25 Feb 2023 | Cultura, Nuove Generazioni, Sociale
Dare per salvaguardare. La nuova APP insegna a giovani e adulti, attraverso azioni quotidiane, come prendersi cura del pianeta e delle comunità ferite dai cambiamenti climatici Tracciare i propri consumi, da soli o in gruppo, imparare piccole-grandi azioni quotidiane per risparmiare acqua ed energia e non sprecare cibo, fornire aiuto concreto ai Paesi più poveri. Questi gli obiettivi di EcoGive – Dare per Salvaguardare, una nuova App – disponibile su AppleStore e GooglePlay – nata grazie al sostegno dell’Associazione Nuove Vie per un Mondo Unito legata al Movimento dei Focolari. Il telefonino racchiude ormai il nostro mondo in formato digitale. Vedere i propri comportamenti quotidiani riflessi nella dimensione digitale ci aiuta a prendere consapevolezza sui consumi davvero necessari e sugli sprechi. E attraverso questa App le azioni possibili vanno dal riutilizzo dell’acqua di lavaggio di frutta e verdura allo spegnimento di luci non necessarie, per arrivare al riciclo di indumenti usati o allo spreco di cibo. Ciascun partecipante può registrare i suoi “atti verdi” impegnandosi a realizzarne almeno 200 ad esempio per ogni anno scolastico, suddivisi in cinque aree tematiche: energia elettrica, acqua, gas, riciclo/riuso e riduzione dello spreco alimentare. Si potrà poi seguire il conteggio dei propri atti e quelli del proprio gruppo o classe scolastica, così come l’impatto del progetto misurato in CO2, MWh e acqua risparmiati. “È un progetto vitale, un contributo a un cambio culturale reale verso uno stile di vita sostenibile” afferma Marco Livia, presidente dell’Associazione Nuove Vie per un Mondo Unito APS, che ha sostenuto il progetto nel dargli uno sviluppo internazionale. “Consapevoli della grande responsabilità della nostra generazione rispetto alla situazione ambientale, crediamo fortemente nella forza del cambiamento che possiamo trasmettere ai ragazzi, e che loro possono imprimere ai loro coetanei e nei loro contesti”. L’idea è nata nel 2008 a Palermo (Italia) su iniziativa della professoressa Elena Pace, con l’obiettivo di coniugare salvaguardia dell’ambiente e solidarietà. L’esperienza poi è maturata negli anni grazie all’impegno degli alunni di varie scuole italiane. Nell’anno scolastico 2021-2022 l’iniziativa ha coinvolto 50 scuole nel mondo e raggiunto più di 10 mila studenti. Nel 2023 il suo respiro internazionale continua a crescere. Partecipano infatti scuole di ben 12 Paesi: Italia, Burundi, Benin, Madagascar, Sudafrica, India, Kenya, Pakistan, Brasile, Colombia, Haiti e Repubblica Domenicana. Il progetto si ispira agli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, focalizzandosi in particolare su tre di questi: il 13 (lottare contro il cambiamento climatico), il 4 (promuovere un’istruzione di qualità) e il 2 (sconfiggere la fame). Sostegno ai Paesi in via di sviluppo Gli atti di risparmio energetico saranno anche trasformati in sostegno concreto a favore delle popolazioni dei Paesi più in difficoltà per gli eventi avversi legati al clima. Come? Attraverso la loro monetizzazione, realizzata con donazioni di genitori, parenti, conoscenti e sponsor. Le risorse così generate consentiranno la realizzazione di azioni solidali in Paesi in via di sviluppo scelte da ragazze e ragazzi, che impareranno in questo modo a dare per salvaguardare l’ambiente. Tra i progetti di solidarietà scelti vi sono la realizzazione di un orto sociale a Nairobi in Kenya, la piantumazione di alberi in un quartiere alla periferia di Mumbai (India) e la promozione di vivai nella città di Carice (Haiti). Il progetto ha ricevuto il supporto da varie Istituzioni fra cui il Ministero dell’Istruzione italiano, il Ministero dell’Ambiente della Repubblica Dominicana, dall’università di Roma La Sapienza, l’Agenzia spaziale Italiana e dai Comune di Roma e di Priverno. L’App EcoGive è stata realizzata grazie al sostegno di Mauro Atturo, CEO & Founder della Problem Solving S.R.L. e di Carlo La Mattina, Amministratore Unico di Innovation Lab S.R.L.
Lorenzo Russo
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24 Feb 2023 | Sociale, Testimonianze di Vita
365 giorni di guerra nelle parole e nell’esperienza di Mira Milavec, Focolarina slovena che da alcuni anni vive in Ucraina dove lavora per Caritas Spes. “Questo anno di guerra è un anno, ma sembra un’eternità (…). Non avrei mai immaginato di vivere in prima persona una situazione del genere”.
È così che comincia la nostra conversazione con Mira Milavec, focolarina slovena che dal 2019 vive in Ucraina. Un impegno instancabile il suo, che l’ha vista in prima linea durante questo anno di conflitto, lavorando per il sostegno alla popolazione con Caritas Spes Ucraina, le cui attività sono state sostenute anche dal Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari attraverso le ONLUS Azione per un Mondo Unito (AMU) e Azione per Famiglie Nuove (AFN). “Vedo molta stanchezza intorno a me. La gente – racconta Mira- in alcuni posti in particolare, vive ancora in situazioni davvero precarie. Dopo un anno, sono cambiati proprio i bisogni delle persone. Prima con Caritas Spes ci occupavamo di distribuzione di beni di prima necessità, ora siamo passati ad una nuova fase in cui è molto importante ridare dignità alle persone e occuparci anche del sostegno sociopsicologico. Siamo ancora all’inizio in questo campo ma stiamo cercando di muoverci per capire come fare”. Mira, la macchina della Caritas non si è mai fermata… “Certo. Sono in contatto con in nostri collaboratori che si trovano nei posti più colpiti. Credo non abbiano mai avuto tempo di riposare ma sono lì, giorno e notte, toccando con mano le sofferenze di questa gente che ha perso tutto, i loro cari, la casa; una vita intera in frantumi. Penso che stare a contatto diretto con queste storie, per quanto siano stanchi, dia loro la spinta per continuare a fare del bene”.
C’è qualche storia in particolare che porti con te? “Sì, le storie sono diverse, ed è da lì che viene la speranza. Ricordo una famiglia del Donbass che ha dovuto lasciare la sua città già nel 2014. Avevano risparmiato tutta la vita per avere un appartamento e appena comprato si sono trasferiti a Kharkiv. Poi l’arrivo della guerra dell’anno scorso e un nuovo spostamento per loro. Sono rientrati in quell’appartamento credo a fine 2022 e lo hanno trovato in condizioni davvero disastrose a causa dei bombardamenti. Abbiamo portato loro delle stufe a legna per riscaldarsi e, nonostante questa situazione complicata, è stato toccante vedere nei loro occhi una gratitudine immensa. Non era importante quanti altri soldi sarebbero serviti per riparare i danni alla casa. Erano felici e grati di ricevere quel piccolo aiuto, di essere in vita e ancora insieme”. Personalmente cosa hai sperimentato in questo anno così difficile? “Ho visto quanto in queste situazioni la gente, noi tutti, siamo capaci di metterci in moto per aiutare; più di ogni altra cosa, riconoscere il sostegno e sentire davvero che siamo nelle mani di Dio. Spesso le persone qui non esigono molto, basta ‘stare’, esserci. Dio ti dà diversi talenti e devo dire che in questa situazione in cui mi trovo ora li posso davvero usare, possono servire davvero a qualcuno. La preghiera in questo è un vero sostegno. Spero davvero questa guerra finisca e che ciascuno nel suo piccolo, sia capace di insegnare alle nuove generazioni che è necessario combattere tutto questo odio”.
A cura di Maria Grazia Berretta
Se si gradisce si possono attivare i sottotitoli in italiano https://youtu.be/gFOMlUj6axA Per continuare a sostenere la popolazione ucraina clicca sul link Ucraina: al via la raccolta fondi in sostegno alla popolazione – Movimento dei Focolari (focolare.org) (altro…)
21 Feb 2023 | Dialogo Interreligioso, Testimonianze di Vita
Nes Ammim in ebraico significa il “miracolo dei popoli”. Un luogo nato per favorire il dialogo e la conoscenza tra cristiani, ebrei e musulmani. Qui, dal 16 al 18 settembre, si è svolto “Dare to care for a Better Future”, incontro promosso dal Movimento dei Focolari nella Terra Santa e rivolto a persone di ogni generazione, nazionalità, credo religioso o convinzione non religiosa. Un’opportunità per condividere alcuni giorni e scoprirsi compagni, attraverso la comprensione reciproca, nella costruzione di un futuro migliore insieme. Per conoscere testimonianze di amicizia tra fedeli di religioni diverse, vedi anche Terra Santa: storie di dialogo ( https://youtu.be/rA0RZISgCfA ). https://youtu.be/T0vzYR-TxgI (altro…)
16 Feb 2023 | Famiglie, Sociale
Diana, Argia e Jane ogni giorno donano il proprio tempo per aiutare altre donne ad uscire dall’abominevole fenomeno del traffico e della riduzione in schiavitù di esseri umani. Le loro storie raccontante in occasione della giornata internazionale contro la tratta. L’8 febbraio di ogni anno si celebra la giornata internazionale contro la tratta e lo sfruttamento di persone. La rete internazionale Talitha Kum – che conta più 3000 suore ed è sostenuta dal Vaticano e da tante associazioni fra cui il Movimento dei Focolari – quest’anno ha organizzato un pellegrinaggio online dal titolo “Camminare per la dignità” con esperienze raccontate da varie parti del mondo. Due in particolare sono legate ai Focolari. Diana e Argia, da Napoli (Italia) sono impegnate da anni in un’associazione di donne dal nome “Donne Meridiane” che opera nel sociale e nella formazione culturale.

Laurea di Blessing
“Ho conosciuto il lavoro di una religiosa – racconta Argia – che da anni accompagna delle giovani donne vittime della tratta, in un processo di reinserimento nella società. Mi chiedevo cosa potessimo concretamente fare per queste ragazze. Risuonava forte dentro di me la frase del Vangelo “Ama il prossimo tuo come te stesso”. In particolare quel “come te stesso” che forse voleva significare anche offrire a queste giovani donne le stesse possibilità di una vita libera e dignitosa che abbiamo noi donne europee. Quindi è nata l’idea di finanziare un percorso di studi con l’associazione, per una giovane donna nigeriana”. Diana aggiunge: “Abbiamo coinvolto imprenditrici, donne delle istituzioni, dell’associazionismo, amici e parenti. Abbiamo così realizzato una serata un fundraising per raccogliere fondi e sostenere l’iniziativa. Qualche mese fa abbiamo festeggiato la laurea di Blessing, questa giovane donna e neomamma da qualche giorno. Sono stati invitati gli amici con i quali avevamo raccolto i fondi per renderli partecipi non solo della gioia di questo traguardo, ma anche della possibilità di continuare a sostenere altre donne in questo percorso”. La storia di Jane invece arriva dall’Africa. Tre anni fa viveva in Burkina Faso. “Nella via di fronte casa mia, ogni sera c’era una lunga fila di ragazze – racconta -. Cosa aspettavano? Il loro turno per prostituirsi. Una realtà purtroppo ben organizzata e non si poteva far nulla per evitarla”. Jane però voleva in qualche modo fare la sua parte per aiutare queste ragazze. Così ha iniziato a collaborare con Talita Kum. “Ho scoperto che tante donne partono all’avventura in altri Paesi o altre città per cercare lavoro o per studiare. Purtroppo spesso cadono nella trappola della prostituzione. Parlare della tratta ha aperto gli occhi a tante ragazze e ha salvato molte vite”. Da un anno Jane lavora presso il centro nutrizionale del Movimento dei Focolari in Costa d’Avorio. È un centro di prevenzione e cura della malnutrizione infantile. “Ogni giorno riceviamo tante mamme. Ognuna con la sua storia. Mi ricordo in particolare una di loro: suo marito era partito per cercare lavoro ma non è più tornato. Abbiamo ascoltato la sua storia e pianto con lei. Non avevamo nessuna soluzione. Le abbiamo offerto una piccola somma di denaro per aiutarla con una piccola attività di commercio di fronte casa sua. Anche le giovani ragazze con cui lavoriamo sono sensibili al tema dello sfruttamento. Mi colpisce sempre l’esempio di una di loro che dice che nel nostro quartiere c’è la più alta percentuale di prostituzione. Lei lo racconta con gioia perché ha capito che, nonostante questo problema, il nostro lavoro nel prenderci cura dei bambini, delle mamme e delle loro famiglie, è il nostro modo anche di prevenire la tratta e lo sfruttamento di esseri umani”.
Lorenzo Russo
VIDEO: Piazza San Pietro, Roma, flash mob contro la tratta degli esseri umani. https://www.youtube.com/watch?v=kUPDp1PaaHc
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15 Feb 2023 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Ecumenismo
Immergersi nel senso del dialogo e confrontarsi per poterlo vivere concretamente ogni giorno. È questo l’obiettivo principale degli 8 webinar promossi dal progetto “DialogUE: Diverse identità alleate aperte per generare un’Europa unita”. Un percorso per approfondire e cogliere la bellezza di questa arte, aperto a tutti. Ci si può capire tra cristiani, musulmani e altre religioni? Si può lavorare insieme a chi, pur dello stesso credo, lo vive con espressioni d’avanguardia o al contrario ancorato alle tradizioni? Ci si può capire tra chi crede in un Dio eterno, e chi non ha aldilà? Come possiamo costruire un’Europa unita fra Paesi dell’est e dell’ovest così diversi in storia, cultura, sviluppo, tradizione? Sono questi i quesiti che muovono il progetto DialogUE – Diverse Identities Allied Open to Generate a United Europe, un progetto nato in Europa in particolare attraverso l’Associazione Internazionale New Humanity, espressione del Movimento dei Focolari che, fin dalla sua nascita, ha fatto del dialogo uno stile di vita; una missione per la quale si impegna quotidianamente a vari livelli insieme a tante organizzazioni che sentono la stessa passione per edificare società più fraterne. Dopo avere ricevuto un riconoscimento e finanziamento dal programma CERV della Commissione Europea, l’obiettivo di questo progetto che mette al centro persone e valori, è quello di raccogliere nell’arco di due anni i frutti che nascono dal dialogo spesso sfidante fra gruppi diversi, per plasmare un’Europa che sia sempre più espressione di quell’”unità nella molteplicità” che è il suo motivo di essere.
Su questa base, e in collaborazione con Fondazione per Sophia, dal 18 febbraio 2023 sarà possibile partecipare ad un approfondimento sul dialogo attraverso un corso online articolato in 8 appuntamenti; dei webinar aperti a tutti da poter seguire in lingua italiana con traduzione in inglese, francese, ungherese. I primi quattro ci permetteranno di immergerci nel senso del dialogo e saranno condotti da Roberto Catalano, esperto internazionale di dialogo. Seguiranno 4 approfondimenti in ambiti specifici, offerti a più voci ed espressione di altrettanti laboratori in corso sul territorio nonché fra persone e cittadini di vari Paesi in Europa. Il calendario, con le varie tematiche da affrontare, sarà articolato in questo modo:
18/02/2023 dalle ore 15 alle 17 – La necessità dell’identità
21/02/2023 dalle ore 19 alle ore 21 – Al di là dell’impossibile. Esperienza di 2 anni di dialogo online tra est-ovest Europa
25/02/2023 dalle 15 alle 17 – L’inevitabilità dell’ ‘altro’
03/03/2023 dalle ore 19 alle 21 – Insieme per l’Europa
04/03/2023 dalle 15 alle 17 – Il segreto del vero rapporto: la Regola d’oro
11/03/2023 dalle 15 alle 17 – Dialogo e fraternità o fraternità e dialogo
23/03/2023 dalle ore 17 alle 19 – Secolarità contro religione? Imparare dagli opposti. L’esperienza fra Cristiani e Marxisti
25/03/2023 dalle ore 15 alle -17 – Dialogo Interreligioso: nascita, sviluppi e profezia
Un vero e proprio cammino che risponde al bisogno di comunicare e di scoprire le ricchezze di ognuno, valorizzando nello specifico ciò che unisce e guardano alle differenze come un terreno fecondo per crescere pazientemente nel rispetto di tutti. È possibile partecipare compilando il modulo di iscrizione al seguente link: https://forms.gle/mhvoaTkdrfdqc9kV9 Per ricevere maggiori informazioni rivolgersi all’indirizzo: dialogue@new-humanity.org.
a cura di Maria Grazia Berretta
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