6 Set 2019 | Nuove Generazioni
Duecento giovani di 67 nazioni in rappresentanza di tutte le realtà giovanili del Movimento nel mondo per la prima volta insieme a Roma: giovani appartenenti a diverse Chiese, giovani di varie religioni e culture. Un’assise trasversale per delineare proposte e prospettive per i prossimi sei anni. “C’è una rinnovata sete di radicalità e autenticità tra noi giovani che fa i conti con le sfide del mondo di oggi. Ci rendiamo conto che da soli è molto difficile. Possiamo fare rete con tanti altri giovani che vogliono essere promotori di cambiamento e possiamo farlo insieme agli adulti”. Rispondono così alla domanda su dove stanno andando i giovani dei Focolari, Nicholas di 27 anni dell’Italia e Amanda di 29 anni del Brasile, due giovani membri della commissione preparatoria della prima Assemblea mondiale dei giovani del Movimento che si terrà a Castel Gandolfo (Italia) dal 10 al 15 settembre 2019. Un’idea nata nel 2017 ed elaborata in questi due anni anche attraverso pre-Assemblee di giovani in varie parti del mondo. Perché un’Assemblea dei giovani? “Perché sentiamo che “noi siamo” il Movimento dei Focolari, esso ci sta a cuore. Tanti giovani avevano espresso il desiderio di incontrarsi e dialogare su importanti tematiche che riguardano la nostra generazione. Anche la parte adulta sentiva l’esigenza di sapere dai noi giovani come vediamo il Movimento, quale il nostro specifico contributo oggi per impegnarci sempre meglio verso un mondo unito. Noi stessi abbiamo individuato le tematiche che saranno affrontate in Assemblea e cercato metodi coinvolgenti e dinamici affinché i giovani si possano esprimere liberamente e fare insieme “un’esperienza di Dio”. Chi parteciperà all’Assemblea? Ci saranno 200 giovani rappresentanti di tutti i continenti (67 nazioni): Giovani per un Mondo Unito, impegnati dei Movimenti Parrocchiale e Diocesano, gens (giovani seminaristi), genre (giovani religiosi e consacrate). Ci saranno cioè – ed è una bella novità di questa Assemblea – rappresentanti di tutte le espressioni giovanili del Movimento insieme. Una collaborazione iniziata fin dalla preparazione: nel novembre 2018 si è formata un commissione preparatoria con 15 persone di diverse realtà giovanili di varie parti del mondo, in maggioranza giovani sotto i 30 anni con alcuni adulti. Quali le tematiche che saranno trattate nell’Assemblea? Per raccogliere i pensieri e i desideri dei giovani del mondo un questionario ci è sembrata la via migliore. Come commissione abbiamo elaborato 4 domande. Chiedevamo di descrivere due aspetti che caratterizzano l’identità di un giovane appartenente ai Focolari, di indicare di esso 2 punti di forza e 2 cose che vorremmo cambiare, spiegandone il perché e invitavamo tutti a riflettere su come dare maggiore voce ai giovani all’interno del Movimento e su quali priorità puntare nei prossimi sei anni. Sono arrivati 7300 input! Li abbiamo raccolti ed elaborati: sentivamo una grande responsabilità nel “maneggiare” il materiale ricevuto! Esso è divenuto strumento di lavoro per le pre-assemblee nelle quali ogni area del mondo ha scelto anche i suoi rappresentanti. Approfondendo i temi emersi è nato un breve “istrumentum laboris” con prospettive, orientamenti e proposte secondo quattro temi che saranno anche al centro dei lavori dell’Assemblea mondiale: formazione e accompagnamento; in uscita; identità del giovane del Movimento; ruolo e protagonismo dei giovani dei Focolari. E adesso…vogliamo lasciarci sorprendere dalla nostra assemblea! Certamente ci sarà una nuova forte spinta che ci aiuterà a realizzare il sogno di Gesù: “Che tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21)per dare il nostro contributo alla costruzione di un mondo unito.
Anna Lisa Innocenti
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2 Set 2019 | Centro internazionale
Fiducia, apertura, gratitudine sono le parole con le quali la Presidente dei Focolari Maria Voce e il Copresidente Jesús Morán sintetizzano l’incontro avuto con Papa Francesco durante l’udienza privata del 2 settembre 2019. “Portate avanti le profezie di Chiara” è stato l’incoraggiamento del Pontefice. https://vimeo.com/357332500 Maria Voce: Siamo appena usciti dall’udienza con il Papa. È stato un incontro bellissimo, di una cordialità straordinaria. Gli avevamo portato in regalo il libro di Chiara sui Collegamenti, che lui ha apprezzato, ha guardato con cura, e anche una icona della Madonna che si chiama “Gioia di tutti gli afflitti”. E a lui è molto piaciuto il titolo e anche l’icona, perché diceva che non l’aveva mai conosciuta, e che vedere queste persone – che si vedeva che soffrivano, che andavano dalla Madonna – gli ha fatto venire in mente la pagina ultima del Manzoni sul lazzaretto, dove tutti i lebbrosi pregano la Madonna, invocano la Madonna in questa loro afflizione. Ma tutto l’incontro è stato improntato ad una grande fiducia, ad una grande apertura, lui continuava a dire: “Andate avanti, andate avanti”, l’avrà ripetuto mille volte. Ha ringraziato per il bene che facciamo e si sentiva che era veramente contento di vederci. E: “Pregate per me”. Allora gli abbiamo assicurato che preghiamo. A un certo punto gli ho detto: “Ma tutti pregano oggi, perché tutto il Movimento sa che siamo qui con lei e tutti pregano per questo incontro, non solo i cattolici, ma tutti”. E lui allargava le braccia come a comprendere tutti quelli che pregavano, anche gli altri. È stato molto bello. Jesús Morán: Molto bello. Credo sia stato all’insegna dell’amore reciproco, perché lui continuava a dirci: “Vi ringrazio per quello che fate, andate avanti”, e noi continuavamo a dirgli: “Noi sosteniamo quello che lei fa; noi difendiamo il suo pensiero”. Io ho pensato subito a quell’esperienza di Chiara quando è andata da Paolo VI, che Paolo VI le ha detto: “Qui è tutto possibile”. Davvero lì è tutto possibile. Dopo bisogna vedere concretamente, però lui ci ha detto: “Andate avanti, portate avanti le profezie di Chiara”. Perché poi abbiamo parlato di tante cose anche concrete.
Maria Voce: Ci ha espresso ancora una volta il suo dispiacere nel vedere che ci sono nazionalismi, che ci sono ostacoli alla pace, che ci sono conflitti anche fra i nostri; lui diceva: “Anche nel seno della Chiesa (ci sono) alcuni che pensano diversamente. Ma possibile che non impariamo niente della storia? Io ho pianto – diceva –, io piango nel sentire certe affermazioni contro la pace e contro la comprensione reciproca”. Poi ci ha detto una cosa che ci è sembrata molto bella, diceva che certe volte è meglio chiedere perdono che chiedere permesso, che bisogna magari sbagliare per poi chiedere perdono; tante volte è meglio fare questo. Jesús Morán: Era molto addolorato perché certe contrapposizioni continuano a provocare morti. Dice: “Ma possibile che non abbiamo imparato dopo guerre sanguinose che abbiamo vissuto”? Parlando dell’Europa lo abbiamo visto preoccupato. Gli abbiamo illustrato la Mariapoli Europea. Come prima cosa abbiamo parlato del Centenario di Chiara, e lui lo ha apprezzato, ha sentito che non è che lo facciamo come una commemorazione, ma perché sentiamo che il Carisma di Chiara è veramente attuale. Maria Voce: Una cosa che abbiamo sentito è che lui ha molto a cuore i sacerdoti, i religiosi e i vescovi, nel senso proprio di dire: aiutateci in questi campi. (altro…)
1 Set 2019 | Collegamento
È iniziata come scuola per sordo-muti, ma l’IRAP è molto di più: tra le sue mura tutti trovano casa e negli anni sono nati laboratori di pasticceria e di artigianato che hanno creato posti di lavoro e spazi di convivenza. Una storia che dice che l’integrazione non è un’eccezione, ma la quotidianità e il destino del popolo libanese. https://vimeo.com/342338337 (altro…)
28 Ago 2019 | Nuove Generazioni
Un campus a Bologna (Italia) sulla legalità, promosso dai Giovani per un Mondo Unito dei Focolari. Uno spazio di formazione, partecipazione e azioni sociali per attivare processi di cambiamento e ricostituzione del tessuto sociale. Dal 20 al 28 luglio, una quarantina di giovani provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia, si sono dati appuntamento a Bologna (Italia) per dare vita ad un Campus durante il quale impegnarsi concretamente per gli altri. Hanno conosciuto e lavorato con associazioni e gruppi che si impegnano in ambito civile, come l’integrazione degli immigrati e la lotta al gioco d’azzardo. Hanno collaborato con centri estivi e giovanili, mense, trovando insieme modi diversi e originali di fare le cose.
“Il Campus – ci spiega Francesco Palmieri, uno degli organizzatori – nasce da una prima esperienza a Siracusa, qualche anno fa, che ha avuto successo e poi si è ripetuta a Roma e a Torino. Quest’anno, a Bologna, i giovani hanno individuato il quartiere della Cirenaica, un quartiere multietnico nel quale la situazione sociale è molto complessa. Il Campus è un’esperienza di impegno civile che parte da giovani per altri giovani come noi, per rispondere a una domanda: possiamo fare qualcosa?”. Si parla di impegno personale, quindi, anche durante i momenti di formazione con vari esperti, da magistrati a professori universitari, da volontari a sacerdoti e laici impegnati in prima linea in ambito civile. Il tema della legalità viene a galla, declinato sotto più aspetti, come l’accoglienza dei migranti, la lotta alle mafie e al gioco d’azzardo. “Questa esperienza del Campus – dice ancora Francesco – ci arricchisce e ci fa tornare a casa con tante risposte a domande che magari non ci eravamo mai poste”. Tra gli esperti presenti c’era la prof. Adriana Cosseddu, responsabile della rete internazionale Comunione e diritto. Le abbiamo fatto qualche domanda: I giovani dei Focolari, hanno lanciato nel 2018 “Pathways for a united world”, sei percorsi per un mondo unito con azioni e approfondimenti su sei grandi tematiche. Dopo il primo dedicato ad economia, comunione e lavoro, con il secondo quest’anno si vogliono approfondire diritti umani, giustizia, legalità, pace. Quali gli obiettivi? “Si tratta di percorsi che, insieme alle Comunità dei Focolari nel mondo, i giovani e i ragazzi si impegnano a vivere da protagonisti, per concorrere a fare dell’umanità una famiglia. Le vie sono tante e quest’anno ne abbiamo scelte quattro: aprire le porte al dialogo e all’accoglienza perché i diritti umani vengano riconosciuti e attuati. Operare con tutte le forze per la pace, perché si arrivi a superare la logica dello-scontro con l’in-contro, e la pace sia perseguita universalmente come diritto dell’umanità. Ma per una pace autentica occorre praticare la giustizia, custode delle relazioni, che fondano la nostra convivenza. Ed ecco l’importanza della legalità, che chiede anche attraverso norme e comportamenti di attivare processi capaci di spezzare la logica del profitto e del privilegio, della corruzione diffusa, per promuovere imparzialità ed equità”.
Qual è il “di più” che il carisma dell’unità porta al diritto? “Il carisma dell’unità genera sull’altro un nuovo sguardo: non l’estraneo o un nemico, da cui difendermi, ma un dono per me, nella ricchezza della sua diversità. La reciprocità, che nel diritto si traduce in diritti – doveri, diventa nel “di più” dell’amore reciproco richiamo alla responsabilità verso l’altro, di cui devo aver cura. Così, se oggi il diritto tende a tutelare i diritti degli individui, l’orizzonte che Chiara Lubich ci ha aperto è quello di un diritto “strumento” di comunione. E la comunione indica un obiettivo: operare perché le concrete relazioni umane, anche quelle che si svolgono sotto il segno del diritto, aiutino le parti coinvolte a guardare oltre sé e riconoscersi reciprocamente, nella rispettiva dignità e secondo una libertà responsabile, per aprirsi alla collaborazione. Così si generano frammenti di fraternità”. Prossima tappa:
- Seminario internazionale “Dai Diritti Umani al Diritto alla Pace: in cammino con l’umanità”, promosso dalla rete internazionale “Comunione e Diritto”, a Loppiano (Italia), dal 19 al 21 settembre 2019
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25 Ago 2019 | Cultura
Con la giornata mondiale di preghiera per la custodia del creato, il 1° settembre inizierà un mese ricco di iniziative per la cura dell’ambiente e non solo. Intervista a Cecilia Dall’Oglio del Global Catholic Climate Movement. Cos’hanno in comune la questione ambientale e l’Ecumenismo? Molto, anzi moltissimo se si considera che nel 1989 fu il patriarca della Chiesa Ortodossa di Costantinopoli, Dimitrios a dare la spinta decisiva alle diverse Chiese cristiane per dichiarare congiuntamente il 1° settembre Giornata mondiale di preghiera per la custodia del Creato. Quest’anno la ricorrenza s’inserisce in un anno carico di azioni globali per il clima, grazie anche all’accelerazione impressa dai milioni di giovani che, con Greta Thunberg, si sono mobilitati e hanno scosso coscienze e bussato ai Parlamenti. “Non solo i singoli ma anche le nostre comunità dovrebbero interrogarsi sulla sostenibilità ambientale delle loro attività”, sostiene Luca Fiorani, fisico e coordinatore internazionale di EcoOne, movimento culturale che s’ispira alla spiritualità dei Focolari in campo ambientale. “E per iniziare a cambiare mentalità e adottare uno stile di vita ecologico occorre innanzi tutto informarsi. Mi faccio pubblicità: ho appena pubblicato un piccolo libro di meno di 80 pagine: “Il sogno (folle) di Francesco. Piccolo manuale (scientifico) di ecologia integrale”. Conduco il lettore per mano tra i concetti chiave dell’Enciclica Laudato Si’, i recenti risultati della negoziazione internazionale sui cambiamenti climatici e i dati scientifici più aggiornati sullo stato di salute del nostro pianeta”. Luca Fiorani ci spiega anche che da una decina d’anni EcoOne collabora con il Global Catholic Climate Movement. Cecilia Dall’Oglio è responsabile dei programmi dell’organizzazione e le abbiamo rivoto alcune domande.
- Quali sono le tue motivazioni personali d’impegno per l’ambiente?
Il desiderio di non abbandonare i miei fratelli e sorelle nel mondo che soffrono per le stesse cause per cui soffre la nostra Madre Terra. Il desiderio di dare il mio contributo affinché altri possano fare l’esperienza diretta di incontro, che ho potuto fare io, con testimoni di speranza, di Chiesa viva impegnata per la giustizia sociale. Nella Laudato si’ Papa Francesco ci ricorda infatti che “Non ci sono due crisi diverse, ambientale e sociale, ma un’unica crisi socio-ambientale da affrontare con “un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura” (LS 139). Mi sono impegnata per più di venti anni con la FOCSIV nel coordinare campagne per la giustizia sociale insieme agli uffici della CEI ed alle aggregazioni laicali cattoliche e vorrei qui ricordare in modo speciale il caro Marco Aquini del Movimento dei Focolari. Questo annuncio, questa resistenza attiva, deve essere davvero efficace e liberare il povero che grida e per questo sono felice ora di cogliere la sfida attuale al servizio del Global Catholic Climate Movement di cui il Movimento dei Focolari è membro attivo.
- Qual è il “di più” che la fede può portare al movimento ambientale?
La fede è fondamentale per portare nel campo ambientalista l’approccio dell’ecologia integrale. La conversione ecologica e l’adozione di nuovi stili di vita sono proposte per la gioia piena, quella “sobrietà felice” di cui parla anche l’Instrumentum laboris del Sinodo speciale dell’Amazzonia, la pienezza della vita, la vera libertà. Tutti i cristiani sono chiamati ad essere custodi del Creato di Dio perché “Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana.”(LS 217). Il Global Catholic Climate Movement è nato nel 2015 per sostenere le comunità cattoliche in tutto il mondo nel rispondere all’appello urgente di Papa Francesco nella Laudato Si’ attraverso una conversione ecologica a livello spirituale che conduca a rinnovati stili di vita e a una partecipazione congiunta dei cattolici alle mobilitazioni per la giustizia climatica.
- Che cos’è il “Tempo del Creato” e cosa può fare ciascuno di noi per aderirvi?
Il Tempo del Creato è un “tempo favorevole”, un Kairos, durante il quale pregare ed agire per la cura della nostra casa comune. Ricorre ogni anno dal 1 settembre, Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, al 4 ottobre, festa di San Francesco, ed è celebrato da migliaia di cristiani in tutto il mondo. Il tema di quest’anno “La rete della vita: biodiversità come dono di Dio. è strettamente collegato al Sinodo dei Vescovi per la regione Panamazzonica che si terrà il prossimo ottobre. Migliaia di cristiani in tutto il mondo celebrano il tempo del creato realizzando eventi. Sul sito del Tempo del Creato sono disponibili la guida per le celebrazioni e altri strumenti in varie lingue. Grazie al tema scelto per le celebrazioni, gli eventi realizzati faranno sentire la nostra vicinanza ai fratelli e sorelle in Amazzonia e a tutti quelli che soffrono per la “mentalità estrattivista” che sta distruggendo non solo l’Amazzonia ma tutto il Creato, sono pertanto un chiaro segno della comunione ecclesiale e del sostegno nel cammino della Chiesa verso il Sinodo.
Stefania Tanesini
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