18 Nov 2022 | Cultura
Presentato al Parlamento europeo a Bruxelles (Belgio) il documento di posizioni condivise tra cristiani e marxisti verso una comune etica sociale, frutto di un cammino lungo otto anni (e due secoli). Un progetto di dialogo trasversale: è così che si autodefinisce Dialop, il lavoro in atto tra cristiani e marxisti in Europa da alcuni anni, che ha preso la spinta decisiva dopo un incontro in Vaticano di alcuni rappresentanti della sinistra europea con papa Francesco (leggi anche: Dialop: cristiani e marxisti al lavoro insieme).
Lo scorso 8 novembre, col supporto del gruppo della Sinistra al Parlamento europeo, in collaborazione con il Movimento Politico per l’Unità e New Humanity, nell’edificio Altiero Spinelli, 40 persone si sono riunite in presenza da 9 Paesi dell’Unione e altre hanno seguito in streaming la presentazione del position paper “Alla ricerca di un comune futuro in solidarietà”. Il documento sulle posizioni comuni nel dialogo cristiano socialista, scritto dal prof. Michael Brie – presidente del comitato scientifico della fondazione Rosa Luxemburg e – dal sociologo belga prof. Bennie Callebaut dell’Istituto Universitario Sophia, analizza come da antagonisti nel passato, cristianesimo e marxismo abbiano davanti un altro muro da abbattere, quello del capitalismo selvaggio, e come trovino affinità sorprendenti nel presente. Nel messaggio e nella persona di papa Francesco trovano anche una figura che unisce, un leader e un compagno di viaggio. “Nelle lotte comuni – afferma il position paper – stiamo lavorando a progetti guidati da visioni condivise”. Quali siano questi progetti, nel documento è declinato con delle piste di lavoro: “un’economia della vita; una comunità curante; una politica di trasformazione solidale; un mondo in cui ci sia spazio per molti mondi; la dignità di ogni individuo in un mondo ricco di beni comuni; e per un insieme di pace”, e la domanda su come essi si esprimano nel concreto, al momento del dibattito, è dunque inevitabile. La esprime il prof. Léonce Bekemans (Cattedra Jean Monnet, Università di Padova). A rispondere è Walter Baier, di transform!europe, tra gli iniziatori e coordinatori di Dialop: “Ci muoviamo su tre livelli”, spiega, “il dialogo, come iniziativa culturale, per arrivare a diventare un think tank; coinvolgere le persone nel lavoro per la solidarietà, come è stato per le iniziative per migranti e rifugiati; suscitare un coinvolgimento a livello politico soprattutto per la costruzione della pace”. A fare gli onori di casa è Marisa Matjas, eurodeputata portoghese del Bloco de Esquerda, vice presidente del Partito della Sinistra Europea al Parlamento Europeo. Ricorda con passione le parole di papa Francesco ai membri del Parlamento Europeo nel 2014 “dette nel momento in cui avevamo più bisogno di sentirle”. “Ci ha parlato lui di tenere viva la democrazia in Europa, di occupazione e diritti dei lavoratori, di istruzione, migrazioni, nel momento in cui l’UE ignorava i massicci movimenti di persone in arrivo dalla Siria; ha parlato anche della dignità dei diritti umani, abbiamo molte cose in comune su cui dobbiamo lavorare insieme”.
“Oggi abbiamo bisogno, come del pane con cui vivere, di visione, di spirito, di alleanza. E’ l’ora di sperare e far sperare «al plurale». A questo c’invita Dialop”, afferma il teologo Piero Coda nel suo intervento di apertura sui “Comuni sentieri verso una società globale, giusta e fraterna”. Un plurale che chiede e invita ad allargare sempre più le alleanze, non solo il mondo cattolico, ma tutto il mondo cristiano, in una dimensione ecumenica, non solo il cristianesimo, ma le religioni, non solo la sinistra, ma le varie anime politiche che si impegnano per il bene comune, la difesa dell’ambiente. Certo, occorre lo sforzo iniziale di mettere da parte la pretesa – citando il documento di “avere il monopolio della verità”. “Un’etica sociale trasformativa e trasversale deve contare sul contributo di altri attori e tradizioni, insieme a marxisti e cristiani, che sono presenti nel nostro continente e hanno visioni del mondo diverse”, ribadisce in proposito don Manuel Barrios Prieto, Segretario Generale di COMECE, includendo il concetto di fraternità umana, a partire dalla firma del documento di Abu Dhabi del 2019 e dalla Fratelli Tutti. Un impegno rinnovato nel dialogo riparte da Bruxelles, con uno slancio di inclusività, coscienti che il dialogo è un “lavoro in corso permanente”.
Maria Chiara De Lorenzo
(altro…)
16 Nov 2022 | Centro internazionale
Fra i primi focolarini sposati e co-iniziatore del Movimento Famiglie Nuove, Danilo Zanzucchi si è spento serenamente il 16 novembre 2022 all’età di 102 anni nella sua abitazione di Grottaferrata (Roma) attorniato dalla moglie Anna Maria, dai loro cinque figli (Chiaretta, Michele, Mariannita, Giovanni e Francesco) e alcuni dei 12 nipoti. Primogenito di una stimata famiglia di Parma (Italia), nelle sue trasferte a Milano per seguire le prime costruzioni da lui progettate, Danilo incontra il carisma dell’unità attraverso Ginetta Calliari – una delle prime compagne di Chiara Lubich -. Già fervente cattolico, impegnato in politica e presidente diocesano della FUCI – Federazione Universitaria Cattolica Italiana – e successivamente degli Uomini di Azione Cattolica, avverte di impegnarsi radicalmente con Dio e di reimpostare la propria vita sul Vangelo vissuto. Una scelta, questa, condivisa anche da Anna Maria che diventerà sua sposa.
Attorno ad essi nasce la prima comunità di Parma, mentre per loro due si staglia luminosa l’innovativa vocazione di focolarini sposati aperta da Igino Giordani. Nati i primi quattro figli decidono di lasciare la promettente carriera di ingegnere e i privilegi di una vita agiata per trasferirsi come famiglia-focolare nella capitale e dedicarsi a tempo pieno alle finalità dei Focolari. Fra i primi incarichi di Danilo, il completamento della struttura di Rocca di Papa destinata a Centro Mariapoli e, in seguito, a sede internazionale del Movimento. Collaborerà poi con l’Editrice Città Nuova.
In stretto contatto con Chiara coopera alla formazione di generazioni di coniugati dei diversi continenti che come lui desiderano di seguire la scia di Giordani. Nel 1980 viene invitato con Anna Maria come uditore al Sinodo sulla famiglia e nel 1981 Chiara Lubich lo chiama nel Consiglio centrale del Movimento con il ruolo, insieme alla moglie, di coppia guida di Famiglie Nuove a livello mondiale. Risale agli anni Ottanta anche la nomina papale a consultore e, successivamente, a membro del dicastero vaticano per la famiglia. Responsabilità queste che lo vedono, insieme ad Anna Maria, ospite più volte nella dimora di papa Wojtyla e testimonial del loro servizio alla famiglia in trasmissioni televisive trasmesse anche in mondovisione. Con l’avvento di Benedetto XVI la collaborazione con la santa sede si intensifica al punto che il pontefice chiede loro di scrivere il testo per la Via Crucis (2012) al Colosseo di Roma da egli presieduta.
La lunga vita di Danilo, per i molteplici talenti ricevuti e fatti così abbondantemente fruttificare, è un inno di gloria a Dio disteso nel tempo. L’intero Movimento dei Focolari, in particolare la schiera di focolarini sposati e la miriade di famiglie di ogni parte del mondo di cui è stato esempio, confidente, punto di riferimento amabile e sicuro, gli sono profondamente grati. Una riconoscenza che va alla sua figura di uomo: un gigante di rettitudine, di tenerezza, di semplicità e di sapienza. Grazie Danilo anche per non aver mai smesso di impersonare quel bambino evangelico che da sempre traspariva dal tuo essere, dal tuo dire, dal tuo fine umorismo, dai tuoi acquerelli, dalle innumerevoli vignette che spesso improvvisavi (magari su tovagliolini di carta) per la gioia di tutti noi.
Anna e Alberto Friso
https://youtu.be/YN0zxcORLtY (altro…)
16 Nov 2022 | Nuove Generazioni
Uno sguardo sul mondo con l’obiettivo di diffondere “buone notizie”. È questo ciò che anima le redazioni Teens International sparse in varie parti del pianeta e supportate dai gruppi editoriali Città Nuova. Uno spazio creato dai ragazzi per i ragazzi dove poter scambiare opinioni e idee; formarsi alla produzione di contenuti per vari media; trovare insieme modelli di comunicazione guidati da valori veri. https://www.youtube.com/watch?v=ZZuo5lohx8o&list=PL9YsVtizqrYtRzIRPgjiIk5yzCtFx5lrU (altro…)
15 Nov 2022 | Famiglie
Ascolto e condivisione. “Nessuno solo” è un percorso di accompagnamento e testimonianza che da qualche tempo coinvolge genitori con figli LGBT in varie nazioni del mondo. “Non lasciare nessuno solo” è l’invito che Chiara Lubich rivolge, nel testo “Una città non basta”, a chi vuole trasformare le città nelle quali viviamo, mettendo in pratica l’amore del Vangelo. Un invito che porta, giorno dopo giorno, ad impegnarsi per rendere i luoghi nei quali abitiamo, spazi di fraternità dove ciascuno si senta amato e accolto. È pensando a questo invito che il Movimento Famiglie Nuove dei Focolari ha chiamato “Nessuno solo” i percorsi/laboratorio di accompagnamento, condivisione di vita e di testimonianze che da qualche tempo porta avanti con coppie di varie nazioni (Italia, Portogallo, Germania, Belgio e Brasile) con figli LGBT. Gli incontri si sono svolti dapprima in presenza con alcuni collegati on line, poi, a causa della pandemia, interamente on line. Nonostante le grandi distanze geografiche e le notevoli differenze culturali, gli incontri sono stati fonte di condivisione e di grande arricchimento reciproco. Pian piano si è diventati un’unica famiglia nella quale le domande, le sofferenze, le ferite e le conquiste di ognuno sono diventate di tutti. Ciò ha fatto nascere il desiderio di incontrarsi dal vivo e così, dal 14 al 16 ottobre 2022, si è svolto nel Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Italia) un laboratorio in presenza con la partecipazione di 60 persone. Oltre alle coppie di genitori che da tempo seguono il percorso e ad alcuni responsabili di varie realtà dei Focolari, il programma è stato arricchito dalla presenza di alcuni giovani con orientamento omosessuale, che sono stati membri attivi del Movimento dei Focolari. Ascoltare quindi le testimonianze dei genitori, ma anche quelle dei figli è stato molto toccante, ha permesso di conoscersi di più e illuminare con la luce del Vangelo tutte queste esperienze. Si è cercato di comprendersi, anche attraverso il contributo di esperti, senza pregiudizi. Padre Amedeo Ferrari, francescano, teologo e moralista, padre Pino Piva, gesuita, teologo molto coinvolto nella pastorale di vari gruppi di persone LGBT, Katrien Verhegge, psicoterapeuta belga, impegnata su questi temi a livello governativo nella sua nazione e Roberto Almada, anche lui psicoterapeuta, hanno accompagnato il gruppo con molta sapienza ed equilibrio, aiutando i partecipanti a comprendere il cammino che sta facendo la Chiesa cattolica, a non aver paura e ad aprirsi con coraggio alle sorprese sempre inaspettate dello Spirito, a dilatare la capacità di ascoltare, accogliere, accompagnare ed integrare. Padre Pino Piva, ha invitato tutti a continuare ad aiutare ed accompagnare “le famiglie – genitori e altri familiari – a vivere l’accoglienza umana e cristiana prima di tutto: un figlio si accoglie sempre! E in questo la famiglia aiuta la Chiesa ad essere Famiglia che accoglie ed integra i suoi figli senza condizioni”. I giorni di incontro hanno generato in tutti i presenti un forte desiderio di diventare veri compagni di viaggio per ogni prossimo che incrocia il nostro cammino. Certamente non si sono trovate tutte le risposte ai diversi interrogativi. Ci sono tante domande ancora aperte, tra di esse anche capire come assicurare un percorso di accompagnamento, per approfondire e vivere il carisma dell’unità. Padre Amedeo Ferrari, ha invitato tutti ad “avere presente che ogni persona possiede un’inviolabile dignità. Perciò anche le persone che sperimentano la tendenza omosessuale devono essere accolte con rispetto e pari dignità come ogni altra persona, evitando nei loro confronti ogni tipo di pregiudizio o discriminazione”.
Raimondo e Maria Scotto
(altro…)
14 Nov 2022 | Chiara Lubich
La parola del Vangelo proposta per questo mese di novembre 2022 ci sprona a mettere in pratica la misericordia verso i fratelli. Chiara Lubich, in questo brano del 15 ottobre 1981, pronunciato durante una conferenza telefonica mondiale, invitava tutti gli ascoltatori a rivivere questo amore misericordioso caratteristico fin dai primi tempi dei Focolari. Un appello che anche oggi può aiutarci a crescere nel cammino personale di unione con Dio e con la comunità. È questo ciò che oggi voglio sottolineare a voi tutti: l’unità. L’unità deve trionfare: l’unità con Dio, l’unità fra tutti gli uomini. E quale il modo? Amare tutti con quell’amore di misericordia che era caratteristico nei primi tempi del Movimento, quando si era deciso di vedere ogni mattina, durante tutta la giornata, il prossimo che incontravamo, in famiglia, a scuola, al lavoro, ecc., dappertutto, vederlo nuovo, nuovissimo, non ricordandoci affatto dei suoi nei, dei suoi difetti, ma tutto coprendo con l’amore. (…) Avvicinare tutti con quest’amnistia completa nel nostro cuore, con questo perdono universale. E poi farci uno con loro in tutto, tranne che nel peccato, tranne che nel male. Perché? Per ottenere quel risultato meraviglioso a cui Paolo, l’Apostolo, aspirava. Lui diceva: “Farsi tutto a tutti per guadagnare a Cristo il maggior numero” (Cf. 1 Cor 9, 19). Ecco, se noi ci facciamo uno col prossimo, facilitati anche da questo perdono, potremo passare il nostro Ideale[1] agli altri. E una volta ottenuto ciò, stabilire la presenza di Gesù fra noi e loro, di Gesù il Risorto, di Gesù che ha promesso di essere sempre con noi nella sua Chiesa, e si fa in certo modo vedere, sentire, quando è in mezzo a noi. Questa deve essere la nostra opera principale: vivere in modo che Gesù viva fra noi, Egli che è il conquistatore del mondo. Se saremo uno, infatti, molti saranno uno e il mondo potrà un giorno vedere l’unità. E allora? Costituire dappertutto cellule di unità: nella propria famiglia, nel caseggiato, con quelli coi quali si gioca, o si studia, o si lavora, con tutti, il più possibile, accendere questi fuochi dovunque.
Chiara Lubich
(Chiara Lubich, in Conversazioni, a cura di Michel Vandeleene, Opere di Chiara Lubich, Città Nuova, 2019, pp. 63-64) [1] Si riferisce al modo tipico del Carisma dell’unità di vivere il Vangelo.
(altro…)