Movimento dei Focolari

Dal Monastero di Halki, in Turchia, un appello per la pace

Nov 28, 2015

I vescovi di varie chiese radunati a Heybeliada (Halki) invocano la pace in Medio Oriente e pregano per la riapertura del Seminario teologico sull’isola.

20151128MonasteroHalkiIl 27 novembre si è conclusa la prima parte del Convegno ecumenico dei vescovi amici dei Focolari, nel Monastero della S.S. Trinità nell’isola di Halki. Il card. Francis Kriengsak ha messo in evidenza come l’unità tra le diverse chiese cristiane è al servizio dell’intera famiglia umana. «La diversità è un dono e un arricchimento reciproco, – sono parole del cardinale – ma ciò è possibile soltanto con un ascolto senza giudizio, con il dialogo della vita, con la condivisione delle esperienze, con una accoglienza che armonizza i vari carismi». Nella conoscenza reciproca sono emerse le sfide e le particolarità di ogni chiesa  su problematiche scottanti.

20151128JesusMoran

Jesús Morán

In mattinata, Jesús Morán, copresidente dei Focolari, ha identificato alcune grandi sfide dell’umanità di oggi, tra cui: la globalizzazione, la ultra-contemporaneità, l’avvento di una terza guerra mondiale a pezzi; e ha evidenziato le risposte che la cultura dell’unità offre. Citando il vescovo Klaus Hemmerle, pioniere di questi convegni, ha indicato la necessità di un atteggiamento di ascolto del mondo, «Insegnami il tuo pensare – diceva Hemmerle – perché io possa imparare di nuovo il mio annunciare», solo in questo modo, – continua Morán – è possibile compiere una «inescusabile operazione di purificazione dalle “incrostazioni religiose” presenti nelle nostre chiese. Sono queste che ci dividono, il mondo non ci permette più non solo di essere disuniti ma nemmeno di annunciare il messaggio di Cristo come lo abbiamo fatto finora. Del resto i primi cristiani non hanno annunciato una nuova religione ma una vita piena, la vita che avevano trovato in Gesù». Nel dialogo successivo si è evidenziato quanto queste parole siano entrate in profondità, e si è sentito forte il desiderio di appianare la strada verso la piena e visibile comunione. Anche se il panorama mondiale sembra indicare il contrario, il copresidente invita alla speranza: «Questo mondo così come è oggi – conclude Jesús Morán – mi porta ad essere più cristiano, per questa identificazione con Gesù crocifisso che mi permette di vivere con gli altri fratelli la comunione trinitaria più profonda». I vescovi hanno potuto conoscere la storia del Monastero della S.S. Trinità, durante una breve visita. Dal 1844 qui funzionava il seminario per la formazione del clero greco-ortodosso, fino a quando, nel 1971, la Corte costituzionale turca ha deciso che tutti gli istituti privati di alta formazione fossero inglobati nell’offerta universitaria pubblica. Il Consiglio del seminario si era opposto e di conseguenza fu ordinata la chiusura della celebre Scuola teologica dove avevano studiato teologi di tante parti del mondo, anche di altre Chiese. In 127 anni di attività, 950 studenti si sono laureati in questa scuola, 330 sono diventati vescovi, 12 sono stati scelti come Patriarchi Ecumenici, 2 eletti Patriarchi di Alessandria, 3 di Antiochia, 1 Esarca dei Bulgari, 4 arcivescovi di Atene, 1 arcivescovo dell’Albania e 318 sono stati ordinati sacerdoti. L’attuale abate del monastero, il metropolita Elpidophoros Lambriniadis, ha tenuto una relazione dal titolo “L’amore di misericordia e la comunione tra i cristiani”; una interessante lettura storica sul cammino di dialogo fatto tra la Chiesa d’Oriente e quella d’Occidente, con un particolare accenno al ruolo svolto da Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, nell’avvicinamento delle due chiese. 20151128TurchiaVescoviAlla chiusura di questa prima parte del convegno, i vescovi hanno fatto proprio l’appello del Patriarca Bartolomeo I, di pregare perché il seminario teologico venga riaperto. Hanno inoltre invocato la liberazione dei due vescovi rapiti in Siria nell’aprile del 2013: l’arcivescovo greco-ortodosso di Aleppo, Paul Yazigi, e l’arcivescovo siro ortodosso Gregorios Yohanna Ibrahim, vescovo amico dei Focolari e assiduo partecipante ai loro appuntamenti. Ora è venuta la sera e anche la pioggia cade soavemente sull’isola. Le carrozze scendono dalla collina portando un carico molto più leggero: vescovi fratelli impegnati a vivere l’amore reciproco perché Gesù Risorto possa ridonare nuova luce sul mondo. Dall’inviata Adriana Avellaneda

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