Movimento dei Focolari
Filippine, tra i villaggi di montagna

Filippine, tra i villaggi di montagna

«Sono una maestra elementare e spesso vengo mandata a insegnare nei villaggi di montagna. Qui, nascosti in territori remoti e impervi, vivono anche gruppi di terroristi che si proclamano liberatori del popolo. Mi era già capitato di imbattermi in quei drappelli, ma ero scappata, trovando un nascondiglio fra le rocce. Una volta, purtroppo, non sono riuscita a nascondermi in tempo. Mi hanno rapita e trascinata al loro campo. Durante quegli interminabili giorni in cui sono rimasta segregata, sono stata sottoposta più volte a lunghi interrogatori. Nonostante la paura, ho cercato di rispondere con molto rispetto, dicendo sempre la verità. Uno di loro, in particolare, ha cercato per ore di indottrinarmi sulla loro ideologia, voleva convincermi a sposare la loro causa. Quando mi ha chiesto cosa ne pensassi, non ho voluto commentare. Il giorno seguente, al ripetersi del suo discorso, ho obiettato che occorre prima cambiare se stessi se vogliamo trasformare le strutture di potere che ci sembrano ingiuste. A cambiarci è l’amore che ognuno ha per l’altro”, ho cercato di spiegargli. Forse le mie parole lo hanno toccato, forse gli hanno ricordato principi in cui aveva creduto. Fatto sta che dopo questo interrogatorio mi ha lasciato andare. Da quel giorno ho sempre continuato a pregare per quell’uomo e i suoi compagni. Recentemente, con mia sorpresa, l’ho riconosciuto in televisione, mentre davano la notizia di un terrorista che aveva consegnato le armi ai militari, lasciando il suo gruppo». Nelda, Filippine. Tratto da “Una buona notizia”, Ed. Città Nuova, Roma, pp. 56/57 Il volume si presenta come un contributo propositivo alla Nuova Evangelizzazione, in vista del Sinodo di ottobre. Contiene 94 brevi storie provenienti da tutto il mondo. (altro…)

Filippine, tra i villaggi di montagna

Africa, “Ora tocca a noi”

“Ora tocca a noi”. “Sarà una grande festa, un evento storico”. “Un passo importante nella formazione delle nuove generazioni in Africa”. Così i giovani del Movimento dei focolari dell’Africa presentano il “Congresso panafricano Gen”, che si terrà nella cittadella dei Focolari in Kenya, conosciuta come Mariapoli Piero, dal 27 al 31 dicembre 2011. Le radici.La recente lettera apostolica di Benedetto XVIPorta Fidei’ e il prossimo Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione – dicono i giovani dei Focolari – ci hanno fortemente interpellati. Sentiamo di vitale importanza rispondere alla sfida già rilevata da Giovanni Paolo II nell’Esortazione Apostolica Post-Sinodale ‘Ecclesia in Africa’, cioè la necessità dell’inculturazione e la sua priorità per un reale radicamento del Vangelo in Africa”. È la prima volta che il Movimento Gen promuove nel continente africano un evento di questo tipo, con giovani provenienti da 15 paesi dell’Africa sub-sahariana, fra i più impegnati, appunto i e le gen. Circa 200 giovani dai 19 ai 30 anni, si troveranno in un clima di festa ma anche di riflessione per approfondire l’eredità del Vangelo vissuto, la spiritualità dell’unità che Chiara Lubich ha lasciato ai giovani. “Anche qui da noi – si chiedono i gen africani –, i giovani vengono sempre più e rapidamente assorbiti nella mentalità materialista; è ancora possibile fare delle scelte forti e radicali?” Obiettivo. Il progetto, di cui il Congresso panafricano fa parte, prevede la durata di un anno, e include un processo di formazione sul posto e giornate d’incontro per l’annuncio del Vangelo vissuto, coinvolgendo il maggior numero possibile di giovani. Quindi, un seminario conclusivo nel Centro internazionale dei Focolari, che culminerà con l’udienza con il Santo Padre, la visita ai luoghi dei martiri a Roma e un’immersione del cuore della cristianità. Infine, la valutazione sul posto e congressi locali per arricchire la comunità cristiana del posto dell’esperienza vissuta e la proposta di nuovi progetti. Sfida. Radunare in Kenia 200 giovani di paesi così distanti fra loro potrebbe sembrare un traguardo irraggiungibile. Come James dice: “La maggior parte di noi sono studenti e quelli che lavorano hanno lavori mal retribuiti“. I gen stanno lavorando, quindi, dallo scorso anno, per raccogliere i fondi necessari per i lunghi viaggi, in modo che – attraverso una grande comunione dei beni – ciascuna regione geografica possa essere rappresentata. A Nairobi, il 28 novembre hanno presentato il Congresso al Nunzio Apostolico, l’arcivescovo Alain Paul Lebeaupin che ha parlato ai gen dell’Esortazione apostolica Africae munus che il Papa ha personalmente consegnato al popolo africano nel suo ultimo viaggio in Benin, dove invita i giovani a non lasciarsi scoraggiare e non rinunciare ai loro ideali. “L’avvenire è nelle mani di chi sa trovare ragioni forti per vivere e sperare (…), è nelle vostre mani”. (Benedetto XVI, n.63 Esortazione apostolica Africae munus) Maria Voce, presidente dei Focolari, ha inviato ai gen dell’Africa un messaggio in cui tra l’altro scrive: “Se mantenete la presenza di Gesù sempre tra voi, in quei giorni, ci sarà un’esplosione di gioia e di vita nuova tra tutti i Gen che parteciperanno. Avanti allora, con coraggio ed entusiasmo! Mettete l’amore alla base di tutto, e ogni piccola cosa durante la giornata acquisirà un significato profondo e diventerà un mattone per la crescita del Movimento Gen in Africa “. [nggallery id=80] (altro…)

Filippine, tra i villaggi di montagna

Vivere il carisma: testimonianza e diffusione

Gioia vera, che si legge sul volto, negli occhi, nei gesti. Si radica nel più profondo dell’essere umano e libera energie sepolte che non possono più fare a meno di agire. Gioia che contagia e libera e aiuta a leggere i fatti della vita. Quest’esperienza fu l’unico racconto che caratterizzò i primi tempi del movimento e il binario sul quale si incammina chi vi si accosta. Come accadde a Graziella De Luca nella Sala Massaia dove si riuniva la nascente comunità dei Focolari, a Trento, nei primi anni dell’avventura dell’unità: «Mentre Chiara parlava, vidi con gli occhi dell’anima una grandissima luce e capii che quella luce era Dio, l’amore infinito. La comprensione si accompagnava a questa luce interiore: dire “ho capito” tuttavia era già un passaggio troppo lungo, si trattava di una sensazione immediata. Era Dio, amore infinito, che mi saziava completamente l’anima, in me non restava alcun vuoto. Era quello che avevo cercato da sempre». L’esperienza di essere amati da Dio e rispondere con amore è la trama di ogni storia raccontata ovunque negli ambiti e nei luoghi dove i Focolari operano. Sia nei piccoli gruppi di condivisione che negli incontri pubblici promossi dal movimento, ed è la spinta verso la fraternità universale che inizia nel posto in cui ci si trova a vivere nel momento presente: in famiglia, a scuola, al lavoro, anche in letto d’ospedale. È questa naturale irradiazione personale e comunitaria che porta, ad esempio, a operare una profonda inculturazione del Vangelo e del “carisma dell’unità” in Africa, così d’altronde come in ogni altro Paese e continente. Sottolineando che quest’epoca è chiamata a vivere l’unità, Chiara Lubich scriveva: «(…) se sarà vissuta, i riflessi sulla società saranno presto palesi. Ed uno di questi dovrà essere una reciproca stima fra gli Stati, fra i popoli. È cosa inusitata questa. Si è abituati infatti a vedere forti i confini tra popolo e popolo; a temere la potenza altrui; al più ci si allea, per il proprio vantaggio. Ma difficilmente si pensa di agire – giacché fin quassù la morale popolare non è mai arrivata – unicamente per amore di un altro popolo. Quando però la vita a Corpo mistico sarà così sviluppata fra i singoli, che ameranno effettivamente i loro prossimi, bianchi o neri, rossi o gialli, come se stessi, sarà facile trapiantare questa legge fra Stato e Stato. E avverrà un fenomeno nuovo, ché l’amore o trova o fa simili, ed i popoli impareranno l’uno il meglio dell’altro e le virtù saranno fatte circolare ad arricchimento di tutti. Allora veramente sarà l’unità e la varietà e sul mondo fiorirà un popolo che, pur figlio della terra ma informato dalle leggi celesti, potrà dirsi il “popolo di Dio”». (altro…)