22 Set 2016 | Focolari nel Mondo
Parigi, 19 dicembre 1996: l’UNESCO conferisce a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, il prestigioso premio per l’Educazione alla Pace, in riconoscimento alla sua vita tutta spesa per la costruzione e all’educazione alla Pace di migliaia e migliaia di persone di ogni credo e latitudine. Oggi il tema dell’educazione alla pace è più che mai attuale. L’evento, promosso dall’Unesco e New Humanity, si celebrerà il 15 novembre, presso la sede dell’UNESCO (Parigi, Francia), dalle ore 10:00 alle ore 18:00. I lavori si apriranno con la prolusione di un rappresentante dell’UNESCO, quindi il saluto di Mons. Francesco Follo, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’UNESCO e gli interventi di Maria Voce e Jesús Morán, presidente e copresidente, rispettivamente, del Movimento dei Focolari. Seguiranno altri due momenti: 5 idee per educare alla pace oggi; il dialogo in un mondo unito e plurale. Scarica il programma Iscrizioni Leggi l’intervento di Chiara Lubich Video dell’occasione – 17 dicembre 1996 https://vimeo.com/77226264 (altro…)
22 Set 2016 | Chiesa, Cultura, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria

L’arcivescovo maronita di Damasco, mons. Samir Nassar.
A sei anni dell’inizio della guerra nel suo Paese e nella regione, quali secondo lei gli effetti più duri sulla società? Sei anni di guerra hanno finito per scuotere il baluardo della società siriana: la famiglia, la cellula base che ha assorbito i colpi e le disgrazie di questa violenza senza fine e che è stata il salvataggio del Paese e della Chiesa fino al 2014. Ma l’insicurezza, l’intolleranza, la violenza e la distruzione caotica hanno sradicato ormai più di due milioni di famiglie. Prive di abitazioni e disperse per tutto il mondo, come potrebbero portare ancora questo calvario così pesante? Dall’inizio della guerra (15 marzo 2011) è abbastanza comune vedere la famiglia incentrata su una mamma. Gli uomini vanno alla guerra e lì spesso muoiono. Un detto popolare recita: “un orfano senza padre non è un orfano”. La famiglia rimane radunata attorno alla madre che assicura l’unità e la sopravvivenza del focolare. In questa lunga e pesante sofferenza queste madri eroiche vivono nella povertà e nelle lacrime. Esse hanno ben onorato la loro vocazione, vivendo in tende e morendo annegate. C’è un sacrificio più grande? Distruzione della cellula naturale della società, e i giovani? Si può contare su di loro per guardare al futuro? La mobilitazione generale decretata nell’ottobre 2015 invita tutti gli uomini sotto i 45 anni ad aderire al servizio militare. Una decisione che ha turbato anche gli altri membri della famiglia che non potevano partire e che sono rimasti sul posto, in attesa della fine di una guerra interminabile. Questa fascia di età che è sparita costituiva la spina dorsale delle attività economiche ancora rimanenti. Alcuni hanno raggiunto le caserme e altri hanno scelto di fuggire seguendo il cammino dell’immigrazione clandestina, spesso irreversibile, destabilizzando il mercato del lavoro e la modesta vita famigliare privata di risorse. Quale futuro per una comunità senza giovani? Quali gli effetti della guerra nei riguardi della Chiesa? Queste situazioni hanno indebolito la Chiesa. Le famiglie spesso scelgono di raggiungere il figlio partito. Da qui l’esodo delle famiglie con la conseguente vertiginosa diminuzione di fedeli in tutte le parrocchie. Squilibrio demografico: in assenza di giovani le nostre ragazze lasciate sole si sposano con musulmani poligami. Quindi, meno matrimoni, meno battesimi. Per la prima volta la Chiesa si trova ad affrontare anche un altro problema cruciale: un prete su tre presenti a Damasco ha scelto di trasferirsi in un altro Paese più tranquillo. Come fare per trattenere i sacerdoti a Damasco? Che ne diviene della Chiesa senza preti? Secondo lei, qual è la sfida e la speranza dei cristiani oggi in Siria? Le città morte nel nord della Siria sono un’inquietante fotografia di ciò che potremmo diventare. Come evitare di ridursi a guardiani di pietre? Rimane ai cristiani di Oriente il compito di riconsiderare la loro vocazione e di vivere nella scia della piccola Chiesa primitiva minoritaria che viveva senza garanzie né protezione. Saremo noi in grado di rispondere a questa sfida apostolica? Il Vangelo ci rincuora: “Non temere piccolo gregge” (Lc 12, 32). (altro…)
20 Set 2016 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Dal 22 a 25 settembre si svolgerà il “Forum Mondiale per la Pace” in Brasile, nella città di Florianópolis. La cerimonia di apertura sarà trasmessa in streaming il 22 settembre alle ore 18:00 (ora locale). Per seguire la trasmissione LIVE: http://live.flars.net/worldpeaceforum2016 Chi vuole collegarsi alla conferenza che i giovani del Forum faranno con i giovani del mondo, il 23 settembre alle ore 11:15 (ora locale) può registrarsi a questo link : worldpeaceyouth.org/registration (altro…)
20 Set 2016 | Chiara Lubich, Chiesa, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
È in arrivo a Roma una delegazione di 40 persone provenienti dal Camerun, formata da 9 Fon, Re nativi del popolo Bangwa di Lebialem, Camerun Sud/Ovest, accompagnati da Mafuas (Regine), due Sindaci e Notabili dei loro regni. Motivo di questo loro viaggio in Italia è celebrare il Giubileo della Misericordia con Papa Francesco e ringraziare Dio per il 50° anniversario del primo incontro a Fontem tra il popolo Bangwa e il Movimento dei Focolari. Questo “pellegrinaggio” inizierà in Vaticano incontrando Papa Francesco all’udienza generale del 21 settembre. I Fon-Re potranno salutarlo a nome di tutta la delegazione e dei loro popoli, offrendogli doni tipici della loro cultura e ringraziandolo per quanto la Chiesa ha fatto per le loro popolazioni. I giorni successivi, ospiti del Movimento dei Focolari, visiteranno i luoghi dove è nata, ha vissuto ed è sepolta Chiara Lubich: Trento, Loppiano (Firenze) e Rocca di Papa (Roma). Fu lei con i Focolari, infatti, a dare risposta alla preghiera del popolo Bangwa, a lei arrivata tramite mons. Peters vescovo di Buea, agli inizi degli anni ‘60, quando l’endemia della malattia del sonno e altre malattie tropicali provocavano una mortalità infantile del 90%, minacciando l’estinzione della popolazione. Oggi queste malattie sono quasi scomparse e l’ospedale, con ambulatori, laboratorio analisi, sala operatoria, reparto di medicina interna maschile e femminile, reparto di chirurgia, di maternità, di pediatria e il nuovo reparto di malattie infettive, rappresenta un centro di eccellenza nella cura della popolazione dell’intera regione.
Agli inizi degli anni ‘70, viene anche costruita una centrale elettrica, una falegnameria, una scuola materna e un College, con oltre 500 allievi, tra i più quotati istituti pre-universitari del Camerun. Questi 50 anni di impegno evangelico, fondato sui fatti, ha coinvolto l’intera regione del Lebialem valorizzando la cultura di questo popolo e, nella reciprocità, tanti hanno accolto il messaggio cristiano nella vita personale e in quella sociale. Negli anni, frutto del lavoro collettivo con missionari e suore di varie congregazioni, sono sorte alcune parrocchie, la diocesi di Mamfe, altre scuole e strutture pubbliche e amministrative dello Stato. Questa storia è il bagaglio che la delegazione presieduta dai 9 Fon porta con sé. Una storia per la quale sentono il dovere di ringraziare Dio e “Mafua Ndem Chiara Lubich” (regina inviata da Dio), come il popolo Bangwa ama chiamarla. È previsto un incontro della delegazione Bangwa con la stampa: mercoledì 21 settembre alle ore 12.30, presso la sala J. H. Newman dell’Università Urbaniana (Roma). Leggi anche: http://focolare-fontem.org/ Vedi video: General Hospital, Fontem Fonte: Servizio Informazione Focolare (SIF) (altro…)