Il coraggio di perdonare

Foto: Riconciliazione di Josefina de Vasconcellos (Coventry Cathedral)

Foto: Riconciliazione di Josefina de Vasconcellos (Coventry Cathedral)

Marco Desalvo (a destra)
Il Progetto “Host Spot” è promosso da New Humanity ed altre associazioni di 9 Paesi, e co-finanziato dal programma Erasmus+ . L’obiettivo: diffondere una cultura della promozione dei diritti umani. Giovani con background differenti, disposti ad acquisire competenze e conoscenze per difendere il diritto alla libertà di espressione, e ad essere coinvolti nella produzione di documentari che raccontano le storie di vita dei rifugiati. Dopo la Giordania, il progetto prevede anche un corso di formazione in Germania (marzo 2017) per sviluppare competenze tecniche nella produzione di documentari sociali; ci sarà l’incontro con i rifugiati nei campi profughi tedeschi e si farà una comparazione tra diversi sistemi di accoglienza. Leggi anche: Volontariato nei campi profughi in Giordania Facebook: www.facebook.com/hostspot9/ (altro…)
La manna dal cielo «Sono iracheno e come professione faccio il veterinario. Nel drammatico momento storico che sta vivendo il nostro Paese anche il mio lavoro ne aveva risentito: pochi ormai i clienti. A forza di cercare qualche soluzione per tirare avanti, mi è stato promesso un posto con salario alto, lontano però, dalla mia città. Una soluzione favorevole per la mia famiglia ma che mi avrebbe allontanato da tutti. I parenti insistevano perché accettassi quella che sembrava proprio una manna discesa dal cielo. Ne ho parlato a lungo con mia moglie e alla fine, ci è sembrato non opportuno partire in quel momento sia per il bambino, sia per alcune famiglie di amici che avevano bisogno del nostro sostegno, se non altro morale. Così abbiamo rinunciato a quel progetto, fidandoci ciecamente dell’amore di Dio. Incredibilmente, già dal giorno dopo questa scelta sofferta, il mio lavoro ha avuto un miglioramento. Ora riesco a guadagnare quattro volte più di quanto guadagnavo prima». (Y.K. Iraq) L’imprevisto «Eravamo sposati da poco quando, nell’imminenza di fare trasloco, abbiamo scoperto di aspettare il nostro primo bambino. A tutto ciò si è aggiunto un imprevisto: un piccolo nodulo al seno. Gli esami fatti hanno evidenziato trattarsi di tumore. Sia per me che per mio marito che è medico, è stato un duro colpo, il primo di questa gravità dopo il matrimonio. Appena tre giorni dopo il colloquio con lo specialista sono stata operata. Secondo lui e i suoi colleghi tenere il bambino costituiva il fattore aggravante la malattia: bisognava subito procedere ad un aborto terapeutico per cominciare la chemioterapia. Non volevamo però rassegnarci a fare questo passo. Confidando in Dio abbiamo consultato altri medici, cercando soluzioni alternative. Infine abbiamo deciso per il parto cesareo al settimo mese di gravidanza, quando il bambino sarebbe stato perfettamente in grado di sopravvivere. Solo dopo avrei iniziato la chemioterapia e la radioterapia. Sono passati 8 anni da allora. Ora attendiamo il terzo figlio». (M.D. Francia) Più gioia nel dare «Cercavo la felicità in modo sbagliato: pessime compagnie, discoteca, alcol e fumo. Il mio ragazzo faceva uso di droghe e spacciava. Scontrosa e ribelle sia a scuola che a casa, mi vestivo in modo strano, sempre di nero e con abiti pieni di borchie. Ed ero totalmente indifferente nei confronti di Dio. Quando mi sono accorta di aver toccato il fondo, con la forza della volontà ho lasciato quel ragazzo e abbandonato le vecchie amicizie. Ma come risolvere la tristezza e il senso di vuoto che provavo? Nel ricominciare l’anno scolastico, il nuovo professore di religione mi ha ispirato fiducia. Dai colloqui con lui ho ricevuto il dono della fede. L’incontro con Dio misericordia mi ha cambiata totalmente, appagando il mio bisogno d’amore. Ho iniziato a pregare e cercare il Signore, a spendermi nel volontariato, sperimentando che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Vivo una vita normale: studio e faccio tutto ciò che fa una ragazza della mia età, con la differenza che ora ho Dio nel cuor». (A.R. Italia) (altro…)
https://vimeo.com/183346391 (altro…)
È in arrivo a Roma una delegazione di 40 persone provenienti dal Camerun, formata da 9 Fon, Re nativi del popolo Bangwa di Lebialem, Camerun Sud/Ovest, accompagnati da Mafuas (Regine), due Sindaci e Notabili dei loro regni. Motivo di questo loro viaggio in Italia è celebrare il Giubileo della Misericordia con Papa Francesco e ringraziare Dio per il 50° anniversario del primo incontro a Fontem tra il popolo Bangwa e il Movimento dei Focolari. Questo “pellegrinaggio” inizierà in Vaticano incontrando Papa Francesco all’udienza generale del 21 settembre. I Fon-Re potranno salutarlo a nome di tutta la delegazione e dei loro popoli, offrendogli doni tipici della loro cultura e ringraziandolo per quanto la Chiesa ha fatto per le loro popolazioni. I giorni successivi, ospiti del Movimento dei Focolari, visiteranno i luoghi dove è nata, ha vissuto ed è sepolta Chiara Lubich: Trento, Loppiano (Firenze) e Rocca di Papa (Roma). Fu lei con i Focolari, infatti, a dare risposta alla preghiera del popolo Bangwa, a lei arrivata tramite mons. Peters vescovo di Buea, agli inizi degli anni ‘60, quando l’endemia della malattia del sonno e altre malattie tropicali provocavano una mortalità infantile del 90%, minacciando l’estinzione della popolazione. Oggi queste malattie sono quasi scomparse e l’ospedale, con ambulatori, laboratorio analisi, sala operatoria, reparto di medicina interna maschile e femminile, reparto di chirurgia, di maternità, di pediatria e il nuovo reparto di malattie infettive, rappresenta un centro di eccellenza nella cura della popolazione dell’intera regione.
Agli inizi degli anni ‘70, viene anche costruita una centrale elettrica, una falegnameria, una scuola materna e un College, con oltre 500 allievi, tra i più quotati istituti pre-universitari del Camerun. Questi 50 anni di impegno evangelico, fondato sui fatti, ha coinvolto l’intera regione del Lebialem valorizzando la cultura di questo popolo e, nella reciprocità, tanti hanno accolto il messaggio cristiano nella vita personale e in quella sociale. Negli anni, frutto del lavoro collettivo con missionari e suore di varie congregazioni, sono sorte alcune parrocchie, la diocesi di Mamfe, altre scuole e strutture pubbliche e amministrative dello Stato. Questa storia è il bagaglio che la delegazione presieduta dai 9 Fon porta con sé. Una storia per la quale sentono il dovere di ringraziare Dio e “Mafua Ndem Chiara Lubich” (regina inviata da Dio), come il popolo Bangwa ama chiamarla. È previsto un incontro della delegazione Bangwa con la stampa: mercoledì 21 settembre alle ore 12.30, presso la sala J. H. Newman dell’Università Urbaniana (Roma). Leggi anche: http://focolare-fontem.org/ Vedi video: General Hospital, Fontem Fonte: Servizio Informazione Focolare (SIF) (altro…)