La fiammella
https://vimeo.com/195974447 (Copyright 2016 © CSC Audiovisivi – All rights reserved) (altro…)
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No Porto dia 6 de janeiro ás 20h no centro de cultura e espiritualidade cristã para universitários. Em Cascais, para ajudar as comunidades da Síria, dia 7 de janeiro. Missa ás 18h seguida do jantar ás 19h30.
Scarica brochure con il programma Diretta streaming 11 Marzo 2017, 16:00-18:30 (CET, UTC+1)
Un
percorso di vita e pensiero da condividere lungo tutto l’arco dell’anno alle diverse latitudini. A 50 anni dalla fondazione, durante tutto il 2017, si realizzeranno vari eventi e iniziative locali in diversi Paesi del mondo. Un percorso di vita e pensiero in più tappe per mettere in luce il valore antropologico e universale della famiglia nella prospettiva della “fratellanza universale”, testimoniare la ricchezza delle diversità culturali e sociali insieme all’ideale dell’unità incarnato nella vita di famiglia. L’evento centrale si terrà a Loppiano dal 10 al 12 marzo 2017. Previste circa 800 persone in rappresentanza da tutto il mondo. Le famiglie potranno immergersi pienamente nella realtà della cittadella internazionale dei Focolari e testimoniare il sogno di Chiara che attraversa tutti i continenti. Al mattino, workshop per adulti, giovani ragazzi e bambini, realizzati in collaborazione con il movimento parrocchiale, i centri gen3 e gen4, AfnOnlus e AMU. Nel pomeriggio l’incontro presso l’Auditorium in diretta streaming accoglierà anche gli esperti di tematiche familiari partecipanti al Seminario Culturale che si terrà presso l’Università Sophia (10 -11 marzo 2017). Da questo seminario di respiro universale prenderà inoltre il via il futuro Centro Studi sulla famiglia, con l’obiettivo di approfondire il contributo della spiritualità dell’unità per la famiglia nelle sfide di oggi. Per informazione www.famiglienuove.org famiglienuove@focolare.org https://www.youtube.com/watch?v=DFZW86NLhaA (altro…)
«Così è la brama così è l’ira, esse nascono dal rajas, dalla passione dei sensi che tutto divora…» (Bhagavad Gita 3,37). È una delle citazioni fatte da Paramahamsa Svami Yogananda Ghiri, presidente onorario dell’Unione Induista italiana (UII), nel suo discorso di saluto alla 1° Conferenza cristiano-induista, che il 6 dicembre ha gremito l’aula magna dell’Università Gregoriana (Roma). Ad aprire i lavori il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, promotore dell’evento, in collaborazione con l’UII, la Conferenza episcopale italiana, Religions for Peace e il Movimento dei Focolari. Il prelato, nell’esprimere la sua gioia per questo momento di dialogo, auspica fiducioso: «Con la nostra luce interiore che arde e illumina, saremo capaci di orientare ogni nostro passo sulla via della Pace». Cristianesimo ed induismo, religioni rappresentate in egual misura da 300 persone animate da un profondo desiderio di conoscenza e di comunione reciproche. Due emblemi campeggiano nell’aula: la Lampada e il Crocefisso, ambedue simboli di luce. “Luce di Pace” è, infatti, il titolo della giornata trascorsa nel dialogo e nella ricerca di costruire insieme la Pace. Significative le parole del vescovo Paul Gallagher, segretario per i rapporti del Vaticano con gli Stati che, dopo aver ricordato i molti conflitti presenti nel pianeta, si appella alla comunità internazionale per un «superamento della logica dell’individualismo, della competitività, del voler essere i primi» e chiede che al più presto si promuova “un’etica della solidarietà”.
Di grande interesse anche l’analisi del prof. Naso dell’Università La Sapienza (Roma). Egli, dopo aver riportato i tristi dati della conflittualità generata da motivi religiosi, ricorda i molti casi in cui sono proprio le comunità di fede a diventare mediatori di processi di pace (es. Irlanda del Nord, Sudafrica, Mozambico). Ciò fa sperare che «le religioni possano davvero giocare un ruolo costruttivo nelle situazioni di conflitto». Vivace e supportata da esperienze personali, la relazione della psicologa induista Sangita Dubey, sulle differenze culturali e sui costi psichici della migrazione dovuti alla diversa alimentazione, lingua, mentalità… Afferma, perciò, che occorre moltiplicare gli eventi interreligiosi, così da penetrare nelle tradizioni dell’altro, accogliendo le rispettive diversità. “La sconfitta del dialogo”, sottolinea Svamini Hamsananda Ghiri (UII) nel suo discorso sulla prospettiva induista, «è la paura, l’indifferenza, il fondamentalismo, il sospetto dell’altro»; per perseguire il bene comune occorre «vedere l’altro come fratello, perché generato da un Dio Padre». Paolo Trianni, dell’Ateneo di S. Anselmo, a cui è chiesto di esprimere la prospettiva cristiana, conclude: «Quando s’incontrano due civiltà millenarie, due spiritualità così profonde, non possono che discenderne grandi ricchezze». Due esperienze di dialogo hanno dato concretezza alle prospettive tracciate: fr. Cesare Bovinelli monaco di Camaldoli (Italia), ha ricordato la grande sintonia sui temi dell’ambiente negli incontri di Assisi; una giovane dei Focolari, Aileen Carneiro, dell’India, ha descritto le molteplici attività svolte nel suo Paese con giovani indù e cristiani. In particolare, la sinergia con il gruppo gandhiano Shanti Ashram di Coimbatore, da cui ha preso vita un progetto tendente a risolvere la povertà seguendo l’Economia di Comunione. Aileen ha spiegato che va privilegiato il dialogo della vita, mettendo in pratica la cosiddetta Regola d’Oro: «Fai agli altri tutto ciò che vorresti fosse fatto a te». La Conferenza si è conclusa con uno spazio culturale di poesie, canti e danze sacre indù, in cui l’arte è diventata ulteriore motivo di comunione, degna cornice alla lettura del Comunicato congiunto Anna Friso (altro…)
https://vimeo.com/183142539 (altro…)

Rocco Femia, direttore della rivista Radici
Una cinquantina di artisti si sono esibiti gratuitamente, confermando la forte sensibilità con chi ha sofferto gravi perdite: l’orchestra da camera OCCITANIA con musiche di Bach; il Gruppo Incanto di canti popolari italiani e che porta per il mondo un musical intitolato “ITALIANI, quando gli immigranti eravamo noi”; Il Trio DALTIN; Vicente e Rafael PRADAL della Spagna; il chitarrista virtuoso di flamenco Kiko Ruiz; il Trio di musica Jazz NACCARATO; la delicatezza e il virtuosismo del mandolinista Julien Martineau; le canzoni-poesie del grande Faber, suonate dalla Fabrizio DE ANDRÈ Band; Le indimenticabili musiche dei più famosi film italiani e il gran finale con standing ovation della soprano Cécile LIMAL che ha intonato “La vita è bella”… di Roberto Benigni. Tutto alternato dalle vivaci presentazioni del trio composto da Rocco Femia direttore della rivista RADICI, e dai giornalisti televisivi Marina Lorenzo e Patrick Noviello. Il direttore di RADICI, poi nel ringraziare, non dimentica proprio nessuno, consapevole dell’apporto di ciascuno per la riuscita dell’evento: dall’équipe dei tecnici al direttore artistico, alla regia dei suoni, delle luci. E ancora, il vice-sindaco Francis Grass, il Console d’Italia a Tolosa, Fabrizio Mazza, gli sponsor, i benefattori, i media… tutti insieme hanno “vinto la battaglia”. Ed è ciò che sperimento mentre condivido con gli artisti e i tecnici una cena in piedi post concerto. Si sente un filo profondo che li lega, fatto di fiducia reciproca, di stima, di talenti condivisi, di solidarietà, di voglia di rendere il mondo più bello. E avverto con gioia e stupore che questo filo si è intrecciato anche con me, con AMU. Perciò non sarò sorpreso se scoprirò che ho vissuto appena l’inizio di un lungo e benefico rapporto di collaborazione. Presentando, infatti, “Azione per un mondo unito” durante il concerto, Rocco Femia ha evidenziato lo slogan del progetto RImPresa, come espressione di ciò che per i presenti sembrava già convinzione: «vibra la speranza, non trema il futuro». Gustavo Clariá (altro…)