Movimento dei Focolari

Progetto Latina Mae Sot

Tutto è partito da una semplice merendina buttata nel cestino e dalla sorpresa dei bambini nel sapere che ci sono persone che non hanno nemmeno da mangiare: “Maestra, cosa sono i bambini poveri?”, domandano. Così nell’ottobre del 2013 gli allievi della scuola dell’infanzia e della scuola primaria dell’I.C. “G. Giuliano” di Latina riescono a raccogliere un carico da inviare ai loro coetanei di un orfanotrofio di Mae Sot, nel nord della Thailandia. Poi, nell’aprile del 2014, partono altri 30 scatoloni pieni di giocattoli. I costruttori di questo ponte di solidarietà sono sempre loro: i bambini di Latina e quelli di Mae Sot. Ma il ponte non si spezza, anzi continua! Il ponte Latina-Mae Sot è sempre più una realtà concreta, che inizia ad aprire i suoi orizzonti verso altre periferie. Infatti nel 2016 abbiamo iniziato a sostenere anche altre realtà, presenti in Vietnam, dove arriviamo con immutato entusiasmo. Grazie a tutti i bambini, ragazzi, insegnanti, genitori della nostra scuola una realtà tanto lontana geograficamente parlando, è sempre più vicina nei cuori di tutti noi, dimostrandoci che, senza aspettarci troppo dall’alto, un mondo migliore è possibile…partendo dal nostro piccolo. Video del  viaggio dei Focolari a Mae Sot nel 2014 https://www.youtube.com/watch?v=d_jVpNjD1-g https://www.youtube.com/watch?v=5Ye7Au–vIc&feature=youtu.be Questo video racconta quello che abbiamo fatto nel 2016. Leggi anche: Thailandia chiama e Latina risponde Da Latina alla Thailandia, il sogno continua

Sophia: la cultura dell’unità nel pensiero latinoamericano

Sophia: la cultura dell’unità nel pensiero latinoamericano

DSC05495 Approfittando dell’estate nell’emisfero sud e quindi delle vacanze, una cinquantina di studenti di 10 paesi sudamericani di lingua spagnola e dal Brasile hanno frequentato il 3° ciclo conclusivo della Summer School (EdeV) dell’Isituto Universitario Sophia (IUS) organizzata in collaborazione con la Mariapoli Lia ed un pool di professori venuti da Messico, Guatemala, Panama, Colombia, Perù, Bolivia, Cile, Paraguay, Uruguay e dalla stessa Argentina. Questi ultimi al loro attivo avevano uno stimolante lavoro di approfondimento interculturale e interdisciplinare, frutto di una serie di seminari e attività culturali, che per l’area latinoamericana risultava  di grande interesse. Dall’ateneo internazionale, che ha sede a Loppiano (Firenze), sono intervenuti i proff. Araceli del Pozo e Sergio Rondinara. Più della metà degli allievi aveva già partecipato alla prima e alla seconda edizione della EdeV. Il programma era incentrato su tre grandi filoni: comunicazione, pedagogia, arte. Nelle mattinate venivano illustrati i concetti centrali di ogni disciplina, mentre nei pomeriggi si svolgevano i workshop e le attività inerenti le diverse tematiche: apprendistato e servizio solidale, prosocialità, attuali forme di comunicazione, dialogo tra le culture indigene e la contemporaneità,  espressività della letteratura e della musica, e così via. All’inizio della giornata, il professor Rondinara conduceva uno spazio denominato “Esercitazione per una Cultura dell’unità”, nel quale, in forma interattiva, allievi e professori riflettevano e ponevano domande su testi dei diversi autori presentati dal docente. Alcuni workshop pomeridiani erano invece condotti dagli studenti stessi, che ne avevano curato anche la preparazione. DSC05514Al termine della EdeV, molti tra i docenti condividevano l’impressione di aver percorso un vero cammino di crescita, e questo grazie al contributo degli studenti. Un giovane affermava che l’esperienza di questo corso gli aveva ‘rotto la testa’, nel senso di aver scoperto che la sua precedente visione dell’America Latina era molto riduttiva. Un altro con sorpresa scopriva di essere passato dall’esigere al comunicare. Una ragazza affermava, con commozione, che per la prima volta riusciva ad accettare e abbracciare con amore le radici indigene del suo popolo, che prima rifiutava. Un’altra ancora si sentiva ‘sopraffatta e felice’ per la sensazione di aver demolito molte cose superficiali nella sua vita. Tanti avrebbero desiderato ancor più dialogo, più opportunità per donarsi, raccontarsi e capirsi insieme. E molti, semplicemente, esprimevano l’esigenza di approfondire di più. I momenti di dialogo personale e a piccoli gruppi tra studenti, docenti e tutor, sono state occasioni privilegiate per i giovani di aprire la propria interiorità e comunicare domande, scoperte, desideri profondi, quali: perché studio? quale strada seguirò nella vita? come distinguere la verità nelle idee, nel mondo ed in me? Una Summer School che è stata una grande sfida, raccolta dai docenti con gioia ed onestà intellettuale, mettendosi loro stessi in gioco cercando di scavare dentro di sé per dare il proprio contributo e insieme camminare verso la Verità. Una tappa che – studenti e professori ne sono certi – avrà una continuità nella ricerca della cultura dell’unità, grazie anche allo specifico contributo del pensiero latinoamericano.    

Chiara Lubich: il vescovo di Frascati apre la causa di beatificazione

Chiara Lubich: il vescovo di Frascati apre la causa di beatificazione

ChiaraLubichUn’idea di santità radicata nel Vangelo è quella che ha nutrito la sua vita. Scriveva Chiara Lubich: «Noi troviamo la santità in Gesù, che fiorisce in noi perché amiamo… Se cercassimo la santità per se stessa, non la raggiungeremmo mai. Amare, dunque, e null’altro. Perdere tutto, anche l’attaccamento alla santità, per tendere solo ad amare». A sottolineare l’importanza ecclesiale dell’atto è la cattedrale di Frascati (Roma), il luogo scelto da mons. Raffaello Martinelli per l’apertura del “Processo sulla vita, virtù, fama di santità e segni” di Chiara Lubich. La diocesi di Frascati è il territorio nel quale si trova il Centro Internazionale del Movimento dei Focolari, nei pressi del quale Chiara Lubich è vissuta gran parte della sua vita ed è morta. La sua salma riposa nella cappella del Centro stesso, a Rocca di Papa. La cerimonia di apertura della “Causa di beatificazione e canonizzazione”, detta Prima Sessio, avrà luogo martedì 27 gennaio 2015; inizierà alle ore 16, con la recita dei Vespri. Prevede la lettura del Decreto di introduzione della Causa e del Rescritto di nulla osta della Santa Sede, l’insediamento del tribunale nominato dal Vescovo; poi i giuramenti del Vescovo, dei membri del tribunale e di quelli della postulazione. Da questo momento in poi Chiara Lubich potrà essere chiamata serva di Dio. La cerimonia potrà essere seguita in diretta via internet. È con una lettera al Movimento dei Focolari che la presidente Maria Voce comunica con viva gioia la notizia, augurando a tutti coloro che aderiscono alla spiritualità dell’unità di essere una «viva testimonianza» di quanto Chiara ha vissuto, annunciato e condiviso con tanti, nell’impegno comune a «farsi santi insieme». L’iter per l’avvio della Causa era iniziato il 7 dicembre 2013, settantesimo della fondazione dei Focolari, con l’annuncio della decisione di presentare la richiesta formale al vescovo di Frascati, mons. Martinelli, da parte della Presidente Maria Voce. Con essa esprimeva il desiderio di tanti che tale domanda fosse presentata, allo scopo di accrescere in molti l’impegno spirituale e morale, per il bene dell’umanità. I mesi successivi sono stati necessari all’adempimento degli atti canonici previsti. Quanto la testimonianza di Chiara Lubich continui ad essere di luce lo dice il costante affluire di persone, nei 6 anni trascorsi dalla sua morte, sui luoghi dove ha vissuto e dove ora riposa: oltre 120.000 di diversi continenti e tradizioni religiose, cardinali e vescovi, accademici, politici, famiglie e giovani, membri di associazioni e movimenti, persone di culture non religiose, bambini e ragazzi, e adulti in cerca di speranza. Ci faremo santi, spiegava ancora Chiara «se a base della nostra santità (ante omnia, anche prima della santità) poniamo la mutua carità: Gesù fra noi come premessa o principio, come mezzo per santificarci e come fine». Diretta streaming 27 gennaio alle 16:00: http://live.focolare.org Comunicato stampa Chiara Lubich, causa di beatificazione e canonizzazione (altro…)