Movimento dei Focolari

Testimonianze dei vescovi di diverse Chiese ed esponenti di comunità e movimenti ecclesiali

Mar 19, 2008

Prima delle esequie a San Paolo fuori le mura, il 18 marzo 2008

In rappresentanza della Chiesa ortodossa: Metropolita Gennadios Zervos Chiara è stata chiamata da Dio. Nella venerata fondatrice del Movimento dei Focolari, ora in Paradiso, abbiamo visto la personalità carismatica ed ispirata, la capacità di elevarsi oltre il limite umano, incontrando senza distinzione ogni uomo come icona di Dio. La sua vita e la sua Opera dedicata a Maria sono divenute esempio concreto e reale di amore, di unità e di pace per l’umanità intera. Per i nostri fedeli della sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia, del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, Chiara rimarrà un baluardo di evangelizzazione e del dialogo, e la sua spiritualità potrà abbracciare ogni essere umano, a prescindere dal suo credo religioso. In rappresentanza della Chiesa evangelica-luterana: vescovo Christian Krause, già presidente della Federazione luterana mondiale Anche noi cristiani di tradizioni della Riforma abbiamo vissuto il dialogo della vita con e grazie alla nostra sorella Chiara. Siamo stati in cammino insieme e siamo rimasti in cammino; accanto a lei non si poteva restare fermi ma sempre in movimento, movimento della speranza e dell’amore verso Cristo. Siamo stati e rimasti in colloquio con lei; accanto a lei non si poteva restare senza parola; in lei c’era sempre la testimonianza viva della fiducia nella grazia e nella misericordia di Dio. Chiara ha invitato anche noi della Chiesa luterana a radunarci con lei e con tanti uomini di molte tradizioni di fede intorno al centro ardente, intorno al Focolare per sperimentare che: dove due o tre sono riuniti nel nome di Gesù, lui è in mezzo ad essi. Ci inchiniamo davanti a Dio con gratitudine per la testimonianza viva di unità in Cristo nel nostro Signore risorto, con la quale lui ha reso ricca la nostra vita grazie alla vita della nostra sorella Chiara. Lui l’ha accolta nel suo regno eterno, affinché lei possa vedere Colui al quale si è affidata nella sua vita. In rappresentanza della Comunione anglicana: Vescovo inglese Robin Smith Vi porto saluti calorosissimi di sua grazia l’arcivescovo di Canterbury. Come anglicani siamo colpiti in modo particolare da due aspetti  della spiritualità di Chiara: il primo è quel suo impegno, di tutta la sua vita, di vivere la Parola di Dio nel quotidiano; l’altro è la sua visione dell’unità di tutta l’umanità. E questa visione è così inclusiva che i miei confratelli ed io frequentemente diciamo che Chiara sembra più anglicana, a volte, di molti di noi anglicani. Per me personalmente, nella mia vita come cristiano e come vescovo, Chiara è stata un’ispirazione profonda e non ho nessun dubbio che lei continuerà ad essere una benedizione per tutti noi, per tutta la nostra vita. In rappresentanza delle comunità e movimenti ecclesiali cattolici: Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio: Oggi è forte il dolore per la scomparsa di Chiara; lo dico personalmente, ricordando la lunga e profonda amicizia. Chiara ci ha insegnato la dignità del carisma nella Chiesa. E’ scomparsa una donna che a partire da tempi di guerra, in un mondo di divisioni e di muri, fino agli scontri di civiltà e religione, ha vissuto l’unità come ideale. L’unità per lei era rispondere alla chiamata di Gesù. Ha lottato a mani nude, stringendo molte mani e solo con il Vangelo. Non muore con lei la sua profezia, ma la sua profezia è attuale nel XXI secolo. Siamo tutti più poveri da quando si è spenta, lo dico personalmente, in nome di una lunga amicizia; ma nel dolore di oggi abbiamo la possibilità di capire meglio il cuore del suo vivere: Gesù, il Vangelo, la passione per un mondo unito. Chi oggi si inchina alla sua memoria sappia che la sua profezia è dolce ma esigente. Chiara parla, nonostante il silenzio della morte e la fine di quella sua indefessa capacità di iniziativa e di sogno. Parla, nella sua eredità parla a tutti: alle nuove Comunità chiede più unità e più amore, non rassegnarsi ai muri, agli odi, alle distanze consolidate. Questo momento doloroso è l’occasione di stringersi accanto al Movimento dei Focolari con tutto il cuore, ma anche di dire, dopo la sua morte, che per tutti noi, almeno per me, il suo Ideale è una luce nel tempo che ci aspetta. Io sono convinto che Chiara crescerà in mezzo a noi. E mentre Chiara va in pace, noi tutti diciamo: “Grazie, Chiara!”

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