Nella quotidianità di vita in focolare Maria Voce Emmaus ha vissuto in modo semplice e luminoso quel Vangelo dell’unità che si comunica con intelligenza, libertà e creatività.
Aveva una caratteristica che colpiva subito: metteva in moto cuore, fantasia e tutta la sua intelligenza per amare ciascuna davvero come desiderava essere amata, senza schemi, senza soluzioni preconfezionate. Ognuna era unica, e lei prendeva sul serio questo fatto.
Una di noi ricorda per esempio che, quando è arrivata, non poteva mangiare formaggio. Un dettaglio, si potrebbe dire. E invece no. Per Emmaus non lo era. Senza far pesare nulla, aveva sempre cura che ai pasti trovasse un’alternativa. Non era solo attenzione, era un modo di dire ognuna è importante così come è. E questo valeva anche per scelte o sensibilità alimentari diverse: le rispettava con una libertà che sapeva accogliere anche ciò che poteva sembrare opinabile.
Con Emmaus davvero tutto diventava possibile. Non per grandi programmi, ma per quella capacità di ascoltare i desideri più profondi e farli fiorire. Così, il sogno di una di noi — andare in un Paese di lingua inglese per migliorare la lingua — è diventato, con sorprendente semplicità, il suo regalo di compleanno.



Nel focolare aveva anche una sensibilità speciale per le culture diverse. Non solo le apprezzava, ma le accoglieva e le valorizzava con rispetto profondo. In occasione di una festa tradizionale coreana, ha incoraggiato una di noi a vivere pienamente quel momento: indossare il costume, compiere il rituale secondo la tradizione, senza semplificazioni. E non si è fermata a osservare: ha voluto partecipare fino in fondo, preparando una bella bustina con una somma di denaro, come prevede il gesto dell’anziano verso il più giovane. Era la sua maniera di dire che ogni cultura è un dono da custodire.
Sapeva anche riconoscere e sostenere i gusti e preferenze di ciascuna. A chi amava gli eventi culturali, non si limitava a dire: “Vai, è bello”. Li cercava lei stessa nei dintorni, li proponeva, incoraggiava, accompagnava. Era come se si facesse carico dei sogni altrui, rendendoli un po’ suoi.
E poi c’erano i regali. Non erano mai “tanto per fare”. Erano pensati, cercati, preparati con cura. Erano segni concreti di un amore personalizzato – come un determinato orologio o una passeggiata al mare per il compleanno -, che raggiungeva non solo noi, o altri focolari, ma anche le nostre famiglie: sorelle, genitori, nipoti.
Anche l’arte non è mai mancata nel nostro focolare, come una sua alleata per far crescere l’unità tra noi. Quante volte abbiamo cantato insieme, conosceva molte canzoni e poesie a memoria! … o messo in scena piccole rappresentazioni! Indimenticabile quella preparata per la festa del nome di Maria: una rielaborazione libera e gioiosa, ispirata alla “Divina Commedia” di Dante, grande poeta italiano, vissuta con lei e per lei, che ha saputo trasformare un momento semplice in una esperienza profonda con Maria.



In fondo, il suo vivere era questo: creava famiglia.Un episodio lo esprime bene. Una domenica pomeriggio, senza preannunciarsi, abbiamo fatto visita con tutto il focolare alla focolarina sposata appena trasferita al Centro. Quando, sorpresa, questa ha chiesto al citofono chi fosse, Emmaus ha risposto con semplicità e gioia: “La tua famiglia!”.
Un’altra volta ci ha chiamate nel fine settimana per raggiungerla dove trascorreva le vacanze. La nostra sorpresa era che lei aveva visto in un negozio alcuni capi di abbigliamento che potevano servire ad ognuna di noi. Ed era così, li abbiamo provati e scelti secondo il gusto e lo stile di ognuna, con quella gioia che si sperimenta quando c’è Gesù in mezzo!
Guardando alla nostra vita con Emmaus, possiamo dire che l’unità non è un’idea astratta. È qualcosa che prende forma giorno per giorno, che chiede di mettersi in gioco in prima persona nel rapporto con l’altro, nei dettagli, nelle attenzioni, nella creatività dell’amore. Lei ce lo ha mostrato: l’unità è possibile quando ciascuno ama e si sente amato davvero.
Le focolarine che hanno vissuto nel Focolare con Emmaus
Nelle foto diversi momenti di vita quotidiana – © Archivio CSC Audiovisivi




uno con le focolarine nella gioia di sentire Emmaus sempre presente col suo Amore per ciascuna-o e per l’Opera.
Grazie di cuore di questa profonda e bellissima testimonianza di Vita di focolare con Emmaus!
Bellissimo! Tante grazie.
Lo sapevo: Emmaus è stata formidabile! Grazie Emmaus. Pensaci!
Grazie di questo contributo!
Si, Emmaus dava una testimonianza di unità molto concreta, cordiale, L’ho potuto sperimentare anche durante una sua visità in zona qui, dal primo momento del suo arrivo. Da questi esempi si puo sempre imparare.
Grazie!!!
La mia amicizia con Giancarlo Falletti, maturata nei miei anni romani, fa da vasoio per accogliere questi bei particolari della vita di Emmaus.
Da Valladolid, in Spagna, dove adesso risiedo, vi invio le mie preghiere per tutto il Movimento
un bacione grande grande alla sorella Emmaus che dal cielo,insieme a Chiara,protegge questa opera che ha dato e tanto da alla Chiesa di Cristo Buon compleanno!!!
Ricordiamo Emmaus con grande gratitudine, anche di aver preso la guida dell’Opera come prima successore di Chiara.
Grazie, pope, delle vostre belle esperienze con lei.
Grazie di cuore, perché Emmaus era, è e sempre sarà nel cuore di ognuna di noi. È stato bello ri-incontrare il suo sorriso. Anche i suoi temi dell’anno e i suoi insegnamenti restano indelebili nell’anima. Grazie davvero!
Grazie di cuore! Sì, Emmaus era proprio così
Grazie di queste esperienze di vita di focolare con Emmaus! Trasmettono la gioia di vivere insieme nella quotidianità. Grazie davvero!
Carissime focolarine,grazie! Nelle “Partenze ci sono sempre i Ritorni” È lo Spirito della Persona “Indiata”(lo dice Chiara “Indiata”, questa parola è un’estasi nel Cuore di Dio! “Intelligenza, Libertà, Creatività”questa sottolineatura è vitale l’Intelligenza è l’anima della Fede,discerne e vede.La Libertà è Dio che si dona per Amore! Se rispondo al dono ricevuto,Amo,semino in me,mi “apro alla Creatività”! La Vostra Esperienza ! Le vostre foto mi hanno fatto entrare nella Vostra Famiglia! Grazie ancora! l’Unità che chiede Gesù è il solo unico nostro bene!
Bellissime esperienze concrete, frutti di Gesù in mezzo.
Anche io ho sperimentato Emmaus così anche se non avevo la grazia di vivere nel suo focolare!
In un incontro personale con lei e Jesùs, si ha preso tempo senza limite per ascoltarmi e poi darci guida. Si sentiva Spirito Santo, dopo ascolto profondo.
Oggi si direbbe una vera esperienza di “Sinodalità”
Grazie tante per questo vissuto che ci avete donato! Abbiamo avuto il piacere di incontrare Emmaus a qualche congresso,la sua gioia,il suo sorriso,il suo modo di raccontare ti metteva a tuo agio…beh si capiva che ti stava donando Gesù…
Molto molto belo!!! Ed edificante!!!. Che dal Cielo ci aiuti a vivere così nel quotidiano!!!
Si, Emmaus era proprio così, faceva famiglia in modo concreto, era Amore puro, sapienza. la sento ancora molto presente nella mia vita, mi aiuta molto!
grazie Emmaus x me,fin da quando ero una ragazzina insopportabilmente ribella, sei stata una luce sempre accesa. grazie sempre
a Maria Voce un grazie infinito per l’ Unità, per tutta la sua Vita che a donato all’ Opera di Maria. il suo sorriso mi trasmette l’ Amore
Grande esempio di Famiglia vera.
Solo così è possibile l’Unità.
Grazie Emmaus.🙏🙏
Cara Emmaus, grazie. La tua autenticità nel vivere il vangelo continua a nutrire la nostra vita, a dirci che vivere l’unità è AMARE.
è gioia profonda riviverla attraverso chi ha vissuto con lei: viene in rilievo il perché di quel focolare così vero.
E nello stesso tempo rendersi conto di aver sperimentato personalmente che è stato così
Incontrai Voce prima della messa nell’auditorium a Rocca di Papa alcuni fa. Da tre anni lavoravo ad un testo: Eolo Soffio di Dio (dedicato alla figura storica di Eolo Giovannelli). Maria fu commossa e felice di sapere che la Diocesi di Lucca e l’Arcivescovo Paolo Giulietti fossero così vicini al Movimento grazie a quel ragazzo che aveva incarnato il Gesù Abbandonato. Le promisi di mostrarle lo spettacolo in quell’auditorium. Non è mai stato possibile. Ma alla sua memoria luminosa dedichiamo i nostri sforzi perché accada.