Movimento dei Focolari
Filippine, media e dialogo: quando i giornalisti muoiono

Solidarietà: Thailandia, Turchia, Italia

Nella situazione di grande emergenza in alcune zone del mondo, in particolare in Thailandia per le massicce alluvioni, in Turchia per il violento terremoto, e nel Nord e Centro Italia per la forte inondazione, ci siamo messi in contatto appena possibile con membri dei Focolari nelle rispettive zone. Da Bangkok: “Viviamo una situazione di sospensione. Molte parti della città sono già inondate. Tanti sono già usciti dalla città anche perché l’acqua potabile e il cibo sono scarsi e manca l’elettricità. Sappiamo che diverse delle nostre famiglie hanno la loro casa inondata. Nel nord, sotto l’acqua già da più di un mese, conosciamo delle scuole cattoliche che hanno bisogno di aiuto per riparare le strutture, una volta che l’alluvione è finita. I giovani del Movimento hanno fatto diverse iniziative per raccogliere i soldi per le prime necessità. Sono andati a distribuirle nel campo più grande per gli alluvionati.” Da Istanbul: “La zona colpita è tra le più (se non la più) povere della Turchia, ed è già uno sforzo anche il solo mandare i bambini e i ragazzi a scuola che hanno l’obbligo, oltre che dei libri e materiale vario, anche della divisa scolastica. Per non parlare delle prime necessità di cui già la gente è bisognosa nell’ordinario; figurarsi dopo un terremoto!” Da Piemonte, Liguria e Toscana: molti dei Focolari hanno prestato soccorso insieme a tutti i volontari. Il Consorzio Tassano, azienda di Economia di Comunione, è sceso in campo, imprenditori e lavoratori insieme, per unirsi all’ondata di solidarietà e agli ingenti sforzi per ridurre i danni. Parte adesso, dopo i primi aiuti già arrivati, un’azione mondiale di raccolta di fondi rivolta tutti i giovani del Movimento e a chiunque voglia partecipare, per far fronte alle necessità delle persone che vivono in queste zone. È possibile inviare la somma raccolta tramite bonifico bancario, a queste coordinate: CONTO CORRENTE DELLA SEGRETERIA CENTRALE DEI GIOVANI PER UN MONDO UNITO (GMU) Specificare la causale della transazione. CONTO INTESTATO A:    PIA ASSOCIAZIONE MASCHILE OPERA DI MARIA Via Frascati 306, Rocca di Papa, 00040 Roma, Italia INDIRIZZO BANCA:          INTESA SAN PAOLO FILIALE DI GROTTAFERRATA VIA DELLE SORGENTI, 128 00046 GROTTAFERRATA (ROMA) ITALIA CODICE IBAN PER TRANSAZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI IBAN  IT04  M030  6939  1401  0000  0640  100 BIC  BCITITMM Per info: www.mondounito.net (altro…)

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Essere fuoco: la giornata dei giovani olandesi

Bagno di ragazzi per Maria Voce al Convegno annuale dei giovani cattolici olandesi, organizzato il 6 novembre dalla Conferenza episcopale insieme a vari movimenti. Migliaia i partecipanti. Lo stile è quello dei concerti rock, ritmo veloce, canzoni a tutto volume, simpatia, ma anche riflessione. L’identità cattolica, minoritaria in Olanda, è fortemente sottolineata. Tra una canzone di argomento religioso e l’altra, l’intervista ad un sacerdote, poi tocca a Maria Voce. Un gruppetto di gen sale con lei sul palco. Le pongono alcune domande. Le risposte sottolineano l’unità più che la diversità: «Prima di essere di questa chiesa o di quell’altra, credenti o no, siamo tutti figli di Dio, quindi fratelli». Maria Voce ricorda quando conobbe il Movimento, come fu colpita dall’affermazione: «Questa non è un’organizzazione, è una vita; se tu vivi il vangelo fai parte di questo gruppo». Seguono altre canzoni, l’intervista al vescovo che da 12 anni segue i giovani e che ora lascia questo incarico ad un suo vescovo ausiliare (anche lui intervistato), un video sulla GMG, un quarto d’ora di Radio Maria che ha aperto le trasmissioni in Olanda. E poi la santa messa, i workshop, gli stand. Tante emozioni, soprattutto emozioni. Ma anche in tanti un serio impegno a vivere e testimoniare quel “fuoco” a cui la giornata era intitolata e che oggi è stato acceso o riacceso. La presentatrice ripete: «Facciamoci accendere!». Nel pomeriggio, nella cittadella Marienkroon, Maria Voce incontra i membri dei Focolari arrivati da Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda e Finlandia. «Abbiamo sempre sognato che Chiara Lubich potesse venire a visitare i nostri paesi, ma non è riuscita. Ora questo è un momento storico per noi». Così accolgono la presidente, con familiarità, confidenza, tanto calore (e dicono che i popoli del nord sono freddi!), raccontando vittorie e difficoltà, soprattutto nel campo dell’ecumenismo. Maria Voce li ringrazia per la loro fedeltà e li incoraggia: «Dobbiamo arrivare alla famiglia universale. Ricordiamoci però che noi non facciamo il dialogo tra le religioni, ma tra le persone. Ad esempio nel recente grande incontro fra le Religioni ad Assisi ho avuto una grande gioia perché quasi tutti i convenuti, di diverse religioni, conoscevano il Movimento e mi testimoniavano la loro riconoscenza. Certo, a volte possiamo scoprire differenze che non riusciremo mai a superare, ma possiamo però accettarci fino in fondo, amandoci così come siamo. E devo testimoniare che nel 2011 ho avuto la sorpresa di trovare persone di altre religioni non più solo in dialogo con noi come dall’esterno, ma tutti insieme davanti al mondo per testimoniare l’ideale dell’unità.» Alla fine le canzoni, le foto, i saluti, un po’ di commozione e la promessa di rivedersi presto, magari in uno di questi paesi nordici! Ultimo momento della giornata, l’incontro con gli abitanti della cittadella, specialmente i pionieri, sulle cui vite e disponibilità a lasciare tutto, è nata e cresce Marienkroon. Persone che magari non hanno mai avuto il microfono in mano in occasioni pubbliche, ma che ora, davanti alla presidente, si fanno coraggio e donano con semplicità il racconto dei momenti più intimi della loro vita. «Lavoro nella cittadella perché le persone possano dire: “Com’è bello qui”. E trovare Dio, perché Dio è bello». Marienkroon: una cittadella unica, una cittadella fatta di cuori. Dall’inviato Giulio Meazzini (altro…)

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Giovani, Italia: l’impresa dei mille

«Se l’Italia sapesse che mille giovani, in questo momento, sono riuniti per capire insieme come dare il loro contributo al Paese, sarebbe un segnale fortissimo». Forse potrebbe sembrare eccessiva la frase pronunciata da uno dei partecipanti al congresso dei giovani del movimento dei Focolari, tenutosi tra Sassone e Castelgandolfo (Roma) dal 3 al 6 novembre; ma è comunque indicativa di come, nell’attuale contesto di scoraggiamento e disaffezione dalla buona vecchia “cittadinanza attiva”, anche un numero relativamente piccolo di persone che discute di un tema che dovrebbe essere comunemente all’ordine del giorno sia un evento degno di nota. Per la prima volta i Gen2 – come vengono chiamati, appunto, i giovani dei Focolari – hanno tenuto il loro incontro annuale non a livello mondiale, come da sempre era loro abitudine, ma italiano. Hanno condiviso tra ragazzi e ragazze due pomeriggi di lavoro in gruppi ristretti, in cui il loro impegno per l’Italia è stato analizzato sotto quattro punti di vista: come persona, come cittadino, come cristiano, e come aderente al movimento. Quattro dimensioni che si compenetrano e non possono essere scisse, per una partecipazione completa alla vita del Paese. E forse, in un’epoca in cui si lamenta la mancanza di proposte concrete – unanime, infatti, la denuncia del disinteresse per la cosa pubblica e per il bene comune di tanti loro coetanei –, la vera notizia è che di idee ne sono uscite parecchie. Questi giovani “attivamente indignati” possono infatti contare su un bagaglio di iniziative già avviate – dai Focolari stessi o da altri movimenti, associazioni, enti e istituzioni – sulle quali continuare a costruire, o da usare come fondamenta per costruire da zero. Così è stato suggerito di fare in ogni città una lista delle attività alle quali – singolarmente o come movimento – si può da subito contribuire; oppure di lanciare degli spot in tv per farsi conoscere e fare opinione, sfruttando un mezzo di comunicazione sentito come “da riformare”; o ancora, di usare Città Nuova online come piattaforma comunicativa, anche tramite video e web radio. Ma soprattutto è emersa l’esigenza di mettersi in rete a livello nazionale per coordinare la propria azione. Interessante in questo senso la proposta di una “banca dati dei talenti”, che consenta di sapere in tempo reale su che competenze possono contare i Gen in ciascuna città: «A Torino – ha fatto notare Luca – ero l’unico a studiare fisica, mentre a Bologna c’era un gruppo abbastanza vasto di fisici all’università». Un modo per incidere insieme nel quotidiano in ciascun campo professionale, nella realtà sociale, e non da ultimo nella politica: diversi gli appelli a chi si sente chiamato a dare il proprio contributo a cogliere la sfida. Così come ha fatto Maria Chiara Campodoni, ventiseienne assessore allo sport del Comune di Faenza, che ha raccontato come sta vivendo questo suo servizio alla comunità impegnandosi anche nei contesti al di fuori del proprio bacino elettorale: «Perché noi siamo lì per tutti, non solo per chi ci ha votati». È stata lei infatti una delle partecipanti alla tavola rotonda con esperti che ha chiuso i lavori. A confrontarsi con i giovani sono stati, oltre a lei, Daniela Ropelato e Marco Fatuzzo del Movimento politico per l’unità, Paolo Loriga e Maddalena Maltese di Città Nuova, don Tonino Gandolfo e Chiara Baita, studentessa del quinto anno di scienze religiose ad Udine. Le quattro dimensioni sotto cui era stato considerato l’impegno per il Paese sono state così prese in considerazione da chi – pur avendo magari la stessa età dei partecipanti – vanta una più lunga esperienza. Anche perché è emersa unanime l’esigenza di essere meglio informati e meglio formati, per poter affrontare le sfide che oggi si pongono. Fortunatamente «il movimento vi offre già diversi strumenti – ha fatto notare Paolo Loriga –, come la cittadella di Loppiano col suo Istituto Universitario Sophia, le scuole di partecipazione politica o quelle di Economia di Comunione». Insomma, come ha affermato una giovane partecipante, «sento che da oggi non abbiamo più scuse». Sarà un punto di svolta per i giovani presenti, e anche al di là? Difficile dirlo; certo, in una fase storia in cui, come hanno fatto notare diversi tra gli esperti, le grandi forze dell’economia e della politica stanno disaggregando il Paese, mille giovani che in tutta Italia si mettono in rete e partono già con proposte concrete sono una risorsa che può riservare sorprese. di Chiara Andreola Fonte: Città Nuova online

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Buon compleanno, Olanda!

La sala prefabbricata allestita in un prato della cittadella Marienkroon è piena. Il colpo d’occhio notevole: 800 uomini e donne, grandi e piccoli, danesi e olandesi, finlandesi e islandesi, svedesi e norvegesi, arrivati qui anche da molto lontano per festeggiare, insieme a Maria Voce e Giancarlo Faletti, l’anniversario dell’arrivo del Movimento in Olanda. La domanda sorge spontanea: perché funziona sempre? Cosa c’è sotto questa gioia palpabile che rende fratelli persone di età, razze e convinzioni così diverse? Le canzoni delle ragazze sul palco sono in olandese, ma coinvolgono anche chi non parla questa lingua perché più che le parole contano i sorrisi. Forse il segreto è che si parte dalla vita, dall’amore concreto e solo dopo essere diventati amici si arriva al confronto culturale. O forse dipende dal fatto che Chiara Lubich ha insegnato a non fermarsi a problemi e incomprensioni, ma andare avanti, ricominciare sempre vedendosi nuovi ogni mattina. Tre trombe, un violino, due flauti, una batteria ed un piano formano l’orchestra. Si ripercorrono le tappe salienti di un’avventura che continua: l’arrivo dei focolarini in Olanda nel 1961, il Genfest con 4 mila giovani nel 1976, la visita di Chiara nel 1982, l’apertura dei focolari a Copenhagen, Stoccolma e Oslo negli anni Ottanta, le prime visite in Islanda nel 1989 e la famiglia focolare arrivata nel 2010 dalla Polonia, l’inaugurazione del nuovo Centro Mariapoli nella cittadella. Ogni paese si presenta con creatività e fantasia. La Svezia, dove l’ecumenismo di popolo è vissuto quasi senza accorgersene perché in ogni incontro vi sono persone di chiese diverse, la Norvegia, con il commosso momento di silenzio ricordando la tragedia del 22 luglio, la Finlandia, grandi spazi e una carrellata di canzoni, l’Islanda multietnica e infine l’Olanda, paese ospitante, con la sua comunità viva. Momenti di grande unità, come la celebrazione ecumenica con il Padre nostro recitato in sette lingue contemporaneamente. Mons. Jan van Burgsteden, responsabile della Conferenza episcopale per l’ecumenismo, testimonia che «da 50 anni il Movimento in Olanda aiuta le persone a vivere le parole del Vangelo. E da qui è nato, anche in un’era di secolarizzazione, un nuovo impegno nella Chiesa, che l’ha aiutata a superare la polarizzazione. Ho visto anche come il Movimento è riuscito a creare un “ecumenismo del cuore”. Sono convinto che un giorno vedremo brillare la Chiesa come una stella mattutina, perché in tutte le sue realtà la Parola è diventata vita».   Maria  Voce risponde a varie domande. Una per tutte: cosa ricordi in particolare del 2011? «In Terrasanta, mentre ero al Santo Sepolcro mi sentivo schiacciata dal male del mondo, che aveva schiacciato anche Gesù. Più tardi, però, davanti alla tomba vuota, la certezza improvvisa che Gesù è risorto, che possiamo portarlo vivo tra noi nel mondo e siamo fortunati di poterlo fare. Un altro viaggio, in America: tra questi spazi sconfinati e tanta gente dappertutto, penso che ci sono solo pochi focolarini. Cosa possono fare da soli? Quelle venute alla festa saranno state 2 mila persone, una goccia nel mare. Eppure, dentro, la certezza: non mettiamoci in testa di preoccuparci dei numeri, non sono importanti, conta solo far crescere Gesù tra noi, il resto verrà». «Una giornata ricca di momenti ufficiali – conclude Giancarlo Faletti –, ma soprattutto una giornata di famiglia, che dà tanta speranza. Mi porto in cuore questa vostra presenza multietnica e multiculturale, questa fioritura di vita. E ogni fiore ha bisogno di amore, tenacia e industriosità, che sono poi le vostre caratteristiche. Il fiore in fondo è il simbolo dell’Olanda». A cura dell’inviato Giulio Meazzini (altro…)