Diritto e ambiente
https://vimeo.com/148091366 (altro…)
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Domenica 29 novembre, gli autori di Campus Italia hanno dedicato uno dei tre servizi della seconda puntata del loro magazine… proprio a Sophia! Il filmato di 8 minuti circa, girato nel corso di due giornate di vita universitaria, sottolinea in particolare il profilo interculturale e interdisciplinare della proposta accademica dello IUS.
La trasmissione è disponbile online alla pagina del sito di Campus Italia (il servizio su Sophia comincia intorno al minuto 10′). Un grazie speciale ai due studenti, Elena e Paolo, che hanno accettato la proposta di introdurre a Sophia, attraverso qualche brano della loro esperienza, quanti vedranno la puntata. Il servizio, per il momento, è tra i “più visti” della pagina! Fonte: www.iu-sophia.org
In questo 2015, in concomitanza col Sinodo sulla famiglia non poteva mancare qualcosa di inedito organizzato dalle famiglie dei Focolari, che in Core del Sud sono molto attive. In questo tempo di crisi dei rapporti familiari, al Chong Hasang Education Center di Seoul, e contemporaneamente a Pohang, il week-end 2-4 ottobre è stato dedicato ad una ‘Scuola di perdono per coppie’ per 120 coppie. Le quali, alla fine, erano tutte concordi sulla necessità di un dialogo vero fra i coniugi. “Invece di lasciare sepolte meschinità e ferite – diceva una coppia – è necessario affrontare con coraggio la situazione, parlarne, chiedere e ricevere perdono”. Un dialogo che qui hanno sperimentato e che ora ritengono essenziale per rinverdire il rapporto e potersi comunicare cose che normalmente non si riescono a dire.
Anche le persone impegnate in parrocchia – 119, venute da tutte le diocesi della Corea del Sud – hanno avuto il loro momento di crescita. Accompagnate da 18 sacerdoti e 5 religiose, il 26 ottobre hanno riflettuto su ‘Parrocchia, casa di amicizia, scuola di comunione’. Una giornata vissuta all’insegna della spiritualità dell’unità per dare un contributo alla qualità del servizio alla parrocchia svolto nella piena comunione dei laici fra loro e con i sacerdoti, al di là delle differenze di ruolo, età, punti di vista. Le testimonianze confermavano che incomprensioni e conflitti possono essere superati dalla carità reciproca, e per ritrovare, nella riconciliazione, l’unità. A beneficio dell’intera comunità parrocchiale.
“Un giorno al caffè per il Nepal”. Obiettivo: raccogliere fondi per Ramjung dove, nell’aprile scorso c’è stato un terribile terremoto. Era questo l’invito dei Giovani per un mondo unito per sabato 5 settembre in un bar di Seoul. Momento culmine il video-collegamento con altre tre città dell’Asia: Katmandu, Mumbai e New Delhi. Ed è stato proprio dell’India il racconto di come sono riusciti a mandare aiuti in Nepal: lavorando part-time, organizzando cene, concerti. Una di loro, Natasha, nonostante fosse senza lavoro, ha donato 5.000 rupie, sperimentando il centuplo del vangelo: appena tre giorni dopo è stata assunta da una ditta. È ormai una tradizione. In una sala da pranzo riservata ai deputati del parlamento coreano, per chi lo desidera, i Focolari tengono mensilmente il Forum Sociale per l’unità, giunto, il 17 settembre scorso, alla sua 32^ edizione. In esso è stato presentato “Rainbow Dream Project”, un programma educativo–creativo per le scuole che, partendo da una visione integrale della persona (il colore bianco, la luce) intercetta sette principali aspetti educativi (corrispondenti ai 7 colori dell’iride). A ciascun colore è abbinato un comportamento che a sua volta abbraccia molteplici dimensioni, mantenendo uno sguardo sia unitario che variegato a seconda delle situazioni in cui l’alunno si trova a vivere. Il progetto prevede anche la lettura comunitaria, all’inizio di ogni mese, di un brano evangelico e la condivisione a turno, via radio, delle esperienze suscitate da tale brano. Dal 2009 tale progetto è in atto alla Maegoe High School di Chungbuk da quando cioè qualcuno aveva suggerito a don Matteo Park, preoccupato per il nuovo incarico di preside, di introdurre nei programmi della scuola la spiritualità dell’unità. Sabato 28 novembre è ripartita l’iniziativa: “Potare carbone” dei Giovani per un mondo unito. Agli anziani che vivono soli e abbandonati vengono consegnati carbone e combustibili per il riscaldamento. Ma è solo una scusa per un intreccio di rapporti. E per sensibilizzare i giovani. “Apri il rubinetto – scrive sorpreso uno di loro – e l’acqua calda esce abbondante; premi un bottone e la caldaia riscalda tutta la casa, stai sdraiato sotto la coperta imbottita a guardare la TV. Questo era un mio ordinario giorno d’inverno. Prima pensavo che fosse del tutto normale essere così… ma ora so che accanto a me c’è chi ha bisogno del mio amore…”. (altro…)
«Noi qui siamo tutti impegnati ad aiutare l’inserimento dei profughi nel Paese – scrivono dalla Germania –. Chi dà lezioni di tedesco, chi mette a disposizione un alloggio, chi il suo tempo per stare con loro. Proprio in questi giorni stiamo attendendo l’arrivo di 9 minorenni non accompagnati, provenienti da Siria e Afghanistan. Per sei mesi abiteranno nel nostro centro di Ottmaring, seguiti da assistenti sociali della città».
«Qui a Dallas – scrivono dal Texas – abbiamo fatto una marcia per la pace per raccogliere fondi per i rifugiati siriani”. «Noi invece – incalzano da Houston – abbiamo pensato di incontrarci per una giornata di ‘team building’: attraverso giochi, dinamiche, lavori di gruppo, ecc. abbiamo imparato come si diventa ‘squadra’. Il 22 novembre invece abbiamo organizzato una preghiera interreligiosa per la pace. C’erano ebrei, musulmani, indù, cristiani. Era con noi anche l’arcivescovo».
Dalla California segnalano che nell’annunciata cena a Los Angeles, a beneficio dei rifugiati del Medio Oriente, c’era un centinaio di persone di culture e chiese diverse. Dopo aver pregato per le vittime degli attentati a Beirut e Parigi, i giovani hanno presentato alcune iniziative in favore dei rifugiati svolte nel mondo nel quadro di United World Project, la piattaforma internazionale cui trovano visibilità iniziative grandi e piccole, come anche questa cena. Nel dialogo, la convinzione unanime che ciascuno può essere seminatore di speranza nei propri ambienti. Una cena di questo tipo si farà anche a San Francisco in dicembre. «Dal 30 ottobre – fanno sapere dalla Spagna – nel Centro Luminosa (vicino a Madrid) ogni sabato sera c’è una preghiera comunitaria per la pace, animata di volta in volta da un gruppo diverso (giovani, famiglie, sacerdoti, ecc.). È il punto di partenza per poi impegnarsi, non a parole ma a fatti e con una nuova misura e tensione, per la pace». Vivacissimi gli echi da Bahia Blanca (Argentina) dopo l’annunciata scesa in piazza del 20 novembre. L’idea, semplice e ardita, era invitare tutti, ma proprio tutti, per sensibilizzare su come si costruisce la pace. Il lancio, diramato da una radio locale, era rimbalzato sui social. Alle 19.30 la piazza centrale comincia a riempirsi di colori e musica. Striscioni, poster, volantini, propongono cosa bisogna fare per risolvere i conflitti con il dialogo e generare così la pace: dare un sorriso, parlare senza gridare, raccontare qualcosa di umoristico, accettare le idee di chi la pensa diversamente, fare all’altro ciò che ti piacerebbe facesse a te, ecc. Sul palco si alternano canzoni (un coro si era offerto di esibirsi grazie all’invito su Facebook), brevi interventi, animazione. «L’esperienza di oggi è solo un primo passo che ci conferma che quando si è insieme le piccole cose possono diventare potenti. È dunque urgente cominciare a muoverci partendo dal quotidiano». Sempre in Argentina, a Paranà, la comunità locale ha organizzato due serate ecumeniche di preghiera per la pace e per i perseguitati a causa della fede, animate da membri di chiese diverse con i quali sono in contatto. Con testimonianze di rifugiati e delle famiglie che li hanno accolti, oltre alla preghiera, tanto necessaria e sentita, volevano dare visibilità al cammino fatto insieme per sensibilizzare all’accoglienza e all’inclusione. E mentre da Tokyo (Giappone) raccontano che al “Syrian Café” – uno spazio di incontro e di dialogo – hanno raccolto una bella somma da mandare a Damasco, giunge notizia che ad Asunción (Paraguay) dal 18 al 20 dicembre ci sarà un campeggio per la pace organizzato da Ragazzi per l’Unità, la diramazione junior dei Focolari. (altro…)