Movimento dei Focolari

Sola con Dio

Igino Giordani ha dedicato molte pagine a Maria, alla comprensione del suo mistero. Tra di esse questa nella quale invita a guadare a Maria ai piedi della Croce, ad essere come Lei. Sia tuo modello Maria Desolata, la quale, dopo aver dato la vita a Gesù e averlo amato e servito, pur sentendosi distaccata da lui e rigettata dalla massa che non era ancora Chiesa, tuttavia nella fedeltà non oscillò; e nella prova suprema non mancò all’appuntamento sotto la croce. Fu quale lo Spirito Santo l’aveva modellata: cuore nel quale le offese degli uomini s’estinguevano; centro dal quale solo l’amore scaturiva. Tutta donazione. Morta a se stessa, viveva di Dio: non viveva in Lei che Dio. (…) Ti lasciano solo gli uomini, perché tu resti solo con Dio. E allora l’anima tua non è più distratta o sottratta: allora colloquia nel silenzio con l’Eterno. Sta, col Crocifisso, sul piano di Dio.

Igino Giordani

(Igino Giordani, Maria Modello perfetto, Città Nuova, Roma, 1989, 131-133)  

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Rivivere il Crocifisso

Cosa dice all’uomo e alla donna del nostro tempo il mistero di un Dio che muore in croce? In questo estremo sacrificio Dio prende su di sé tutte le nostre colpe e ci chiede il coraggio di riviverlo per amare il mondo. Da uno scritto di Pasquale Foresi. “Come può aver sofferto Gesù una certa separazione, un certo abbandono da parte del Padre, se egli era il Figlio di Dio, lui stesso Dio? Cerchiamo di penetrare, almeno un po’, cosa può essere avvenuto nel momento della passione, quando Gesù soffrì l’abbandono da parte del Padre. Gesù ha sperimentato in sé la lontananza da Dio. Ed egli è potuto giungere a tanto perché, proprio in quanto uomo, era unito a tutta l’umanità. Lì, sulla croce, noi tutti, uno a uno, eravamo presenti in Gesù, per il misterioso disegno di Dio che lo aveva voluto ricapitolare dell’intera umanità. Lì, in lui, erano assommati tutti i nostri dolori, tutte le nostre colpe, che aveva preso su di sé e fatte sue, per poi rivolgersi al Padre dicendo: “Nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23,46) In quel momento davvero tutto era compiuto, le nostre colpe erano rimesse. Dunque, se anche noi, in quanto cristiani, siamo chiamati a vivere Cristo, dobbiamo vivere quello che egli ha vissuto. E Cristo ha vissuto in modo del tutto particolare la redenzione del genere umano. Rivivere perciò in noi Gesù crocifisso e abbandonato significherà uniformarsi ai sentimenti di Gesù; anzi, molto di più: sarà lasciar rivivere in noi quel dolore-amore da lui vissuto sulla croce, per partecipare anche noi al compimento della sua passione e condividere con lui la sua gloria”.

Pasquale Foresi

 (Pasquale Foresi, Dio ci chiama, Città Nuova, 1974, pag. 58-61)  

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Fino in fondo

Una riflessione sulla giornata di oggi, Giovedì Santo, tratta da un’omelia di Klaus Hemmerle (1929–1994), filosofo, teologo e vescovo preparata proprio per questa solennità nel 1993. Se i discepoli vedono in Gesù il grande e potente Dio lassù, non lo trovano. Devono inchinarsi in basso fino in fondo, guardare nella polvere; lì c’è Gesù che lava i piedi ai suoi. Donazione, umiliazione, servizio, prendere sul serio le banalità delle esigenze umane, diventare piccoli, rinunciare, la durezza dell’esaurirsi, essere modesti, essere nascosti: tutto ciò che non ha a che fare con lo splendore divino è lo splendore del Dio vero, è il contenuto più intimo del nostro adorare Dio, è Eucaristia.

Klaus Hemmerle

(Klaus Hemmerle, Gottes Zeit-unsere Zeit, München, 2018, p. 65 – traduzione a cura della redazione)

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Fino agli ultimi confini

Nei giorni nei quali la Chiesa cattolica celebra la solennità di Cristo Re, proponiamo un testo di Chiara Lubich nel quale lei racconta quale importanza e quale significato abbia avuto questa festa nella storia del Movimento dei Focolari fin dalle sue origini durante la seconda guerra mondiale. “Loro sanno l’episodio di quei primi tempi sotto la guerra, quando noi prime focolarine ci siamo trovate in una cantina per ripararci dalle bombe, e lì avevamo il Vangelo in mano e lo abbiamo aperto; era tutto scuro e al lume di candela abbiamo letto il testamento di Gesù. L’abbiamo aperto per caso e l’abbiamo letto da principio a fondo, per noi era un testo difficile, perché eravamo giovani, preparate sì, fino a un certo punto; però abbiamo avuto l’impressione che quelle parole si illuminassero, come, ad una ad una. Adesso capiamo che era effetto del carisma che era venuto, che porta una luce nuova nell’anima che lo riceve, a vantaggio, però, di tutti gli altri fin dove arriva. Quello che abbiamo capito, soprattutto, è che Gesù aveva chiesto l’unità: “Che siano uno come io e te, Padre”. Che siano uno. E abbiamo capito con forza che quella pagina del Vangelo: il testamento di Gesù era la magna charta del Movimento che stava per nascere. Naturalmente ci siamo rese conto subito che non era facile fare l’unità; non sapevamo come fare. E ci siamo messe noi, sette, otto prime focolarine, intorno ad un altare, ricordo che era la festa di Cristo Re – nel nostro messalino c’era quella festa, adesso è cambiata un po’ la liturgia – e lì abbiamo chiesto a Gesù: “Noi ci sentiamo chiamati a realizzare quello che tu lì hai pregato: l’unità, ma noi non sappiamo come fare. Se tu credi facci strumenti di unità.” E poi, sapendo che era la festa di Cristo Re, ricordavamo che stava scritto nella Messa: “Chiedete e vi darò in eredità le genti fino agli ultimi confini della terra.” E ricordo che noi ragazze, ma piene di fede, credendo a tutto quello che Dio poteva fare, abbiamo chiesto, se è possibile, di servirlo fino agli ultimi confini della terra. Ora dopo 58 anni di vita vediamo che lui questo l’ha esaudito, perché, come loro sanno, il nostro Movimento, che è cattolico, ecumenico, abbiamo rapporto con fedeli di 350 Chiese e con tantissimi capi delle Chiese. (…) Adesso vediamo che quella preghiera di noi ragazzine, insomma, il Signore l’ha esaudita portandoci così a sviluppare questo Movimento fra Chiese, anche altre religioni, anche, persino, persone di altre fedi, fino agli ultimi confini della terra; in pratica in tutte le nazioni del mondo”.   (Chiara Lubich – Vienna/Austria, 5 novembre 2001) Fonte: Centro Chiara Lubich   (altro…)

Chiara Lubich: osare una nuova era

«Se un giorno gli uomini, ma non come singoli bensì come popoli […] sapranno posporre loro stessi, l’idea che essi hanno della loro patria,  […] e questo lo faranno per quell’amore reciproco fra gli Stati, che Dio domanda, come domanda l’amore reciproco tra i fratelli, quel giorno sarà l’inizio di una nuova era, perché quel giorno […] sarà vivo e presente Gesù fra i popoli […]. Sono questi i tempi […] in cui ogni popolo deve oltrepassare il proprio confine e guardare al di là; è arrivato il momento in cui la patria altrui va amata come la propria, in cui il nostro occhio ha da acquistare una nuova purezza. Non basta il distacco da noi stessi per essere cristiani. Oggi i tempi domandano al seguace di Cristo qualcosa di più: una coscienza sociale del cristianesimo […]. […] noi speriamo che il Signore abbia pietà di questo mondo diviso e sbandato, di questi popoli rinchiusi nel proprio guscio, a contemplare la propria bellezza – per loro unica – limitata ed insoddisfacente, a tenersi coi denti stretti i propri tesori – anche quei beni che potrebbero servire ad altri popoli presso i quali si muore di fame -, e faccia crollare le barriere e correre con flusso ininterrotto la carità tra terra e terra, torrente di beni spirituali e materiali. Speriamo che il Signore componga un ordine nuovo nel mondo, Egli, il solo capace di fare dell’umanità una famiglia e di coltivare quelle distinzioni fra i popoli, perché nello splendore di ciascuno, messo a servizio dell’altro, riluca l’unica luce di vita che, abbellendo la patria terrena, fa di essa un’anticamera della Patria eterna». Dallo scritto di Chiara Lubich “Maria, vincolo di unità tra i popoli”, estate 1959, pubblicato in “La dottrina spirituale”, Città Nuova, Roma 2006, pp. 327-329. (altro…)

Restyling e novità per focolare.org

Restyling e novità per focolare.org

Novità in vista per i lettori di focolare.org. Prossimamente il sito dei Focolari vi accoglierà con una veste rinnovata e ulteriori opportunità di navigazione. Si tratta di un progetto, maturato dopo quasi due anni di lavoro nel Centro Internazionale dei Focolari di Rocca di Papa (Roma), che ha tenuto conto degli sviluppi avvenuti nel panorama comunicativo mondiale e dello stesso Movimento dei Focolari. Questo progetto punta ad integrare il lavoro di comunicazione finora svolto da quattro redazioni distinte (Sito Web, Servizio Informazione, Notiziario Mariapoli e Collegamento CH) dando vita a un unico “Ufficio comunicazione”. Operativo già dal febbraio scorso, questo Ufficio raccoglie le notizie della vita del Movimento in tutto il mondo e le trasmette attraverso diversi media. Tra i suoi obiettivi vi è quello di promuovere le attività, far conoscere ad un pubblico vasto la vita del Movimento dei Focolari e contribuire ad una sempre maggiore comunione di vita e di notizie tra le varie comunità nel mondo. Lo sviluppo di nuove tecnologie e modalità di comunicazione hanno reso necessario un restyling del sito web che, oltre ad una nuova veste grafica, si presenterà notevolmente semplificato nella struttura e con una nuova impostazione nella logica di navigazione. L’uso di nuove applicazioni permetterà una maggiore integrazione anche con i social media e potenzierà l’offerta di contenuti ai quali gli utenti potranno accedere in maniera diversificata e personalizzata. La nuova struttura sarà infatti mobile-friendly, terrà conto cioè dell’uso sempre maggiore degli smartphone nella nostra vita quotidiana. Si punterà su contenuti più brevi e vari con diverse forme di presentazione (testi, info-grafiche, schede-video …). I contenuti del sito attuale, però, non andranno persi. I testi delle pagine fisse saranno raccolti in alcuni e-book e le notizie saranno in futuro ricercabili in archivio. Uno spazio privilegiato sarà dedicato alla comunicazione dei molteplici aspetti della vita del Movimento dei Focolari. Sarà questa la sezione “Mariapoli”, che porterà lo stesso nome dei tradizionali incontri estivi dei Focolari in tutto il mondo e del periodico che sarà pubblicato in forma cartacea fino a dicembre 2018. Un’area “community”, aperta a chiunque voglia visitarla. Un sistema di notifiche permetterà agli utenti di scegliere quando, su quali argomenti e su quale canale (computer, tablet o smartphone) vorranno essere informati. Ogni due mesi un notiziario “Mariapoli” in formato pdf offrirà una raccolta delle news principali. Buona navigazione! Joachim Schwind (altro…)