19 Ott 2016 | Chiara Lubich, Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Spiritualità
Ci saranno anche rappresentanti della chiesa metodista del Brasile e battista delle Filippine. Moderatore responsabile sarà il cardinale Francis X. Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok. Il tema scelto per quest’anno: “Gesù crocifisso ed abbandonato come base di una spiritualità di comunione”, con accenti sulla comunione fraterna e la riconciliazione, nel contesto delle celebrazioni del 500.mo della riforma. Il programma è composto da contributi teologici e spirituali alla luce della spiritualità dei Focolari, celebrazioni liturgiche di varie tradizioni cristiane e tante occasioni di scambio e comunione tra i partecipanti. Sono in programma anche alcune visite: il campo di concentramento a Dachau e alcuni luoghi significativi della riforma. Un momento importante sarà una liturgia ecumenica nella chiesa di Sant’Anna ad Augsburg il 26 ottobre. Al centro della celebrazione, la memoria della dichiarazione congiunta sulla giustificazione, con la quale la Chiesa cattolica e l’Alleanza luterana mondiale avevano messo fine a giudizi vicendevoli. Giovedì, 27 ottobre, i vescovi saranno ricevuti dal primo sindaco di Augsburg, Dr. Kurt Gribl. (altro…)
19 Ott 2016 | Cultura
Dossier di approfondimento e dialogo su temi di attualità. 112 pagine per conoscere l’argomento e le diverse posizioni in campo. Un accessibile strumento di informazione per non scivolare nelle secche dello scontro ingenuo e demagogico. Rapporti e statistiche ufficiali confermano la progressiva concentrazione della ricchezza nelle mani dell’1% della popolazione mondiale. È un’“economia che uccide” e produce scarti umani. Una guida per comprendere le radici delle diseguaglianze, causa ed effetto di una crisi, non solo economica, che rischia di travolgere la democrazia. Leonardo Becchetti è ordinario di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata. Editorialista di «Avvenire», curatore del blog “La felicità sostenibile” di Repubblica.it, presidente del comitato etico di Etica sgr, è autore di numerosi testi. Per Città Nuova ha scritto Oltre l’homo oeconomicus. Felicità, responsabilità, economia delle relazioni (2009). Maurizio Franzini è ordinario di Politica economica presso l’Università di Roma “La Sapienza”, direttore del «Menabò di Etica ed Economia». Alberto Mingardi, giornalista, studioso e scrittore, è direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni. Chiara Saraceno, già professoressa di Sociologia della famiglia presso la facoltà di Scienze politiche all’Università di Torino, attualmente è honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino. Vittorio Pelligra è professore associato in Politica economica presso l’Università di Cagliari e invited professor presso l’International University Insitute “Sophia”. Città Nuova editrice
19 Ott 2016 | Chiara Lubich, Cultura, Spiritualità
Le guerre, che lacerano da troppi anni i continenti distanti a un braccio di mare dall’Europa, sono entrate in casa nostra e il terrorismo è l’ultima frontiera con la quale dobbiamo fare i conti. E proprio in Francia, un anno dopo il terribile massacro del Bataclan, si rilancia la scommessa della pace. Il 17 dicembre 1996 a Parigi, Chiara Lubich riceveva dall’Unesco il Premio “Per l’educazione alla pace”, in riconoscimento alla sua vita tutta spesa per diffondere e formare alla cultura dell’unità e della pace migliaia e migliaia di persone di ogni credo e latitudine. Il Movimento dei Focolari, presente all’Unesco attraverso la Ong New Humanity, la Direzione Generale dell’Unesco e l’Osservatore Permanente della Santa Sede, insieme hanno avvertito l’esigenza di testimoniare e riaffermare l’impegno per l’unità e la pace, proponendo una giornata ricca di riflessioni e testimonianze articolate in cinque piste principali: Educazione, Bene comune, Giustizia, Ecologia e Arte. Il tema dell’evento Lo scorso aprile, nella sede dell’Onu a New York, nel suo intervento ad un dibattito tematico ad Alto livello sulla promozione della tolleranza e della riconciliazione, l’attuale Presidente del dei Focolari, Maria Voce ha proposto, per puntare alla pace, la radicalità del dialogo «che è rischioso, esigente, sfidante, che punta a recidere le radici dell’incomprensione, della paura, del risentimento». La sfida del dialogo è quanto mai attuale, punto da cui partire per costruire, giorno dopo giorno, i tasselli del mosaico della pace. Un pianeta dove possano esistere il mutuo riconoscimento delle identità e delle differenze, la ricostruzione di un tessuto sociale lacerato, una nuova attenzione ai bisogni, alla giustizia, alla dignità umana, alla condivisione dei beni. La stessa parola pace attinge il suo senso più profondo dalla radice sanscrita pak che significa legare, unire. Impegnarsi a reinventare la pace, perciò, significa puntare a stabilire legami che richiedono il coinvolgimento di risorse umane, intellettuali, istituzionali. Vuol dire chiamare in causa l’economia mondiale, il diritto internazionale, l’educazione alla pace a tutti i livelli. Valorizzare la diversità culturale, cioè la ricchezza dell’identità dei singoli popoli. Formare le nuove generazioni ad una cultura del dialogo e dell’incontro. Affrontare concretamente il dramma migratorio. Tutelare l’ambiente. Contrastare la corruzione e promuovere la legalità ad ogni livello. Fermare l’incremento delle spese militari e del commercio internazionale degli armamenti. Lavorare per un nuovo assetto di sicurezza, stabilità e cooperazione per il Medio Oriente. Programma e relatori All’evento prenderanno parte rappresentanti del mondo diplomatico, esperti di relazioni internazionali e dei processi di pace ed esponenti di New Humanity e del Movimento dei Focolari. La prima sessione, dal titolo “Chiara Lubich, l’educazione alla pace”, sarà introdotta dal rappresentante dell’Unesco e da Mons. Francesco Follo, Osservatore permanente della Santa Sede. Seguiranno gli interventi di Maria Voce e Jesús Morán, rispettivamente presidente e copresidente dei Focolari. La seconda sessione, “Cinque percorsi per l’educazione alla pace nei cinque continenti”, seguirà con la testimonianza di buone prassi da tutto il mondo. Nel pomeriggio si svolgerà “Il dialogo, rimedio delle divisioni del mondo”, sessione aperta da Enrico Letta, già Primo Ministro Italiano e attuale Presidente dell’Istituto Jacques Delors. Seguiranno due momenti di confronto su religioni, economia e politica.
Info : Unesco – New Humanity Roma: Tel: +39 06 94798133/+39 338 2640371; info.unesco2016@focolare.org Paris: Tel: +33 6 73 78 56 64 Email: reinventerlapaix2016@gmail.com (altro…)
18 Ott 2016 | Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
La decima edizione del “Forum mondiale della pace”’ e la seconda del “Forum Mondiale dei Giovani per la Pace” si sono svolte contemporaneamente a Florianópolis, Brasile (22-25 settembre), con alcuni programmi condivisi, e altri momenti distinti. Il Forum ha visto la partecipazione di 1.500 giovani e adulti provenienti da 60 paesi, di diverse culture e varie fedi religiose. Il tema “Noi Crediamo”, era così articolato: Noi crediamo nel cambiamento, Giornata dedicata all’ecologia; Noi crediamo nei diritti umani, Giornata dedicata all’umanità; Noi crediamo nella pace, Giornata dedicata all’educazione. Il 21 settembre, la cerimonia di apertura si è tenuta nella piazza di fronte alla Cattedrale dove si è fatto uno spettacolo con più di 400 ballerini. Tra le cinque bandiere sventolate nella coreografia, c’era anche quella del Movimento dei Focolari. Ciò che ha caratterizzato maggiormente la cerimonia è stato il profondo clima di preghiera per la pace. Il 22 settembre, si è svolta una marcia per la pace lungo le strade della città che ha coinvolto bambini, giovani e adulti. «È stata una grande emozione – commenta Carlos Palma, Presidente del Forum Mondiale dei Giovani per la Pace – vedere scritto, sulla porta di una delle grandi aule, il nome di Chiara Lubich accompagnato dal titolo “Costruttore di Pace” (assegnato dall’UNESCO nel 1996 per l’Educazione alla Pace)».
Il Forum con i giovani è stata un’esplosione di vita con toccanti testimonianze dei loro vari progetti e esperienze personali vissute nell’impegno in favore della pace. Il 23 settembre, altri 500 giovani provenienti da tutto il mondo sono stati collegati via web alla Conferenza Mondiale dei Giovani per la Pace che fa parte del progetto Living Peace International in collaborazione con Peace Pals International (New York, USA), che si svolge ogni due mesi. Il Forum mondiale della Pace si è concluso il 25 settembre con un profondo momento di preghiera interreligiosa, con circa 30 rappresentanti di diverse religioni e tradizioni spirituali. Una parte importante del programma è stata dedicata alla Educazione alla Pace, al centro della quale c’è stata la presentazione di Living Peace. La presentazione e la storia di questo progetto, come si è diffuso in tutto il mondo e la sua pedagogia, era accompagnata da una carrellata di testimonianze di giovani del Brasile, Spagna, Paraguay, Stati Uniti d’America e di altre parti del mondo.
La consegna del Premio Lussemburgo per la Pace a Omar Abou Baker del Cairo, un giovane di Living Peace International è stato un momento particolarmente toccante. Così come l’annuncio delle successive edizioni del Forum Mondiale della Pace: ad Amman (Giordania), nel mese di settembre 2017 insieme agli adulti, e un altro a Manila /Filippine), organizzato dai giovani in occasione del Genfest 2018. La firma, in una solenne cerimonia, del Protocollo di Florianópoli è stata una degna conclusione: s’intitola “1% per la Pace”. Questo documento propone alle organizzazioni private e pubbliche di destinare l’1% di quello che spendono per la sicurezza interna ed esterna, al finanziamento delle azioni e progetti per la formazione di una cultura di pace. Eliana Quadro, una giovane volontaria dei Focolari di Florianópolis, ha ricevuto una medaglia d’argento: “Comandante del Forum Mondiale per la Pace”, in riconoscimento del suo impegno nella realizzazione dell’evento. «Il Forum si è caratterizzato per i rapporti profondi che sono stati creati, – ha concluso Carlos Palma – per la grande gioia nei cuori di tutti i partecipanti, e soprattutto, per l’immensa gratitudine verso Dio, e verso il carisma di Chiara Lubich che ci spinge verso l’umanità, facendoci costruttori di pace e di unità».
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17 Ott 2016 | Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Paolo Crepaz e Paolo Cipolli
«Un bagno di bellezza, un occasione di nuove relazioni, un pozzo di ispirazione, una sorprendente corrispondenza rispetto alla visione di Chiara Lubich del rapporto con le realtà umane. Lo sport come potenziale fattore di cambiamento e dunque al servizio dell’umanità con un’ apertura coraggiosa ad un autentico dialogo, senza rinunciare a donare con leggerezza l’ispirazione fondata sulla Sapienza che ha toccato i cuori e speriamo anche le menti e dunque le intenzioni della multiforme rappresentanza dello sport mondiale». Le impressioni di Paolo Cipolli, presente all’evento, coordinatore mondiale di Sportmeet, realtà fondata da Chiara Lubich nel 2002, con l’obiettivo di dare un contributo alla fraternità universale, nello sport ed attraverso lo sport. La cerimonia di apertura, presieduta da Papa Francesco, ha visto la presenza di significativi ospiti, a cominciare dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, dal presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach e da leader di altre chiese e grandi religioni. Sei i principi ispiratori della conferenza: compassione, rispetto, amore, ispirazione, equilibrio, gioia. «Lo sport è un’attività umana di grande valore, capace di arricchire la vita delle persone, di cui possono fruire e gioire uomini e donne di ogni nazione, etnia e appartenenza religiosa. Il motto olimpico “altius, citius, fortius” è un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato. È importante che tutti possano partecipare alle attività sportive, e sono contento che al centro della vostra attenzione in questi giorni ci sia l’impegno per assicurare che lo sport diventi sempre più inclusivo e che i suoi benefici siano veramente accessibili a tutti», ha affermato papa Francesco.
In particolare, in riferimento alle sempre troppo numerose periferie, il Papa ha ammonito rispetto all’indifferenza: «Tutti conosciamo l’entusiasmo dei bambini che giocano con una palla sgonfia o fatta di stracci nei sobborghi di alcune grandi città o nelle vie dei piccoli paesi. Vorrei incoraggiare tutti, istituzioni, società sportive, realtà educative e sociali, comunità religiose, a lavorare insieme affinché questi bambini possano accedere allo sport in condizioni dignitose, specialmente quelli che ne sono esclusi a causa della povertà». Il pontefice ha concluso con una sfida precisa: «Mantenere la genuinità dello sport, proteggerlo dalle manipolazioni e dallo sfruttamento commerciale. Sarebbe triste, per lo sport e per l’umanità, se la gente non riuscisse più a confidare nella verità dei risultati sportivi, o se il cinismo e il disincanto prendessero il sopravvento sull’entusiasmo e sulla partecipazione gioiosa e disinteressata. Nello sport, come nella vita è importante lottare per il risultato, ma giocare bene, con lealtà è ancora più importante!». Con il Papa, sul palco, molti atleti, tra i quali gli italiani Alessandro Del Piero e gli schermidori medaglia d’oro alle Olimpiadi Daniele Garozzo e Valentina Vezzali, la nuotatrice dello Zimbabwe ed ex detentrice di record del mondo Kirsty Coventry, il ginnasta Igor Cassina e atleti paraolimpici quali la pluricampionessa Anna Schaffelhuber, l’atleta Giusy Versace e la schermitrice e medaglia d’oro a Rio 2016, Bebe Vio. Molto significative le brevi parole del corridore del Sud Sudan Paulo Lokoro, in gara a Rio 2016 con il team olimpico dei rifugiati. Al convegno dal 5 al 7 ottobre, hanno dato il loro contributo oltre 300 delegati, di diverse etnie, culture e religioni, in rappresentanza di organismi internazionali, sportivi e non, di governi, di associazioni e ONG, di aziende impegnate nel variopinto mondo dello sport. Grazie a momenti di riflessione, approfondimenti tematici, testimonianze, lavori di gruppo, si è messo a fuoco il ruolo, insostituibile, che lo sport può avere nel servizio all’umanità. «Felici di aver partecipato e di aver contribuito ad un evento di portata storica per la novità con cui la Chiesa ha rivolto il suo sguardo allo Sport», sottolinea Paolo Crepaz, anche lui di Sportmeet. A conclusione, con la firma solenne, ciascuno si è impegnato ad essere “gamechanger”, persone che s’inseriscono e promuovono una rete mondiale convinte che lo sport può cambiare il mondo. Leggi anche: “Sport at the service of humanity” Città Nuova: Il Papa agli sportivi (altro…)