1° settembre: accorato “grido” di papa Francesco per la pace in Medio Oriente.30 e 31 agosto: ad Amman s’incontrano 500 giovani ed adulti, laici e sacerdoti, religiosi e vescovi, che rappresentano il Movimento dei Focolari in questa parte di mondo. Sono arrivati dalla Grecia fino all’Algeria (eccezion fatta per Libia e Tunisia). Presenti anche dal Marocco, dalla Siria, dall’Iraq e da alcuni Paesi del Golfo Persico, dagli Emirati Arabi. Sono momenti tutt’altro che facili in questa terra, e molti hanno fatto l’impossibile per essere presenti alla visita di Maria Voce e Giancarlo Faletti. Dalla Siria è arrivata una lettera accolta da un applauso scrosciante. “Sapete che viviamo un tempo difficile […] in mezzo a questo dolore, continuiamo nonostante tutto a costruire ponti di amore e di unità con gli altri […] seminiamo la speranza nell’umanità sofferente attorno a noi, riempiamo i cuori tristi con la presenza di Dio, facciamo di tutto per portare l’amore agli altri. […] Preghiamo oggi con voi per la Pace tanto minacciata nel mondo e nel Medio oriente, soprattutto in Siria, Egitto, Libano ed Iraq e perché trionfi l’amore di Dio nel mondo”. C’erano cristiani di un mosaico di Chiese (cattolici, copto-ortodossi, greco-ortodossi e greco-cattolici, maroniti, armeni, caldei, siro-ortodossi e siro-cattolici), ed una nutrita rappresentanza di musulmani provenienti dall’Algeria, ma anche da Marocco, Turchia e Giordania. Uno spaccato che fa dire che l’idea dell’unità non è utopia; come ha detto Maria Voce: «Vedendovi, come si fa a dubitare del mondo unito!» Si è respirata per due giorni aria di fratellanza vera. Chiara Lubich era stata in visita ad Amman nel novembre 1999; ma già nel ‘69 aveva affermato che “in tutto il Medio Oriente ci sono i focolai di guerra, per cui la pace è sempre in pericolo: cosa possiamo fare noi che portiamo l’ ideale dell’unità? Dobbiamo fare che questi fratelli si amino, questo corpo deve risanarsi. Qui ci deve essere la salute dell’umanità.” Le esperienze dei diversi Paesi hanno sottolineato come i passi fatti dai Focolari siano mirati a questa finalità: portare il dialogo come via alla pace. Si è partiti dall’Algeria e Turchia, a raccontare come si è sviluppato il dialogo con i musulmani e quello ecumenico con gli ortodossi. Non è stato un cammino facile: tutt’altro! Chi partecipa a questa esperienza non ha reticenze nell’evidenziarne le criticità, ma anche la decisione di andare avanti. Fino al febbraio del 2012, quando nella sua visita a Tlemcen, Maria Voce ha confermato che in Algeria c’è la presenza di musulmani dei Focolari. Non meno profetiche sono le piccole grandi storie di come il Movimento è iniziato in Turchia, Grecia, Cipro, Libano, Terra Santa, Giordania, Siria, Iraq e Egitto. Si tratta di Paesi, dilaniati in un momento o nell’altro, dalla guerra, dove, nonostante le difficoltà, questo spirito ha trovato le strade per svilupparsi anche con attività di assistenza sociale, oltre che di impegni nel quotidiano per guarire ferite dolorose. E come ha fatto notare Mons. Giorgio Lingua, nunzio per la Giordania e l’Iraq, il dialogo è un rischio, ma costruisce rapporti di fiducia reciproca che si cementano nel tempo. Dal canto suo il Prof. Amer Al Hafi, musulmano, vice-direttore del prestigioso Royal Institute for Inter-faith Study di Amman, ha affermato: “Il dialogo è una grazia di Dio per noi. Attraverso il dialogo, io capisco quanto è grande Dio che ci permette di gustare la diversità”. L’incontro con Maria Voce e Giancarlo Faletti ha affrontato le problematiche attuali di questa parte di mondo… che toccano tutti da vicino, come difficoltà quotidiane e la morte, per arrivare ai problemi che la guerra crea a famiglie e al loro futuro. Sono emerse anche le barriere esistenti fra i vari Paesi della regione e si è approfondito il rapporto fra musulmani e cristiani ed il ruolo dei musulmani all’interno dei Focolari. Alla conclusione, Maria Voce ha invitato tutti ad un momento di silenzio per chiedere il dono della pace: “mettendoci di fronte a Dio per porci al suo servizio, dicendogli di usarci come strumenti di pace […] in tutti questi Paesi”. Dall’inviato Roberto Catalano Foto: Claude Gamble (altro…)
In un “clima di famiglia” domenica 17 ottobre si è svolto nei pressi del Vaticano l’incontro organizzato dal Movimento dei Focolari per i partecipanti al Sinodo Speciale per il Medio Oriente (10 – 24 ottobre) che ha per tema “La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza”. Scopo dell’iniziativa: approfondire il carisma di Chiara Lubich incentrato sulla spiritualità di comunione e conoscere un’esperienza di 40 anni di presenza nei vari Paesi del Medio Oriente. Hanno partecipato una ventina di Vescovi orientali e altri membri del Sinodo. A dare il benvenuto sono stati don Antonio Borges, delegato del Movimento dei Focolari per il Medio Oriente, e Sua Em. Card. Ennio Antonelli, Presidente del Pont. Consiglio per la Famiglia, che ha comunicato la sua riflessione teologica e la sua esperienza riguardo a “Il Vescovo e la comunione col presbiterio”. Philippe Ehrenzeller, co-responsabile dei Focolari in Egitto, ha invece esposto in sintesi “La spiritualità di comunione secondo il carisma di Chiara Lubich”. I Padri hanno seguito con particolare interesse la storia e la diffusione dei Focolari in Medio Oriente raccontata da Nadine Chehab (Turchia), la vita del Movimento nella Chiesa locale riferita dal Vescovo Maronita Simon Atallah (Libano), l’esperienza ecumenica portata da Fadia Haddad (Egitto) e quella del dialogo interreligioso spiegata da Arlette Samman (Libano), il tutto mentre sullo sfondo scorrevano le immagini della vita e delle attività del Movimento in quelle terre. A concludere l’incontro è stato il Patriarca di Alessandria dei Copti Cattolici, Sua Beatitudine Antonios Naguib, Relatore Generale al Sinodo. Commentava che si è parlato molto di comunione al Sinodo, “esattamente quello che si fa anche qui”. Notava nello stesso tempo che era importante la sottolineatura dell’amore quale base della comunione, affermando che solo la comunione vissuta nell’amore, in unità può trasmettere Dio-amore. Nel tardo pomeriggio i partecipanti si sono recati nella Basilica di S. Maria in Trastevere dove con la Comunità di Sant’Egidio si è svolta una solenne Preghiera per la Pace. (altro…)