25 Mar 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Nemmeno quelli della città di Québec avevano fretta di andarsene. Eppure dovevano percorrere 250 chilometri per rientrare a casa, non era più così presto nel dopo cena e per di più il termometro era già sceso sotto lo zero. Figurarsi quelli di Ottawa, distanti solo 150 chilometri. E cosa dire dei tanti di Montreal, che giocavano in casa. Anzi, più che dire c’era solo da costatare volti soddisfatti, sorrisi sino alle orecchie, parole entusiaste, piccoli capannelli di persone, dove qui regnava la confidenza, là scoppiava una risata, mentre i lampi dei flash segnalavano il desiderio di immortalare una serata indimenticabile. Oltre trecento persone avevano colto l’unicità dell’appuntamento con Maria Voce e Giancarlo Faletti. Non mancava chi, conosciuti i primi focolarini che arrivarono a Montreal 40 anni fa, aveva inteso tornare per conoscere la donna che aveva sostituito la fondatrice Chiara Lubich e riallacciare un legame mai intimamente reciso. Qua, nella provincia del Québec, la gente è particolarmente aperta ed espansiva, ma la sera del 23 marzo ha dato il meglio di sé. Stéfanie Lamothe, 10 anni, capelli neri lunghi e dolci tratti somatici asiatici, ha il compito di aprire le danze, ovvero di iniziare la sequenza di una decina di quesiti preparati per il dialogo con Maria Voce e Giancarlo Faletti. La domanda è candida e birichina, e la sala sorride. «Chiara è stata la prima a vivere la spiritualità dell’unità e ha fatto nascere tutto nel Movimento. È normale che sia stata presidente. Tu che cosa hai fatto per essere presidente dopo di lei?». L’interpellata ne è divertita e risponde in francese per restare in dialogo diretto con l’adolescente. Alla domanda successiva, Maria Voce spiega che, per esigenze di traduzione e poi per la diffusione del video nel mondo, è necessario che parli in italiano. L’assenso del pubblico le dà il via, ma lei riprende a parlare in francese senza accorgersene. Ilarità tra la gente. Lei si ferma, sorride e decide di non saltare continuamente da una lingua all’altra. Dunque, solo francese, per la gioia dei presenti. Una gioia che trova il culmine alla fine della serata, quando la presidente riferisce la sua valutazione sul Paese. «Sono riconoscente a Dio che mi ha fatto fare questo viaggio in Canada. È Lui che mi ha suggerito l’idea». Poi spiega: «In questa terra c’è apertura, generosità, accoglienza verso le persone più diverse che arrivano qua in condizioni di bisogno. Immagino le difficoltà, ma voi mostrate che si possono superare». Rivolgendosi ai presenti, Maria Voce aggiunge: «È una grande testimonianza, la vostra. Fate vedere legami di famiglia tra persone di culture e popoli diversi. È il dono più bello che fate al Movimento. Il Canada è un trampolino dove si sperimenta l’unità e poi ci si lancia verso gli altri». È una costatazione e, allo stesso tempo, una consegna: «Continuate a fare come già state facendo, con la gioia di avere ricevuto un tale dono da Dio e offrirlo agli altri». L’intenso applauso manifesta la soddisfazione generale e nasconde la commozione di tanti. Nessuno partirà subito, e varie persone si faranno interpreti di una proposta: «Bisogna suggerire a Maria e a Giancarlo di tornare più spesso». Dall’inviato Paolo Lòriga [viaggio nord america] (altro…)
28 Ott 2010 | Chiesa, Nuove Generazioni, Spiritualità
“Il fenomeno Chiara Luce Badano”, così ha definito l’accaduto attorno alla giovane di Sassello dichiarata beata il 25 settembre scorso, il giornalista Rosario Carello, conduttore del programma “A sua immagine”, andato in onda su Rai Uno il 10 ottobre. “Il fenomeno, non è tanto lei, che certamente ha vissuto in modo straordinario” – dirà Maria Voce, presidente dei Focolari – ma piuttosto il fenomeno mondiale che ha scatenato con la sua vita esemplare, pur nella normalità di una giovane di oggi. Il Papa l’ha proposta come modello di santità per i giovani di tutto il mondo, invitando a conoscerla: “…Una vita breve ma un messaggio stupendo. 19 anni pieni di vita e di fede. Due, gli ultimi, anche di dolore, vissuti nella fede e nella gioia che nasceva dal suo cuore pieno di Dio… Una grazia di Dio – ha continuato il Santo Padre – aiutata dalla collaborazione umana”, e ricorderà innanzitutto i suoi genitori, la comunità parrocchiale e il Movimento dei Focolari, al quale apparteneva.
La sera del 25 settembre l’Aula Paulo VI è diventata un’esplosione di gioia e di “voglia di santità”, testimoniata da migliaia di giovani dentro e fuori la sala, che si sono espressi con canti, danze, coreografie, immagini, esperienze di vita. Tutti volevano dire qualcosa di lei, come un gruppo di ragazzi latinoamericani: “Chiara Luce è un modello per i giovani. Lei ha saputo superare molti ostacoli fino ad arrivare a diventare santa. E’ un grande esempio per tutti noi”. E alcuni giovani sotto la bandiera del Libano: “Chiara Luce ci dice che possiamo seguire il suo esempio con la nostra vita. La santità non è lontana da noi giovani”. Ancora una ragazza africana: “Per me il momento più toccante della giornata è stata la beatificazione, era la prima volta che partecipavo ad una, molto commovente”. Una giovane italiana, sintetizzando l’intensa giornata: “Ho capito che per diventare santi occorre amare sempre”. “La santità per noi giovani – un ragazzo a nome di un gruppo dell’India – appare oggi molto difficile, ma se proviamo a seguire le sue orme sarà un’esperienza meravigliosa”. E, infine, l’entusiasmo messicano: “E’ stato molto forte conoscere la vita di Chiara Luce e l’evento è stato bellissimo. Con il suo esempio, siamo sicuri che riusciremo ad andare avanti in un cammino di santità.” Ma chi è questa giovane, nuova beata, di nome Chiara? Come si spiega questo “fenomeno” di una ragazza nata in un paesino della Liguria, Sassello, che diventa la “santa dei giovani”? “Ciò che mi colpisce di lei – confida un ragazzo italiano – è che ha fatto dell’ordinario un’avventura straordinaria”. E 400 di questi giovani arrivati da tutto il mondo, si sono fermati in Italia nei giorni successivi per approfondire la spiritualità dell’unità con la quale Chiara Luce è arrivata agli altari. “Voglia di santità” nei giovani, ecco il fenomeno che la sua beatificazione ha messo in evidenza in un mondo che pare pensare ad altro. (altro…)
27 Set 2010 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/commenti/2010/222q01b1.html La luce di Chiara Prima focolarina a essere beatificata Nella stagione delle deboli passioni civili e delle incertezze esistenziali la Chiesa propone una giovane donna – Chiara Badano, morta ventenne logorata da una malattia che spaventa – quale esempio della possibilità di fuoriuscire dai torpori dell’anima e da vite scariche di gioia e di speranza. Oggi che la fede cristiana sta tornando a essere una via stretta che si sceglie, solo in apparenza la nuova beata è una questione di interesse puramente cattolico, conclusa entro i confini di un rituale religioso. Per come Chiara ha vissuto la sua vita, diventata d’improvviso troppo breve per non suscitare rimpianti, la sua beatificazione racchiude forti messaggi e interseca domande comuni a uomini e donne di ogni luogo e convinzione. Chiara Badano non è un esempio di cristianesimo percepito come residuo di leggende imbonitrici per semplici, quanto piuttosto esempio di libertà di spirito incarnata dentro le dinamiche quotidiane del nostro vivere nella contemporaneità, quando nelle società più secolarizzate ci si chiede se la fede religiosa non sia un’evasione superflua. Un cristianesimo che cambia la vita perché investe la mente e il cuore. Dei giovani anzitutto, ma di ogni cercatore di senso.
Beatificando una giovane la Chiesa si pone in serio ascolto della richiesta di autenticità che sale dai giovani verso ogni tipo di autorità. La giovane Chiara attinse la sapienza di vita non tanto da astratte teorie quanto piuttosto da una decisione tipica dell’adolescenza che, invece, gli adulti vivono con disincanto: giocarsi tutto e da subito sull’amore, con la voglia di renderlo eterno. Che poi è il denominatore comune nei santi a prescindere dall’età anagrafica: sono tutti innamorati di Gesù Cristo, scelto come il bene totale della propria vita. Da questa sequela fanno scaturire una vita dalle energie impensabili spese per la felicità degli altri. I santi raggiungono la propria felicità consumandosi nel servizio del prossimo, poveri e deboli in particolare, considerati immagini viventi di Dio. Si tratta di una felicità misteriosa e resistente al male e alle sofferenze di cui è intessuta la trama di vita di ognuno. Con la santità non si propone una vita di magie o di poteri paranormali, ma una via dove per tutti, senza distinzione, è possibile incamminarsi e che tutti sono in grado di percorrere vivendo il Vangelo e il comandamento più grande in esso contenuto: amerai Dio con tutte le forze e amerai gli altri come Gesù Cristo ha amato te. Chiara Badano è una giovane che, per tempo, si è con ardore innamorata di Gesù Cristo. Vissuta e morta in compagnia di questo grande amore, non ha avuto tempo per la sua sofferenza, ma occhi e cuore per gli altri. In dialogo costante con questo Vivente, senza predicare, è diventata una prova concreta che Dio non è un azzardo sul quale puntare al buio la nostra scommessa della vita, ma un interlocutore interessante che, se cercato e interrogato, può cambiare la qualità del vivere e del morire umani. Quando la Chiesa riconosce la santità di un ragazzo o di una giovane donna, accende una candela nel buio dei tempi anziché maledirne l’oscurità. Alla percezione della fatica di vivere sperimentata quotidianamente da ognuno, si aggiunge un aiuto alternativo: comprendere che la vita non è tutta qui, che il senso dell’esistenza non è racchiuso solo tra la nascita e la morte e che, se amiamo, si può vivere responsabilmente contenti perfino in ogni genere di sofferenza e di precarietà. I giovani sono per definizione portatori di vita e mal si conciliano con il dolore. La giovinezza si rimpiange, si invidia; è un bene desiderato ma passeggero. Si vagheggia di riconquistarlo. La santità cristiana ha molto da spartire con questo umano sentire, perché lo sperimenta e cerca di guarirlo con qualche garanzia diversa dalla scienza: l’amore, la capacità di amare è l’unico elisir che assicura la giovinezza del cuore e dello spirito pure nel declino fisico più ripugnante e inarrestabile. Prima che un ragionamento, i santi sono un percorso di vita vissuta. La Chiesa si giudica sui santi e non solo sui peccatori. Ogni volta che essa proclama beata o santa una persona, specialmente se giovane, rinnova la sua determinazione a cambiare se stessa in meglio. Sui santi del ventunesimo secolo Benedetto XVI scommette la riuscita di una vera riforma della Chiesa avviata dal concilio Vaticano II. Chiara Badano è la prima persona interna al movimento dei focolari che diventa beata. Un’altra grande Chiara, fondatrice di questo vasto movimento di uomini e donne che vorrebbero trasformare il mondo con l’amore, al nome della sua giovane discepola, ha voluto aggiungere quello di Luce, tanto che la nuova beata è identificata ormai come Chiara Luce Badano. E la luce interiore, si sa, apre la mente e sveglia il cuore. Carlo Di Cicco, su L’Osservatore Romano del 26 settembre 2010 (altro…)
29 Lug 2010 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
Un nome profetico: Faro. Faro di luce per tutti coloro che la visiteranno, luogo di incontro e formazione per persone di varie nazioni, Chiese, religioni e uomini di buona volontà. In questi decenni si è manifestata davvero tale, arrivando ad accogliere – ad oggi – oltre 4.000 visitatori ogni anno, e mettendosi al servizio di corsi di formazione internazionali, campi di lavoro, incontri culturali, e di carattere ecumenico e interreligioso. E’ in circostanze ostili a qualsiasi tipo di raggruppamento di persone che la spiritualità dell’unità si affaccia in Croazia all’inizio degli anni ’60, e nonostante questo, lo stile di vita basato sul Vangelo, promosso dai Focolari, è andato dilagando nelle varie parti del Paese. Una ex-residenza vescovile non in uso, alcune case e 22 ettari di terra a Križevci, a 60 km da Zagabria, sono state messe a disposizione al Movimento negli anni ’80, proprio quando si stava cercando un posto stabile per gli incontri. “Potrebbe essere un punto di incontro per i paesi socialisti!“ ha esclamato Chiara Lubich. Dieci anni dopo, la profezia si è realizzata, col contributo di tanti che si sono rimboccati le maniche per trasformare i vecchi edifici (le stalle, le officine, la residenza e le curie in stato precario) nell’attuale “Centro Mariapoli“, che adesso offre gli ambienti idonei per corsi di formazione. Negli anni della guerra ’91-’95 tanti che dalla Serbia, Bosnia, Croazia sono passati hanno potuto ritrovare la forza di perdonare e di ricominciare. Alcune famiglie si sono stabilite qui. E per educare alla fraternità le nuove generazioni è cominciata la scuola materna „Raggio di sole“. Dopo il lancio dell’Economia di Comunione in Brasile, anche nella cittadella Faro nascono le prime aziendine per dare un lavoro ai nuovi arrivati.
Un momento storico è stata la visita di Chiara nell’aprile ’99 che ha dato una nuova luce a tutte le realtà esistenti lasciando un’impronta indelebile in tutti gli abitanti, nella stessa città di Križevci e oltre. E’ in questo contesto che si svolgerà dal 6 al 10 agosto prossimi la visita della Presidente dei Focolari Maria Voce, e del Copresidente Giancarlo Faletti. Una visita informale, il cui “pretesto“ è l’appuntamento in agenda con la segreteria internazionale dei religiosi – una delle 22 diramazioni del Movimento dei Focolari – previsto per il 7 agosto, ma che comprenderà anche momenti di dialogo con i focolarini e gli altri abitanti della cittadella.
Attualmente nella cittadella – oltre i centri dei Focolari e le famiglie che vi abitano stabilmente – sono presenti alcune attività produttive dell’EdC: un’impresa agricola con il prugneto (15ettari), il punto-vendita all’ingrosso di fiori “Plantart“, l’autofficina “Bestim“, oltre alla ditta “Stellae Fari“ che comprende un calzeificio, un parrucchiere, la vendita di prodotti di una ditta EdC italiana. Nella scuola materna „Raggio di sole“ lavorano 19 operatori per 110 bambini che, nell’ambito della pedagogia di comunione, crescono nella cultura della solidarietà e reciprocità. La sua irradiazione penetra nella Croazia e oltre con frutti spesso inaspettati. E’ un prezioso laboratorio che offre spunti per l’elaborazione delle linee della pedagogia di comunione, anche alle Università di Zagabria e di Skopje. Si muovono alcuni passi anche nel settore dello Sport. La collaborazione con le strutture locali ha avuto una progressiva apertura, fino al riconoscimento pubblico che recentemente la città di Križevci ha dato al Movimento dei Focolari. (altro…)
24 Lug 2010 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
Negli anni cinquanta si svolgevano sulle Dolomiti ed erano temporanee. Oggi si ripetono in ogni punto del globo, e alcune di esse sono diventate “permanenti”. Stiamo parlando delle “mariapoli” che anche quest’anno si svolgono in tante località con una vitalità sorprendente. Tutte diverse per i programmi, per i luoghi scelti, queste originali “città di Maria” temporanee compongono però, insieme, un interessante mosaico, tutto da scoprire. “Tranvier, studenti e medici, speziali e deputati, saliti qui in mariapoli son già parificati” – recitava una canzone di quelle prime esperienze sulle montagne trentine. Parole che ben esprimono però una realtà ancora viva e attuale, quella di essere un bozzetto di una società rinnovata dall’amore evangelico, dove le differenze non sono annullate, ma composte per essere a servizio di chi ci sta accanto, formando così una sola famiglia. E’ questo il denominatore comune a tutte le mariapoli, quella fraternità universale che diventa occasione di incontro tra singoli e popoli che si riscoprono uniti, in grado di dialogare e di crescere insieme grazie al contributo che ciascuno può dare.
E questa è la nota dominante anche per le mariapoli che, proprio in questi mesi, si stanno svolgendo in giro per la Penisola: a Maggio è stata la volta di Sicilia e Lombardia, ora sono in corso le mariapoli per le città di Roma, per quelle dell’Abruzzo, per i Castelli Romani, la Toscana e l’Umbria. Basta fare un click al nostro link dedicato o sul portale di Città Nuova, per scoprire luoghi, date e programmi di ogni mariapoli. Alcune si svolgono in luogo, altre invece tornano in quei posti, le Dolomiti, che hanno dato i natali a queste originali esperienze, e che offrono uno spettacolo naturale che si coniuga bene allo spirito delle diverse iniziative. I programmi sono vari, spaziano da approfondimenti della spiritualità, alle testimonianze dei presenti, a momenti dedicati ai giovani e, dove i luoghi lo permettano, anche momenti di gioco, di “vacanza” potremmo dire, tutta vissuta nello stesso spirito che rende anche il relax molto più bello ed “efficace”. Decisioni a sorpresa, nodi, a volte dolorosi, sciolti alla luce del sole, ma anche novità, gioia, voglia di ricominciare di nuovo. Sono gli effetti che questi incontri, tra i più caratteristici dei Focolari, riescono a provocare tra i partecipanti; segnali di una vita che non si limita certamente a pochi momenti, ma che si trasferisce poi nella quotidianità di ogni giorno. Ne stanno arrivando tanti di echi, anche alla nostra redazione, tramite impressioni, lettere, testimonianze. Ve ne offriremo presto qualcuno. (altro…)