20 Ott 2016 | Cultura, Focolari nel Mondo, Sociale
L’obiettivo del convegno che si svolgerà al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Roma), è guardare alle professioni o attività di magistrati, avvocati, cancellieri, operatori penitenziari, forze dell’ordine e scoprire la strada da percorrere insieme per arrivare alla Giustizia, coinvolgendo tutti gli “attori” delle molteplici relazioni che vi possono concorrere. Sabato pomeriggio sono previste delle sessioni distinte per professioni o ambiti di impegno e sviluppate per consentire questo percorso: magistrati coordinati dal dr. Gianni Caso, Presidente Emerito di Sezione della Corte di Cassazione, avvocati coordinati dall’ avv. Orazio Moscatello del foro di Bari e dall’avv. Fiorella Verona del foro di S. Maria Capua Vetere, personale giudiziario coordinato da Concetta Rubino, Cancelliere presso il Tribunale di Napoli, operatori penitenziari coordinati dal dr. Sebastiano Zinna, già dirigente UEPE di Roma e dal dr. Salvatore Nasca, dirigente UEPE di Firenze, forze dell’ordine coordinate dal dr. Pasquale De Rosa, già funzionario del Ministero della Difesa. Il convegno è in corso di accreditamento dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Velletri (Roma) per il riconoscimento dei crediti formativi Programma Iscrizioni e prenotazioni aperte fino al 15 novembre 2016 prenotazioni@comunionediritto.org Scheda di iscrizione (altro…)
19 Ott 2016 | Chiara Lubich, Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Spiritualità
Ci saranno anche rappresentanti della chiesa metodista del Brasile e battista delle Filippine. Moderatore responsabile sarà il cardinale Francis X. Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok. Il tema scelto per quest’anno: “Gesù crocifisso ed abbandonato come base di una spiritualità di comunione”, con accenti sulla comunione fraterna e la riconciliazione, nel contesto delle celebrazioni del 500.mo della riforma. Il programma è composto da contributi teologici e spirituali alla luce della spiritualità dei Focolari, celebrazioni liturgiche di varie tradizioni cristiane e tante occasioni di scambio e comunione tra i partecipanti. Sono in programma anche alcune visite: il campo di concentramento a Dachau e alcuni luoghi significativi della riforma. Un momento importante sarà una liturgia ecumenica nella chiesa di Sant’Anna ad Augsburg il 26 ottobre. Al centro della celebrazione, la memoria della dichiarazione congiunta sulla giustificazione, con la quale la Chiesa cattolica e l’Alleanza luterana mondiale avevano messo fine a giudizi vicendevoli. Giovedì, 27 ottobre, i vescovi saranno ricevuti dal primo sindaco di Augsburg, Dr. Kurt Gribl. (altro…)
18 Ott 2016 | Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
La decima edizione del “Forum mondiale della pace”’ e la seconda del “Forum Mondiale dei Giovani per la Pace” si sono svolte contemporaneamente a Florianópolis, Brasile (22-25 settembre), con alcuni programmi condivisi, e altri momenti distinti. Il Forum ha visto la partecipazione di 1.500 giovani e adulti provenienti da 60 paesi, di diverse culture e varie fedi religiose. Il tema “Noi Crediamo”, era così articolato: Noi crediamo nel cambiamento, Giornata dedicata all’ecologia; Noi crediamo nei diritti umani, Giornata dedicata all’umanità; Noi crediamo nella pace, Giornata dedicata all’educazione. Il 21 settembre, la cerimonia di apertura si è tenuta nella piazza di fronte alla Cattedrale dove si è fatto uno spettacolo con più di 400 ballerini. Tra le cinque bandiere sventolate nella coreografia, c’era anche quella del Movimento dei Focolari. Ciò che ha caratterizzato maggiormente la cerimonia è stato il profondo clima di preghiera per la pace. Il 22 settembre, si è svolta una marcia per la pace lungo le strade della città che ha coinvolto bambini, giovani e adulti. «È stata una grande emozione – commenta Carlos Palma, Presidente del Forum Mondiale dei Giovani per la Pace – vedere scritto, sulla porta di una delle grandi aule, il nome di Chiara Lubich accompagnato dal titolo “Costruttore di Pace” (assegnato dall’UNESCO nel 1996 per l’Educazione alla Pace)».
Il Forum con i giovani è stata un’esplosione di vita con toccanti testimonianze dei loro vari progetti e esperienze personali vissute nell’impegno in favore della pace. Il 23 settembre, altri 500 giovani provenienti da tutto il mondo sono stati collegati via web alla Conferenza Mondiale dei Giovani per la Pace che fa parte del progetto Living Peace International in collaborazione con Peace Pals International (New York, USA), che si svolge ogni due mesi. Il Forum mondiale della Pace si è concluso il 25 settembre con un profondo momento di preghiera interreligiosa, con circa 30 rappresentanti di diverse religioni e tradizioni spirituali. Una parte importante del programma è stata dedicata alla Educazione alla Pace, al centro della quale c’è stata la presentazione di Living Peace. La presentazione e la storia di questo progetto, come si è diffuso in tutto il mondo e la sua pedagogia, era accompagnata da una carrellata di testimonianze di giovani del Brasile, Spagna, Paraguay, Stati Uniti d’America e di altre parti del mondo.
La consegna del Premio Lussemburgo per la Pace a Omar Abou Baker del Cairo, un giovane di Living Peace International è stato un momento particolarmente toccante. Così come l’annuncio delle successive edizioni del Forum Mondiale della Pace: ad Amman (Giordania), nel mese di settembre 2017 insieme agli adulti, e un altro a Manila /Filippine), organizzato dai giovani in occasione del Genfest 2018. La firma, in una solenne cerimonia, del Protocollo di Florianópoli è stata una degna conclusione: s’intitola “1% per la Pace”. Questo documento propone alle organizzazioni private e pubbliche di destinare l’1% di quello che spendono per la sicurezza interna ed esterna, al finanziamento delle azioni e progetti per la formazione di una cultura di pace. Eliana Quadro, una giovane volontaria dei Focolari di Florianópolis, ha ricevuto una medaglia d’argento: “Comandante del Forum Mondiale per la Pace”, in riconoscimento del suo impegno nella realizzazione dell’evento. «Il Forum si è caratterizzato per i rapporti profondi che sono stati creati, – ha concluso Carlos Palma – per la grande gioia nei cuori di tutti i partecipanti, e soprattutto, per l’immensa gratitudine verso Dio, e verso il carisma di Chiara Lubich che ci spinge verso l’umanità, facendoci costruttori di pace e di unità».
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17 Ott 2016 | Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Paolo Crepaz e Paolo Cipolli
«Un bagno di bellezza, un occasione di nuove relazioni, un pozzo di ispirazione, una sorprendente corrispondenza rispetto alla visione di Chiara Lubich del rapporto con le realtà umane. Lo sport come potenziale fattore di cambiamento e dunque al servizio dell’umanità con un’ apertura coraggiosa ad un autentico dialogo, senza rinunciare a donare con leggerezza l’ispirazione fondata sulla Sapienza che ha toccato i cuori e speriamo anche le menti e dunque le intenzioni della multiforme rappresentanza dello sport mondiale». Le impressioni di Paolo Cipolli, presente all’evento, coordinatore mondiale di Sportmeet, realtà fondata da Chiara Lubich nel 2002, con l’obiettivo di dare un contributo alla fraternità universale, nello sport ed attraverso lo sport. La cerimonia di apertura, presieduta da Papa Francesco, ha visto la presenza di significativi ospiti, a cominciare dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, dal presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach e da leader di altre chiese e grandi religioni. Sei i principi ispiratori della conferenza: compassione, rispetto, amore, ispirazione, equilibrio, gioia. «Lo sport è un’attività umana di grande valore, capace di arricchire la vita delle persone, di cui possono fruire e gioire uomini e donne di ogni nazione, etnia e appartenenza religiosa. Il motto olimpico “altius, citius, fortius” è un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato. È importante che tutti possano partecipare alle attività sportive, e sono contento che al centro della vostra attenzione in questi giorni ci sia l’impegno per assicurare che lo sport diventi sempre più inclusivo e che i suoi benefici siano veramente accessibili a tutti», ha affermato papa Francesco.
In particolare, in riferimento alle sempre troppo numerose periferie, il Papa ha ammonito rispetto all’indifferenza: «Tutti conosciamo l’entusiasmo dei bambini che giocano con una palla sgonfia o fatta di stracci nei sobborghi di alcune grandi città o nelle vie dei piccoli paesi. Vorrei incoraggiare tutti, istituzioni, società sportive, realtà educative e sociali, comunità religiose, a lavorare insieme affinché questi bambini possano accedere allo sport in condizioni dignitose, specialmente quelli che ne sono esclusi a causa della povertà». Il pontefice ha concluso con una sfida precisa: «Mantenere la genuinità dello sport, proteggerlo dalle manipolazioni e dallo sfruttamento commerciale. Sarebbe triste, per lo sport e per l’umanità, se la gente non riuscisse più a confidare nella verità dei risultati sportivi, o se il cinismo e il disincanto prendessero il sopravvento sull’entusiasmo e sulla partecipazione gioiosa e disinteressata. Nello sport, come nella vita è importante lottare per il risultato, ma giocare bene, con lealtà è ancora più importante!». Con il Papa, sul palco, molti atleti, tra i quali gli italiani Alessandro Del Piero e gli schermidori medaglia d’oro alle Olimpiadi Daniele Garozzo e Valentina Vezzali, la nuotatrice dello Zimbabwe ed ex detentrice di record del mondo Kirsty Coventry, il ginnasta Igor Cassina e atleti paraolimpici quali la pluricampionessa Anna Schaffelhuber, l’atleta Giusy Versace e la schermitrice e medaglia d’oro a Rio 2016, Bebe Vio. Molto significative le brevi parole del corridore del Sud Sudan Paulo Lokoro, in gara a Rio 2016 con il team olimpico dei rifugiati. Al convegno dal 5 al 7 ottobre, hanno dato il loro contributo oltre 300 delegati, di diverse etnie, culture e religioni, in rappresentanza di organismi internazionali, sportivi e non, di governi, di associazioni e ONG, di aziende impegnate nel variopinto mondo dello sport. Grazie a momenti di riflessione, approfondimenti tematici, testimonianze, lavori di gruppo, si è messo a fuoco il ruolo, insostituibile, che lo sport può avere nel servizio all’umanità. «Felici di aver partecipato e di aver contribuito ad un evento di portata storica per la novità con cui la Chiesa ha rivolto il suo sguardo allo Sport», sottolinea Paolo Crepaz, anche lui di Sportmeet. A conclusione, con la firma solenne, ciascuno si è impegnato ad essere “gamechanger”, persone che s’inseriscono e promuovono una rete mondiale convinte che lo sport può cambiare il mondo. Leggi anche: “Sport at the service of humanity” Città Nuova: Il Papa agli sportivi (altro…)
12 Ott 2016 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
La decisione di papa Francesco di dedicare la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi a “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, nell’ottobre 2018, è stata accolta con gioia e interesse anche dal Movimento dei Focolari e, con accenti particolarmente significativi, dalle sue diramazioni giovanili. Le nuove generazioni sono sempre state essenziali alla vita dei Focolari, nella reciprocità con la componente adulta che le accompagna anche nel discernere il proprio progetto di vita. Le prime reazioni dei giovani dei Focolari: «È una buona notizia e anche una risposta. La scelta corrisponde ad un bisogno. Stiamo già provando a vivere la vocazione non come scelta a se stante, ma come realtà unita alla fede. È il tempo di unificarle nella nostra vita. Siamo contenti che il Papa pensi a noi!». (Gloria, Uganda) «Bellissima notizia. Se non si offre un ambiente buono ai giovani nella Chiesa oggi, non ci sarà una cultura buona nella Chiesa domani. Penso che papa Francesco voglia lasciare la Chiesa in buone mani. Occorrono buoni pensieri su come vivere la vocazione. E non soltanto rispetto a scelte future: sposarsi, diventare sacerdote, religioso, focolarino… Nella formazione con i Focolari ho imparato a considerare la vocazione anche nel presente, come risposta da vivere fin da subito. Quindi spero che il Sinodo si concentri anche su questo aspetto». (Ryan, USA) «È stata una sorpresa. Sono sicura che il Papa saprà arrivare a tutti i giovani. Tanti lontani dalla Chiesa si sono interessati della sua enciclica sull’ambiente. Vedo in questo Sinodo una grande opportunità. Se si arriva a tutti sarà fantastico». (Amanda, Brasile) «Ciò che si apprende dalla Chiesa cattolica nel Paese dove sono cresciuta, ha sfumature diverse rispetto ad altri paesi. I pensieri divergono, anche se ci sono strumenti comuni come “Youcat”. La globalizzazione e i social media ci mettono a contatto con quanto la Chiesa insegna nei vari paesi del mondo. La diversità di approccio su questioni importanti può generare confusione in mancanza di una voce chiara. In questo il Papa e la Chiesa universale hanno un ruolo importante, tenendo conto della diversità delle culture. Vedo nel Sinodo una prospettiva bellissima». (Aileen, India) «Nei giovani cresce l’informazione sui problemi della Chiesa, in particolare su temi scottanti: scandali, questione sociale, Chiesa e politica. Sono argomenti che in Perù, ad esempio, creano sempre maggiore distanza tra la posizione del clero e la realtà dei giovani. La notizia del Sinodo mi dà speranza: potrebbe far vedere un volto più umano della Chiesa, con il contributo dei giovani e delle loro idee, utilizzando i mezzi di comunicazione e le reti sociali in maniera trasparente e convergente». (Jorge, Perú) «Sono cresciuto in parrocchia. Penso che il tema vocazione e giovani si sarebbe dovuto affrontare anni fa. Oggi siamo nel pieno di una crisi della vocazione in generale: alla famiglia, alla vita religiosa, come cittadini, ecc. Per questo mi sembra di poter dire: congratulazioni per la scelta». (Damián, Argentina) «La Chiesa ha dimostrato apertura verso i giovani con le Giornate Mondiali. Con papa Francesco penso che si voglia passare dalla teoria alla pratica mettendo al primo posto i giovani. Anche perché dovremo essere noi a trovare soluzioni ad un mondo in conflitto. A volte si pensa che non siamo capaci di affrontare i problemi, ma insieme a persone con esperienza e maturità arriviamo a delle soluzioni. È come se il Papa ci dicesse: siete pronti per questa sfida». (Jorge, El Salvador) «Chissà come si svolgerà di fatto questo Sinodo! Ma se i giovani potessero in qualche maniera partecipare di persona sarebbe importante. Penso sia desiderio di tutti avere voce attiva in questo Sinodo». (José Luis, Brasile) I giovani dei Focolari gioiscono anche della concomitanza del Sinodo con l’appuntamento che si sono dati a Manila nel luglio 2018, il Genfest, dove convergeranno dai cinque continenti. «È una bellissima coincidenza. Saremo nelle Filippine, in un continente con tanti giovani e guardato con attenzione dal Papa. Questo tempo di preparazione ci servirà per capire quale potrà essere il nostro contributo al Sinodo». (Jose Luis, Colombia) Fonte: SIF Servizio Informazione Focolari (altro…)