29 Ott 2012 | Chiesa, Focolari nel Mondo
Tre settimane intense di lavoro, scambi di vedute e condivisione di esperienze. Si è concluso con una solenne messa in piazza San Pietro il 13.mo Sinodo generale dei vescovi dedicato alla nuova evangelizzazione. Dal 7 al 28 ottobre, a parlare delle sfide che incontra oggi l’annuncio della Parola di Dio, si sono dati appuntamento vescovi provenienti da tutto il mondo insieme a 45 esperti, 49 uditori e delegati fraterni, rappresentanti di 15 Chiese e comunità ecclesiali. Tutti, in questi giorni, hanno preso la parola. Papa Benedetto XVI è stato praticamente sempre presente in aula: ha ascoltato, preso appunti, accolto ogni intervento. Il Sinodo, ha detto nel salutare l’assemblea, «è sempre un momento forte di comunione ecclesiale», fa «sperimentare la bellezza di essere Chiesa, e di esserlo proprio oggi, in questo mondo così com’è, in questa umanità con le sue fatiche e le sue speranze».
Il Movimento dei Focolari ha partecipato ai lavori sinodali con la presenza di tre uditori:
la presidente Maria Voce, Ernestine Sikujua Kinyabuuma della Repubblica democratica del
Congo e
Gisèle Muchati della
Siria. Le tre rappresentanti hanno portato l’esperienza e la vita che i Focolari fanno nell’evangelizzazione «spesso in zone di frontiera, insieme a tuttala Chiesa», come ha detto Maria Voce. Un impegno che coinvolge persone di ogni età, che penetra «dovunque, nei caseggiati, nelle fabbriche, nei luoghi di amministrazione pubblica, negli ospedali, nelle scuole e nelle università», che cerca di rendere “visibili” i «rapporti di fraternità suscitati dal Vangelo».

«Usciamo dal sinodo – ha detto Maria Voce in un’intervista al TG1 Rai – con una grande speranza di poter cogliere dalle esigenze, dalle domande, dalle sfide del nostro tempo non tanto problemi, ma occasioni per testimoniare in modo nuovo, vivace gioioso che l’incontro con Cristo è sempre qualcosa di bello da poter annunziare e che può saziare la sete di infinito che tutti gli uomini hanno». Ernestine Kinyabuuma ha portato la sua esperienza di docente all’Istituto
Universitario Maria Malkia di Lubumbashi. Il suo intervento in aula è avvenuto all’indomani del rapimento di tre religiosi proprio nella Repubblica Democratica del Congo. «In mezzo ai cambiamenti dovuti alla globalizzazione – ha detto Ernestine –, l’Africa attraversa una crisi su tutti i piani, politico, economico e culturale. Per questo, alla ricerca di una via d’uscita, le persone reagiscono ovunque». È in questo contesto che i cristiani sperimentano quanto «la mano di Dio intervenga nelle nostre piccole imprese dove la nostra vita sembra essere in pericolo; abbiamo il coraggio che ci dà la fede nelle parole di Gesù che afferma che tutto ciò che faremo ai più piccoli, l’avremo fatto a Lui». È questa la spinta che ha generato l’impegno della comunità dei Focolari per la
prigione centrale di Lubumbashi dove si sono potuti costruire tre blocchi di dormitori, un laboratorio di sartoria ed un negozietto per prodotti di prima necessità. Anche il grido del popolo siriano è risuonato nell’aula sinodale. Dalle parole del Segretario di Stato card.
Tarcisio Bertone: «Non possiamo essere semplici spettatori di una tragedia come quella che si sta consumando in Siria», la decisione di inviare una delegazione, «convinti che la soluzione della crisi non può essere che politica e pensando alle immani sofferenze della popolazione, alla sorte degli sfollati nonché al futuro di quella nazione». In
un’intervista a Radio Vaticana, Gisèle Muchati, responsabile regionale del Movimento Famiglie Nuove dei Focolari in
Siria, dice: «Desidero esprimere la mia gratitudine al Santo Padre per l’invio della delegazione della Santa Sede in Siria: è una cosa speciale, perché questo aiuterà il popolo siriano a sentire la vicinanza di tutto il popolo di Dio». Gisèle ha raccontato ai padri sinodali l’esperienza del Movimento dei Focolari in un paese ferito dalla guerra, a fianco delle famiglie e dei rifugiati. Impegno – ha detto – a «mantenere viva a tutti i costi la fede in Dio cui nulla è impossibile.
Ad Aleppo dal mese di agosto si sono organizzati per quartieri in piccoli gruppi spontanei per pregare, cosicché la voce della preghiera si alzi frequente pur nel rumore degli spari e delle bombe. L’unità sperimentata fortifica e dà pace anche nei pericoli, la fede nell’amore di Dio è più forte, la speranza è viva». A conclusione, i padri sinodali hanno consegnato al Papa
58 “proposizioni finali”: suggerimenti, emersi nei diversi interventi e che serviranno a Benedetto XVI per elaborare l’esortazione post-sinodale che vedrà la luce nei prossimi mesi. La “parola” del Sinodo sarà ora portata al mondo attraverso quanti vi hanno partecipato. (Leggi “
Messaggio al popolo di Dio“)
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22 Ott 2012 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Il dott. Rowan Williams al Sinodo dei vescovi
«È stato sicuramente un altro fatto inedito: un Arcivescovo di Canterbury che rivolge un intervento al Sinodo dei Vescovi a Roma; e che intervento è stato! Invitato dal Papa a parlare al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana, Rowan Williams si è concentrato non su nuove strategie o metodi di evangelizzazione, ma sulla formazione in noi cristiani di quella Nuova Umanità alla quale Cristo chiama la sua Chiesa: una formazione in ciascuno di noi che rifletta l’Uomo Nuovo, Gesù Cristo, e che sia costruita attraverso una vita di contemplazione disciplinata. Nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, il dott. Williams ha ricordato al Sinodo uno dei più importanti aspetti della teologia del Vaticano II, ossia il suo rinnovamento dell’antropologia cristiana: una visione dell’umanità fatta a immagine di Dio, e della grazia “che perfeziona e trasfigura quell’immagine così a lungo oppressa dalla nostra abituale ‘inumanità’”. Questo, per i membri del Movimento dei Focolari, richiama immediatamente la chiamata di Chiara Lubich verso una nuova e piena antropologia cristiana. Adesso, la cosa che maggiormente ispira, è l’invito dell’Arcivescovo a vedere Dio, non solo come il “Primo Teologo”, come formulato da Santa Edith Stein, ma come “il primo contemplativo, l’eterno paradigma di quell’attenzione generosa verso l’altro che porta non la morte ma la vita”. La posizione contemplativa comunque non significa per noi una ricerca di un’esperienza privata di santità; assolutamente no. In “questo sguardo dimentico di sé, rivolto verso la luce di Dio in Cristo, noi impariamo a guardarci l’un l’altro”, trovo particolarmente stimolante il fatto che qui Rowan Williams sembri offrire un ponte tra la personale ricerca di santità dei mistici medievali da una parte, e dall’altra, l’insistenza di Chiara Lubich sul bisogno di una spiritualità comunitaria: solo spendendo tempo guardando a Dio-in-Cristo possiamo essere riportati alla nostra vera umanità; ma in quel guardare dobbiamo giungere faccia a faccia con il nostro fratello e sorella (anche il mondo intero) in Cristo, e diventeremo uno. 
Lambeth Palace, settembre 2011. Da sinistra – il Cardinal M. Vlk, l’Arcivescovo Rowan Williams, Maria Voce e Mons. A. Bortolaso
È precisamente in quelle persone e in quelle comunità impegnate in questo sforzo, suggerisce ancora il dott. Williams, incluso il Movimento dei Focolari, che possiamo incontrare questa Nuova Umanità. Solo come Cristiani di tutte le tradizioni impegnati in questo lavoro insieme, la loro testimonianza sarà credibile in un mondo diviso; e solo così il mondo, e specialmente chi è al di fuori dell’istituzione della Chiesa, sarà attratto e vorrà unirsi in questa entusiasmante impresa che trasforma la vita». Vescovo Robin Smith (altro…)
19 Ott 2012 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo
“Una bella notizia”. Non potevano scegliere titolo più azzeccato gli organizzatori di un convegno internazionale svoltosi stamane in Campidoglio presso la sala della Protomoteca. Roma capitale, col suo sindaco, Gianni Alemanno, offre ai suoi cittadini una giornata di confronto e dialogo sulla nuova evangelizzazione. Ospiti alcuni padri sinodali presenti in città in queste settimane per partecipare ai lavori dell’assise indetta da Benedetto XVI proprio sulla nuova evangelizzazione e alcuni laici chiamati come uditori al Sinodo stesso: Maria Voce, presidente del Movimento dei focolari, Francesco Miano, presidente nazionale dell’Azione cattolica e Chiara Amirante, fondatrice e presidente della Comunità Nuovi orizzonti.
In effetti non solo di una bella notizia si è trattato, ma di tante belle notizie. Chi pensava che il cristianesimo fosse una cosa noiosa ha sentito parlare qui di gioia; chi riteneva che l’evangelizzazione fosse l’imposizione di divieti di una religione del “non si può fare”, ha visto che il Vangelo vissuto porta con sè una forza trasformante; chi credeva che la religione fosse un fatto privato ha appreso che essere laici impegnati vuol dire cambiare la vita personale, ma incidere anche nella società. E se qualcuno pensava che il Sinodo fosse un appuntamento per addetti che si svolge tra le mura del Vaticano e lì finisce, oggi ha potuto sperimentare che il Sinodo è venuto in città. (…) Il tema della città e di Roma in quanto città emerge dunque fortemente. Questa Roma, che coi suoi soli monumenti, con le sue basiliche antiche racconta le radici millenarie del cristianesimo, ne testimonia da sé la bellezza anche a chi vi giunge da posti dove il Vangelo non è ancora conosciuto; ma occorre che tutto ciò non rimanga un «museo», come suggerisce padre Lombardi, direttore della Radio Vaticana e della Sala Stampa Vaticana, che si comprenda quanto «l’evangelizzazione che dà speranza, non sia un tema estraneo ad una grande città come Roma».
Un tema, questo, che torna anche nell’intervento di Maria Voce, la quale, oltre a raccontare come il Movimento dei focolari sia nato dal Vangelo e da esso tragga il senso profondo del suo operare nei più vari ambiti dell’agire umano ad ogni latitudine, ricorda che Chiara Lubich stessa, ricevendo nel gennaio del 2000 la cittadinanza onoraria di Roma, aveva dato impulso ad un’opera di evangelizzazione della città portata avanti dai membri romani dei Focolari, quella che viene chiamata Operazione Roma Amor. (Continua su Città Nuova online) Fonte: Città Nuova online 18-10-2012 (altro…)
18 Ott 2012 | Centro internazionale, Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il Movimento dei Focolari – presente nei cinque continenti in 194 Paesi, nei più diversi strati della popolazione, di ogni età, in ambienti religiosi o laici, spesso in zone di frontiera – insieme a tutta la Chiesa si è impegnato con nuovo slancio e ardore nell’evangelizzazione. Convinto dell’importanza di essere evangelizzati per evangelizzare, cura la formazione dei suoi membri affinché possano essere luce, lievito, sale. “Cellule d’ambiente”, formate da due o più in uno stesso luogo, portano la presenza viva del Risorto dovunque, nei caseggiati, nelle fabbriche, nei luoghi di amministrazione pubblica, negli ospedali, nelle scuole e nelle università. A livello territoriale le “comunità locali” rendono visibili nei quartieri e nelle città i rapporti di fraternità suscitati dal Vangelo. Per il suo carisma proprio, quello dell’unità invocata da Gesù nel suo testamento (Gv 17, 21), il Movimento predilige le forme di testimonianza collettiva, come le giornate o manifestazioni internazionali, le Mariapoli e le Cittadelle, dove la legge degli abitanti è il comandamento nuovo. Si serve anche della stampa, come Città Nuova, e dei nuovi media e social networks. Una via privilegiata è quella dei dialoghi: ecumenico, interreligioso, con coloro che non si riconoscono in alcuna convinzione religiosa e con la cultura contemporanea, dove il Movimento offre il suo contributo per illuminare di luce cristiana i vari ambiti culturali della società. (altro…)
17 Ott 2012 | Chiesa, Focolari nel Mondo
Una serata di scambio e testimonianze, nell’arco dei lavori sinodali sulla nuova evangelizzazione, tra 27 vescovi partecipanti al Sinodo e una trentina di laici. A introdurla il presidente della conferenza episcopale della Thailandia, Arcivescovo di Bangkok Francis X. Kriengsak, moderatore dei vescovi amici del Movimento dei Focolari. “Le nostre parole vengono ascoltate se sono espressione della nostra vita”, ha esordito. Autenticità e coerenza, quindi, in “uomini e donne che hanno fatto l’esperienza di Dio, icone viventi dell’amore di Dio per la gente”. Dove? Nei luoghi abituali: lavoro, scuola, sanità, sport, famiglia, quartiere, internet. Riferendosi al suo personale percorso in una società quasi interamente buddista, mons. Kriengsak ha concluso “ma non basta la nostra testimonianza personale, seppure eroica”. Affinché il Vangelo sia efficace e convincente “occorre dare vita a piccole cellule di vita evangelica, essere noi vescovi parte viva di una comunità gioiosa e attraente”, “la Chiesa attrae quando vive in comunione”.
Sui Movimenti ecclesiali come “Parole” che evangelizzano è intervenuta Anna Pelli, del Centro studi del Movimento dei Focolari e responsabile per esso del dialogo con le diverse realtà ecclesiali. Ha presentato la Chiesa nella sua ricchezza carismatica, seguendo l’inedita immagine attraverso cui Chiara Lubich descrive la Chiesa come “un magnifico giardino in cui fiorirono tutte le Parole di Dio”: vi “fiorì Gesù, Parola di Dio, in tutte le più svariate manifestazioni” (1). Da qui il rapporto “di unità e distinzione” tra le varie spiritualità, frutti esse “della creatività dello Spirito, doni suoi alla Chiesa di oggi per aprire nuove vie di comprensione e di attuazione della verità infinita di Dio”. Da qui il richiamo ad attuare “con crescente pienezza di vita” la propria specificità, per fare della Chiesa “un Vangelo vivo”, “un popolo evangelizzante”. I vescovi hanno voluto ascoltare anche la voce di laici spronati dalla spiritualità di comunione come vissuta dai Focolari, giovani e non, credenti e non, impegnati nel sociale e in ambito ecclesiale. Significativa l’espressione di uno scienziato russo non credente, riportata da Franz Kronreif, dei Focolari: “Se un giorno tu mi dicessi che non credi più in Dio, ne sarei rattristato per te e per me. Mi sentirei più povero”.
Dal pomeriggio si è tratta una conclusione espressa dall’arcivescovo Francis Kriengsak: il mondo attende di vedere realizzati “spazi del Risorto”, luoghi che diano “visibilità ad un’umanità forgiata dal Vangelo, dove regna la comunione di cuori e di beni”. “È impensabile che noi vescovi da soli riusciamo a rinnovare la Chiesa. Occorre che i laici siano in prima linea”, ha commentato un presule della Corea presente. I partecipanti si sono poi trasferiti alla basilica di s. Bartolomeo, sull’isola Tiberina, accolti calorosamente dalla Comunità di sant’Egidio, per la celebrazione della preghiera ed un successivo e fraterno momento conviviale. (1) C. Lubich, Scritto cit. in “Nuova Umanità”, 3-4 (1997), p.389. A cura di Victoria Gómez (altro…)