Movimento dei Focolari

Per il Papa l’Africa intona il tam-tam

«Africa, intona il tamtam per Papa Benedetto! »

Con questo tono esuberante e festoso il Cisa (Catholic information service for Africa) aveva  annunciato il viaggio del Santo Padre in Camerun e in Angola. Questo primo storico viaggio del pontefice nel continente nero, dove il numero dei cattolici è in rapida crescita, è fonte di tante aspettative di pace, riconciliazione e giustizia, come sostiene il tema stesso del prossimo sinodo: «La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. “Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo” (Mt 5, 13.14)».

Quale Africa?

(leggi tutto l’articolo…)

Messico: in festa e in preghiera

Messico: in festa e in preghiera

Molteplici sono le iniziative nel mondo per ricordare Chiara Lubich e continuare a vivere la sua eredità. Qui apriamo uno zoom sul Messico. E’ ancora vivo in tanti il ricordo della visita che Chiara aveva fatto in Messico nel giugno del 1997. In modo tutto particolare quell’incontro al santuario di Città del Messico dove è venerata la Madonna di Guadalupe, la Morenita, meticcia come lo è la maggioranza della popolazione. Da Guadalajara poi il 14 marzo verrà celebrata una messa solenne che sarà trasmessa in diretta dalla rete satellitare Mariavision. A Santa Cruz, regione a maggioranza indigena, la comunità si riunirà in preghiera per Chiara, seguendo riti ancestrali, per 9 giorni. Al decimo giorno, sarà celebrata una Messa in lingua Náhuatl, nella lingua parlata degli Aztechi, l’antichissima civiltà messicana, e dalla Madonna di Guadalupe quando era apparsa a Juan Diego. Vi parteciperanno gli aderenti del movimento delle 32 comunità indigene della zona. Il canale Mariavision, oltre alla messa nella cattedrale di Guadalajara, trasmetterà un programma sulla vita, il carisma e l’opera di Chiara.

Altri appuntamenti in Messico

PUEBLA -26/3 Evento Culturale, con  la partecipazione di diversi esponenti della cultura,  di altre religioni e del mondo dell’arte – ore 19.00 – Palazzo del municipio PUEBLA – 28/3 S. Messa nella Cattedrale – ore 18:00; presiede S.Em.Mons. J.Trinidad Medel, vicario dell’Arcidiocesi  di Puebla per i Laici NETZAHUALCOYOTL – 20/3 S.Messa nella Cattedrale – ore 19.00; presiede iL Vescovo S. Em. Mons. Carlos Garfias CITTA’ DEL MESSICO – 26/3 Omaggio a Chiara, presso l’IMDOSOC, Istituto Messicano di Dottrina Sociale della Chiesa – ore 19 – testimonianze di varie persone dell’ambito  politico, religioso e culturale. SANTA CRUZ6-15/3 Riti tradizionali – 9 giorni in preghiera  per Chiara; al 10 giorno, S.Messa in lingua Náhuatl con appartenenti alle 32 comunitá indigene della zona. (Nota: Il Náhuatl è la lingua parlata degli Aztechi e dalla Madonna di Guadalupe a Juan Diego). CITTADELLA EL DIAMANTE – 22/3 Pomeriggio dedicato a ChiaraBenedizione della Croce – ore 13; secondo le usanze del posto la Croce, sollevata da terra come simbolo della rerurrezione, verrà portata in processione, mentre  si spargeranno petali di fiori lungo la strada, a significare   il cammino definitivo  verso il Paradiso. La croce, verrà  piantata  nel campo Santo della Cittadella: “Resurrezione”, nome dato ancora  da Chiara . (altro…)

Messico: in festa e in preghiera

Novità Obama. Prime scelte

Editoriali

Federalismo fiscale. Ampio sì e un nodo di Iole Mucciconi Kirill, patriarca di Mosca di Eduardo Guedes Mi compro il Real Madrid di Paolo Crepaz

Primo piano

Ricordando Chiara Lubich. Fontem, una danza alla vita di Paolo Lòriga Il popolo bangwa nella foresta del Camerun, ha celebrato la fine del lutto per la scomparsa della fondatrice dei Focolari. Ai nuovi responsabili, il titolo di “custodi del trono”. (articolo )

Uomini e vicende

Obama internazionale di Giovanni Romano Da Guantanamo all’auto, dalla cooperazione internazionale alle Ong pro-aborto. Tutti gli occhi del mondo sono puntati sulla Casa Bianca. Mondo giovanile. Salviamo il servizio civile di Aurora Nicosia Tagli economici e calo di richieste. Recuperare le motivazioni di un istituto pensato come un’opportunità di crescita umana e sociale. Capire la crisi/1 Lo tsunami finanziario di Alberto Ferrucci Andiamo alle radici del disastro che ha colpito l’economia. Non si può vivere al di sopra dei propri mezzi. Bisogna riscrivere le regole. Bilancio familiare Aiuti e sostegni “anticrisi” di Adriano Pischetola Recenti provvedimenti di legge danno una mano a chi più patisce per la crisi finanziaria Messico La famiglia e i valori di Juan José Medeiros Silvera da Città del Messico Il sesto incontro mondiale per riflettere sulle sfide e le opportunità educative della famiglia

Dal vivo

Giovani e musica Quelli di “Progetto 1 di Paolo Balduzzi Un gruppo di amici si impegna per una sorta di Genfest permanente a Loppiano. Una storia lunga 20 anni.

Cultura

Eric-Emmanuel Schmitt Dieci giorni alla morte di Michele Genisio Come apprezzare, con forza e delicatezza, la fragile, affascinante vita che rimane.

Intervista della Radio Vaticana a Marcella Sartarelli, italiana che da anni vive nel centro dei focolari di Yangon, in Myanmar

«Questi soldi sono proprio benvenuti. Sono trascorsi già tanti mesi dopo il passaggio del ciclone Nargis, che ha fatto questi danni enormi, e le necessità sono ancora tantissime. Questa somma in arrivo ci permetterà di continuare quello che è stato già iniziato: in particolare, per aiutare i bambini a tornare a scuola. Perchè gli aiuti che sono stati dati inizialmente erano cibo, vestiario, medicinali: c’era la priorità delle abitazioni e poi quella di dare la possibilità alla gente di lavorare. C’erano da offrire strumenti di lavoro, specie per la pesca – vasche, reti – e semi per la terra». D. – E ora forse è arrivato il momento anche della ricostruzione delle scuole… «Sì, infatti. Per scuole lì si intende sempre un grande capannone, una costruzione di legno con il tetto di zinco, oppure si tratta di realizzare magari i servizi che non c’erano, oppure distribuire il materiale scolastico, le divise. Questo aiuto che abbiamo dato finora è stato veramente suddiviso di villaggio in villaggio. E andando di villaggio in villaggio siamo riusciti a raggiungere e aiutare 15 mila persone». D. – Nel Myanmar, la religione maggiormente diffusa è il buddismo, ma sono presenti anche i cristiani. Che tipo di rapporto esiste tra gli appartenenti alle diverse fedi? «In genere, si vive tranquillamente: c’è tolleranza, ma c’è anche indifferenza. Quello che è successo adesso con questo ciclone ha un po’ rimosso questa situazione, c’è stata come un’apertura al dialogo, all’amicizia, proprio perché bisognava fare le cose insieme». D. – Più in particolare come vivono nel Paese i cattolici? «La Chiesa cattolica è diffusa in tutto il territorio. Ci sono 12 diocesi e una Chiesa viva con tante vocazioni, una Chiesa di persone forti. Poi, naturalmente, è anche una Chiesa povera, perché i problemi fondamentali sono questi nel Paese: manca l’acqua potabile, manca l’elettricità, mancano le strade e quindi la vita è abbastanza dura. Però, la gente è molto, molto sensibile alla religione. Dunque, è una Chiesa che sicuramente ha un futuro». Dalla Radio Vaticana del 2 febbraio 2009

“Mi ha affascinato la sua vita trasparente”

Sono libanese, ortodossa, di padre ortodosso e di madre cattolica. I miei genitori sono credenti. In famiglia non si è mai posto l’accento sulla parola ‘cattolico’ o ‘ortodosso’. Era naturale festeggiare le due Pasque insieme alle due famiglie. A 15 anni ho cominciato a rifiutare ogni religione, anche perché in Libano, religione e politica sono in stretto nesso fra di loro. Pensavo che gli uomini avessero mescolato tutto e non distinguevo più niente. Per me Dio non poteva esistere e permettere guerra e ingiustizia. Fu così che persi la fede, già un po’ incrinata. Dopo alcuni anni siamo giunti al culmine della guerra in Libano. I miei partono per Parigi. Io volevo rimanere per difendere il mio Paese. Cerco di entrare nell’esercito; nauseata però dalla vanità dei miei sforzi e da me stessa, ubbidisco alla volontà dei miei genitori e li raggiungo in Francia. Ma la mia vita lì non aveva più nessun senso: avevo il mio Paese da liberare… Per non pensare mi sono buttata nei divertimenti della vita. Nel frattempo mio fratello aveva conosciuto e iniziato a vivere il vangelo. La sua vita mi affascinava: era così trasparente. Mi ha invitato ad incontrare altre persone e sono andata. Era tutto un altro mondo. Vedevo gente che mi accoglieva con tanto amore, molto sorridente. Sono tornata a casa felice, l’amore stava rinascendo dentro di me. Ho incominciato a frequentare la mia Chiesa, a scoprirla ed amarla. Ho letto la sua storia, ho frequentato un corso di teologia. Ho capito che dovevo essere unita ad essa, sperimentando l’aiuto di questa spiritualità evangelica, che ti fa andare al di là delle divisioni nel rispetto delle differenze. Era questa la vera rivoluzione! (S. W. – Libano)