Movimento dei Focolari
[:de]Ich liebe, also bin ich![:]

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Produktabbildung -
Herausgeber: Liesenfeld, Stefan
Einband: kartoniert
Abmessungen: 11 x 19 cm
Seiten: 64
Erscheinungsdatum: 10/2012
ISBN: 978-3-87996-953-1

Gedanken von Chiara Lubich (1920-2008) über Wert und Aktualität der Liebe zum Nächsten

Menschen, die lieben, prägen die Welt durch ihr bloßes Dasein. “Es ist die Liebe, die unser Wesen ausmacht. Wir sind, weil wir lieben. Wenn wir nicht lieben, verliert unser Leben Sinn und Geschmack. Wer kennt diese Erfahrung nicht?” (Chiara Lubich)

Die hier zusammengestellten Texte öffnen den Blick für die verändernde Kraft der Liebe, für ihre tausend Facetten, für ihre Himmel und Erde verbindende Tiefendimension.

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Svizzera, oltrepassare i confini

Svizzera: una società plurale

Quattro lingue nazionali, tre grandi confessioni cristiane e varie altre comunità cristiane più piccole, città e villaggi alpini poco popolati: questa è la Svizzera che la presidente dei Focolari, Maria Voce e il copresidente, Giancarlo Faletti, vengono a visitare in occasione dell’incontro con la comunità locale dei Focolari e con membri della Chiesa Riformata in contatto con la spiritualità dell’unità. Ad accoglierli, all’aeroporto di Zurigo, una rappresentanza della società plurale che è la cifra di questa piccola nazione, nata dalla decisa volontà di stare insieme, e che si rispecchia nella composizione stessa del Movimento dei Focolari qui. Il soggiorno svizzero della presidente, che si protrarrà fino all’11 novembre, ha come sede centrale il Centro d’incontro e formazione “Pietra angolare” di Baar, poco distante da Zurigo. Nato nel 1976 per favorire il contatto fra amici del Movimento dei focolari provenienti da regioni con culture e lingue diverse, ha visto sorgere nel tempo delle piccole aziende. In esso si svolgono corsi di formazione nel campo religioso, politico ed ecumenico. In programma nei prossimi giorni incontri con i vari membri del Movimento, dai focolarini ai giovani, dai dirigenti ai bambini e all’intera comunità del Movimento in Svizzera. L’8 novembre è prevista una giornata ecumenica a Berna che sta riscuotendo l’interesse di cattolici e riformati animati da una sincera spinta a costruire rapporti di unità. Il Movimento dei Focolari in Svizzera I primi contatti col Movimento dei Focolari risalgono al 1955, attraverso un architetto della Chiesa evangelica riformata che lavorava a Milano con uno dei primi focolarini. Quell’incontro fu, si potrebbe dire, la pietra fondante per la diffusione della spiritualità dell’unità in Svizzera, oltre che la conferma che essa poteva essere vissuta sia da cristiani cattolici che riformati. Nel 1961 si apre il primo focolare a Zurigo, cui seguirono quelli di Ginevra, Lugano e Berna*. Per favorire il contatto e l’unità fra i membri e gli amici delle diverse regioni del Paese, è sorto nel 1976 a Baar (ZG) un Centro di formazione aperto anche a gruppi esterni al Movimento. A Zurigo e ad Adliswil si situano i due centri nazionali che sono al servizio dell’intero Movimento dei Focolari in Svizzera e una sede della casa editrice Neue Stadt. Fin dal 1981 a  Montet nel cantone di Friburgo si trova il Centro internazionale per la formazione di giovani alla vocazione del focolare. La spiritualità dell’unità vissuta nel quotidiano da circa 20.000 amici e membri del Movimento contribuisce alla costruzione di ponti fra le varie Chiese cristiane e con appartenenti ad altre religioni. Ne sono una testimonianza alcuni focolari composti da membri di varie confessioni cristiane, i gruppi ecumenici e gli  incontri interreligiosi. Anche con il Consiglio Ecumenico delle Chiese a Ginevra ci sono da anni contatti stabili.

A Ginevra, Ottobre 2002: Chiara Lubich e Dr. Konrad Raiser, all’epoca Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese (WCC).

La città di Friburgo ospitò nel 1960  il primo incontro estivo internazionale del Movimento fuori dall’Italia. Da allora Chiara Lubich ritornò spesso in Svizzera. Ai suoi soggiorni nelle estati del 1961 e 1962 ad Oberiberg e ad Einsiedeln sono legate importanti sue intuizioni spirituali sul futuro sviluppo della spiritualità dell’unità. Dal 1971 Chiara ha trascorso i mesi estivi nel Vallese, dove nel 1980 ci fu il primo collegamento telefonico che da allora unisce a livello mondiale le varie comunità del Movimento dei Focolari ed è divenuto un importante mezzo per la comunione fra tutti. Chiara Lubich conosceva in profondità le usanze culturali e politiche della Svizzera, ne apprezzava la democrazia diretta e la struttura federalistica. Nei vari incontri avuti con politici (Berna 1998, 2004 e Martigny 2003) ha espresso la sua ammirazione per la ricchezza culturale e incoraggiato tutti a scoprirla reciprocamente attraverso un dialogo rispettoso. Da questi incontri sono nati gruppi di politici che s’impegnano a promuovere la fraternità in politica. dall’inviata Aurora Nicosia * Sito ufficiale del Movimento dei Focolari in Svizzera: www.fokolar-bewegung.ch (altro…)

Svizzera, oltrepassare i confini

Non per, ma con gli indigenti

Martin Piller, parroco, racconta: «Spesso ho parlato al comitato parrocchiale dei poveri che bussano alla porta della canonica per chiedere denaro. Pensare che Gesù si identifica con loro, mi ha aiutato a prendermi cura delle loro necessità. Con i miei collaboratori ci siamo chiesti quali passi fare per cambiare la loro situazione». Mark Etter, agente pastorale: «Abbiamo letto uno scritto di Chiara Lubich: “Se vuoi conquistare una città all’Amore di Dio, fai i tuoi calcoli. Prenditi degli amici che abbiano i tuoi stessi sentimenti. Stringi un patto con loro… Poi occupati dei più poveri. Se hai portato consolazione, aiuto ed hai fatto felice qualcuno di coloro che vivono ai margini della società, allora hai posto le fondamenta per l’edificazione di una nuova città”». Piller:«Attraverso queste parole,  Gesù ci ha parlato chiaramente: i poveri sono il nostro tesoro. Così, individuate alcune persone sensibili, abbiamo trasmesso loro il nostro desiderio di lavorare, almeno due ore la settimana, insieme ai poveri». Etter:«L’inizio è stato tutt’altro che professionale. Mancavano gli strumenti di lavoro ma non le idee. Qualcuno ha proposto di restaurare con loro i tavoli del giardino della parrocchia per poi ricompensarli per il lavoro svolto; un altro di spaccare alcune bottiglie vuote e con i pezzi grattare la vecchia vernice dei tavoli. Così è stato fatto e… la volta successiva un altro ha portato la carta vetrata». Piller: «Sono ormai passati quattro anni. Oggi, una quarantina di persone di ogni età e provenienza lavorano con noi due ore la settimana. Sono giovani, pensionati, genitori, drogati, persone senza fissa dimora… Tutto è cresciuto. Una pasticceria ci offre i panini e i dolci non venduti per la pausa-caffè. Nel campanile della Chiesa abbiamo allestito una laboratorio di candele e nel centro parrocchiale un atelier per confezionarle insieme ad altri oggetti. Una fondazione e un’azienda di Economia di Comunione ci sostengono finanziariamente. Con gli operatori del servizio sociale della città è nato un rapporto costruttivo; vengono a trovarci spesso e s’interessano del nostro lavoro». Etter: «Ci sono stati momenti in cui sapevamo che la nostra cassa era vuota e sapevamo che il giorno dopo molta gente sarebbe venuta a lavorare e che avrebbe avuto bisogno di una piccola retribuzione. Ricordo bene quella sera in cui ci siamo inginocchiati in Chiesa per chiedere la luce per continuare. Il giorno seguente qualcuno ha lasciato in canonica una busta con una grossa somma: ci è parsa la risposta di Dio alla nostra fede nella sua Parola: “Chiedete ed otterrete”». Piller: «Marco, un collaboratore che veniva regolarmente, è morto improvvisamente per una overdose. Poiché i genitori desideravano un funerale privato, siamo andati in cappella e dopo un canto abbiamo invitato i presenti a dire qualcosa su di lui. Ci siamo commossi per come ciascuno si è rivolto spontaneamente a Dio». «Cerchiamo continuamente di calarci nella situazione dei bisognosi e ne siamo sempre arricchiti. Alcune settimane fa abbiamo raccolto denaro per la figlia di uno dei lavoratori, malata in Africa. È stata grande la nostra meraviglia quando abbiamo visto la disponibilità a dare quanto avevano guadagnato in quella giornata, per lei». (altro…)