Movimento dei Focolari

Incontro con la Conferenza Episcopale Slovacca

Il 9 maggio Chiara è invitata ad intervenire all’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale, formata da 16 vescovi. Quella Slovacca è espressione di una Chiesa che all’Est, più di altre, è riuscita a rimanere viva, perché il popolo è rimasto radicalmente cristiano. Su 5.500.000 abitanti, oggi i sacerdoti cattolici sono 1780 e i seminaristi addirittura 700. Dopo la presentazione dell presidente della Conferenza, mons. František Tondra, che ha mostrato gratitudine per l’azione evangelizzatrice del Movimento dei Focolari in questo Paese, Chiara esprime ammirazione per questo popolo disseminato di martiri, vittime degli ultimi decenni, il cui “sangue” – ha detto – è stato seme di tante nuove vocazioni. Ha auspicato che, per la sua posizione geografica e la sua storia, sempre più possa essere “ponte di unità tra l’Europa occidentale e quella orientale”. Chiara comunica la sua esperienza degli inizi, sin da quando a 18 anni aveva in cuore “un unico struggente desiderio: conoscere Dio”. Tratteggia poi nascita e sviluppi di un carisma che dovrà “concorrere a costruire la Chiesa-comunione e attuare “una nuova evangelizzazione”. Alcune domande dei vescovi avviano un dialogo intenso e vivace. Una di queste verte sul bisogno di unità in una terra che soffre divisioni e contrasti. “Bisogna ravvivare la fraternità universale – dice Chiara -, avvicinando tutti, anche i fedeli di altre religioni.” Mons. Jan Sokol, arcivescovo-metropolita della diocesi di Bratislava-Trnava: “La mia impressione è molto forte. E’ qualcosa che dà sollievo e incoraggia, soprattutto sulla questione di costruire l’unità, così importante specialmente da noi ai tempi d’oggi, in cui c’è una grande frammentazione, a tutti i livelli: politico, economico e purtroppo a volte anche ecclesiale.” Il Presidente della Conferenza Episcopale, Mons.Tondra, commenta: “Il Papa sottolinea tanto i Movimenti, perché nel mondo di oggi, che va verso l’individualismo, dobbiamo offrire la possibilità di vivere in comunione”.   (altro…)

Un messaggio di unità in un tempo di frammentazione

“Crediamo in una nuova umanità”. Grande incontro a Bratislava.   È un’accoglienza fuori dal comune che viene riservata a Chiara Lubich all’aeroporto di Bratislava. Il vicepresidente del Parlamento, Pavol Hrusovsky, e sua moglie, le danno il benvenuto: “L’amore e la verità che lei sta annunciando nel mondo sono affascinanti. Che la sua visita porti valori immortali che restino nella vita della Repubblica slovacca”. Comincia così la settimana di Chiara a Bratislava, città restaurata di fresco dopo la caduta del regime comunista, capitale della Slovacchia, giovane Repubblica nata nel 1992, quando si è separata dalla Cechia. In un’intervista al settimanale “Katolicke noviny”, al termine della visita, augurava alla Slovacchia di essere non solo “ponte fra Oriente e Occidente”, ma anche modello di nazione radicata nel cristianesimo.   (altro…)

«Ti dono la croce che il Papa ha dato a me»

I difficili inizi Era il febbraio del 2001. Venni trasferito in una parrocchia eretta giuridicamente da poco, con la chiesa e la casa ancora in costruzione. Tante le circostanze avverse: la chiesa non ancora in funzione, il mio trasferimento che poteva sembrare una “retrocessione”, il non avere per sette mesi un posto per celebrare Messa, neppure di domenica, avrebbero potuto farmi rinchiudere in me stesso. Ma quante volte avevo sperimentato che Dio è Amore, anche quando ti mette in circostanze apparentemente negative. Da tempo avevo incontrato il Movimento dei Focolari, e avevo scoperto il culmine del Suo amore proprio quando Gesù sulla croce grida l’abbandono del Padre. Avevo scelto di riconoscerlo e amarlo in ogni dolore. Mi fu di luce la frase di un amico sacerdote: “Non analizzare, perché Gesù va amato per se stesso e subito, uscendo da se stessi per servire gli altri”. Il vescovo mi aveva presentato la parrocchia come molto difficile, con tutti i problemi tipici delle periferie: quel quartiere era tristemente famoso sulle pagine dei giornali locali. Mi aveva fatto una consegna significativa: “Ti dono la croce che il Papa ha dato a me”. L’inaugurazione della chiesa Nell’ottobre del 2001 si inaugura la chiesa, anche se ancora incompleta. Mi sono chiesto come impostare l’attività pastorale. Mi sentivo sotto esame. Tra gli abitanti del quartiere si respirava una certa diffidenza. Come costruire una comunità? Ho cominciato, accogliendo tutti quelli che mi avvicinavano, mettendoli a loro agio e ascoltando con attenzione i loro consigli e le loro richieste. Ho poi visitato le famiglie. Iniziavo ogni giornata mettendomi d’accordo con Gesù: volevo vedere Lui in ogni persona e amarla senza riserve. Anche quando facevano apprezzamenti… sgradevoli nei riguardi dei preti e della Chiesa. Quella croce che mi era stata consegnata mi ricordava la misura dell’amore: dare la vita.  Non ho mai sentito in vita mia tante confidenze, né mai conosciuto situazioni familiari e personali così varie e dolorose. Ad un certo punto la gente si passava la voce. La mia visita era desiderata, visto che da venti anni nessun prete aveva visitato e benedetto le loro case e le loro famiglie. Qualcuno poi prese coraggio: “Io non vengo alla Messa solo per ascoltarla, che tanto è uguale dappertutto, io vengo per sentire quello tu dici”. Ascoltavano le prediche soprattutto quando partecipavano ai funerali: unica occasione in cui ancora tutti qui vanno a Messa. Ho incontrato il loro favore perché cercavo che le prediche fossero più un colloquio aperto che un discorso di cattedra, ed evitavo ammonizioni e rimproveri. Nasce la comunità Iniziano alcune ragazze, che formano un piccolo coro: si incontrano per preparare i canti e cominciano a conoscersi. Cresce la stima reciproca e ben presto ci troviamo a riflettere sulla Parola di Dio. Qualcuna chiede un colloquio personale, col desiderio di conoscere di più Gesù e di impegnarsi di più in parrocchia. Ho cercato di far sì che la Messa fosse sempre più un incontro di famiglia, di fratelli uniti intorno al Padre. Avvicinandosi il Natale, al termine della Messa, un giorno dissi: “Oggi vi chiedo un favore: salutate tutti quelli che non conoscete e non salutate nessuno di quelli che già conoscete”. La reazione: gioia e soddisfazione di poter rivolgere la parola a chi era seduto vicino gomito a gomito, ma con cui non si aveva il coraggio di rompere il ghiaccio per un saluto, un augurio che non fosse quello liturgico molto formale. In parrocchia c’è ormai un gruppo di persone impegnate nel vivere la Parola di Dio. Si riunisce periodicamente per approfondirla e per scambiarsi  le esperienze. Ho invitato questi nostri amici a scoprire la sorgente di quella vita che li aveva attratti: il carisma del Focolare. Crescevano in loro l’interesse e la partecipazione. Segni di cambiamento Una signora che lavora nella Polizia scopre la possibilità di vivere il Vangelo. Facciamo un lungo colloquio e, dopo aver parlato della difficoltà di vivere secondo lo spirito evangelico nel suo lavoro, le suggerisco di leggere la rivista Città Nuova, che in quei giorni riportava un articolo interessante su come un poliziotto riusciva a permeare il suo ambiente di lavoro ispirandosi proprio al Vangelo. Torna qualche giorno dopo, ancora incredula che possa essere vero il contenuto dell’articolo. Le suggerisco che il segreto è agire a corpo e le parlo di nuovi modelli di santità nella Chiesa: anche oggi si può vivere il Vangelo pienamente, ma solo se lo si fa insieme. Lei ci prova e coinvolge il marito, le figlie, qualche amico, fa esperienza anche nelle difficoltà, si scoraggia, si riprende. Ora lei, il marito e le figlie vivono lo spirito del Movimento dei Focolari. Ricevo un biglietto di auguri natalizi da parte di un uomo maturo negli anni, che ha partecipato fin dall’inizio agli incontri della Parola di vita: “Ebbene, da quando ho cominciato a comprendere ciò che vuoi trasmetterci, il mio modo di vivere è completamente cambiato sia in famiglia che con gli altri. Ora finalmente so qual è il fine della vita: portare dentro di me, ovunque e a chiunque, questo fuoco che tu mi hai acceso. Grazie!”. Un bambino capita per caso nel corso di catechismo di terza elementare; i genitori sono separati; prima non partecipava mai a Messa, poi sentendosi bene accolto, comincia a frequentarla, facendosi accompagnare ogni volta dalla madre; poi una sorpresa: si presenta un giorno con il padre che mi dice: “Mio figlio non fa che dirmi: – vieni a messa con me…”. E non basta, la domenica successiva lo trovo in sagrestia pronto con gli altri bambini per servire la messa. Mi chiama e mi dice: «Oggi ho portato Marco che non è mai venuto a Messa, perché va sempre alla partita di calcio; oggi ce l’ho portato io».   Ma c’è un segreto Dal dicembre 2002 nella casa parrocchiale sono arrivati due sacerdoti: don F., da poco nominato parroco di un’altra parrocchia in città e, come ospite, don N., sacerdote di 86 anni che, lasciato il servizio pastorale, non sapeva dove andare. Non finiremo mai di ringraziare Dio per la possibilità di vivere insieme nell’amore reciproco, con quella ‘presenza’ che Gesù ha promesso a quelli che sono uniti nel Suo nome. La libertà, la sapienza, la luce, la gioia non hanno prezzo. Senza di Lui tutto è vuoto. Con Lui tra noi sperimentiamo la pienezza. La presenza di don N., poi, ha fatto capire a tutti che il nostro parlare di Vangelo e di amore è una cosa concreta. La nostra casa è aperta ad altri sacerdoti, di altre nazionalità, ospiti di passaggio, a seminaristi, per vacanze o per qualche giorno di riposo. Questa ospitalità è stata contagiosa, ha aperto il cuore e le tasche dei fedeli. Le offerte spontanee sono la voce più alta del nostro bilancio. Siamo tuttora testimoni anche di una sorprendente esperienza della provvidenza. La nostra vita comune va avanti ormai da più di tre anni e matematicamente tutti i giorni – e in alcuni giorni con sovrabbondanza – non manca un dono in cibo, vestiario, denaro, aiuto… Una sera, alle nove di sera, un bambino ha posto sul tavolo della sagrestia una porzione di crostata con questo biglietto: «Don N., è per te; io ho finito di cenare, ho pensato a te e te ne ho portato un pezzo!».   (altro…)

Chiara Lubich nella Repubblica Ceca e in Slovacchia

Per la prima volta nella Repubblica Ceca Il 27 aprile Chiara Lubich ha incontrato la stampa. Hanno partecipato giornalisti delle testate nazionali di TV, radio e giornali indipendenti e di ispirazione cristiana. E’ intervenuta al II Incontro Nazionale Movimenti ecclesiali e nuove comunità a Praga su “La nuova evangelizzazione”, il 28 aprile. Il 30 aprile, ha parlato a circa 2000 membri del Movimento giunti da Ucraina, Slovacchia e Cechia a Praga per un incontro di 3 giorni. Lucia Fronza e Antonio Baggio, del Centro internazionale del Movimento dell’unità, hanno incontrato un gruppo di aderenti dei Focolari (60 persone) impegnati in politica. Presentati nascita, sviluppi ed esperienze in atto. Per il 3 maggio, Chiara Lubich è stata invitata dalla Conferenza episcopale Ceca a parlare su: “Dimensione carismatica della Chiesa e nuova evangelizzazione”. Giuseppe Zanghì, direttore della Rivista di cultura dei Focolari “Nuova Umanità”, approfondirà “Gesù crocefisso e abbandonato, chiave della spiritualità di comunione” rapportandolo alla Lettera apostolica di Giovanni Paolo II “Novo Millennio Ineunte”, e D. Silvano Cola, incaricato per il Dialogo tra Movimenti e Nuove Comunità, parlerà su “Dialogo e comunione fra i nuovi carismi”. Chiara Lubich concluderà la sua permanenza in Cechia con la visita alla nascente cittadella del Movimento, che sorge a Vinor, nei pressi di Praga. Dal 6 maggio in Slovacchia 7-8 maggio – Incontro di focolarini e focolarine di Cechia e Slovacchia. Il 9 maggio Chiara Lubich è invitata dalla Conferenza episcopale a dare la sua testimonianza personale e del Movimento dei Focolari. Il 10 maggio sarà accolta dal Presidente del Parlamento, Josef Migas e dal vicepresidente, Pavol Hrusovsky. Seguirà – sempre in Parlamento – l’incontro con una rappresentanza di vari circoli politici. Parlerà su “La fraternità in politica”. Il 12 maggio al Palazzo dello Sport di Bratislava sono attese oltre 5000 persone, con interventi dei testimoni degli inizi, esperienze locali, momenti artistici. Verrà presentata la spiritualità dei Focolari, con la sua incidenza sul mondo dei giovani, della famiglia, sull’economia e sulla politica, nella Chiesa. Nel pomeriggio Chiara Lubich approfondirà uno dei punti cardini della spiritualità: “L’unità e Gesù crocefisso e abbandonato”, con l’apertura e lo sviluppo dei dialoghi, tra cui quello ecumenico e interreligioso. (altro…)

Intervento di Mons. Radkovsky

“Il Fenomeno dei nuovi Movimenti ecclesiali e la collaborazione tra i carismi nella Chiesa come espressione della Nuova Evangelizzazione”

“Dove è la Chiesa, lì è lo Spirito di Dio, e dove è lo Spirito di Dio, lì è la Chiesa ed ogni grazia”, afferma san Ireneo di Lione già nel secondo secolo. Lo Spirito Santo spesso si manifesta attraverso i suoi doni che si chiamano carismi. Questi “possono prendere varie forme perché sono l’espressione della libertà assoluta dello Spirito che li mantiene, e sono la risposta alle varie necessità lungo la storia della Chiesa” (cf. Christifideles Laici 24). La storia della Chiesa, contemplata dal punto di vista dei vari carismi, che fanno nascere diversi “movimenti”, ci offre nel suo insieme la visione complessiva della dottrina di Cristo. La sua comprensione si sviluppa verso una larghezza e una pienezza sempre più complete. Come dice la Costituzione del Vaticano II Dei Verbum, n. 8, “la Chiesa nel corso dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verità divina, finché in essa vengono a compimento le parole di Dio.” Il frutto concreto di questa crescita sono nuove forme della sequela di Cristo nei nuovi “movimenti” carismatici. Specialmente gli ultimi decenni sono caratterizzati dalla loro nascita e da uno sviluppo straordinario. Giovanni Paolo II, durante il suo pontificato, spesso viene in contatto in tutto il mondo con il fenomeno dei nuovi movimenti ecclesiali. Una delle sue intuizioni geniali è stata quella di mostrare a tutti questa nuova faccia carismatica della Chiesa, questa “primavera della Chiesa” che sta per risvegliarsi e che è stata prevista già dal Vaticano II. Questo è avvenuto in Piazza di San Pietro, alla vigilia di Pentecoste, il 30 maggio 1998. Alla fine del ventesimo secolo, tutti i presenti diedero la loro testimonianza dell’unità nella diversità e della ricchezza dei diversi carismi, diffusi dallo Spirito Santo nella Chiesa all’alba del terzo millennio. Si comprese la portata di quell’evento alla luce delle parole pronunciate dal Papa a conclusione dell’incontro. “Quel che accadde a Gerusalemme duemila anni orsono è come se questa sera si rinnovasse in questa piazza!”. Fu in quella occasione che il Santo Padre diede grande risalto alla dimensione carismatica della Chiesa, definendola “coessenziale” alla dimensione istituzionale-petrina. Dopo quell’incontro, i Movimenti iniziarono un nuovo cammino di dialogo, di collaborazione e di comunione fra loro. Fra i promotori, protagonista di primo piano fu Chiara Lubich, la nostra illustre ospite di oggi. In quella circostanza, di fronte a vari Fondatori e a mezzo milione di membri dei Movimenti, fece una promessa al Santo Padre: “…poiché il nostro Movimento – gli disse- ha il carisma dell’unità, mi premurerò, assieme ad altri già da qualche tempo orientati a ciò, di intraprendere un’azione per la comunione più piena fra i Movimenti”. (…). E cominciò effettivamente una nuova stagione nella Chiesa. In ogni parte del mondo i responsabili nazionali o locali dei vari Movimenti hanno iniziato a incontrarsi per proporre ai Vescovi un programma da svolgere nelle cosiddette “Giornate Pentecoste ‘98”: si voleva rivivere in loco l’esperienza fatta in Piazza San Pietro. Noi ci siamo incontrati in questo spirito a Velehrad nell’estate 1999, come molti di voi sicuramente si ricordano. E si può dire effettivamente che l’effusione dello Spirito Santo iniziata nel Cenacolo di Piazza san Pietro –come ebbe a dire il Santo Padre – non si è più interrotta. La gioia di incontrarsi, la scoperta che ognuno faceva della bellezza e della varietà dei carismi, la collaborazione che si è instaurata, la sorpresa, la contentezza e lo stupore dei Vescovi di fronte a questo nuovo volto della Chiesa che univa al profilo petrino di essa anche il coessenziale profilo mariano, sono stati le note comuni di ogni Giornata. Come ho già menzionato in altre occasioni, il profilo mariano ci suggerisce la vera comprensione del ruolo della donna nella Chiesa. La donna è il cuore della Chiesa come vergine, sposa e madre, e da qui deriva la sua indiscussa “autorità mariana” che consiste nel custodire il valore più prezioso nella Chiesa che è l’amore. E’ un’autorità con il suo carattere, diverso dall’autorità del sacerdozio ministeriale, con il quale tuttavia può molto bene coesistere. L’uso giusto di ambedue queste autorità nella prassi della vita dei Movimenti opera come una medicina perfetta contro le deformazioni maschiliste oppure femministe nella comunità ecclesiale. Attraverso il rinnovamento delle comunità di base si arriva al rinnovamento della Chiesa intera dove i Movimenti – dato la vasta scala dei loro doni – possono avere un ruolo decisivo ed insostituibile. Un’altra caratteristica importante dei Movimenti è quella che nella struttura della Chiesa di oggi mantengono viva la sua dimensione spirituale e sono un correttivo salutare alla corrente mentalità secolarizzata. Hanno la forza di creare e presentare una cultura ecclesiale propria; e già col loro essere richiamano costantemente alla dimensione universale della Chiesa, equilibrando una certa tendenza che accentua troppo la Chiesa locale. Vorrei menzionare alcuni esempi di come è sentita la collaborazione tra i Movimenti. Una delle ultime Giornate celebrate è stata quella di Lisbona (Portogallo), che ha raccolto 14.000 membri di 50 Movimenti nel Padiglione Atlantico della capitale. “Oltre ogni aspettativa”, hanno scritto, tanto da suscitare echi di ammirazione sulla stampa locale con titoli come questi: “I cattolici hanno invaso la capitale”; “Il più grande incontro di Movimenti laici, tutti portoghesi…” ; “L’altro volto della Chiesa”; “Una marea di laici con una grande presenza di giovani celebrano la Fede”… E il Patriarca di Lisbona, mons. José Policarpo, dopo un caloroso ringraziamento, ha esortato i Movimenti “a conservare la loro forza, forza non tanto di strategie quanto dei rispettivi carismi che portano alla santità”.    Nel bellissimo incontro tra i laeders dei nove principali movimenti presenti nell’Archidiocesi di Los Angeles, USA, il Vescovo Gerald Wilkerson ha affermato: “Oggi è stato un segno di speranza per la Chiesa e il mondo intero. Questa unità già sperimentata tra di noi sarà la forza risanatrice contro la disunità. Siate fedeli ai vostri carismi: voi siete i custodi di questo sogno… con la vostra testimonianza continuate a iniettare fuoco e passione nella vita della Chiesa e dell’umanità. Voi siete un visibile segno di speranza!” A Sofia, in Bulgaria, dopo l’incontro dei Movimenti, mons. Christo Proykov, Esarca apostolico e Presidente della Conferenza Bulgara, ha detto: “Voi tutti avete ringraziato gli organizzatori, ma io ringrazio voi Movimenti che, con la vostra presenza, avete reso possibile vivere questo momento. Oggi avete fatto vedere che nonostante la Chiesa cattolica bulgara sia piccola, vive la stessa realtà della Chiesa Universale. Vi incoraggio a proseguire sulla strada che oggi avete incominciato. Si dice che la bellezza consiste nella diversità, ma vi dico che la bellezza è l’unità nella diversità”. A Spalato, in Croazia, a conclusione della Giornata, mons. Barisic ha detto: “…Stanno arrivando tempi nuovi per la chiesa, tempi che hanno futuro. I Movimenti. formano anche sacerdoti, e i parroci li devono appoggiare e incoraggiare”. E, sempre a Spalato, mons. Juric : “I Movimenti sono fondamentali per la nuova evangelizzazione. A contatto con loro ho apprezzato la loro umiltà, la sottomissione alla autorità ecclesiastica, l’unità col Vescovo e questa è la conferma che sono sulla strada giusta”. Il vescovo di Zara, mons. Prendjia, ha detto fra l’altro: “La Chiesa non deve temere i Movimenti, perché la arricchiscono e sanno portare le persone direttamente a Dio”. Comunione tra carismi nuovi e antichi Possiamo dire che questa comunione è già iniziata. L’occasione è stato l’invito della vasta famiglia francescana per iniziare con loro la via del dialogo e della collaborazione. Nel mese di ottobre scorso, Chiara Lubich, accolta dal caloroso ‘abbraccio’ di tutta la Famiglia francescana desiderosa di ascoltare la sua testimonianza, ha sviluppato il suo tema riguardante la comunione fra i carismi presentandola come una “comunione sempre possibile, sia perché i vari carismi, essendo diversi l’uno dall’altro, si attraggono, sia perché, essendo tutti doni dello stesso Spirito Santo, hanno, non di rado, qualcosa di simile fra loro”. E ha continuato: “Ho sempre in cuore quelle parole di Giovanni Paolo II, quando ha definito i Movimenti come ‘significative espressioni dell’aspetto carismatico della Chiesa, anche se non le sole’. Anche se non le sole, ha detto, perché esistono nella Sposa di Cristo gioielli senza numero, fucine di santi, di eroi, dottrine stupende (…) frutti di carismi elargiti dallo Spirito attraverso i secoli. (…) Che il Signore voglia questa comunione anche con loro, gloria e vanto della Chiesa, affinché il suo aspetto carismatico acquisti nuovo vigore, nuovo splendore e, nella unità piena e cordiale con l’aspetto istituzionale, dia frutti mai visti (…), una Chiesa più una, più attraente, più calda, più familiare, più dinamica, più mariana, più carismatica”. Questo dialogo tra carismi antichi e nuovi ha tutta l’aria di essere un momento storico, di fondazione. Un francescano commenta: “Abbiamo assistito a una nuova effusione dello Spirito Santo che parla alla Chiesa del terzo millennio. Non si può più tornare indietro!” Un ecumenismo dei cuori – La comunione dilaga anche con le altre chiese Il fatto che non possiamo tornare indietro vale pure per la collaborazione iniziata tra i Movimenti cattolici e quelli della Chiesa evangelica. Chiara è stata invitata in Germania, a Rothenburg, per parlare della sua esperienza e del dialogo nato tra i movimenti cattolici ad un centinaio di responsabili di circa 50 movimenti, la maggior parte della Chiesa evangelica-luterana, alcuni delle Chiese libere ed altri delle nuove Comunità spirituali. Suor Anna-Maria, priora della Fraternità di Cristo di Selbitz. che faceva parte del gruppo che prepara questi “incontri di responsabili”, comunicando la sua impressione personale disse: “I giorni a Rothenburg per me sono risultati un grande segno di speranza. (…) Ho avuto l’impressione, come poche volte prima, che Dio stesso agisse. Lui ci riunisce e ci indica una via per superare gli ostacoli che a causa del passato si frappongono tra noi cristiani delle diverse Chiese. Questo incontro ha aperto un sentiero verso l’unità. (…). Ci vuole effettivamente un’altra cosa, come ho sperimentato all’incontro di Rothenburg: lì ho costatato in effetti che i cuori s’incontrano. Parlerei così di un ‘ecumenismo dei cuori’. Penso che questi due modi di fare ecumenismo si completino a vicenda”. Decisero intanto di andare a Roma per incontrare, oltre al Centro del Movimento dei Focolari, anche la comunità di Sant’Egidio e il Rinnovamento nello Spirito italiano. Ma il denso programma conteneva la visita alla comunità evangelica di Roma, al card. Cassidy del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, e l’udienza dal Santo Padre. Qualcuno di loro ha poi riassunto : “Siamo andati all’origine della nostra fede comune e abbiamo visto tante pietre antiche. Ma soprattutto abbiamo visto pietre vive della Chiesa di Cristo oggi. Con la loro ospitalità ed il loro amore concreto ci hanno fatto sperimentare la Chiesa viva di Gesù Cristo”. Conclusione Abbiamo l’impressione che in quest’inizio di millennio lo Spirito Santo voglia rivelare al mondo un nuovo e più maturo volto della Chiesa. Si tratta del suo profilo carismatico-mariano. Ma questa ventata di Spirito Santo è stata fortemente favorita dal Consiglio dei Laici che in Vaticano aiuta il Santo Padre per tutto il laicato cattolico. Per dare un esempio, vi accenno alle risposte date in una intervista dal Presidente dello stesso Consiglio, il Card. Stafford, il quale ha dichiarato che uno dei momenti più significativi dell’importanza data dal Santo Padre al laicato, è stato: “Tra gli eventi recenti, (…) il raduno a Roma nel 1998 di 500 mila membri dei movimenti e delle associazioni laici, insieme a molti dei loro fondatori e leader”. “Sono essi – ha continuato – il principio della primavera. Le iniziative più promettenti nella Chiesa oggi vengono dal laicato. (…). Sarebbe utile indagare perché questi nuovi movimenti e associazioni sono emersi nella Chiesa oggi. Provo a suggerire una spiegazione. La formazione e lo sviluppo di questi nuovi gruppi laicali indica che i bisogni spirituali di molti cattolici non sono adeguatamente intercettati dalle istituzioni tradizionali della Chiesa. I desideri spirituali disattesi del laicato hanno portato benefici inattesi alla Chiesa e alla società. (…). Le aggregazioni laicali sono l’avanguardia della ‘nuova evangelizzazione’. Sono la manifestazione dei nuovi significati dell’evangelizzazione, ‘nuovi in ardore, metodi e espressioni’, per usare le parole di Giovanni Paolo.” Questo ha detto il Card. Stafford. Non desideriamo altro che la giornata di oggi sia un’espressione della maturità crescente dei nuovi Movimenti ecclesiali che si manifesta nella fedeltà ai loro rispettivi carismi messi pienamente a disposizione della Chiesa e della sua unità. Infatti, questa è la premessa di ogni sforzo della Nuova evangelizzazione, espressa nelle parole di Gesù “che tutti siano uno perché il modo creda” (cf. Gv 17, 21).   (altro…)