9 Nov 2015 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Spiritualità
«Sulla via Gocciadoro, Chiara mi indicava le stelle. Non ricordo le sue parole. Pensandoci bene, mi par di capire che era l’ansia di uscir fuori dal nostro piccolo mondo per spaziare in un mondo più vasto». Così Giosi Guella annota i suoi primi incontri con Chiara Lubich nella primavera del 1944 a Trento. La via Gocciadoro dove Chiara abitava con la sua famiglia prima del bombardamento del 13 maggio 1944, che la rese inagibile, e l’omonimo bosco (ora parco cittadino) che allora lambiva il capoluogo trentino, resta tra i luoghi simbolo del Movimento dei Focolari nella sua città d’origine. Di qui il titolo del racconto della sua vita accanto alla fondatrice dei Focolari, che con lei ha condiviso i vari momenti di luce e di prova che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo di questa nuova realtà nella Chiesa. Tra il primo gruppo che si unì a Chiara Lubich, Giosi Guella spiccava per la sua essenzialità, schiettezza, concretezza. Già nell’autunno del 1944, aveva condiviso con Chiara il piccolo appartamento in piazza Cappuccini 2, a Trento. Iniziava in tal modo a prendere forma la prima cellula di quello che sarebbe stato il Movimento dei Focolari. Dovunque ha vissuto, Giosi ha accolto e sollevato sofferenze, offerto consigli accorti, aiutato a trovare casa, lavoro, fiducia. Ha dato così impulso al consolidamento di tante comunità dei Focolari, facendo sì che fra tutti fossero condivisi dolori e gioie, conquiste e sconfitte, offerte inaspettate di risorse che andavano a ripianare richieste impellenti di aiuto. Tutto contribuiva al “capitale di Dio” che si andava formando, composto di beni, ma anche di bisogni, di cui fin da allora fu amministratrice oculata e allo stesso tempo generosa. Con la sua attenzione costante verso gli ultimi, le fu congeniale organizzare, a partire dal 1948, la comunione dei beni del primo gruppo trentino: si tratta di quella pratica, poi diffusa nel Movimento dei Focolari in tutto il mondo, che si ispira alla vita della prima comunità cristiana, dove si mettevano in comune i propri beni, affinché non ci fosse nessun indigente. In seguito, man mano si diffondeva il Movimento in vari paesi e si rendevano necessarie azioni sociali di vario tipo, continuò a seguirne lo sviluppo. Ebbe poi modo di accompagnare i primi passi del progetto per un’“Economia di Comunione”, lanciato da Chiara Lubich in Brasile nel 1991. A vent’anni dalla sua morte, viene pubblicata una sua biografia, certamente non esaustiva, attingendo dai suoi pochi scritti e discorsi registrati. Infatti, lei non amava tanto scrivere, preferiva “agire”. Sono dunque tanto più preziose quelle pagine, di una straordinaria franchezza e disarmante semplicità. Mi sono affidata perciò a quegli scritti, sul crinale tra cronaca e storia, lasciando a lei la parola per quanto mi è stato possibile. E quando il racconto si interrompeva, ho potuto raccogliere alcune interviste di quanti hanno condiviso con lei tanti tratti del cammino di un’Opera di Dio che, “scritta in cielo”, man mano si andava dispiegando in terra lungo vie misteriose e ancora inesplorate. Le loro testimonianze mi hanno permesso di tratteggiare alcuni passaggi di questa semplice, “troppo semplice” vita, eppure fortemente intrecciata con quella dei Focolari, alla cui costruzione Giosi ha dato tutta se stessa con il proprio inconfondibile timbro. Caterina Ruggiu Lungo la via Gocciadoro, Città Nuova editrice (altro…)
6 Nov 2015 | Focolari nel Mondo
Nel cinquantesimo anniversario del Documento Conciliare “Nostra Aetate”, Jerusalemexpo2015 valorizzerà, mostrandolo, un meraviglioso caleidoscopio di quotidiano impegno a rinsaldare la fraternità, incrementare il dialogo e superare ogni sorta di divisione. Famosi artisti oltre che i talenti più diversi hanno aderito alla chiamata di comporre insieme, il prossimo 12 novembre, la suddetta expo. Un evento che vuole evidenziare che a Gerusalemme, nonostante la ricorrente violenza, c’è un forte desiderio di unità che si esprime in iniziative genuine e fraterne. L’evento sarà trasmesso in streaming. Website: http://www.jerusalemexpo2015.com/ Facebook: https://www.facebook.com/NostraAetateJerusalem/ (altro…)
6 Nov 2015 | Chiesa, Focolari nel Mondo
L’evento si articola in un Congresso (30 Giugno-1 Luglio 2016) e in una manifestazione pubblica all’aperto il giorno seguente (2 Luglio 2016) con la quale si vuole dare un segno forte di speranza. Attraverso vari interventi, testimonianze, canti, preghiere si desidera testimoniare che l’unità è possibile, che la riconciliazione è la porta per l’unità nella diversità – come si è sperimentato da oltre 15 anni nell’insieme di Comunità e Movimenti di varie Chiese. L’unità è possibile. Vivendo il Vangelo di Gesù Cristo si possono superare le divisioni tra persone, tra popolazioni e partiti, tra culture e anche tra le Chiese e confessioni cristiane.
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«7 Sì» riassumono l’impegno per l’Europa delle Comunità e dei Movimenti cristiani di Insieme per l’Europa 2016
Programma evento (altro…)
6 Nov 2015 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Il 22 agosto 1944, ho perso l’unica mia sorella nella tragedia navale di Tsushima maru», la nave passeggeri affondata da un sommergibile americano, in cui morirono oltre 1400 civili, tra cui oltre 700 bambini. «Mia madre, fino alla morte a 96 anni, ha continuato a soffrire e a ripetere: “La guerra me l’ha mangiata”». A raccontare la sua storia, dal profondo del cuore, è la signora Toshiko Tsuhako. La sua città, sull’isola Okinawa, è stata teatro tra aprile e giugno del 1945 dell’unica battaglia via terra combattuta in Giappone: 150mila morti. «Avevo ancora l’età di una bambina innocente quando mi sono trovata immersa nella tragica esperienza della guerra a contatto con le dolorose ferite che essa causa al corpo e agli animi delle persone. A 12 anni è arrivata la fine della guerra. Mia madre era di costituzione fragile ed essendo rimasta figlia unica mi sono dedicata con tutte le mie forze a cercare di sostenerla e di alleviare le sue afflizioni. A 16 anni ho incontrato la fede cristiana ed ho ricevuto la grazia del battesimo». Già adulta viene a contatto con la spiritualità dei Focolari: «Sono rimasta molto sorpresa nel sentire che la fondatrice Chiara Lubich durante la II Guerra Mondiale ha capito che Dio ci ama immensamente e che siamo tutti fratelli e sorelle che aspirano a un mondo unito, perché questa realtà coincideva con il grande sogno che portavo in me da quando ero ragazza». «Anche se sapevo che tutto ciò che succede è nelle mani di Dio, innumerevoli volte mi chiedevo: “perché ci sono ancora le guerre dolorose e crudeli?”, mentre io continuavo a sognare sempre una “Famiglia globale” dove le persone vivono la gratitudine vicendevole e la comunione». «Per costruire un mondo vero di pace penso che Dio abbia bisogno della collaborazione degli uomini. Occorre coltivare cuori che amino anche il proprio Paese, ma più di ogni altra cosa, anime sensibili che si donino al bene delle persone, che sappiano amare». «In questa ricorrenza della fine della guerra – testimonia Toshiko – rinnovo la mia fiducia in Dio e il mio impegno a proseguire il cammino nella costruzione della pace». (altro…)
5 Nov 2015 | Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il 28 ottobre del 1965, i Padri del Concilio, ormai avviati verso la conclusione della storica assise mondiale dei vescovi della Chiesa cattolica, promulgavano Nostra Aetate, il documento di gran lunga più breve fra quelli emersi dai lavori conciliari. È trascorso mezzo secolo da quel giorno e la portata di quelle brevi pagine si è rivelata profetica se si pensa che la Chiesa cattolica veniva da secoli di convinzione pressoché adamantina che ‘fuori della Chiesa non c’è salvezza’ – il famoso adagio latino extra ecclesiam nulla salus. Benedetto XVI, nel febbraio del 2013, pochi giorni dopo aver annunciato il suo ‘ritiro’, riflettendo sul Concilio, al termine dell’anno che celebrava il cinquantesimo del suo inizio, definiva questo documento, insieme a Gaudium et Spes e a quello sulla libertà religiosa, come «una trilogia molto importante, la cui importanza si è mostrata solo nel corso dei decenni». In effetti Nostra Aetate ha aperto l’orizzonte del mondo cristiano verso gli altri in quanto ‘altri’, ma la sua gestazione, all’interno dei procedimenti conciliari, era stata tutt’altro che facile. Nata da un suggerimento personale a Giovanni XXIII da parte dello storico ebreo francese Jules Isaac, lo schema iniziale era stato affidato dal Papa al card. Bea. Si pensava ad un documento che contribuisse a scongiurare il ripetersi di tragedie come la Shoà ma, dopo lunghe e complesse discussioni, il Concilio arrivò a quelle poche pagine che si rivolgevano a tutte le religioni del mondo. In effetti, attraverso un laborioso e non facile percorso, il documento si apre a tutte le maggiori fedi religiose, con un accento, senza dubbio, particolare nei confronti dell’ebraismo e dell’islam. Nostra Aetate sottolinea come gli ebrei debbano essere presentati in positivo: «non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla Sacra Scrittura». Soprattutto, si esclude la responsabilità collettiva di Israele nella morte di Gesù. Cambia così radicalmente la prospettiva cristiana e cattolica vecchia di secoli, potremmo dire di quasi due millenni. Allo stesso tempo emerge un grande rispetto anche nei confronti dell’Islam. «La Chiesa guarda anche con stima i musulmani – dichiara il documento – e, «se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà». Come accennato, è chiaro anche il riconoscimento di tradizioni come induismo e buddhismo senza dimenticare le religioni tradizionali. Infatti, vi si afferma che “la Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni”. Quelle che spesso nel corso della storia non erano state riconosciute come religioni erano ora valorizzate dalla tradizione cattolica che riconosceva la presenza di verità e santità anche nelle loro tradizioni.
In questi giorni una grande varietà di eventi vengono celebrati in diverse parti del mondo per riflettere sul valore di Nostra Aetate e sulle conseguenze che essa ha significato nell’incontro fra uomini e donne di diverse tradizioni religiose. Fra tutti, particolarmente significativo è stato quello tenutosi presso la Pontificia Università Gregoriana ed organizzato dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Per tre giorni, dal 26 al 28 ottobre, circa 400 persone di diverse provenienze sia geografiche che culturali e religiose, hanno vissuto e riflettuto insieme su quanto avvenuto in questi cinquant’anni. Erano presenti rappresentanti di tutte le maggiori religioni del mondo (ebrei, musulmani, indù, giainisti, buddhisti, sikhs, e rappresentanti della Tenri-kyo e delle religioni tradizionali africane). Si è riflettuto su argomenti di grande rilevanza oggi: violenza e impegno per la pace, la sfida della libertà religiosa, educazione e trasmissione dei valori.
Il convegno, aperto dal card. Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, e dal card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, si è concluso con una ricca ed articolata riflessione su ‘Educare alla pace’ da parte del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato. I partecipanti hanno, poi, preso parte all’Udienza in Piazza S. Pietro dove Papa Francesco ha dedicato la sua catechesi proprio a Nostra Aetate proponendo una road-map per il futuro del dialogo, incoraggiando a lavorare insieme per i poveri, per la giustizia e per l’ambiente, senza dimenticare la pace. Al convegno hanno partecipato Rita Mousalem e Roberto Catalano, co-direttori del Centro del Dialogo Interreligioso del Movimento dei Focolari, che hanno portato ai presenti il saluto di Maria Voce e del Movimento e brevemente tracciato i tratti salienti del dialogo dei Focolari, assicurando l’impegno dei membri a continuare a lavorare per l’incontro e l’amicizia fra uomini e donne di diverse fedi. Roberto Catalano (altro…)
4 Nov 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Connettere i sogni, diffondere una nuova cultura: un titolo programmatico quello scelto per la Scuola interamericana di Economia di Comunione che si è svolta dal 26 al 31 ottobre nella Mariapoli Ginetta (San Paolo – Brasile), il luogo che, nel 1991, ha visto nascere dall’ispirazione di Chiara Lubich, il progetto EdC. 60 giovani partecipanti provenienti da Paraguay, Argentina, Messico, Guatemala, Cuba, Colombia, Bolivia e Brasile, hanno dato la loro decisa adesione ad avventurarsi nel mondo dell’imprenditoria secondo i principi innovativi presentati dalla fondatrice dei Focolari alla nascita del progetto. A sostegno della realizzazione di sogni e progetti, gli imprenditori presenti hanno dichiarato la loro piena disponibilità ad accompagnare con la propria esperienza questo cammino certo non facile che i giovani intendono intraprendere. La proposta è stata accolta con entusiasmo. Già a conclusione della scuola, ogni studente ha ricevuto dal proprio partner il certificato di partecipazione. È nata così una nuova esperienza di comunione che è stata chiamata “Operazione uno per uno”. Non solo. Maria Clézia Pinto, responsabile dei progetti dell’Anpecom (associazione che coordina le varie iniziative per un’Economia di Comunione in Brasile) ha annunciato l’avvio di un Programma di sostegno economico rivolto a piccole imprese che operano in situazioni di vulnerabilità sociale, offrono prodotti di alimentazione o servizi a favore dell’educazione, salute e abitazioni e ad iniziative tese allo sviluppo umano e sociale a favore delle classi di reddito medio-basso, basso e a quelle più indigenti. Si tratta di un programma ispirato ad iniziative già in atto in altre aree del mondo che offrono finanziamento e benefici vincolati all’adesione alle linee generali dell’EdC.
Nell’invito, chi ha lavorato alla preparazione della scuola aveva scritto rivolgendosi ai coetanei: “Non ci arrendiamo di fronte alle disuguaglianze e ingiustizie sociali”, lanciando una sfida: “E se questa trasformazione cominciasse dal prendere coscienza di che cosa sono povertà, economia, lavoro, relazioni interpersonali”? È stato su questi e altri temi di grande attualità, che si sono svolte tavole rotonde, incontri di gruppo, dove protagonisti erano proprio i giovani, insieme ad esperti ed imprenditori di anni di esperienza. Anouk Grevin, della Commissione Internazionale dell’EdC, nel suo intervento conclusivo, ha confidato che, sin dalla fase preparatoria, viva era l’aspettativa che la Scuola fosse come un laboratorio che potesse aprire nuove strade per l’EdC non solo in America Latina, ma nel mondo. (altro…)