Movimento dei Focolari
Scuola: me stesso al primo posto?

Scuola: me stesso al primo posto?

«Stavo studiando per il compito in classe di storia e non riuscivo a concentrarmi; le pagine erano tante e pensavo che sarebbe stato difficile riuscire a completarle. A peggiorare la situazione, arriva un sms da alcuni amici che mi chiedono aiuto per un compito di matematica. Rileggo il messaggio, penso a tutte le pagine di storia e sto quasi per rispondere che non posso aiutarli. Dopo qualche secondo, però, qualcosa dentro di me mi fa capire che sto perdendo un’occasione per voler bene ad amici in difficoltà. Istintivamente avevo messo me stesso al primo posto, senza pensare a quanto sia importante aiutare gli altri. Chiudo il libro di storia e mi precipito a casa di uno di loro dove sono riuniti. Mi metto d’impegno e li aiuto sino a tarda sera. Rientrato a casa, non c’è più tempo per studiare storia, come avrei fatto a svolgere il compito? Affido tutto a Dio, credendo che avrebbe trovato una soluzione. L’indomani alcuni compagni chiedono alla professoressa se può rinviare il compito; evidentemente non sono l’unico a non aver studiato. L’insegnante, solitamente intransigente, decide di rinviare il compito. Semplice fortuna? Non credo! Penso invece che l’atto di fiducia fatto la sera prima, sia stato da Dio provvidenzialmente ricompensato!». (S. G. – Italia) (altro…)

Scuola: me stesso al primo posto?

“Skip a Meal” – Salta un pasto

“Salta un pasto e dona i soldi per il Corno d’Africa” così i Giovani per un Mondo Unito del Costa Rica già da quattro mesi hanno lanciato nel loro paese la campagna Skip a Meal, per raccogliere i fondi per questa regione dell’Africa, dove oltre 12 milioni di persone vivono in una situazione drammatica a causa di una siccità eccezionale. I giovani hanno organizzato due eventi culturali a cui hanno partecipato musicisti e personaggi famosi del loro paese. Entrambi gli eventi sono stati una combinazione di musica, poesia, esperienze personali e creazioni audiovisive che ha permesso ai partecipanti di avvicinarsi alla realtà dell’anima africana. Skip a Meal ha avuto come ispirazione principale il desiderio di collaborare per costruire un mondo più unito, soprattutto si è voluto amare concretamente l’altro con l’invio di un aiuto monetario ricavato dalla vendita dei biglietti degli eventi artistici. E’ stata un’esperienza davvero insolita: l’entusiasmo, l’impegno, l’amore per questo volto di Gesù crocifisso e abbandonato e la certezza della Sua presenza tra di noi sono stati gli ingredienti essenziali della preparazione, durante la quale ci siamo resi conto di una magnifica realtà: non eravamo solo noi che aiutavamo l’Africa, ma anche l’Africa ci aiutava”. La collaborazione di varie aziende ed organizzazioni che hanno donato cibo, messo a disposizione infrastrutture e spazi sui mass media, ci ha permesso di diffondere l’iniziativa e di coinvolgere giovani e adulti che si identificano con questa causa. Tutto questo è diventato un’occasione per trasmettere l’idea del mondo unito. Abbiamo anche iniziato a costruire un rapporto diretto con i Giovani per un Mondo Unito del Kenya, che ci scrivono: “Molte grazie per Skip a Meal, siamo entusiasti di sapere che il Costa Rica è unito a noi per affrontare queste sfide difficili, che significano anche un dolore per l’umanità”. Skip a meal non è una attività di beneficenza, ma un’esperienza di arricchimento reciproco, di condivisione e l’opportunità di entrare nella cultura africana. Ci rendiamo conto che condividendo le nostre competenze con “l’Altro” possiamo trascendere lo spazio e superare le differenze, la separazione geografica, etnica o culturale. Skip a Meal ci rende consapevoli del fatto che due culture completamente diverse possono essere unite, capirsi e aiutarsi: “Io sono perché noi siamo” (filosofia Ubuntu). Siamo tutti parte di questa rete mondiale di unità che si sta tessendo. Sta a noi continuare a lavorare per costruire una nuova umanità. Giovani per un Mondo Unito Costa Rica Links: Twitter: skipamealcr Facebook: http://www.facebook.com/skipamealCR Correo electronic:  skipamealcr@gmail.com Videos Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=lJ2_22DADNM http://www.youtube.com/watch?v=q5ucQQqxLJ0 http://www.youtube.com/watch?v=VGm3S4Hp6_c (altro…)

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Natale oltremisura, nel carcere di San Vittore a Milano

«Sono giovani, sono un’onda. Chi li guida è come un surfista: tutti vedono il suo bel numero, ma è l’onda che lo spinge. Sono giovani, sono una corrente. Chi la prende giusta va lontano senza faticare». Comincia così la lettera aperta di Don Pietro Raimondi, cappellano del carcere di San Vittore, a Milano, dove un gruppo di giovani dei Focolari, alla vigilia di Natale, ha portato una ventata di calore, vivendo insieme ai carcerati un «silenzioso miracolo di luce». La storia parte da quando questi giovani hanno iniziato ad animare le Messe della domenica in carcere: un’esperienza toccante che ha lasciato il segno. A distanza di qualche mese, pensando al Natale, hanno voluto lanciare l’idea di “Buono dentro e buono fuori” con la sfida di riuscire a raccogliere panettoni sufficienti per ogni cella del carcere. «La cella è la sola casa del detenuto – scrivono i Giovani per un mondo unito – e quindi in ogni cella – cioè in ogni casa della grande città che è il carcere di San Vittore – vogliamo portare il Natale». «È da loro che vengono le idee, le proposte, le intuizioni migliori – continua il cappellano. E a chi mi dice che sono incostanti e mutevoli dico che questo è tipico di ogni liquido. Però aggiungo che i liquidi hanno una proprietà magica: non li puoi comprimere. La pressione che esercitano è enorme, spostano montagne. Sono giovani e ti fanno pressione inventandone sempre una in più. Chi li ascolta è fortunato e cammina sull’acqua». «Oggi siamo stati a portare i panettoni a San Vittore! – adesso è uno dei giovani a parlare – Eravamo una bella squadra, chi li scaricava dai furgoni, chi li metteva nei sacchi neri, chi li portava fino al metal detector… ce n’era per tutti insomma! Poi quattro di noi hanno avuto il bellissimo regalo di poter portare i panettoni da distribuire nelle celle. Penso sia impossibile descrivervi l’emozione del varcare la soglia delle celle, dare il panettone ad ogni detenuto e vedere la loro gioia, il loro stupore, la loro gratitudine. Non solo, per la prima volta dopo tanto tempo, non vedevano solo guardie e compagni di cella… ma li andavamo a trovare portandogli un dono, un dono perché loro potessero passare bene il Natale. E anche noi viviamo un Natale diverso….molto più vero». «La generosità degli adulti spesso sedimenta in abitudine e ogni loro slancio creativo tramonta rapido in un tradizione rigida – scrive Don Pietro, che di Natali a San Vittore ne ha visti tanti. Persino donare dei panettoni ai detenuti rischia di trasformarsi in un gesto istituzionale. Sempre lo stesso offerente, con lo stesso furgone della stessa ditta… E il gesto meccanico della distribuzione uccide lo slancio che stava all’origine». «Loro no. Loro, i giovani, ti dicono “perché non…?”. Loro hanno lanciato una sfida anzitutto a se stessi, poi al mondo intero: non compreremo nemmeno un panettone né cercheremo chi faccia una donazione massiccia. Parleremo di quel mondo oscuro che sta dietro il muro di cinta. Parleremo per le strade, nelle scuole, agli amici ed in famiglia. Parleremo di loro, di quelli che non ci importa se sono buoni o cattivi, colpevoli o innocenti, ma che certo hanno bisogno di un gesto di amore. Quei gesti che non sono un soccorso ad una carenza ma un di più. E la risposta è oltremisura. Si puntava a 450 panettoni, uno per cella. Diventano presto 500, poi 1000, infine 1400 e poi si perde il conto. Possiamo solo dire che oggi vi erano in carcere 1553 uomini e 96 donne, senza contare gli agenti e gli operatori. E pare che tutti ricevettero un dono…». «E noi che vi scriviamo – conclude il cappellano siamo, ancora una volta, quelli che hanno ricevuto il dono più bello. Quello di aver visto i volti di questi giovani mentre distribuivano i panettoni. Quello di aver visto gli occhi di chi li riceveva. Quello di poter immaginare le mani di bimbo, anziano o chissà chi, che li ha donati. E quello infine di potervi raccontare come testimoni questo silenzioso miracolo di luce avvenuto oggi negli inferi di San Vittore». Su Città Nuova leggi anche: Miracolo di luce http://www.cittanuova.it/contenuto.php?TipoContenuto=web&idContenuto=332565# [nggallery id=81] (altro…)