10 Nov 2016 | Chiara Lubich
Rivedi la diretta – programma del mattino https://youtu.be/pD15PSa38T0 Rivedi la diretta – programma del pomeriggio https://youtu.be/oeo7HwgcM1Q
Messaggio di Papa Francesco Messaggio del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella
DISCORSI UFFICIALI
Servizio Informazione Focolari – SIF Comunicato stampa – 09/11/2016 Comunicato stampa – 26/10/2016 Programma dell’evento: “Reinventare la pace” – Programma New Humanity: “Reinventare la pace” – Dichiarazione
Chiara Lubich, 17/12/1996: Discorso all’UNESCO (altro…)
10 Nov 2016 | Dialogo Interreligioso, Spiritualità
Mons. Felix Machado è un appassionato del dialogo interreligioso. Lo testimonia l’amicizia che lo lega a numerosi leader di varie religioni, una per tutte la grande studiosa indù Dr. Kala Acharya. Ognuno dei due parla dell’altro chiamandolo “mio fratello Felix” e “mia sorella Kala”, a conferma della profonda condivisione raggiunta, che li ha condotti a considerare la fraternità universale come un punto comune. Monsignore, come spiega questa sua propensione al dialogo? «Sono cresciuto in una cultura rurale e cosmopolita. Vasai, infatti, sede attuale del mio ministero è anche la mia città natale. Dopo aver studiato teologia in Francia e negli Stati Uniti, dal 1999 al 2008 ho svolto servizio presso il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso in Vaticano. Qui ho potuto acquisire molti elementi in materia e a comprendere che la chiave sta nello stabilire rapporti reali e autentici con le persone che sono diverse da noi. Quindi, anche se sono leader e studiosi o semplici contadini e pescatori, è mio dovere di cristiano vedere ciascuno come mio fratello o sorella in Cristo. Il vero dialogo può scaturire soltanto dal profondo ascolto e dall’accettare l’altro e poi, se necessario, si possono offrire i propri ideali come un dono. Ecco perché apprezzo il lavoro interreligioso fatto dal Movimento dei Focolari qui in India. Si tratta di un’azione basata sull’autenticità, sulla fiducia e buona volontà con i nostri fratelli e sorelle indù».
Dopo il viaggio in India dell’inizio di quest’anno Maria Voce, presidente dei Focolari, ha raccontato di aver avuto da lei una calorosa accoglienza. «Sono stato lieto di darle il benvenuto nella mia diocesi di Vasai, e di ricordare con lei i primi contatti che ho avuto con il Movimento attraverso due focolarine che lavoravano presso il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso. Ero rimasto impressionato dal grande amore che mettevano nelle attività più semplici. Fui così interessato a conoscere di più i Focolari e ben presto ho avuto il privilegio di incontrare Chiara Lubich. Era semplice, diretta e credeva nell’unità. Questa via dell’unità ella l’ha offerta all’umanità attraverso la Chiesa, rimanendo profondamente fedele ad essa e lavorando per l’unità della famiglia umana. Sono felice di vedere come in India i Focolari portino avanti questa eredità attraverso il dialogo tra le religioni, le culture e le generazioni». Di fronte alle tante sfide che la famiglia umana deve affrontare in diverse parti del mondo, quanto è importante proseguire sulla via del dialogo? «È un processo che richiede tempo e dedizione e a volte il dialogo può sembrare inutile quando ci imbattiamo in episodi di violenza, nella povertà e nella discriminazione sociale. Ma non è così. Personalmente cerco di ispirarmi a Papa Giovanni XXIII, che usava inginocchiarsi in preghiera dopo una lunga e dura giornata, dicendo: “Signore, ho fatto del mio meglio. Questa è la tua Chiesa, ora sei tu al comando”. Come esseri umani abbiamo la tendenza ad essere impazienti, ma Dio non lo è. Di conseguenza, è nostro dovere essere simili a Cristo nell’amare, perdonare e continuare a credere nella fratellanza universale, anche e soprattutto quando può sembrare inadeguata per risolvere i problemi attuali. Dobbiamo ricordare che non possiamo imporre la nostra idea del tempo a Dio». Intervista di Annabel D’Souza (altro…)
9 Nov 2016 | Chiesa, Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria
La città di Como è salita alla ribalta delle cronache per il notevole afflusso di profughi che, costretti da muri e filo spinato a deviare da altre rotte, tentano di attraversare la Svizzera per raggiungere i Paesi del nord Europa alla ricerca di fortuna o del ricongiungimento con familiari che li hanno preceduti. Il tragitto da percorrere, a piedi o con i mezzi, è assai breve, ma al confine i controlli sono rigorosi ed i respingimenti la regola. Cresce così il numero di persone accampate, in attesa dell’occasione propizia per eludere i controlli: sono uomini e donne, famiglie con bambini piccoli, minori non accompagnati. Il vescovo, mons. Coletti, in un appello rivolto alla città ha chiesto a tutti di raccogliere la sfida dell’accoglienza e, in particolare, si è rivolto alla comunità ecclesiale perché metta in pratica le opere di misericordia, nel Giubileo della Misericordia. Un’occasione di condivisione e di crescita. «Abbiamo sentito rivolto anche a noi questo invito – raccontano i membri della comunità locale dei Focolari – e ci siamo subito mobilitati, mettendoci a disposizione della Caritas diocesana in prima linea nell’organizzazione degli aiuti. Attraverso la rete della nostra comunità è emersa una risposta a cascata che coinvolge persone a noi vicine: familiari, amici, conoscenti. Si tratta di raccogliere alimenti, coperte ed altri generi di prima necessità, di coprire i turni di servizio dedicati all’accoglienza dei migranti, all’accompagnamento alle docce ed alla mensa, alla distribuzione delle vivande, alla cucina, alle pulizie. Di sera si servono fino a cinquecento pasti. Si incrociano sguardi spaesati, spaventati, riconoscenti, a volte ancora diffidenti. Difficile comunicare con chi parla idiomi sconosciuti. Ma anche il solo essere lì, stanchi e sudati come tutti, a porgere un piatto col sorriso, cercando di capire a gesti se è gradito, gomito a gomito con altri volontari che come noi si sono messi in gioco per i fratelli profughi, ci fa sentire parte di una grande famiglia». Una persona della comunità al servizio mensa, scrive: «Mi ha colpito la fede, l’intensità dei cristiani copti nella preghiera di ringraziamento prima e dopo il pasto». E poi: «Nel fratello profugo che accompagniamo alle docce e che serviamo a tavola, guardandolo negli occhi, riconosciamo Gesù che ci ricambia: “Sono Io…!». E ancora: «Dopo una serata trascorsa a servire, condividendo l’esperienza con altri volontari delle più varie estrazioni, si esce con il cuore gonfio di sentimenti e di propositi». Nella festività del santo patrono della città di Como si è vissuto un pomeriggio speciale in una basilica affollata, alla presenza del vescovo e delle autorità cittadine, con la partecipazione dei migranti cristiani eritrei, etiopi, somali ed una rappresentanza degli oltre 500 volontari. «La lettura del brano evangelico del giudizio universale, in italiano, inglese e tigrino, ha suscitato una grande emozione – raccontano –. Padre Claudio, missionario comboniano della nostra comunità, che ha trascorso più di 30 anni in quei Paesi e ne conosce lingue e dialetti, da settimane si prodiga per assistere le persone accampate nei pressi della stazione. A lui il vescovo ha affidato l’incarico di accompagnarli spiritualmente, mettendo a disposizione la stessa Basilica. Gesù è venuto oggi a visitarci in questi fratelli migranti e vorremmo, non solo accoglierlo, ma rispondere in modo concreto e con una progettualità». Fonte: Movimento dei Focolari Italia (altro…)
8 Nov 2016 | Focolari nel Mondo
Coinvolti nel loro lavoro dal fenomeno migratorio, attivi nel dibattito di opinioni, a confronto con lotte ideologiche, un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di diverse regioni dell’Europa (Italia, Ungheria, Germania, Slovenia, Austria…) sta cercando di aprire una via originale di interpretazione e di narrazione per i giornalisti, e non solo. Per far ciò si incontra in simposi professionali promossi da NetOne (rete internazionale di professionisti della comunicazione diffusa nei cinque continenti, che opera a servizio del dialogo e della pace tra i popoli), in alcuni punti caldi quali Budapest (Ungheria), Atene (Grecia), Man (Costa d’Avorio), Varsavia (Polonia). L’obiettivo di questi incontri è di mettere in rapporto di collaborazione fattiva giornalisti, altri operatori dei media, esperti di comunicazione, politici ed amministratori e rappresentanti di ONG, accademici ed operatori sociali, per capire meglio i contorni del macro-fenomeno, interpretarne i diversi elementi e offrire strumenti narrativi e comunicativi adeguati. Questi simposi avvengono “sul terreno”, parlando con esperti del posto, incontrando i rifugiati, dando la parola a chi si occupa di essi. Si cerca cioè di entrare nelle “prospettive dell’altro” in modo rigoroso, cercando di comprendere il suo punto di vista e di capire insieme quali soluzioni funzionano nei diversi casi. L’esperienza fatta finora ha portato alla crescita di uno stile di ascolto e di interesse reciproco (tra giornalisti, tra giornalisti ed esperti e tra giornalisti e migranti); stile che permette di capire gli sfondi storici, culturali e politici soggiacenti alle migrazioni. Tali simposi professionali si sono svolti sinora in alcuni luoghi caldi della crisi migratoria: Budapest (Ungheria), Atene (Grecia), Man (Costa d’Avorio), Varsavia (Polonia). I prossimi in programma saranno a Beirut (Libano), dal 24 al 27 novembre e Bruxelles (Belgio) dal 26 al 28 gennaio, Chiaramonte Gulfi e Pozzallo (Italia) 4-5 novembre 2016. Il prossimo sarà a Beirut-Ain Aar (Libano) dal 24 al 27 Novembre. Programma (pdf) Progetto Giornalismo e Migrazioni (altro…)
8 Nov 2016 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Spiritualità

Foto: Ursel Haaf
A 500 anni dalla Riforma di Lutero, nella cittadella ecumenica di Ottmaring (Augsburg), si è tenuto il 35° incontro internazionale di 25 vescovi di varie chiese che si ispirano alla spiritualità del Movimento dei Focolari. La riflessione sui punti della spiritualità del Carisma dell’unità, la preghiera comune e la celebrazione delle varie liturgie hanno posto le basi per incontri e dialoghi profondi che hanno lasciato un’impressione indelebile nei partecipanti. Il tema del raduno, “Gesù crocifisso ed abbandonato-fondamento di una spiritualità di comunione”, ha guidato l’intero convegno che i vescovi hanno voluto concludere insieme alla comunità del Carmelo, che si trova accanto al Campo di concentramento di Dachau, per un confronto con una delle tappe più dolorose della storia dell’umanità. Si è aperta una prospettiva che ha dato speranza: «Per me andare a Dachau è stato visitare un santuario di Gesù Abbandonato. Ho incontrato Dio lì, Dio nel suo abbandono», ha descritto la sua esperienza Jesús Morán, copresidente del Movimento dei Focolari. E il vescovo maronita Simon Atallah del Libano ha aggiunto: «Accanto ad un luogo di dolore e di odio abbiamo trovato un luogo di amore». Uno dei momenti culmine dell’incontro è stata la liturgia ecumenica nella chiesa evangelica di Sant’Anna ad Augsburg, presente il vescovo emerito Christian Krause, uno dei principali firmatari della “Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione”, avvenuta il 31 ottobre 1999 nello stesso luogo. Il gruppo dei vescovi ha colto questa occasione per formulare un messaggio per la celebrazione dell’apertura dei 500 anni della Riforma, che si è tenuta nella città svedese di Lund. Hanno anche inviato una loro delegazione. Il sindaco della città della “pace augustana”, Kurt Gribl, ricevendo i vescovi ha sottolineato come «il Movimento dei Focolari e, in particolare, il gruppo di vescovi, rappresentino confessioni che non negano le differenze». E vedendo uno stretto legame tra la città di Augsburg e l’impegno della comunità ecumenica dei vescovi, ha aggiunto: «Voi ci dimostrate, col vostro esempio, che è possibile una convivenza pacifica e spirituale e questo ci incoraggia ad andare avanti nella collaborazione, in quanto città della pace». Per sigillare questa profonda amicizia ed il legame spirituale, il gruppo si è raccolto, poi, nella chiesa evangelica di Sant’Ulrich. È ormai tradizione in questi incontri ecumenici che i vescovi partecipanti formulino una solenne promessa, quella di sostenersi a vicenda nella preghiera e nella vita, condividendo preoccupazioni e dolori, gioie e conquiste dei fratelli. «Che la croce dell’uno diventi la croce dell’altro e l’anelito dell’uno l’anelito dell’altro», come recita il testo del “Patto dell’amore scambievole” che tutti hanno sottoscritto. Il prossimo raduno ecumenico dei vescovi, promosso dal Movimento del Focolari, avverrà nel 2017 in Polonia. (altro…)