Movimento dei Focolari

Il Vangelo che mette al centro “l’altro”

Gen 21, 2026

In occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, un’esperienza che racconta la gioia di vivere l’amore e l’unità nella diversità. Un cammino di ascolto e accoglienza per riconoscersi tutti fratelli e sorelle.

Sono un sacerdote anglicano dell’Uganda e ho conosciuto la spiritualità del Movimento dei Focolari quindici anni fa, quando ero in seminario per la formazione ministeriale. Questa ha plasmato in modo integrale me stesso, la mia famiglia e la mia Chiesa poiché esprime in modo ideale due aspetti fondamentali: l’Amore e l’Unità. In nessun punto della Bibbia troviamo una Scrittura che enfatizzi la divisione, la separazione, l’odio, la malizia, il tribalismo, le divisioni denominazionali o la segregazione razziale. Al contrario, la Bibbia invita all’unità e all’amore tra le persone, anche quando esistono delle differenze.
 Siamo chiamati, ad amare soprattutto il prossimo, perché attraverso di lui amiamo Dio. In questo modo ho imparato a vedere Gesù in ogni persona che mi è vicina (cf Mt 25) e ricevo molta pace ogni volta che condivido quel poco che ho con chi ne ha bisogno.

Gesù, in una delle sue ultime preghiere prima dell’ascensione, in Giovanni 17,21, dice: “che siano una cosa sola, come io sono una cosa sola con te, Padre”. Ciò implica che l’Unità dovrebbe essere il nostro obiettivo nella vita. Grazie a questa consapevolezza, ho avuto l’opportunità di incontrare e dialogare con molte persone di diverse denominazioni, come cattolici, ortodossi, luterani   e anche con persone di altre religioni, buddisti e seguaci delle religioni tradizionali, a tutti i livelli e in tutte le fasce d’età. Questo mi ha dato una visione più ampia di come vivere e gestire la vita in modo integrale. Ho sperimentato la gioia di vedere in loro fratelli e sorelle.

Ho anche visto vescovi della Chiesa anglicana dell’Uganda accogliere questa spiritualità attraverso la nostra esperienza, l’espressione della vita e la testimonianza. Attualmente, cinque vescovi sono amici del Movimento, incluso l’Arcivescovo della Chiesa anglicana dell’Uganda. E alcuni di questi hanno anche partecipato alle conferenze ecumeniche internazionali dei vescovi organizzate dal Movimento dei Focolari.

Attualmente abbiamo avviato un gruppo di comunione presso la Uganda Christian University, con l’intento di praticare l’aspetto dell’amore e dell’unità tra i giovani , studenti universitari; allo stesso tempo, trasmettiamo anche il valore di “Ubuntu”[1], all’interno dell’iniziativa Together for a New Africa, alla quale partecipo come tutor di questa seconda edizione. Dopo tutto questo, le persone mi pongono spesso domande alle quali faccio fatica a rispondere: “perché sei sempre felice? Non ti arrabbi mai? Perché sei sempre disponibile? Non hai altre cose da fare? Perché sei così generoso?”, e la mia risposta è sempre stata: “Fate il bene, la ricompensa è in Cielo”.

Dopo i quattro Vangeli del Nuovo Testamento, il quinto Vangelo che tutti dovrebbero leggere è quello del “tu”, nell’altro. Dobbiamo guardare a noi stessi come a una testimonianza viva, affinché nelle nostre opere e azioni si rifletta l’immagine di Dio, facendo agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi. Mettere in pratica ciò che la Bibbia insegna: amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta l’anima, e amare il prossimo come se stessi.

Reverendo Canonico Bwanika Michael Eric


[1] Ubuntu è una parola di origine bantu dell’Africa subsahariana che esprime una filosofia di vita incentrata sulla compassione, il rispetto e l’interdipendenza umana, riassumibile nella massima “Io sono perché noi siamo“, sottolineando che l’individuo si realizza attraverso la comunità, la condivisione e il benessere collettivo.

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