistemologia e cosmologia presso l’Istituto Universitario Sophia; Logica, e Filosofia della scienza presso la facoltà di filosofia dell’Università Pontificia Salesiana; Insegnamento della religione cattolica e scienze naturali presso l’ISSR “Ecclesia Mater” della Pontificia Università Lateranense. Ricercatore in Religion&Science è autore di L’ambiente dell’uomo, Roma 1996, L’interpretazione del reale tra scienza e teologia, Roma 2007. LA COLLANA – SCIENZE E FEDE, diretta daSergio Rondinara, affronta le problematiche connesse al rapporto tra le scienze naturali e il sapere critico della fede riguardo all’interpretazione del reale. Le pubblicazioni sono in collaborazione con il SEFIR. L’area di ricerca Sefir (Scienza E Fede sull’Interpretazione del Reale) dell’ISSR “Ecclesia Mater” di Roma, attiva presso la Pontificia Università Lateranensee posta sotto l’egida del Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI, promuove da circa un decennio un dialogo interdisciplinare riguardo la realtà, che coinvolga teologia, filosofia e scienze (matematica, informatica, fisica e biologia), anche in prospettiva storica. Coagula numerosi docenti e ricercatori di varie facoltà e università, italiane e non, alcuni molto affermati, altri più giovani, alcuni cattolici, altri no. (altro…)
25 Gen 2013 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
In dicembre la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, ha lanciato una campagna internazionale per fermare il conflitto siriano e chiedere che le trattative di pace riprendano per il bene di milioni di cittadini inermi e indifesi: il Time out. Un minuto di silenzio e di preghiera per la pace, in tutto il mondo alle 12 (ora locale), ora indirizzato in particolare per la pace in Siria. Alcuni amici della comunità dei Focolari in Siria ci scrivono da Damasco e da Aleppo: «Ventidue mesi costellati da dolori indicibili e innumerevoli, che lasciano il segno. Così ritroviamo la nostra Siria e il nostro popolo. Passiamo la frontiera libanese, dopo un viaggio agevole lungo le strade di montagna, da poco praticabili per la neve caduta abbondante nei giorni passati. Si respira nell’aria un senso di profonda inquietudine, nonostante il cielo azzurro rassicurante. I controlli ai posti di blocco sono accurati; ne incontriamo più di uno tra la frontiera e la periferia della capitale prima di arrivare nel quartiere dove abita una famiglia, che ci accoglierà nei prossimi giorni, finché il piccolo alloggio messoci generosamente a disposizione dalla Chiesa locale non sarà pronto. Non siamo ancora arrivati e già i cellulari cominciano a suonare o ricevere sms, sono i nostri amici che da Aleppo, da Hama, da Damasco vogliono darci il “bentornati! ”La gioia è profonda, contenuta, che sa di trepidazione per un futuro incerto. Dalla periferia i rumori dei colpi di mortaio e di cannone sono rari. Le notizie alla tv sono poco incoraggianti, parlando con uno degli amici si capisce meglio l’ampiezza del gioco che si sta vivendo sulla pelle della gente. Un gioco preparato da anni, che intende stravolgere l’assetto del Medioriente e di fronte al quale ci si sente piccoli e impotenti. La politica internazionale e regionale pare
lontana mille miglia dalla sofferenza della gente, come se non venisse presa in considerazione. E la gente è stanca. Da Aleppo ci raccontano in poche frasi al telefono (che miracolosamente funziona!), delle continue privazioni, del freddo pungente, dell’acqua e dell’elettricità che mancano, del pane raro o a prezzo esorbitante, dei ricatti e rapimenti a scopo di lucro in una città che era il centro industriale e commerciale del Paese. Parlano della morte sempre alle porte e dell’aiuto provvidente di Dio. Sono stremati». E ancora: «Rientriamo dalla messa ed ecco la notizia terribile della strage all’università di architettura ad Aleppo, a causa di due missili caduti su di essa e nei posti adiacenti, dove si trovano fra il resto tanti rifugiati. Cerchiamo subito di contattare i nostri amici che si trovano lì: un’insegnante e due studenti. Le loro voci sono emozionate. Parlano di scene indicibili. Una di loro si è buttata dietro un’auto, ha visto volare per aria corpi, ha udito le urla delle madri in cerca dei loro figli. L’insegnante ci racconta: «Oggi era il primo giorno di esami, il campanello aveva già suonato e stavamo ritirando i testi. Un allievo ci supplica di dargli ancora qualche minuto, era arrivato in ritardo a causa delle strade interrotte. I colleghi non vogliono, alla fine però riesco a convincerli. Passano almeno cinque minuti, l’allievo consegna il suo esame, scendiamo nel cortile per dirigerci all’uscita. Vedo sulla mia testa passare prima un razzo, poi l’altro! Sarei stata esattamente nel luogo dove sono caduti. Ritrovo l’auto col tetto sfondato, i vetri frantumati. Ma siamo salvi per un atto di amore verso uno studente». Fonte: Città Nuova – Diario dalla Siria/1 – Diario dalla Siria/2 – Diario dalla Siria/3 (altro…)
23 Gen 2013 | Cultura, Famiglie, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Di fronte a una cultura individualista e consumista è possibile proporre il valore della vita umana come dono da accogliere? Davanti al vuoto di una coppia sterile, come mostrare che la fecondità non coincide necessariamente con la fertilità? Come far scoprire alle giovani generazioni il valore della corporeità e della sessualità che meritano molto di più dello spontaneismo a cui sono spinti dai mezzi di comunicazione? Esiste il diritto al figlio? E per crescerlo è proprio necessario che le figure genitoriali siano una mamma e un papà?
Su interrogativi come questi hanno riflettuto 130 formatori del movimento Famiglie Nuove di oltre venti nazionalità, nel corso di un Seminario di studi presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Roma) dal 10 al 13 gennaio 2013. Il convegno rientra in un progetto triennale iniziato lo scorso anno ed è volto ad offrire, a quanti si impegnano per la famiglia, strumenti adeguati ad affrontare le nuove sfide culturali che sfiorano il vissuto di tutti noi. Gli iscritti sono prevalentemente coppie di sposi, per la particolare credibilità che possono avere presso altre famiglie, per la capacità di intercettarne i bisogni grazie al loro stesso vissuto. Dopo la riflessione dello scorso anno sulle dinamiche della relazione coniugale, sono state individuate alcune tematiche di particolare attualità: la procreazione responsabile, le tecniche di fecondazione artificiale, l’omosessualità, l’ideologia del gender. I lavori hanno messo in luce il significato e il valore della sessualità umana, sulla base della visione antropologica cristiana, con approfondimenti specifici attraverso laboratori dedicati al dialogo e allo scambio di idee e di esperienze. Questi spazi di discussione si sono dimostrati particolarmente efficaci per l’internazionalità dei contributi e la competenza dei partecipanti, sia in ambito professionale che per la loro esperienza di percorsi di formazione, condivisi con altre coppie e famiglie delle più diverse aree geografiche. Grazie alla traduzione simultanea in sette lingue, i partecipanti si sono potuti suddividere in tre gruppi di lavoro multiculturali nei quali si è realizzato un vivace e fattivo confronto tra gli Usa e le Filippine, tra l’Europa Orientale e Occidentale, tra Medio Oriente e Africa, Brasile e Ispano America. (altro…)