28 Nov 2013 | Nuove Generazioni
Arriva Natale, portiamo Gesù in mezzo a tutti
«Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell’amore vicendevole e verso tutti» (1 Tess 3,12). Visita il nuovo sito Gen 4 per avere la Parola di Vita in altri formati. (altro…)
28 Nov 2013 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
A lavori dello scorso 8° Forum UNESCO dei giovani, tenutosi a Parigi dal 29 al 31 ottobre, per la prima volta c’erano i Giovani per un Mondo Unito, in rappresentanza del Movimento dei Focolari con lo United World Project. 500 giovani di 150 Paesi da tutto il mondo in questo “cantiere” dei e per i giovani che si riunisce a cadenza biennale dal 1999. Il Forum, parte integrante della Conferenza Generale dell’UNESCO, ha lo scopo di creare sinergie tra l’organizzazione delle Nazioni Unite e le altre organizzazioni e istituzioni pubbliche che operano nel settore giovanile. Tematica centrale dell’8° Forum: “I giovani e l’inclusione sociale: l’impegno civile, il dialogo e lo sviluppo delle competenze”, scelta attraverso una consultazione online da 2500 giovani. In linea con la strategia operativa dell’UNESCO sulla gioventù 2014-2021, si sono formulate le raccomandazioni presentate ai 195 Stati membri alla 37sima Conferenza generale dell’UNESCO riunita dal 5 al 20 novembre scorso. Inoltre quest’anno i giovani hanno scelto i 15 progetti di azione – IED dalle cinque “regioni” UNESCO –, che hanno ricevuto il label “Youth Forum UNESCO”.
Hong Kong, Francia e Argentina le provenienze di Stella, Anne Cecile e Joaquin, la delegazione dei GMU (sezione giovanile della ONG New Humanity, ndr.) la cui partecipazione è stata sospinta dal lavoro che si sta svolgendo con lo United World Project – il progetto lanciato al Genfest di Budapest un anno fa che promuove al fraternità universale in vari ambiti e settori –. Contatti attraverso lo United World Project con l’UNESCO c’erano già stati presso 11 commissioni nazionali negli scorsi mesi. Tutti passi di un cammino di conoscenza reciproca che continua. Alla sede centrale dell’UNESCO di Parigi “rivoluzionata – ci raccontano i GMU – per mettere in piedi l’organizzazione del Forum e invasa da giovani volontari” il lavoro, svolto in working group e plenaria, si è caratterizzato per lo scambio di esperienze e buone prassi. Tra le raccomandazioni è stata accolta anche una proposta partita dai Giovani per un Mondo Unito: “Il promuovere spazi di partecipazione intergenerazionale, un frutto della vita per la fraternità”, afferma Joaquin.
In chiusura, il discorso del presidente della Conferenza Generale Katalin Bogyay, intervenuta al Genfest di Budapest che “ha parlato di ‘Ubuntu’ , l’‘io sono perché noi siamo’ della cultura africana – spiega Anne Cecile –, alla base di ‘Sharing With Africa’ prossima tappa dello United World Project che si svolgerà il 1° maggio a Nairobi”. “Parole – continua la giovane francese – che in noi sono risuonate in modo particolare”, perché “queste occasioni ci lasciano vedere – conclude Stella – che c’è una strada verso il mondo unito anche qui. Diversi sì, ma così impegnati per risolvere i problemi insieme, come in una sola famiglia”. (altro…)
11 Nov 2013 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
«Vedendo gli effetti devastanti del terremoto che ha colpito le Filippine il 15 ottobre scorso – di magnitudo 7.2 in alcune isole delle -, ci siamo dati da fare per aiutare le vittime. In particolare desideravamo far sentire loro l’amore di Dio, anche in questi momenti in cui sembra sia perduta ogni speranza. In un primo momento, avevamo paura per le scosse di assestamento che continuavano a verificarsi ma, ben presto, ci siamo resi conto che era una piccola cosa rispetto alla sofferenza delle famiglie che avevano perso tutto: le case e le persone care. Con il sostegno della comunità locale dei Focolari, siamo andati a Bohol (la zona colpita dal terremoto). Eravamo circa 15 Giovani per un Mondo Unito (GMU) ed alcuni adulti da Manila e Cebu. Abbiamo preparato 200 sacchi contenenti ciò di cui avevano più bisogno (stuoie, coperte e materiali per la fabbricazione di tende) e ci siamo messi in viaggio nel lungo tragitto per arrivare a destinazione: Sandigan Island, dove gli aiuti difficilmente arrivano. Con noi avevamo 200 litri di acqua, i 200 sacchi preparati la sera prima, biscotti e altri generi di prima necessità. Un momento difficile e faticoso è stato quando abbiamo dovuto attraversare un sentiero stretto e ripido di montagna, portando dai camion tutti i pacchi fino alle barche che ci avrebbero portato sull’isola. Ci sono volute diverse ore, fino alla mezzanotte; e dopo, abbiamo dovuto spingere le barche a causa della bassa marea. Ma la decisione di aiutare queste persone, pensando di farlo a Gesù che si è identificato con i più sofferenti, ci ha fatto superare le avversità.
Siamo andati 6 km nell’entroterra di Brgy Canigaan. Mancava l’approvvigionamento idrico perché i tubi dell’acqua erano stati distrutti dal terremoto, così come le case. Per cui la maggior parte dei residenti dormivano all’aperto, nelle tende, anche per la paura delle continue scosse di assestamento. Era uno spettacolo straziante. Ci siamo ricordati che eravamo lì per sostenerli ed aiutarli, e così la distribuzione dell’acqua e dei pacchetti è avvenuta in un’atmosfera festosa. Abbiamo anche creato uno spazio per permettere ai bambini di raccontare le proprie esperienze traumatiche vissute durante il terremoto e abbiamo giocato con loro, insieme alle loro mamme, che hanno dimenticato, almeno per un po’, ciò che stanno attraversando. Un anziano ci ha raccontato come aveva vissuto la tragedia. Stava pescando quando il terremoto è avvenuto. Era terrorizzato mentre vedeva la sua città tremare per le violentissime scosse. Era da solo, l’acqua molto agitata, con mulinelli e grandi ondate. Ha anche visto una piccola isola spuntare in mezzo al mare… Ringraziava Dio per il miracolo di essere sopravvissuto, nonostante la sua casa fosse distrutta. Gli abbiamo offerto un cuscino morbido: un piccolo gesto che l’ha commosso fino alle lacrime. Abbiamo rinunciato alle nostre vacanze e dovuto superare anche la barriera linguistica e altre difficoltà, ma sentiamo che ne è proprio valsa la pena! Sarà ancora lunga la strada da percorrere per tornare alla normalità, ma vedere i sorrisi sui volti di queste persone, ci ha dato la conferma che l’amore di Dio rimane anche quando tutto il resto viene distrutto». A cura della Segreteria dei GMU di Manila (altro…)
7 Nov 2013 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Senza categoria
«Al momento di cominciare il “Festival des jeunes”, nel grande teatro all’aperto di Bobo-Dioulasso, moderno e bello, è mancata l’elettricità… ed eravamo in 420!». È il racconto dell’incerto inizio della gioiosa manifestazione del 19 ottobre scorso, organizzata dai Giovani per un mondo unito del Burkina Faso. Infatti, nella città l’energia elettricità viene distribuita per settori, e proprio a quell’ora corrispondeva il black out nel luogo dove si svolgeva lo spettacolo. “Quando ce ne siamo accorti – raccontano i giovani – siamo andati di corsa alla Società di distribuzione d’energia elettrica nel Paese e per fortuna, quando hanno conosciuto il motivo, è stato subito accettato il cambio di turno, evitando che mancasse l’elettricità per la durata di tutto l’evento”. “È stato molto bello – confida Omar, dei giovani per un mondo unito musulmano – il tempo di preparazione del Festival: quattro mesi di lavoro insieme, superando ogni volta le nostre diversità”. Poi, è arrivato finalmente il giorno della manifestazione. “La sorpresa era già iniziata la mattina alla conferenza stampa – spiega Liberata –: ci siamo trovati con circa 150 persone, tra cui il vicario generale e il vice sindaco di uno dei Cantoni di Bobo-Dioulasso, e la copertura della radio e della televisione”.
“E anche i 420 partecipanti allo spettacolo – continua – sono stati una sorpresa, perché in genere per i concerti, anche importanti, non si arriva quasi mai a quel numero”. Tra i giovani c’erano musulmani, membri della Comunità di Sant’Egidio, cristiani di diverse Chiese e rappresentanti delle religioni tradizionali. Erano anche presenti il vicario episcopale, il vice sindaco, il rappresentante del governatore, il pastore presidente dell’associazione delle Chiese Protestanti e quello delle Chiese delle Assemblee di Dio. “In breve si è creato un bel dialogo tra gli animatori ed il pubblico; un clima di famiglia, anche attraverso le esperienze raccontate dai giovani per un mondo unito”, racconta Richard. E aggiunge: “Abbiamo letto quanto ci aveva scritto Maria Voce nel suo messaggio con l’invito a diffondere intorno a noi la cultura della pace e dell’unità perché l’amore trionfi sull’odio e perché le guerre spariscano. Sono state parole accolte con molta attenzione dai giovani presenti”. Il programma si è snodato fra canzoni, danze e belle coreografie realizzate, oltre che dai giovani per un mondo unito, dal gruppo artistico “Titiama” e dai ragazzi protestanti. Mme Toussy, una cantante famosa in Burkina Faso, ha intonato la canzone “amiamoci”; quindi, un cantante del Togo ha interpretato una sua canzone sulla pace.
Commovente il discorso di un signore musulmano, figlio di un Iman ex presidente delle comunità musulmane del Burkina, il quale ha incoraggiato i presenti a non mollare davanti alle difficoltà che possono sorgere nei rapporti fra cristiani e musulmani. Ed ha concluso dicendo che “il Movimento dei Focolari è una corrente d’amore senza proselitismo, ma che desidera creare un mondo di fraternità”. “Mi trovo davanti a qualcosa che supera il mio pensiero: non immaginavo che sarebbe stato così bello, altrimenti avrei invitato tutti i giovani della mia Chiesa”, ha detto uno dei Pastori presenti. Infatti, i partecipanti sono partiti tutti nella gioia, desiderosi di portare avanti l’ideale della fraternità che conduce alla pace e all’unità. “Lavorando insieme ci siamo accorti che questa fraternità è troppo bella per restare solo fra noi”, ha commentato un giovane della Comunità di Sant’Egidio. La televisione nazionale ha diffuso più volte parte dell’evento, durante il telegiornale; la radio ha continuato per due giorni di seguito a trasmettere brani del concerto. “Ora – spiegano con entusiasmo i giovani per un mondo unito –, vogliamo impegnarci a continuare la collaborazione e il dialogo fra di noi, in questo clima di apertura reciproca. E per la prossima edizione vogliamo riempire lo stadio”. (altro…)
2 Nov 2013 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Senza categoria
Cantare la speranza ed il desiderio vivo nelle nuove generazioni di rimboccarsi le maniche per costruire il futuro, senza scendere a compromessi con i propri ideali di vita: è il pentagramma di MariTè, giovane cantante soul e afro-pop, chitarrista autodidatta italiana di genitori congolesi, vincitrice per la sezione musicale dell’edizione 2013 del premio La Bella e La Voce, assegnato a Saint Vincent. In un’intervista per Africa News risponde ad alcune domande: MariTè, puoi dirci qualcosa della tua musica? Il trio di cui faccio parte predilige un misto tra soul e musiche africane, direi Afro-Soul. Ora mi sto avvicinando al Gospel, infatti dirigo un coro di 30 elementi vocali, ed ho ripreso una mia vecchia passione il Rhythm and blues, ma sempre con influenze africane. C’è qualcosa che ispira particolarmente la tua arte? Traggo ispirazioni da tutto ciò che mi circonda. Sono una cantautrice e i miei testi esprimono, infatti, cose che vivo. Ma traggo ispirazione anche dalla vita quotidiana: un fatto di cronaca che magari mi ha colpito in modo particolare, l’incontro con una persona, ecc. Quali sono gli ostacoli che incontri più spesso nella tua carriera da musicista? Essendo donna non è sempre facile. Si può avere la possibilità di poter fare lavori importanti, di grande visibilità, ma in cambio di qualcosa. Rifiutare per seguire quelli che sono i miei valori è una grande sfida. A volte fa male, ma credo che possa essere anche un punto di forza: dimostrare che è possibile cantare, suonare e ballare, senza scendere a compromomessi.
Qual è il tuo messaggio ai giovani della seconda generazione, cioè nati in Italia da genitori immigrati? Credo profondamente che le seconde generazioni siano dei ponti tra il loro paese d’origine e quello di nascita. È importante formarsi, studiare, per poter diventare un valido contributo ai nostri paesi d’origine e, allo stesso tempo, aiutare il paese di nascita ad aprirsi sempre di più alle seconde generazioni, che sono parte integrante, viva e pulsante del paese. Quando penso a me ed al fatto che faccio parte anch’io delle seconde generazioni, sono molto fiera. Amo i miei due paesi, e sono felice ed onorata di poter essere porta bandiera delle due culture. E ne aggiungiamo un’altra: Vivere la spiritualità dell’unità influisce sul tuo modo di concepire l’arte e di esprimerla? Conosco Chiara Lubich e il Movimento dei Focolari da quando ero bambina. Quando avevo 20 anni ho partecipato ad un congresso per gli artisti a Castel Gandolfo che per me è stato illuminante. Ho scritto a Chiara per ringraziarla, perché sentivo di aver capito la mia “missione”. La musica, la mia voce, sono un dono che Dio mi ha dato e che voglio mettere a disposizione per portare messaggi di unità. Io canto forte alla speranza che sembra, oggi, nascosta dalla superficialità. I giovani non dobbiamo e non possiamo abbatterci; siamo noi che creiamo il nostro futuro. E per farlo migliore dobbiamo rimboccarci le maniche. Guarda il video http://www.youtube.com/watch?v=ooCiwDvV2ss (altro…)
26 Ott 2013 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
«Più che parlare della mia storia personale – racconta Stefano Isolan, giovane italiano – vorrei parlare della comunità che mi ha cresciuto. Nel 1986 i miei genitori, contadini da generazioni, si sono trasferiti a Loppiano per mettersi a servizio della cittadella del Movimento dei Focolari. Avevo solo tre anni. Ci siamo trovati immersi in una realtà molto accogliente, sia da parte dei focolarini che dai vicini che ci hanno iniziato alla cultura contadina toscana. Grazie a loro il mio amore per questa terra è cresciuto negli anni fino a spingermi ad intraprendere gli studi di agraria. Lavorare nella Fattoria Loppiano è stato un grande dono: un’azienda che mette al centro innanzitutto l’amore ed il rispetto per la terra, la cooperazione tra lavoratori e soci, con lo scopo di generare prodotti buoni e sani. A Loppiano vedevo arrivare e partire persone di tutto il mondo. Era diventato naturale per me avere amici di culture e religioni differenti. Sperimentavo sulla mia pelle che, lasciando spazio all’amore che Dio ha messo nel cuore di ogni uomo, il mondo unito è possibile. Nel frattempo, coltivavo tante amicizie a Incisa (il paese vicino) e a Firenze, frequentavo una ragazza e partecipavo alla vita della parrocchia. Insieme al parroco sperimentavamo l’amore autentico e fecondo del Vangelo. Un amore che ci indicava la strada che Dio aveva pensato per la nostra piena realizzazione. Da questo gruppo, infatti, si sono formate belle famiglie, tre vocazioni alla vita religiosa, e una al sacerdozio: frutti tangibili dell’Amore di Dio e tra noi. Mi sentivo parte di una comunità che mi aveva dato tanto e alla quale desideravo restituire qualcosa. Mi sono impegnato nell’associazionismo, in particolare nel Laboratorio per la Pace. Nella primavera del 2004, mi è arrivata la proposta di candidarmi per il Consiglio Comunale di Incisa. Dopo giorni di riflessione e di confronto con i giovani dei Focolari con i quali condividevo tutto e anche con gli amici di Incisa, ho risposto positivamente a ciò che mi sembrava un modo per restituire il bene ricevuto. Sono stati cinque anni vissuti a stretto contatto con la gente. Tra sacrifici, successi e qualche fallimento, abbiamo lavorato – ognuno secondo le proprie convinzioni -, per rendere il nostro Comune più a misura d’uomo. Un esempio concreto è stato quello della raccolta differenziata. Con l’impegno della giunta e di tutti i cittadini siamo diventati uno dei comuni più virtuosi di Toscana. Non posso poi non ricordare il grande traguardo dell’unione dei comuni di Incisa e Figline, risultato di anni di collaborazione e confronto con i cittadini.

Bolivia 2012: Stefano con le sue sorelle
Così, sempre di più la mia famiglia naturale, il Movimento dei Focolari, le parrocchie, la comunità di Incisa, la natura stessa che mi circondava, andavano a formare un’unica realtà. Di questa grande famiglia desideravo mettermi a servizio a tempo pieno. Non sapevo come. Gradualmente si è fatto spazio un’idea: rispondere all’amore ricevuto con l’Amore. Ho sentito la chiamata da Dio al sacerdozio che, per me, significa ordinare la vita al servizio Suo, di conseguenza dei fratelli e dell’umanità intera. Certo, non è stato facile lasciare tutte le mie attività. Ancora più difficile è stato abbandonare la mia gente e la mia terra per entrare in Seminario. Ma Dio stesso mi faceva sperimentare le parole di Gesù: “Chi lascia padre, madre, campi, per il mio nome riceverà cento volte tanto…” (Mt 19,20). E davvero è stato così. Sono entrato In seminario nel 2007 ed ho trovato una nuova famiglia che nei sacramenti e nella Parola accolta, vissuta e condivisa, mi ha generato e rigenerato alla fede. Sono stati gli anni più belli della mia vita! Nonostante, ho potuto portare a termine il mio incarico di Consigliere comunale fino a fine legislatura nel 2009, e nel 2014 sarò ordinato sacerdote. Vorrei testimoniare che vale la pena vivere l’uno per l’altro, lavorare per rendere più bella la nostra terra, vale la pena amare, ognuno lì dove si è chiamati. E di questo ogni mattina ed ogni sera non posso che ringraziare Dio!». (Testimonianza raccontata da Stefano Isolan il 15 settembre 2013, in un incontro di giovani nella Piazza di Incisa in Valdarno, Firenze) (altro…)