Portogallo: progetto RAISE
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«Spero che questa sintesi del mio pensiero, nella quale ritrovo pienamente quanto da me scritto e detto in questi anni, possa coscientizzare quanta più gente possibile e accelerare così il processo di giustizia ed equità nel mondo», scrive Papa Francesco nell’ampia prefazione del libro. Nel volume Zanzucchi propone una raccolta ragionata e fluida di quanto papa Bergoglio ha detto e scritto su ricchezza e povertà, giustizia e ingiustizia sociale. Una denuncia forte e decisa della speculazione finanziaria e delle rendite che accentuano la distanza tra ricchi e poveri. Collana Prismi Saggi Editrice Città Nuova
Zoom sui giovani. Anche quest’anno partirà idealmente da Loppiano, la cittadella dei Focolari, il tradizionale appuntamento “Settimana mondo unito”: una rete mondiale di azioni improntate ad uno spirito di fratellanza tra popoli e culture. Da oltre vent’anni la “Settimana” è al cuore delle iniziative dei giovani dei Focolari, che vogliono testimoniare a tutti, non solo ai coetanei ma anche alle più alte istituzioni, che il mondo unito non è un sogno smarrito tra i venti di guerra o sotto il peso del disagio sociale, ma una realtà possibile. Specie se a riprendere in mano le redini della società saranno le nuove generazioni, formate ad una cultura di pace. Il 1° maggio, la cittadella italiana dei Focolari ospiterà una delle tante tappe “nazionali” verso il Genfest di Manila (“Beyond all borders”, luglio 2018), radunando 3 mila giovani da ogni parte d’Italia. Una festa per parlare del più difficile dei confini da superare per andare incontro agli altri: se stessi. “Beyond me”, a Loppiano, racconterà le storie di chi ha voluto operare prima di tutto in sé un profondo cambiamento, uscendo dalla propria “comfort zone” per aprirsi ai valori della solidarietà e alle necessità di chi sta accanto. Per molti dei giovani presenti questa esperienza di apertura affonda le radici in un incontro personale con Dio, che ha trasformato la loro vita e permesso di superare le paure. Per altri, si è trattato del superamento di una malattia o di una disabilità, per altri ancora la presa di coscienza di un disagio. Sarà presente, in nome di un’amicizia ormai collaudata, e in vista della visita del Papa alle due cittadelle, il 10 maggio, anche un folto gruppo di giovani di Nomadelfia. L
a “Settimana mondo unito” (United World Week), che aprirà i battenti subito dopo, sarà invece un unico grande evento, dislocato in vari punti del mondo. Una expo internazionale – parte integrante dello United World Project – che da più di vent’anni (la prima edizione nel maggio 1995) torna in questo periodo dell’anno per dare vita, in diversi punti del pianeta, ma soprattutto dove prevalgono solitudine, povertà, emarginazione, a rapporti di pacifica convivenza tra popoli e culture. Nel tempo, la “Settimana Mondo Unito” si è fatta spazio nell’opinione pubblica, attraverso i mass media e i social, portando tali azioni di fraternità all’attenzione delle istituzioni locali, nazionali e sovranazionali, ma anche di personalità del mondo della cultura, dello sport, della società civile e religiosa. L’edizione del 2018 avrà come filo conduttore il tema “Generazione Fame zero”, uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda approvata dagli Stati membri delle Nazioni Unite, da raggiungere entro il 2030. I ragazzi e i giovani del Movimento dei Focolari sono già impegnati, da qualche tempo, a dare un contributo all’importante progetto portato avanti dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) sui temi della malnutrizione, dello spreco di cibo, del rispetto della natura, con iniziative personali e collettive volte ad un uso responsabile delle risorse della terra (vedi il numero della rivista “Teens” interamente dedicato al tema). La “Settimana” sarà quindi un’occasione per mostrare i frutti di questa collaborazione e coinvolgere un numero crescente di ragazzi, cittadini e istituzioni al raggiungimento dell’obiettivo. A conclusione, con “epicentro” domenica 6 maggio, tornerà “Run for Unity”, staffetta sportiva realizzata da centinaia di migliaia di ragazzi di nazionalità, religioni, culture, etnie diverse che copriranno la terra, passandosi idealmente un testimone di “fraternità”, da est a ovest. A ogni tappa, percorsa a piedi, o in bicicletta, o camminando, o facendo correre un pensiero di pace, la staffetta più controcorrente che ci sia si arricchirà di eventi sportivi, giochi, azioni di solidarietà e quanto può servire a testimoniare che il sogno di un mondo unito resiste, nonostante le tensioni o i segnali contrari. E forse questi ragazzi ne saranno i protagonisti. Chiara Favotti Facebook: www.facebook.com/primomaggioloppiano/
Il Genfest Italia sarà trasmesso in streaming su www.primomaggioloppiano.it/live il 1° maggio 2018 dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00. (altro…)

Antonella Lombardo
Nasce così l’Associazione culturale Dancelab Armonia, per sviluppare la ricerca dell’armonia e il dialogo tra culture diverse, nell’ottica della pace. L’Associazione promuove un Festival internazionale, “Armonia tra i popoli”, giunto alla 13esima edizione, che ha coinvolto l’intera comunità provinciale, e un Campus di danza, destinato a ballerini provenienti da varie parti del mondo, anche da zone di conflitto come Israele e Palestina. A loro in particolare è rivolta una azione di formazione professionale e umana, incentrata sulla cultura della pace. Nel corso degli anni l’Associazione ha realizzato vari Campus in Italia, a Budapest e dal 2014 in Medioriente, presso la Fondazione Giovanni Paolo II, in collaborazione con l’Associazione “Children Without Borders” e il sostegno della Custodia di Terra Santa. Spiega la Lombardo: «La pace non è un traguardo, ma un processo faticoso, nel quotidiano. Una scommessa educativa. Durante il Campus i giovani imparano le tecniche della danza e sperimentano la potenza del linguaggio superiore dell’Arte. Nella serata conclusiva, testimoniano le esperienze positive basate sul rispetto reciproco, su rapporti di autentica fratellanza, sulla conoscenza reciproca». Fa parte del progetto anche una Marcia pacifista, interculturale e interreligiosa che si tiene ogni anno il 4 ottobre, in cui sono coinvolti la Regione Toscana, gli Enti locali e le scuole, ma anche le comunità religiose (cattolica, musulmana, ebrea) e le associazioni di volontariato.
Quanti giovani hai incontrato nella tua carriera? «Migliaia. La danza è una disciplina severa e selettiva, ma i giovani ne sono attirati. Un certo impulso viene anche dai talent televisivi, che però danno una informazione distorta dell’essenza dell’arte. È necessario rispondere con una dimensione esperienziale per essere più incisivi come maestri. Oggi i giovani non accolgono facilmente insegnamenti teorici senza provarne personalmente l’efficacia». L’arte può avere un valore sociale? Antonella Lombardo ne è certa: «L’arte è la profezia di un nuovo umanesimo, una delle vie per raggiungere l’armonia sociale. Perché è un riflesso della Bellezza che è Amore». E conclude: «Cercando di vivere la mia professione in questa dimensione ho visto cambiare la mia vita. Ho trovato un senso a tutto quello che prima mi sembrava non essere essenziale. E poi cerco di dare la possibilità a molti giovani di fare altrettanto. Perché tutti, come mi ha insegnato Chiara Lubich, possono fare della propria vita un’opera d’arte». Chiara Favotti (altro…)
«Ricordiamo oggi, in occasione del decimo anniversario della sua morte, una grande donna». A parlare è l’Arcivescovo di Belgrado, Mons. Hočevar, durante una Santa Messa il 14 marzo scorso: «Mentre nel mondo governavano le tenebre, una nuova Luce illuminava il cuore di Chiara Lubich. Dove il peccato, l’odio e il male creavano divisione, l’amore avvicinava, connetteva, univa, costruiva e restaurava. Sotto il fragore di conflitti storici, culturali e sociali, oggi, come allora, siamo chiamati ad accendere una nuova luce di comprensione, unità e cooperazione». Avvicinare, connettere, unire, costruire: sono i verbi che forse meglio esprimono il senso di una “festa” planetaria iniziata lo scorso mese di marzo, e ancora in corso, per ricordare e rilanciare l’eredità spirituale lasciata dalla fondatrice dei Focolari. «Se oggi dovessi lasciare questa terra e mi si chiedesse una parola, come ultima che dice il nostro Ideale, vi direi, sicura d’esser capita nel senso più esatto: siate una famiglia». Pronunciate da Chiara Lubich nel dicembre 1973, queste parole risuonano come un testamento sempre attuale. Piccoli flash, tra i tantissimi echi arrivati da ogni angolo del mondo.
A Chiang Mai, tra le montagne della Thailandia settentrionale, dove centinaia di templi buddisti riccamente decorati sono il simbolo culturale della nazione, una sessantina di membri della comunità dei Focolari, appartenenti a cinque diversi gruppi etnici (Thai, Karen, Akha, Lahu, Kachin), insieme ad altri provenienti dalle Filippine, hanno voluto ricordare Chiara Lubich con una iniziativa di aiuto a una comunità povera della tribù Kachin. «Dopo la Celebrazione Eucaristica, bambini e adulti della comunità ci siamo messi in viaggio verso un villaggio povero, a 7 km dalla città, dove abitano dei nostri amici della tribù Kachin. Ci siamo messi a pulire e a preparare, su richiesta degli abitanti, un luogo dove i bambini potessero giocare. Alla fine, la trasformazione di quel piccolo posto era avvenuta, ma quella più grande era avvenuta nel cuore e nei rapporti personali, mentre lavoravamo sudando sotto il sole bruciante. In questo quartiere spoglio c’era la presenza di Dio. Cerchiamo di cambiare il mondo, un villaggio alla volta».
In sei regioni del Kenya, in contesti politico-sociali caratterizzati da tensioni, incertezza, sfiducia e in alcuni casi da veri e propri conflitti tra le persone, le comunità del posto hanno dato vita a diverse giornate, per incarnare con nuovo slancio un messaggio di unità e affrontare le sfide e difficoltà di un Paese multietnico e multireligioso: a Garissa, nella zona orientale, provata da forti tensioni tra cristiani e musulmani, a Amukura e a Seme nell’ovest, a Mombasa, sulla costa, ma anche a Karatina nel centro e Meru nel nord est. «Chiara continua a guidarci anche in questo momento della nostra storia». Quasi ovunque, nei diversi Paesi, le autorità religiose o i rappresentanti della Chiesa sono presenti e partecipi. Come a Varsavia, in Polonia. Qui alla comunità riunita il Vescovo della Chiesa Metodista invia un messaggio, mentre il Nunzio della Chiesa cattolica porta a tutti il saluto di Papa Francesco.
A Mosca, durante una serata arricchita dallo scambio spontaneo tra i partecipanti, il ricordo dell’arrivo, negli anni ‘70, dei primi focolarini nell’allora Unione Sovietica è motivo di rinnovata gratitudine. Anche a Chelyabinsk, sulle pendici orientali degli Urali, a circa 1900 km da Mosca, si riunisce la comunità dei Focolari, mentre a Krasnojarsk, nella Russia siberiana centrale, si svolge per tre giorni una “mariapoli”, definita non a caso “di famiglia”. L’”eredità” di Chiara Lubich risuona con particolare intensità a Dublino, in Irlanda, scelta per ospitare, nel prossimo mese di agosto, l’Incontro Mondiale delle Famiglie. Qui la sua figura viene ricordata anche con testimonianze di accoglienza e cura tra generazioni. A Stoccolma, in Svezia, un gruppo di giovani prepara per tutti una cena, occasione per uno scambio profondo tra i partecipanti sugli effetti della spiritualità dell’unità nella propria vita. Un anniversario “di famiglia” anche qui. Chiara Favotti (altro…)
Negli ultimi tempi la teologia ha cercato di puntellare la propria conoscenza su basi nuove e moderne, capaci di farle superare le sfide poste dalla società complessa. E’ nata così la “teologia dall’unità”, che nasce dal rapporto con l’esperienza di pensiero e d’azione di Chiara Lubich e del Movimento dei Focolari. Piero Coda ne è l’alfiere principale, avendo firmato i saggi fondativi di tale prospettiva teologica. eNU1, il primo ebook di Nuova Umanità, ha raccolto i migliori saggi, le pietre miliari di tale nuova teologia: un numero imperdibile per chi vuole capire il destino del cristianesimo nel terzo millennio. Ed. Città Nuova eNU