12 Ott 2017 | Centro internazionale, Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo, Spiritualità
La crisi venutasi a creare attorno agli esperimenti balistici della Corea del Nord e alla reazione dell’Amministrazione degli Stati Uniti hanno generato il timore di una possibilità concreta di conflitto nucleare. L’antico adagio latino ‘per mantenere la pace prepara la guerra’ oggi non ha più senso. Le conseguenze di un conflitto, ancor più con uso di armi nucleari, avrebbero conseguenze devastanti per l’intero pianeta. La pace deve essere raggiunta a tutti i costi dove si è incrinata e mantenuta dove la si è ottenuta. Nei membri del Movimento dei Focolari cresce la coscienza del ruolo che ciascuno, come singolo e comunità, ha in questo processo. Oltre alle preghiere non mancano coinvolgimenti di diverso tipo a questo sforzo comune, spesso ispirato da iniziative di altre organizzazioni o movimenti con cui i Focolari collaborano. In tal senso non possiamo non ricordare quanto l’amicizia spirituale fra Chiara Lubich e Nikkyo Niwano, fondatore del movimento buddhista giapponese Rissho Kosei kai, abbia fatto per contribuire alla causa della pace e per formare a questo le nuove generazioni. “Sebbene ci siano difficoltà, la nostra collaborazione farà sperare che sia possibile lavorare tutti insieme per la pace”, scriveva Niwano a Chiara. In occasione del 50mo anniversario della nascita dei Focolari, il fondatore del movimento buddhista ed il figlio Nichico reiteravano questo impegno comune per “rendere la nostra famiglia umana più unita”. La Rissho Kosei kai si è fatta sentire anche in questi giorni con un comunicato ufficiale con il quale la Presidente designata, Rev. Sig.ra Kosho Niwano, ha raggiunto leaders mondiali, sia politici che religiosi, rinnovando l’impegno del suo movimento a non lasciare nulla di intentato perché la pace sia preservata nella penisola coreana. L’appello si ispira al pensiero del fondatore Niwano che, in occasione del suo intervento all’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1978, in un clima di piena Guerra Fredda si era rivolto ai leaders degli USA e dell’URSS. “Invece di rischiare con le armi, per favore rischiate per la pace e per il disarmo” aveva detto. Niwano, come molti leaders religiosi del suo tempo, fra questi Paolo VI e Giovanni Paolo II, e anche Chiara Lubich, aveva intuito il ruolo che le religioni possono avere nel contribuire a realizzare e a mantenere la pace mondiale. Il messaggio inviato dalla Sig.ra Niwano anche a Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, viene dalla figlia di un popolo che ha sofferto in maniera indicibile durante l’ultimo conflitto mondiale, e mette i leaders politici del mondo di fronte al pericolo degli effetti di sanzioni che potrebbero causare reazioni imprevedibili. Anche in occidente si stanno sensibilizzando le coscienze al pericolo di una escalation nucleare. In occasione del ricordo della Giornata di Preghiera per la pace, indetta da Giovanni Paolo II nel 1986, il Comitato per una Civiltà dell’Amore ha organizzato una riflessione dal titolo “Progetto di pacificazione dell’area coreana”. Si tratta di un convegno che si terrà presso il Sacro Convento di Assisi (Italia) il prossimo 28 ottobre. Leggi il comunicato originale (altro…)
11 Ott 2017 | Chiara Lubich, Cultura
Ces textes de Chiara Lubich sur l’amour du frère offrent beaucoup d’espoir pour notre monde. Cet espoir n’est ni utopique ni illusoire car la proposition de Chiara Lubich a convaincu au cours des décennies des milliers de personnes qui, chaque jour, se mettent ou se remettent à l’école de l’amour. Dans la spiritualité de l’unité de Chiara Lubich, l’amour du prochain constitue le premier pas pour réaliser le commandement de l’amour réciproque. Cet objectif n’est jamais perdu de vue. Du reste, comment l’amour du frère pourrait il être authentique s’il n’y avait le désir qu’il aime à son tour, s’il n’y avait le désir que lui aussi connaisse la plénitude de la joie qui vient de l’unité ? Chez Chiara Lubich, le concept de «l’amour du prochain» est fortement et explicitement enraciné dans la Parole de Dieu. Elle l’annonce avec courage dans le monde entier, à l’ONU comme dans les temples de toutes religions, orientales et occidentales, et met en évidence les fondements anthropologiques de l’amour. Puisant à l’amour divin, celui qui aime son frère demeure en Dieu et cette expérience ouvre une «voie» nouvelle dans l’histoire de la spiritualité, celle du «frère», voie de sainteté. « Si tous les hommes, ou au moins un peut groupe d’entre eux, se faisaient vrais serviteurs de Dieu dons le prochain, bien vite le monde appartiendrait au Christ» Éditions Nouvelle Cité
9 Ott 2017 | Cultura
Il libro esplora teoreticamente l’esperienza umana e intellettuale di due autori d’eccezione: il filosofo ebreo Franz Rosenzweig e il teologo e filosofo cattolico Klaus Hemmerle. Il primo, testimone di un nuovo pensiero capace di prendere sul serio il tempo e la prossimità dell’altro alla luce dell’esperienza dell’unità della comunità ebraica orientata dalla Stella di Davide; il secondo, promotore di un’ontologia trinitaria dal proprium cristiano alla luce dell’evento Gesù Cristo dischiuso nel mistero del suo abbandono sulla Croce. Oltre a evidenziare le implicazioni inedite del pensiero dei due Autori per il dialogo interreligioso e per quello tra teologia e filosofia, il saggio esplora le vie maestre di un pensare ritmato dal movimento reciproco e indefinitamente aperto dell’amore che fa uno: l’agape. Un contributo originale che mette in rilievo, in particolare, lo stimolo permanente che l’opera di Rosenzweig ha offerto al pensiero di Hemmerle e la promettente novità relativa alla recezione dell’ontologia trinitaria che qualifica la ricerca e il dialogo dell’Istituto Universitario Sophia L’AUTRICE – Maria Benedetta Curi, laurea triennale e laurea specialistica in filosofia presso l’università di Pisa, si è specializzata nel campo della filosofia del dialogo, con approfondimenti di spiritualità, mistica, lingua e letteratura ebraica. Attualmente collabora alla cattedra di Ontologia trinitaria presso l’Istituto universitario Sophia di Loppiano (FI). È autrice del contributo Il nuovo pensare e Klaus Hemmerle, pubblicato da Città Nuova in Un pensiero per abitare la frontiera. Sulle tracce dell’ontologia trinitaria di Klaus Hemmerle (2015). LA COLLANA: TEOLOGIA diretta da Piero Coda, privilegia il tema trinitario, fondamentale per una riformulazione dell’ontologia, dell’antropologia e dell’ecclesiologia, e conduce un approfondimento originale sui principali momenti della riflessione teologica contemporanea. Città Nuova editrice
9 Ott 2017 | Cultura, Spiritualità
Non spaventi la sigla all’apparenza impronunciabile: la piattaforma, grazie all’aiuto di una grafica semplice, immediata e dai colori solari, si sta rivelando utilissima per la comunità internazionale di imprenditori e professionisti EdC che vogliono condividere i propri talenti e la propria esperienza e favorire la crescita di nuove imprese. I destinatari sono progetti di impresa, cooperative, micro-imprese, associazioni con impatto sociale positivo, ma anche persone che vogliono condurre la propria azienda nel rispetto dei principi dell’etica, della responsabilità sociale e ambientale e dell’inclusione. La piattaforma offre diversi servizi, specie alle start-up, ma allo stesso tempo rappresenta un ponte con l’intera comunità internazionale, consentendo di diventarne parte. Partecipare non è difficile. Grazie al portale, ogni neo imprenditore, mosso da una logica di collaborazione e reciprocità, può beneficiare di un tutoraggio a distanza o di un mentoring “personale” per maturare il proprio progetto. L’offerta passa attraverso la rete di Hub nazionali. Si tratta di “punti di accesso”, di “snodi” della rete, attualmente presenti in 13 Paesi (in Africa, Centro America, Sud America e Europa). La messa online della piattaforma segue di un anno l’apertura del primo Hub. In questo arco di tempo, gli Hub si sono moltiplicati, promuovendo localmente corsi e workshop di formazione tecnico-professionale e di approfondimento dei valori che sostengono il progetto dell’EdC, accompagnando in modo personalizzato e sistematico l’esecuzione di nuovi progetti imprenditoriali. Se fino ad oggi l’azione degli Hub poteva rivolgersi soltanto a progetti e persone presenti in uno stretto ambito territoriale, ora, grazie alla piattaforma (fruibile in spagnolo, portoghese, tedesco, italiano, francese e inglese), la stessa opportunità è offerta anche a chi non è fisicamente prossimo a un Hub locale. Roylán, ingegnere di telecomunicazioni ed elettronica e coordinatore dell’Hub spagnolo, spiega: «Trasmettere le nozioni base del linguaggio imprenditoriale e incoraggiare in modo adeguato e concreto i nuovi imprenditori che trovano momenti di incertezza e dubbi è una sfida molto arricchente. Coordinando gli appuntamenti e i compiti delle persone che volontariamente collaborano con le start-up ho potuto apprezzare il contributo di ciascuno: è grande il potenziale che abbiamo quando lavoriamo insieme, mossi da questa comune chiamata all’Economia di Comunione». Ogni Hub ha una propria storia da raccontare. L’Hub del Messico, ad esempio, è nato dall’incontro tra alcune attività economiche del territorio che desideravano svilupparsi a livello di micro-imprese e il programma di incubazione EdC. Enrique, produttore di marmellate artigianali, ha partecipato al primo workshop di incubazione a Città del Messico: «L’incubazione mi ha aiutato a crescere e a trasformare la mia piccola attività in una vera e propria impresa; ma allo stesso tempo ha favorito una crescita personale e profonda nella cultura EdC. Il cambiamento più grande per me è stato cominciare a generare comunione a partire dalla mia impresa, aiutando persone vulnerabili. Quando l’azienda crescerà, potremo offrire lavoro a persone bisognose, disabili o che non troverebbero lavoro altrove. A livello tecnico il workshop mi ha aiutato a migliorare i processi di produzione e conservazione dei prodotti, migliorandone la qualità. Adesso stiamo formalizzando tutti i permessi necessari per entrare con più forza nel mercato». All’interno della piattaforma vi è una “area riservata” per gli imprenditori che desiderano unirsi alla comunità EdC. Al suo interno tre diversi ambiti: “Networking”, per presentare i propri progetti, conoscere altri imprenditori e scambiare esperienze; “Wiki Toolkit”, per condividere articoli e video; e “Incubazione Digitale”, rivolta ai portatori di progetti che non hanno la possibilità di essere accompagnati localmente. Vedi il sito EoC-IIN Fonte: EdC online (altro…)