11 Apr 2014 | Chiara Lubich, Cultura, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità
”L’amore misericordioso della Santissima Trinità nella visione teologica di Padre Dumitru Stăniloae e di Chiara Lubich nel contesto del dialogo ecumenico contemporaneo”: un titolo che dice la profondità del tema affrontato per mettere a confronto la teologia di uno dei più grandi teologi ortodossi dell’ultimo secolo – così è considerato p. Dumitru Stăniloae – con il carisma di Chiara Lubich. Così il decano della Facoltà, il prof. Vasile Stanciu. Sono intervenuti teologi da tre Chiese: ortodossa, cattolica e luterana. Cinque professori ortodossi rumeni dalle Facoltà Teologiche di Cluj, Alba Iulia e Sibiu e cinque del Movimento dei Focolari dell’Università Sophia a Loppiano, dell’Università Lucian Blaga di Sibiu, dell’Istituto Orientale di Regensburg e dal Centro ”Uno” segreteria per il dialogo ecumenico dei Focolari. Il Simposio è iniziato con la preghiera e il saluto del Metropolita Andrei nella cui metropolia si è svolto l’incontro. Il vescovo ausiliare ortodosso, Vasile Somesanul, che ha partecipato in vari momenti ha detto: ”Non posso non rimanere di nuovo impressionato dal calore dell’amore col quale venite a Cluj, il calore che incontriamo ogni volta e custodiamo nel nostro essere, nella nostra vita giorno dopo giorno. …certamente ci sforziamo, di trasmettere l’amore in vita, infatti, come hanno fatto anche il padre professore Stăniloae e Chiara Lubich”. Esperienze sull’amore reciproco di ortodossi e cattolici – giovani, famiglie, sacerdoti -hanno sottolineato che la vita [della fede] è essenziale per i cristiani, la teologia intesa quindi in modo vitale e il percorso dell’ecumenismo inteso secondo il trinomio è „amore-vita-verità”. C’è il rischio, infatti, così ha sottolineato Stanciu che spesso la teologia rimanga a livello di teoria, ed è difficile metterla in pratica, bisogna vivere.

Metropolita Andrei
Per il prof. Sonea, pro-decano di Cluj – „teologare” non è un discorso astratto su Dio, ma su un Dio vivo, in Dio e su Dio. Questo modo di teologare è specifico per Chiara Lubich. Un elemento sul quale possiamo costruire un dialogo che non è alla ricerca della conversione dell’altro, ma alla scoperta dell’altro. Nello spirito dell’amore siamo in unità. È necessario dare al mondo una testimonianza comune . Come sottolineato dal prof. Stefan Tobler di Sibiu alla conclusione, che nella radicalità dell’amore e nel rigore teologico „siamo veramente insieme”. La Prof. Ruxandra di Bucarest ha testimoniato di aver conosciuto entrambi – Chiara e p. Stăniloae. ”Prima ho conosciuto Chiara ad un incontro di giovani a Roma, che mi ha ravvivato la fede in Dio e mi ha riavvicinata alla Chiesa. Poi negli anni quando ero studente ho ascoltato p. Stăniloae parlare del grande amore di Dio verso gli uomini e dell’amore dal seno della Santissima Trinità, modello dell’amore supremo, modello dell’amore nella famiglia. Per me, come ortodossa, era straordinario vedere come teologi ortodossi, cattolici, luterani e riformati hanno trovato una spiritualità comune tra il pensiero di Chiara Lubich e di Padre Dumitru Staniloae, entrambi teologi dell’amore. È stata un’esperienza meravigliosa”. Con questo incontro si è fatto un ulteriore passo avanti e si sono aperte nuove prospettive in questo cammino insieme. (altro…)
10 Apr 2014 | Chiara Lubich, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Da destra: Fon Njifua Lukas (Fontem) , Chiara Lubich, Fon Njiendem Joseph (Fonjumetaw)
«Il 2 aprile scorso, verso le 10 del mattino, il Fon di Fontem, Njifua Lukas, ci ha improvvisamente lasciati. Al primo malore, è stato subito portato in ospedale, ma è deceduto durante il tragitto». Ce ne danno notizia da Fontem (Camerun), Winnie Nwafor e Frantisek Slavicek, responsabili dei Focolari sul posto. Come non ricordare lo storico incontro tra il Fon Lukas – che ha raccolto l’eredità del padre, Fon Defang – e Chiara Lubich nel maggio 2000 quando nella spianata del Palazzo Reale di Azi – di fronte all’ampio anfiteatro naturale gremito dalle delegazioni del popolo Bangwa – il Fon Lukas conferisce a Chiara il titolo di Mafua Ndem = “Regina mandata dal Cielo” che la onora come membro privilegiato del suo popolo. E Chiara risponde tracciando la storia comune che ha unito i focolarini e i Bangwa fin dal 1964 e coinvolge tutti a sancire un “patto di amore vicendevole forte e vincolante” nel quale impegnarsi, dice: “ad essere sempre nella piena pace tra noi e a ricomporla ogni volta che si fosse incrinata”. È un patto che successivamente Chiara invita il Fon Lukas a stringere anche con il Fon di Fonjumetaw perché sia “il punto di partenza per trascinare altri popoli ad unirsi in questo spirito”. Nasce da lì il progetto della Nuova Evangelizzazione, affidato in prima persona ai due Fon “gemelli”, come erano stati chiamati in quell’occasione. Da quel momento è iniziata una fitta corrispondenza tra Chiara e il Fon, che la teneva informata di ogni incontro e degli sviluppi ed effetti che questo progetto stava avendo su tutto il popolo. Il Fon Lukas si trovava a Yaoundé, capitale del Camerun, dove da alcuni mesi svolgeva il suo lavoro a servizio dello Stato, come senatore. «La notizia è stata accolta con profonda sorpresa e dolore da tutta la popolazione – scrivono ancora da Fontem – .Tutti si sono diretti con qualsiasi mezzo (macchine, motorini, a piedi) verso il Palazzo Reale di Azi, dove il Fon è arrivato nella notte tra le 3 e 4 del mattino per essere sepolto secondo il rito tradizionale. Nei giorni successivi, molti membri della comunità del Focolare si sono avvicendati al palazzo, per confortare la famiglia». Anche la presidente Maria Voce ha fatto pervenire a Fontem la più sincera vicinanza e la preghiera sua e di tutto il Movimento dei Focolari per l’improvvisa partenza del “caro amico e fratello”, il Fon Njifua Lukas. 
Fon Lukas Njifua (3° da destra) con Maria Voce e Giancarlo Faletti nel 2009
Nel 2001 gli era stato conferito il “Premio Luminosa” e nel suo discorso alla cittadella nei pressi di New York ha detto tra l’altro: «La Nuova Evangelizzazione lanciata da Chiara Lubich nel 2000 ha preso sempre più piede in Fontem. I frutti sono così tanti che preghiamo Dio che sia possibile per il mondo intero condividere con noi questa esperienza». Nel marzo 2008, alla notizia della morte di Chiara Lubich, è subito partito per Roma, ottenendo il visto a tempo di record, insieme al Fon di Fonjumetaw, ed è stato uno dei principali animatori nella preparazione del “cry die” di Mafua Ndem Chiara del gennaio 2009, grandissima celebrazione voluta all’unanimità da tutta la popolazione Bangwa. «Siamo grati a lui – concludono Winni e Frantisek – per aver accompagnato e sostenuto il lavoro del Movimento dei Focolari a Fontem, per aver accolto quanti sono arrivati nella cittadella durante il suo Regno (e sono moltissimi!!) come membri della famiglia di Chiara, non importa da quale parte venissero. Le porte del Palazzo erano sempre aperte per noi. Siamo sicuri che continuerà ad intercedere perché l’amore regni tra il suo popolo e perché, come Chiara disse nel 2000, “ anche nel futuro la vocazione di Fontem sia quella della ‘città sul monte’, perché tutti la possano vedere, ammirare ed imitare”». Una sua testimonianza: http://vimeo.com/91699633 (altro…)
4 Apr 2014 | Centro internazionale, Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Ultima tappa del viaggio nel nord est del Brasile, per la presidente e il copresidente dei Focolari, prima di proseguire per Belem: è il CEU, Condominio Espiritual Uirapuru, nel cuore di Fortaleza, capitale del Cearà. Nella hall dell’hotel che sorge nel Ceu, gestito dalle Suore dorotee, ad accogliere Maria Voce e Giancarlo Faletti, ci sono Moises di Shalom, Nelson fondatore – insieme a Frei Hans – della Fazenda da Esperança, don Renato Chiera, della Casa do Menor, la superiora del convento delle Carmelitane e la priora delle Benedettine. Per citare solo alcuni dei fondatori e responsabili delle comunità che hanno costruito loro case su una vasta area che ha il nome di Fazenda Uirapuru. È il nome della proprietà donata dall’imprenditore Benedito Macedo, che sognava di contribuire alla soluzione delle piaghe sociali della regione. Noto per le sue bellezze naturali, il Cearà non è dissimile da tanti altri Stati del Brasile per il grave squilibrio sociale, che significa povertà, servizi carenti per sanità e istruzione. Fattori che favoriscono spaccio di droga, prostituzione, violenza, abbandono. Al Ceu ha sede il “Cammino” che apre prospettive di integrazione agli ex detenuti; i malati di Aids scoprono una possibilità di futuro col “Sole Nascente”; bambine e adolescenti vittime di violenza riacquistano dignità nella “casa di Santa Monica”. Giovani scoprono il fascino della contemplazione nella via aperta dal Carmelo o dal Monastero benedettino. L’elenco sarebbe lungo. “Tutti noi siamo qui in risposta ad una doppia chiamata – ci dice la superiora del Carmelo, Madre Bernadete – la chiamata del nostro carisma e ad essere una immagine viva della Chiesa dell’unità, per testimoniare la fecondità e ricchezza della comunione tra i vari carismi”.

Video di presentazione del CEU (C – CEU)
È quanto viene in luce dalle testimonianze che si susseguono nell’auditorium, gremito dagli abitanti del Ceu, presente l’arcivescovo di Fortaleza, José Antônio Aparecido Tosi Marques. Un incontro tanto atteso, contrassegnato da un dolore: due giorni prima Frei Hans, primo a dar vita a questa esperienza di comunione, e tra i primi promotori dell’invito a Maria Voce, è stato colpito da un infarto. Ha voluto ugualmente dare il suo benvenuto ai due ospiti, con un breve messaggio video. Subito dopo Moises, nel suo intervento ha definito il Ceu “frutto di un piano di Dio”, “un polmone spirituale” per la città di Fortaleza. “Qui ho visto qualcosa di grande”, ha detto commossa, Maria Voce. Anche lei, come già aveva fatto Frei Hans nel suo messaggio, ha richiamato un fatto storico che aveva dato inizio al cammino di comunione tra movimenti: il loro incontro in piazza s. Pietro a Roma, nel 1998. La presidente dei Focolari ha riconosciuto nel Ceu “un’attuazione di quell’invito all’unità lanciato da Papa Giovanni Paolo II e della promessa di impegno di Chiara Lubich“. E qui ha evidenziato un altro aspetto della novità che presenta il CEU: il fatto che tante comunità, ciascuna col proprio carisma, trovano nello spirito di unità del Movimento dei Focolari alimento per la propria comunità e desiderano attingervi anche e soprattutto per vivere il cammino non facile di comunione tra i diversi carismi. questo il motivo dell’invito. “In questa esperienza – ha aggiunto Giancarlo Faletti – c’è una forza particolare, la forza dell’unità” e ha definito l’esperienza del Ceu “un modello per la Chiesa”. L’ultima parola all’arcivescovo di Fortaleza: “Questo è un cammino di unità che Dio vuole per il bene della nostra Chiesa e della società”, ha detto. E ha invocato da Dio “tanta forza per quanto state operando”. Approfondimenti su varie tappe del viaggio su Area Riservata – Notiziario Mariapoli Website: www.focolares.org.br/sitenacional (altro…)
2 Apr 2014 | Chiara Lubich, Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Il Patriarca Zakka I Iwas. Incontro ecumenico Vescovi 2008
«Ho avuto la grande fortuna di salutare questo grande Patriarca varie volte, sopratutto ultimamente quando ero in Libano. Andavo alla Divina Liturgia ad Atsciane dove si trovava in quel tempo Sua Santità. Sempre ci dava la sua benedizione e varie volte ci ha detto: «Chiara Lubich è una grande donna, un grande dono di Dio». Era una gioia per lui poter salutare tutti i partecipanti alla Divina Liturgia e ci accoglieva nel salone della Chiesa.
L’ultima volta ho accompagnato il vescovo Armando Bortolaso dal Patriarca per invitarlo al convegno dei Vescovi amici del Movimento dei Focolari del Medio Oriente. Il Patriarca stava molto male, ma ha voluto accoglierci ugualmente. Con fatica ha aperto gli occhi e ha detto: «Salutami tanto il Santo Padre, prego per lui». Ci è tornato alla mente quel settembre 2008, quando 30 vescovi di 13 Chiese, amici del Movimento, si erano radunati per il loro 27° convegno ecumenico in Libano. Erano andati a visitarlo, e lui li aveva accolti con squisita ospitalità. Aveva espresso il suo amore per il Focolare e per Chiara Lubich dicendo: «Noi diciamo beata questa donna. Vediamo che il suo lavoro è proprio benedetto dallo stesso Spirito Santo».

Il Patriarca Zakka I Iwas nel focolare di Córdoba (Argentina)
Nei suoi viaggi nel mondo, il Patriarca Zakka I Iwas si è incontrato varie volte con persone del Movimento dei Focolari. Nel 1984 quando è venuto per firmare la Dichiarazione comune con Giovanni Paolo II l’ha salutato anche i componenti del “Centro Uno”, la segreteria dei Focolari per il dialogo ecumenico. Nel 1992, durante un viaggio in Argentina, ha desiderato visitare il focolare di Córdoba .
Tra i fedeli della nostra Chiesa era molto amato e stimato, conosciuto per la sua sapienza. Con la sua mitezza e amore ha lavorato instancabilmente per costruire la Chiesa nel vero senso della parola. Ha scritto più di 30 libri sui Padri della Chiesa, sui dogmi della Chiesa e sulla liturgia. In 8 tomi sono raccolti i suoi più celebri insegnamenti e omelie dette in varie occasioni. Era davvero un grande apostolo e maestro.
Nato a Mussul nel 1933 è entrato nel 1946 nel convento di Mar Afram, per poi diventare sacerdote nel 1954. Con un’anima accesa per l’ecumenismo ha partecipato al Concilio Vaticano II nel 1962 come osservatore.
È stato eletto Patriarca all’unanimità dal Santo Sinodo nel 1980. Aveva tanto a cuore la Chiesa. Quando ha incontro Papa Giovanni Paolo II nel 1984, sono stati fatti passi storici, in particolare sulla cristologia.
Il suo corpo è stato accompagnato per l’ultimo saluto il 28 marzo 2014 a Damasco.
(altro…)
1 Apr 2014 | Centro internazionale, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Situata in una zona dove sono evidenti i segni della povertà, pur dignitosa e in fase di sviluppo, la Cittadella ha una caratteristica a sfondo sociale che viene in rilievo soprattutto con la scuola per bambini e adolescenti e con il Polo imprenditoriale ispirato all’Economia di Comunione. Sempre più attuale si rivela la funzione delle cittadelle, bozzetti di città, sognati da Chiara Lubich sin dai primi anni Sessanta, per mostrare che un mondo migliore, un mondo unito è possibile. Tra le oltre 20 sorte nel mondo, c’è proprio la Mariapoli Santa Maria, il cui terreno Chiara aveva visto durante il suo terzo viaggio in Brasile, nel 1965. La Scuola, che porta lo stesso nome, Santa Maria, è attiva da quasi 50 anni. Ha formato ormai molte generazioni. Attualmente 10 dei suoi insegnanti e operatori sono ex-allievi. Altri hanno intrapreso le più varie professioni e raggiunto anche posizioni di responsabilità. Ma più di tutto sono restati in loro i valori trasmessi che costituiscono un progetto di vita: la cultura della condivisione, l’arte di amare, i fondamenti dell’educazione alla pace. È quanto il corpo docente presenta a Maria Voce e a Giancarlo Faletti, in visita alla Scuola dopo la festosa accoglienza dei più piccoli che si esibiscono nell’orchestra “Talenti a servizio della pace”.
La maggioranza delle famiglie degli alunni, circa 300 su 500 studenti, ha un reddito basso. Economicamente la scuola si regge sulla solidarietà nazionale e internazionale, attraverso i progetti di Azione per Famiglie Nuove e AMU. Le prime lezioni per imparare a leggere e scrivere sono state offerte agli operai che lavoravano alla costruzione della Mariapoli, poi la richiesta per i loro figli…Ora il metodo pedagogico di questa scuola si sta diffondendo anche in altre scuole della regione e in altri ambiti educativi. A pochi chilometri di distanza, su un ampio terreno, sorge il Polo Imprenditoriale Ginetta. Ad attendere Maria Voce e Giancarlo Faletti il gruppo di gestione del Polo, imprenditori, azionisti, e studiosi dell’Economia di comunione, che si sono avventurati a realizzare i vari aspetti del progetto di Economia di Comunione nel Pernambuco. Presentano successi e sconfitte. Giancarlo Faletti richiama l’ispirazione iniziale di Chiara, avvenuta proprio qui in Brasile nel 1991. Maria Voce esprime gratitudine per l’impegno assunto in spirito di gratuità. Poi la visita ai capannoni dove sorgono due imprese, la prima dedita alla fabbricazione di borse e accessori, l’altra di mobili, nate da poco con tutti i rischi per la grande concorrenza. Storie sorprendenti: la passione per questo progetto a sfondo sociale fa superare ogni difficoltà. Per l’apporto dato dalla Mariapoli e in modo speciale dalla Scuola e dal Polo, il sindaco di Igarassu, che l’aveva definita “un punto di riferimento” per la città, ha voluto recarvisi personalmente per consegnare a Maria Voce e a Giancarlo Faletti le chiavi della città. Esse vogliono essere un segno di riconoscenza da parte della cittadinanza e di un ancor più stretto legame. Leggi gli approfondimenti delle varie tappe del viaggio su Area Riservata – Notiziario Mariapoli Website: www.focolares.org.br/sitenacional (altro…)