23 Apr 2014 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Senza categoria, Sociale, Spiritualità
Ancora rimangono impresse nella memoria le tragiche immagini del tifone Haiyan o Yolanda (“uccello delle tempeste”) che si è scatenato su alcuni paesi del Pacifico, specie sulle Filippine, nel novembre 2013. È stato uno dei più forti cicloni tropicali mai registrati e da tutto il mondo. Paesi e organizzazioni solidali si sono mobilitati per far arrivare gli aiuti alle vittime del disastro.
Anche le comunità dei Focolari, specie dei paesi vicini, hanno dato il proprio contributo. Come dall’immenso arcipelago che compone l’Indonesia (245 milioni di abitanti), paese che non nuota certo nella ricchezza. Nella città di Yogyakarta, nell’Isola di Giava, giovani e adulti del Movimento si sono dati da fare. Soldi non ne avevano, eppure – si sono detti – “c’è sempre qualcosa che si può ancora dare”. E così hanno organizzato una grande raccolta di beni “avanzati” dalle proprie case, per allestire un “Bazar”. “Si è costituito un comitato per coordinare il lavoro – raccontano –. Il centro dei Focolari è divenuto il punto di raccolta delle donazioni, per cui c’era un via e vai di persone che selezionavano i pezzi e li raggruppavano per categorie con tanto entusiasmo e gioia”.
Il “Bazar” era fissato per il 3 e 4 marzo, presso una parrocchia a 20 km da Yogyakarta. Ma nel frattempo sono avvenute le eruzioni dei vulcani Sinabung e Kelud, “e le vittime erano dei nostri connazionali – ricorda Tegar –. Ci siamo chiesti se la gente avrebbe ancora aderito alla nostra iniziativa per vittime più lontane, nelle Filippine”. Non si sono persi d’animo, e pur non trascurando la nuova emergenza, sono andati avanti nell’intento di aiutare dei fratelli ancora più bisognosi. “Sono stata scelta come coordinatrice dell’evento – racconta Endang –. Essendo io stessa una vittima di un terremoto precedente, sapevo cosa ciò significasse e quanta tristezza si prova. Così mi sono impegnata e anche se non avevo soldi, potevo dare però il mio tempo e le mie energie. Pochi giorni prima del ‘Bazar’, in un incontro ho capito cosa significhi quella frase che spesso si sente dire nel Movimento dei Focolari, e cioè che quando ci raduniamo nel nome di Gesù, Lui è presente fra noi. Abbiamo sperimentato, infatti, che se ci mettiamo insieme e lavoriamo nel Suo nome, Egli ottimizza il nostro lavoro”.
Anche per William “è stata un’esperienza incredibile. Mi sono impegnato in pieno in quest’attività. Abbiamo puntato soprattutto sulla gente del villaggio che veniva alle Messe del Sabato e della Domenica. Eravamo una ventina al servizio della gente. C’era chi orientava le persone, chi serviva i ‘clienti’ man mano che venivano a guardare e ad ‘acquistare’. C’era anche chi provvedeva alla nostra merenda! Un’esperienza bellissima: sperimentare che quando ami gli altri Dio ti ridà la felicità nel profondo del cuore”. Complessivamente si sono raccolti Rupiah 5,115,700.00 (US$ 452), somma per niente piccola se si considera che circa la metà della popolazione vive con 2 dollari al giorno. “La gioia di tutti non era soltanto perché abbiamo raccolto una bella somma – ci tiene a precisare William – ma per l’amore e il contributo che ciascuno ha dato per aiutare le vittime di Haiyan”. “Credo che attraverso questo ‘Bazar’ – conclude Wulan – si è donato un po’ di felicità non solo alle persone che riceveranno i soldi ma anche a quelli che hanno contribuito con i loro ‘acquisti’. Sono sicuro che l’amore non si fermerà qui ma si espanderà a tanti altri luoghi”. (altro…)
18 Apr 2014 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità

Maria Voce con Nelson Giovannelli
“Fazenda da Esperança”: una storia lunga 30 anni, da quando un giovane, Nelson Giovannelli, mosso dalle parole dell’apostolo Paolo “Mi sono fatto debole con i deboli…”, ha avvicinato un gruppo di giovani tossicodipendenti del suo quartiere col desiderio di fare qualcosa per loro. Nella sua azione è stato assistito fin dai primi passi da Padre Hans Stapel (Frei Hans), dalla cui testimonianza Nelson aveva preso coraggio. Oggi le “Fazendas” si sono moltiplicate in tanti Paesi e svolgono un’azione importante di recupero dalla strada e rinascita a partire dall’insegnamento del Vangelo, al punto che un vescovo brasiliano le ha definite “un santuario della Nuova evangelizzazione!”. Il 15 aprile, in occasione del viaggio di Maria Voce e Giancarlo Faletti in Brasile, si è vissuto un momento di profonda condivisione tra i giovani della Fazenda (oltre i 600 presenti, anche altri collegati via internet dalle 70 Fazendas nel mondo) e i rappresentanti dei Focolari.
Apre l’incontro Frei Hans, confidando «l’esperienza di Dio» da lui vissuta con il recente ricovero. Poi musica, qualche tratto di storia degli inizi della Fazenda, esperienze, fitto dialogo. Commozione per le testimonianze presentate da chi è passato dall’inferno della droga. C’è chi, come Mario è giunto alla donazione a Dio, e alla fondazione di nuove comunità in altri Paesi dell’America Latina. Nel dialogo con Maria Voce e Giancarlo Faletti, i giovani hanno scoperto la spiritualità che sta alla radice della loro esperienza di recupero, il carisma dell’unità, che anima la vita stessa dei loro fondatori. È un dialogo in cui i giovani affidano le domande più profonde: sulle cicatrici che lascia l’esperienza passata, su sessualità e castità, e anche sul significato del carisma – inteso come dono attraverso una o più persone, per tutta l’umanità – della Fazenda in relazione all’esperienza di Chiara Lubich.
Emerge qui la novità, che ha caratterizzato l’incontro: «Un carisma, frutto del carisma dell’unità – afferma Giancarlo Faletti – mostra la dinamica della vita di Dio in atto, la sua presenza nella storia dell’umanità. Venendo qui oggi stiamo facendo con voi una grande esperienza della ‘produttività” di Dio!’». E Maria Voce: «Pensando al carisma dell’unità – anche dopo aver incontrato qui in Brasile altri carismi che ne sono stati il frutto – lo vedevo come la radice di un albero con molti rami e ogni ramo con tanti frutti, ed ogni frutto mi sembrava un ingrandimento di un particolare». «Se penso alla Fazenda – continua – mi viene in mente il problema della dipendenza dalla droga e dico: è Gesù che ha assunto il dramma della droga, che grida l’Abbandono [del Padre]. Questa opera ha fatto suo solo questo particolare, ma è un grande particolare, e l’ha fatto diventare un’opera meravigliosa. Un’altra opera assume il particolare della carenza di istruzione dei bambini – anche l’ignoranza è assunta da Gesù nell’Abbandono – e dal carisma dell’unità nasce un’opera che fa una pedagogia nuova. Anche se la radice è nascosta e si vedono solo i rami e i frutti, la radice ne gioisce. E i frutti sono grati alla radice». Lo ribadisce Frei Hans, che auspica un intensificarsi della collaborazione reciproca, ed esprime l’esigenza che i formatori siano alimentati, come già avviene in alcune Fazendas, dalla spiritualità dell’unità. «Mi sembra – conclude Maria Voce – che tutti i carismi che stiamo conoscendo e tanti altri che non conosciamo e che nasceranno, stanno dentro al carisma dell’unità, perché legati dall’amore reciproco che fa vedere come è grande il particolare l’uno dell’altro, e insieme contribuiscono a compiere la preghiera di Gesù “che tutti siano uno”. Quindi dico: “Viva la Fazenda da Esperança!”». Approfondimenti sul viaggio di Maria Voce in Brasile su Area Riservata – Notiziario Mariapoli Website: www.focolares.org.br/sitenacional (altro…)
17 Apr 2014 | Centro internazionale, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
La Mariapoli spicca per il verde in cui è immersa, l’armonia delle sue costruzioni. I suoi abitanti, oltre 200, provengono da diversi Stati del Brasile e da vari Paesi: Italia, Congo, Portogallo, Olanda, Germania, Perù, Ecuador. Chiara Lubich sognava, sin dagli inizi degli anni ’60, questi bozzetti di città moderne, non solo con case, scuole, chiese, ma anche con fabbriche, modelli di una convivenza di comunione, regolata dall’amore reciproco. Ed è qui, che nasce il primo Polo imprenditoriale, attuando questo “sogno”. È qui infatti, come molti sanno, che Chiara, nel 1991, lancia un progetto che prospetta una nuova economia, l’Economia di Comunione; e il polo imprenditoriale, quale “laboratorio” di una economia rinnovata, proprio nei pressi della cittadella. Profeticamente ne aveva così delineato il ruolo: “Una cittadella così – annota sul diario – in Brasile, dove il divario fra ricchi e poveri costituisce la piaga sociale per eccellenza, potrebbe costituire un faro e una speranza”.
La fede eroica dei pionieri, e di chi li ha sostenuti, ha calato nella storia questa profezia. Il polo, con le sue 6 imprese, è meta di studiosi ed economisti, ed ha attirato l’attenzione di politici di alto livello: dall’on. Franco Montoro, Consigliere della Repubblica, ex governatore di S. Paolo, al Vice Presidente della Repubblica Dr. Marco Maciel; ad un gruppo di parlamentari di vari partiti, membri della commissione mista per la lotta e lo sradicamento della povertà.
Maria Voce e Giancarlo Faletti vi si trovano per l’ultima tappa del loro viaggio in Brasile. Mentre visitano le aziende del Polo, un’imprenditrice ricorda Ginetta Calliari, una delle prime giovani che avevano seguito Chiara sin dagli inizi, a cui si deve molto per la diffusione del Movimento in Brasile e per il sostegno all’EdC. I due ospiti hanno avuto parole di grande ammirazione e gratitudine per l’attuazione del progetto. Maria Voce sottolinea il segreto del successo: “È la comunione, che precede ed è condizione per la produttività”. Quella comunione che regola i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori all’interno dell’impresa, le altre imprese del Polo, tra i Poli nel mondo.
La preoccupazione per la risoluzione della problematica sociale aveva spinto, sin dalla fine degli anni settanta, ad interventi diretti, in due aree nei pressi della Mariapoli: a Jardim Margarida che vi sorge proprio di fronte, e al Bairro do Carmo, dove si è stabilito da anni un nucleo di afrodiscendenti. Due centri sociali si dedicano soprattutto ai bambini e adolescenti nelle ore extra scolastiche, sottraendoli al rischio della violenza e della droga che li insidiano. Sorprendenti, i frutti. I cambiamenti nel comportamento, suscitati dalla pedagogia ispirata all’“arte di amare” che caratterizza le diverse attività – dallo sport all’informatica -, contagia anche le scuole comunali e sta suscitando un progressivo interesse delle istituzioni cittadine dando avvio a molte forme di collaborazione. Per produrre il cambiamento, non bastano le azioni, bisogna diffondere le idee tramite i mezzi di comunicazione. È una consapevolezza viva da oltre 50 anni, quando sono nate l’editrice e la rivista Cidade Nova, che hanno l’attuale sede nella Mariapoli. Il gruppo editoriale non è esente dalla crisi che investe l’editoria a causa della rivoluzione digitale. La presidente e il copresidente, ne danno un nuovo impulso. “L’evoluzione del Brasile è velocissima – osserva Giancarlo Faletti – sono indispensabili mezzi culturali che sappiano cavalcare la storia, senza esserne schiacciati, che sappiano leggerla e illuminarla con la luce del carisma dell’unità”. Approfondimenti di questa tappa del viaggio su Area Riservata – Notiziario Mariapoli Website: www.focolares.org.br/ (altro…)
9 Apr 2014 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Rio Tercero è una graziosa città della provincia di Cordoba, in Argentina. Situata in una zona agricola e di allevamento di bestiame, verso la metà del 900 ha visto un moltiplicarsi di industrie (tra le più importanti la Fabrica Militar Rio Tercero, tristemente famosa per le esplosioni dolose che vi si sono verificate nel 1995) che ha portato con sé un incremento demografico notevole. Non mancano le sfide sociali soprattutto nei quartieri periferici dove la violenza è all’ordine del giorno per mancanza di lavoro e istruzione. Estela, dentista di professione, ha avuto, 6 anni fa, il compito dal suo parroco di occuparsi della Caritas, con la richiesta precisa di far conoscere la spiritualità dell’unità in questa struttura della Chiesa. Ha iniziato chiedendo la collaborazione di persone di buona volontà all’uscita della Chiesa. Se lo faceva lei, che di tempo ne aveva poco, tra lavoro, figli e nipoti…. altre avrebbero potuto farlo. Con l’equipe che si è costituita va a visitare le famiglie dei quartieri più poveri: in genere giovani mamme con figli o mariti alcolizzati o drogati. Si comincia con la “Tienda”, una boutique dove poter prendere capi di vestiario per tutta la famiglia. Arrivato l’inverno, tutte cercavano coperte calde… ma non erano sufficienti. Si decide di fabbricarle. È iniziato così un laboratorio con 28 giovani mamme. I rapporti sono cresciuti, le donne si sentivano valorizzate e stimate. Estela ha proposto a tutte di cominciare a meditare e vivere ogni mese una parola del Vangelo. Finito l’inverno, nessuno voleva andare via. Che fare? «È venuta l’idea di fare del pane, racconta Estela. Abbiamo iniziato con un forno domestico. Ognuna portava la farina, il lievito e si faceva insieme il pane per la propria famiglia, con alcuni pezzi da vendere, il cui ricavato andava a ciascuna di loro. Ma era troppo poco. Ho informato dell’attività il consiglio pastorale della parrocchia e mi hanno incoraggiata, non solo con le parole, ma con una somma di denaro per comperare un forno più grande. L’iniziativa è stata comunicata a tutti i parrocchiani e la gente ha cominciato a portare la farina. Si è costruito così un ponte di unità tra la gente della parrocchia che sta al centro della città e le donne che vengono dai rioni periferici con i figli perché non avevano dove lasciarli». Ma andare a vendere il pane con i figli dietro non era possibile.
Sono nate così attività per i bambini, con programma di appoggio extra curriculare e con attività ricreative svolte dai giovani della parrocchia. «Con il tempo, il rapporto tra mamme e figli è cambiato. Cercavamo di fare apprezzare ai figli il lavoro delle mamme e d’altro canto, anche i figli erano spronati a studiare meglio vedendo lo sforzo della mamma per guadagnare qualcosa». Col tempo l’attività è diventata pubblica: il pane si vende a vari negozi in città e il comune si è interessato, volendo partecipare con un progetto di sviluppo. Risultato: un vero panificio, con 4 grandi forni, le attrezzatture necessarie e una grande quantità di farina. Si dà il via a una micro azienda, dove le stesse lavoratrici ne diventano imprenditrici. Attualmente ce ne sono 4 con la responsabilità del panificio, che serve regolarmente scuole, pizzerie e altri panifici. «Anche se si tratta di una piccola attività – commenta Estela – è comunque una fonte di lavoro; ma la cosa più importante è la formazione integrale fatta con ciascuno e con le loro famiglie». Un lavoro che continua a contagiare altri. (altro…)
7 Apr 2014 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
La Mariapoli Gloria, che ora conta un centinaio di abitanti e più di 40 costruzioni, ben si armonizza con l’ambiente circostante. Nasce dalla necessità, avvertita all’inizio degli anni ‘70, di un centro per la formazione delle comunità del Movimento dei Focolari che si stavano diffondendo. La generosità di molti non solo rende possibile la sua attuazione, ma ne promuove uno sviluppo impensato. Una coppia dona un ampio terreno, alcune famiglie vengono ad abitarvi; prende forma così la cittadella. L’area fa parte di Benevides, una piccola città di poco più di 50.000 abitanti. Visibile è la povertà che genera violenza, apre le porte al traffico e consumo di droga. Le prime vittime sono gli adolescenti. Su questo sfondo, la Mariapoli si mostra oasi di umanità. Qui da più di 20 anni c’è la Scuola Fiore e un “Centro Accoglienza” per il dopo scuola. Sono 300 i bambini, che dalla prima infanzia al quinto anno di scuola elementare, trovano, insieme all’istruzione, anzitutto una famiglia, una casa che li accoglie.
Gli operatori del Centro sono tutti ex-alunni. Sono per i bambini veri modelli, perché vivono nel loro stesso ambiente e testimoniano che si può cambiare. Forti le esperienze. G. è tra i giovani al servizio dei più piccoli. Insegna informatica. Vive in uno dei quartieri più violenti, ma i suoi occhi luminosi da soli dicono che l’amore può ricostruire… anche la sua famiglia, dove i rapporti erano inesistenti. “Davanti ad ogni atteggiamento inizialmente violento di molti bambini, dobbiamo scoprire che cosa c’è dietro. Ci mettiamo in ascolto, cercando solo di far sentire loro l’amore. Poi a poco a poco il cambiamento”, racconta la direttrice della scuola, Francesca. Tanto da far dire a un padre, spacciatore di droga: “Ma che cosa c’è qui, che vedo il mio figlio cambiato?”. Un’esperienza che interessa anche la stampa. Una giornalista intervista la presidente dei Focolari, in visita in Brasile insieme al copresidente Giancarlo Faletti. E in quest’occasione Maria Voce risponde: “Ho una grande ammirazione per questo luogo, la Mariapoli Gloria. Qui si costruisce la persona, il futuro del Brasile, si offre una grande possibilità di sviluppo umano, l’esperienza di una vita solidale tra gli alunni e con i professori, le famiglie. Ho un grande desiderio di offrire il massimo appoggio”.
La Mariapoli è anche un’oasi di spiritualità che alimenta una vera comunione tra le varie comunità, antiche come il Carmelo o nuove come la “Missione Belém”, impegnata nel servizio dei più poveri, per nominarne solo alcune. Ed è sostegno anche per chi opera nella politica. Lo hanno espresso due consiglieri comunali e alcuni rappresentanti di ordini religiosi e nuove comunità, nel breve incontro con Maria Voce e Giancarlo Faletti. I due sono arrivati il 31 marzo all’aeroporto di Belém, capitale del Pará, in terra amazzonica, accolti da una grande festa, per la nuova tappa del viaggio in Brasile, nel nord. Nella prima avevano visitato il Nord Est: a Recife, nel Pernambuco, con l’inaugurazione della Cattedra Chiara Lubich, la visita all’opera sociale dell’Isola di Santa Terezinha e la permanenza alla cittadella Santa Maria; poi a Fortaleza, nel Ceará, per l’incontro con i fondatori e responsabili delle nuove comunità del CEU, “Condominio Espiritual Uirapuru”. Approfondimenti di questa tappa del viaggio su Area Riservata – Notiziario Mariapoli Website: www.focolares.org.br/sitenacional (altro…)
6 Apr 2014 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Sullo sfondo delle tensioni che segnano l’attualità in Egitto, si apre al Cairo la terza edizione del Living Peace Festival. Nato nel 2011 da un insegnante di inglese al El Rowad American College del Cairo come progetto di educazione alla pace, il Living Peace coinvolge oggi oltre 25.000 studenti in tutto il mondo. Domenica 6 aprile 2014 avrà luogo il terzo appuntamento mondiale.
Living Peace è caratterizzato dalla partecipazione in prima persona di studenti e docenti nella creazione di iniziative di educazione alla pace, in una rete mondiale di persone e istituzioni. L’adesione permette a ogni scuola di sviluppare progetti secondo le proprie possibilità, favorendo la creatività dei ragazzi con la consapevolezza di contribuire a una finalità comune. Questo crea una dinamica di partecipazione che entusiasma le diverse componenti della scuola, rafforzando la solidarietà tra allievi, insegnanti, direttori e genitori, con una ricaduta anche sulla società civile. Al Cairo, ad esempio, Living Peace coinvolge ragazzi e insegnati di venti scuole, musulmani e cristiani. In altri Paesi i risultati del progetto vengono presentati alle autorità civili (Uruguay, Spagna, Malta e Lussemburgo) e alla televisione (Corea e Brasile). Ma anche con azioni di strada, dove la scuola coinvolge la città in iniziative giovanili a favore della pace e della fraternità. Di particolare rilievo quelle rivolte a situazioni di crisi, come per alcune scuole del Giappone colpite dallo tsunami nel 2011 e della Siria martoriata dalla guerra. Fin dai primi passi Living Peace ha suscitato interesse da parte di istituzioni internazionali. «Siamo stati invitati al World Peace Forum 2011 a Schengen, in Lussemburgo – racconta Carlos Palma, ideatore dell’iniziativa – per raccontare dei nostri progetti. Da allora abbiamo partecipato ogni anno al Forum e siamo entrati in una rete di rapporti sia con personalità delle Nazioni Unite che dell’Unione Europea, che sostengono e incoraggiano il nostro sforzo a favore della pace». Il Movimento dei Focolari appoggia il progetto attraverso AMU e Umanità Nuova. Per seguire la diretta internet: http://live.focolare.org/ipf (6 aprile 2014, 10:30 CEST, UTC+2). (altro…)