27 Feb 2018 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Welwyn Garden City
«Se Maria, o per meglio dire la teologia e la devozione mariane, hanno costituito a volte un ostacolo alla riunificazione del cristianesimo, nell’attuale clima di dialogo e desiderio di mutua comprensione, insieme a una rinnovata attenzione al discorso biblico su Maria, sta emergendo in alcuni gruppi cristiani la consapevolezza che Maria, oltre ad essere una compagna nel viaggio della fede, sia anche una madre, e come tale possa avere un ruolo speciale nel conservare l’unità della Chiesa: “Madre dell’unità dei cristiani”». L’esperienza di Chiara Lubich su Maria, a partire dal particolare periodo di illuminazione avvenuto nell’estate del 1949, è al centro dell’intervento di Judith Povilus, americana di Chicago, matematica e teologa (“andando ai fondamenti, matematica e teologia hanno molto da dirsi reciprocamente”), attualmente docente di Logica e Fondamenti di Matematica all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Italia), durante il recente incontro di rappresentanti di diverse chiese cristiane – presenti tra gli altri 18 vescovi, di cui 6 anglicani, 6 cattolici, 3 riformati, un metodista, un luterano e uno copto ortodosso – riunitisi a Welwyn Garden City, la “città giardino” progettata negli anni ‘20 a 40 km da Londra.
«Durante quel periodo – spiega la teologa Povilus – si aprì, per la fondatrice dei Focolari “un orizzonte nuovo e vasto, una inimmaginabile visione di Maria” scoperta “come fosse per la prima volta”: creatura umana (“una di noi”) ma al contempo “imbevuta della Parola di Dio”». «Maria si rivelò come Madre di Dio, Theotokos. Non era solo, come avevano pensato fino ad allora, la giovane di Nazareth, la creatura più bella, che superava in amore tutte le madri del mondo. Era la Madre di Dio, in una dimensione completamente nuova. E per spiegarlo Chiara fece ricorso ad una immagine: quella del cielo che abbraccia e contiene il sole». La nuova comprensione riguardò anche Maria Desolata che, ai piedi della croce, si sentì come «trapassata da una spada, alla richiesta di rinunciare alla propria maternità verso il divino figlio per abbracciare quella di Giovanni. Gesù con la sua morte stava dando la vita per l’umanità, rendendoci tutti figli di Dio. Se con l’annunciazione il ruolo di Maria è stato quello di dire il suo “sì” a un progetto che era al di là di lei, sul Golgota, come hanno detto i teologi, è stato quello di pronunciare un “secondo sì”». Da questa comprensione – continua – derivò per Chiara Lubich e la comunità dei Focolari una ricchezza di implicazioni, in primo luogo quella di riconoscere in Maria un modello da imitare: «Amandoci l’un l’altro, generiamo Gesù in mezzo a noi. Come Maria possiamo offrire spiritualmente Cristo al mondo».
Dall’esperienza del ‘49 scaturì una nuova visione del compito di Maria nella Chiesa: «Dagli Atti degli Apostoli sappiamo che Maria era presente con loro all’evento di Pentecoste, che ha segnato la nascita della Chiesa. Descrivendo l’intuizione sul posto assunto da Maria nella Chiesa, nel momento della discesa dello Spirito Santo, Chiara ha usato una metafora: se Cristo è il vertice del corpo mistico della Chiesa, Maria ne è il cuore. Maria gioca quindi un ruolo essenziale nell’aiutare la Chiesa a rispondere pienamente al progetto di Dio, che è quello di essere una presenza di Cristo». Generano grande interesse le novità proposte dalla spiritualità dell’unità di Chiara Lubich: «Una spiritualità di comunione, finalizzata a rafforzare il tipico contributo di vitalità, bellezza e santità che la Chiesa, seguendo l’esempio di Maria, è chiamata a portare al mondo». (altro…)
26 Feb 2018 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo, Spiritualità
https://vimeo.com/257554134 Tra i molti appuntamenti in corso e in preparazione per il 10° anniversario dalla morte di Chiara Lubich, ricordiamo la possibilità di seguire via streaming l’evento del 3 marzo prossimo al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, “La grande attrattiva del tempo presente” (16.00-19.00).
26 Feb 2018 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Sono 17 gli obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030, contenuti nell’Agenda approvata dai 193 Stati membri delle Nazioni Unite. Il secondo, “Zero Hunger”, al centro di un accordo siglato già nel 2012 durante una Conferenza delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro, punta a liberare il mondo dalla fame. I ragazzi e i giovani del Movimento dei Focolari hanno deciso di scendere in campo accanto alla FAO, in risposta ad una richiesta di collaborazione inviata dall’agenzia dell’ONU per sensibilizzare sull’argomento la generazione che, ci si auspica, potrà vedere sconfitta la fame nel mondo.Da oltre un decennio, la fame nel mondo è di nuovo in aumento. Lo scrive il recente Rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare e la nutrizione nel mondo (2017). Nel 2016 circa 815 milioni di persone (38 milioni di persone in più rispetto all’anno precedente), vale a dire l’11% della popolazione mondiale, non è stata sufficientemente nutrita. Circa 155 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni sono sotto sviluppati (troppo bassi per la loro età), mentre 52 milioni soffrono di deperimento cronico, che significa che il loro peso non è adeguato rispetto alla loro altezza.
Contemporaneamente, per mancanza di alimenti sani, 600 milioni di persone (di cui 41 milioni di bambini) soffrono di obesità, altra faccia della malnutrizione. Il Rapporto identifica nei conflitt, causa principale delle migrazioni, e negli shock legati al clima alcuni dei fattori chiave del riacutizzarsi della fame e delle molte forme di malnutrizione. Liberare il mondo dalla fame richiede scelte e misure urgenti da attuare a tutti i livelli della società, dalla gestione delle risorse naturali alla promozione di stili di vita sostenibili, dai consumi al cambiamento di rotta delle politiche internazionali. Ma prima di tutto, richiede una forte sensibilizzazione e un cambiamento nei rapporti personali. È questo il messaggio che dalla fine dello scorso anno i Ragazzi per l’Unità e i Giovani per un Mondo Unito dei Focolari stanno diffondendo, con la proposta di alcune azioni da percorrere a livello planetario. Tra queste: la necessità di studiare e di prendere coscienza delle radici e cause del problema; di osservare e monitorare la situazione nella propria città e coinvolgere il maggior numero di ragazzi, giovani e associazioni. E ancora: di comunicare e mettere in rete, attraverso i social, con foto e video, le proprie esperienze e gli impegni presi a favore dei più poveri, nella propria regione o città, per uno stile di vita sobrio, per il dialogo per la pace, l’ecologia, l’accoglienza ai migranti, con un’attenzione verso il locale e insieme una sensibilità globale. E infine la proposta di celebrare, con iniziative diffuse, la giornata mondiale dedicata dalle Nazioni Unite al tema dell’alimentazione (16 ottobre).
#ZeroHunger è ora anche una rubrica fissa di Teens, la rivista per adolescenti pubblicata da Città Nuova (in collaborazione con AFN Onlus, AMU onlus, New Humanity), che nel prossimo numero di marzo-aprile 2018 sarà interamente dedicata a questo argomento. «Che emozione per la nostra delegazione – scrivono i ragazzi della redazione – entrare nella sede della FAO di Roma. Cominciamo subito affinché la nostra sia davvero la prima #GenerazioneFameZero. Teens seguirà questa appassionante azione mondiale». Il calendario di queste azioni prevede, nel mese di aprile, la pubblicazione sui social della Carta d’Impegno dei Ragazzi per l’Unità, redatta da ragazzi di 11 paesi del mondo, sulle modalità per operare concretamente nei diversi contesti per sconfiggere la fame. A maggio, le tradizionali manifestazioni “Settimana Mondo Unito” e “Run4Unity” quest’anno saranno interamente dedicate al tema. A giugno, un gruppo di 600 bambine e ragazze (9-12 anni), partecipanti ad un congresso internazionale del Movimento dei Focolari, saranno ospiti della FAO per una mattinata di condivisione sui temi dell’obiettivo. Infine, nel mese di luglio, all’interno del programma “United World Project” del Genfest 2018 si terrà un Forum sul tema #GenerazioneFameZero con la partecipazione di un rappresentante della FAO. Chiara Favotti (altro…)
25 Feb 2018 | Focolari nel Mondo
Affacciata sul Mediterraneo, a sud-est dallo Stretto di Gibilterra ‒ ponte tra due continenti ed ex ‘fine del mondo’ ‒ sorge la città di Ceuta. Per la posizione strategica su un tratto di costa privilegiato nell’Africa del Nord la città da decenni è identificata dai migranti come possibile porta d’accesso all’Europa. Ogni giorno uomini, donne e bambini provenienti dai più svariati Paesi africani, in fuga da guerre, povertà e persecuzioni d’ogni tipo, attraversano interi Stati per provare a varcare la soglia sbarrata prossima alla città, in alternativa all’ancor più pericoloso viaggio per mare. Proprio in questo lembo di terra, che dal 1851 fa parte della Diocesi di Cadice (Spagna), ci si prepara ai grandi festeggiamenti per i 600 anni dell’arrivo di quella che da allora è chiamata “Vergine dell’Africa”, un blocco unico di legno che rappresenta la Madonna seduta con il corpo di Cristo morto tra le braccia. Dal 1949, per volere di Papa Pio XII, la Vergine è la patrona della città. (altro…)
24 Feb 2018 | Spiritualità

“Madonna della bella-accoglienza” © Centro Ave Ceramica
«In un anno dedicato a Maria noi dovremmo trovare il modo di onorare la madre di Dio. E quello migliore. Ma c’è maniera e maniera di onorarla. Lo si può fare parlandone, lodandola, pregandola, visitandola nelle chiese a lei dedicate; dipingendola, scolpendola, innalzandole inni, adornando le sue effigi di fiori… Ci sono tanti modi di imitare Maria. Ma ce n’è uno che supera tutti: è quello di imitarla, di comportarsi come altra lei sulla terra. Credo che sia quello a lei più gradito, perché le dà la possibilità di ritornare in certo modo sulla terra. Noi, senza escludere tutte le altre possibilità che abbiamo di onorare Maria, dobbiamo puntare su questa. Imitarla. Ma come imitarla? Cosa imitare di lei? Imitarla in ciò che è essenziale. Ella è Madre, madre di Gesù e spiritualmente madre nostra: Gesù ce l’ha data come tale sulla croce nella persona di Giovanni. Dobbiamo essere un’altra lei come madre. Dobbiamo in pratica formulare questo proposito: durante l’Anno Mariano mi comporterò verso tutti i prossimi che avvicinerò, o per i quali lavorerò, come fossi madre loro. Così facendo costateremo in noi una conversione, una rivoluzione. E non solo perché a volte ci troveremo a fare da madre magari a nostra madre o a nostro padre, ma perché assumeremo un atteggiamento particolare, specifico. Una madre accoglie sempre, aiuta sempre, spera sempre, copre tutto. Una madre perdona ogni cosa di suo figlio, fosse anche un delinquente, un terrorista. L’amore di una madre infatti è molto simile alla carità di Cristo di cui parla Paolo. Se noi avremo il cuore di una madre o, più precisamente, se ci proporremo di avere il cuore della Madre per eccellenza: Maria, saremo sempre pronti ad amare gli altri in tutte le circostanze e a tener vivo perciò il Risorto in noi. Ma faremo anche tutta quella parte che è richiesta a noi per mantenere presente Gesù, il Risorto, in mezzo a noi. Se avremo il cuore di questa Madre, ameremo tutti e non solo i membri della nostra Chiesa, ma anche quelli delle altre. Non solo i cristiani, ma anche i musulmani, i buddisti, gli induisti, ecc. Anche gli uomini di buona volontà. Anche ogni uomo che abita sulla terra: perché la maternità di Maria è universale (Cf. LG 79), come è stata universale la Redenzione. Anche se lei non è a volte riamata, ama sempre, ama tutti. Ecco dunque il nostro proposito: vivere come Maria, come fossimo madri di tutti». Da CHIARA LUBICH – Cercando le cose di lassù – Città Nuova 1992 pp 40-41-42 (altro…)