Movimento dei Focolari

Vogliamo vivere per la pace

Il 4 giugno 2022 si è tenuto Global Meeting Kids Gen 4, l’incontro mondiale dei bambini del Movimento dei Focolari, dal titolo “Portate l’amore nel mondo e arriverà la pace “. Un giorno di festa all’insegna della condivisione e della gioia in cui i più piccoli hanno rinnovato il loro impegno per la realizzazione di un mondo migliore. https://youtu.be/lOejAo_7aS4 (altro…)

Turchia: Visita al Fanar, un cammino comune verso l’unità

L’8 giugno 2022 Margaret Karram e Jesús Moran, insieme ad alcuni membri del Movimento dei Focolari, sono stati ricevuti in udienza da Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I. L’incontro, che si è tenuto presso il Fanar, sede del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, ha messo al centro l’amicizia feconda tra il Movimento dei Focolari e il Patriarcato,  nata 55 anni fa con la visita di Chiara Lubich al beneamato predecessore, il Patriarca Athenagoras, e il “cammino comune” intrapreso per operare insieme a favore dell’unità dei cristiani e di tutti i popoli della terra.

Maria Grazia Berretta

Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=2Y2cV4qLtC4 (altro…)

Chiara Lubich: L’ora della carità

La Parola scelta per vivere durante questo mese di luglio 2022 dice: “Ma di una cosa sola c’è bisogno”, tratta dal Vangelo di Luca. E lo sappiamo, oggi, come ai tempi di Gesù, è necessaria la carità, l’amore al prossimo, verso tutti, senza escludere nessuno. Dio Amore, credere al suo amore, rispondere al suo amore amando, sono i grandi imperativi di oggi. Sono l’essenziale che l’attuale generazione attende. Senza di esso il mondo minaccia di correre per poi sbandare, come un treno fuori binario. Scoprire o meglio riscoprire che Dio è Amore è la più grande avventura dell’uomo moderno. Nell’enciclica Ecclesiam Suam, Paolo VI afferma: “Noi pensiamo …che la carità debba oggi assumere il posto che le compete, il primo, il sommo nella scala dei valori religiosi e morali, non solo nella teorica estimazione, ma altresì nella pratica attuazione della vita cristiana. Ciò sia detto della carità verso Dio … come della carità che di riflesso noi dobbiamo effondere sopra … il genere umano. La carità tutto spiega. La carità tutto ispira. La carità tutto rende possibile. La carità tutto rinnova”. E chi di noi ignora queste cose? E se lo sappiamo, non è forse questa l’ora della carità?

Chiara Lubich

(Lubich, Ch., “Scritti spirituali /2, L’essenziale di oggi, Città Nuova, 1978, pag. 160) (altro…)

Il nuovo brano del Gen Verde: We Choose Peace

La pace è una scelta. È questo il messaggio che porta con sé “We Choose Peace” (© Gen Verde), il nuovo brano del Gen Verde. Il complesso internazionale ce ne racconta la genesi insieme a Naya, una delle giovani che hanno partecipato al videoclip.  https://www.youtube.com/watch?v=9HufPg4Nz50 (altro…)

“Stoc do” – “Sto qua” in terra Libera

“Stoc do” – “Sto qua” in terra Libera

Dal 2017 XFARM Agricoltura Prossima ospita nelle terre confiscate alla mafia a San Vito dei Normanni (Puglia- Italia) i campi di impegno e formazione promossi da Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Tra i partecipanti di quest’anno alcuni giovani del Movimento dei Focolari. Li vedi maneggiare la terra rossa di Puglia, nel sud dell’Italia, li osservi mentre la impastano con la paglia, li guardi mentre plasmano questa materia per creare qualcosa di ecologicamente sostenibile. E pensi che quanto stanno facendo abbia anche la forza della metafora. Hanno tra i 13 e 17 anni, si sono dati appuntamento a San Vito dei Normanni, nel brindisino, per dare il loro contributo alla rinascita di un bene confiscato ai clan. Per lo più sono figli di questa terra baciata dal sole e, in questo periodo, invasa dai turisti. Ma sono arrivati anche dal Piemonte e dalla Lombardia dove magari c’è ancora chi pensa che le mafie siano affare di quelli del sud dell’Italia. Loro no, sono scesi fin qui nell’alto Salento per spendere in maniera diversa alcuni giorni della loro vacanza e per dare un contributo al cambiamento. Sono una ventina in tutto, con l’energia la leggerezza e la voglia di divertirsi tipici della loro età, vivono da protagonisti quattro giorni pensati per loro da Libera e dal Movimento dei Focolari. Per qualche ora al giorno lavorano nei campi delle cooperative sociali che hanno avuto in gestione 50 ettari di uliveti e altre strutture sottratte ai boss. E nel loro impegno genuino leggi in controluce la voglia di sporcarsi le mani, di rimboccarsi le maniche, di essere attivi portatori di novità anche in una terra segnata dall’arroganza delle mafie. “Questa è terra nostra, restituita alla collettività”, sembrano dire mentre lavorano argille, sabbia e limi per costruire strutture in legno pensate per una società in cui tutto può essere circolare. A far loro da guida, i giovani del laboratorio urbano Ex Fadda e del progetto XFarm, un manipolo di appassionati di economia civile, di cittadinanza attiva, e di buone pratiche in agricoltura che dopo varie esperienze in giro per il mondo si sono ritrovati qui, nella terra in cui un tempo spadroneggiava la Sacra Corona Unita, per sperimentare un nuovo modello di convivenza, per provare a realizzare il sogno di comunità coinvolte attivamente nei processi rigenerativi. Una utopia realizzata qui, a due passi dalla bellezza selvaggia di Torre Guaceto (Brindisi- Italia), grazie anche alla “forza del Noi”. Realtà e associazioni diverse, laiche e cattoliche, forze sindacali come la Spi Cgil, contribuiscono per dare insieme a questi ragazzi un terreno comune dove cimentarsi con la costruzione di una società più solidale, più attenta a preservare l’ambiente e la giustizia sociale. “La memoria è speranza, impegno, è qualcosa che ci segna e ci spinge a non ripetere gli errori del passato” dicono i ragazzi, quando i responsabili del progetto “E!State Liberi” li spingono a riflettere su quel concetto così centrale nella storia della rete di associazioni creata da don Luigi Ciotti. Memoria che diventa viva con la testimonianza toccante dei coniugi Fazio che raccontano di loro figlio Michele, coetaneo di chi ascolta, ucciso a sedici anni nei vicoli di Bari Vecchia perché è finito al centro di un regolamento di conti fra clan con i quali lui non aveva nulla a che fare. “Io stoc do”, io sto qua, dice oggi Lella come orgogliosamente disse ieri alle mogli dei boss della mafia che pensavano che dopo l’omicidio avrebbero lasciato il quartiere e la città. Loro sono rimasti, per ottenere giustizia, per dare un nome e poi concedere il perdono a chi uccise Michele, ma anche per provare a dare un futuro diverso a quel pezzo di Italia macchiato dal sangue innocente del loro ragazzo per bene. “Siamo qua” ripetono quei volti puliti che oggi lavorano nei campi mettendosi in gioco, ci ricordano che un mondo migliore è ancora possibile. Basta cominciare prendendo un po’ di terra e provare a farne qualcosa di bello. “Nei suoi occhi ho visto una luce, una luminosità che non avevo mai visto in lui”, ha raccontato una mamma vedendo rientrare il figlio a casa dopo il campo. “Mi ha detto che non aveva mai vissuto giorni così”.

Gianni Bianco

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