Movimento dei Focolari
Μελέτες e Μάθε να χάνεις: primi libri di Chiara Lubich in greco

Amu incontra Amu

20141025Incontro-AMUÈ atteso e preparato da tempo questo incontro fra AMU Italia, AMU Lussemburgo e AMU Portogallo, le tre associazioni europee che si riconoscono “sorelle” per la stessa origine ideale – la spiritualità del Movimento dei Focolari – e per i comuni obiettivi di cooperazione allo sviluppo. Preceduto da numerosi contatti “bilaterali”, l’incontro ha il duplice scopo di conoscere meglio le modalità con cui ogni Associazione lavora nel proprio Paese e di individuare tutte le possibili sinergie che possono essere messe in atto nel comune scenario europeo e nei Paesi destinatari degli interventi di cooperazione. AMU Italia – la sigla sta per Azione Mondo Unito – è stata fondata nel 1986 per sostenere opere sociali nascenti in diverse aree del mondo grazie all’impegno dei membri dei Focolari. È una ONG di sviluppo riconosciuta dal Ministero degli Esteri italiano. Fine generale dell’Associazione è quello di favorire lo sviluppo di una umanità in cui ciascun popolo possa esplicare pienamente la sua insostituibile funzione nel consesso di tutti i popoli. AMU Lussemburgo (Action pour un Monde Uni) è stata costituita nel 1992 e riconosciuta come ONG dal governo lussemburghese nel 1993. Ha l’obiettivo di collaborare a creare un mondo in cui tutti possano vivere in giustizia e in pace, di promuovere il dialogo tra persone di culture diverse e di contribuire allo sviluppo degli individui e dei popoli. Durante la celebrazione del ventennale, il ministro della Cooperazione lussemburghese ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro fatto ed ha incoraggiato a proseguire sulla strada intrapresa. AMU Portogallo (Cooperação e Solidariedade Lusófona por um Mundo Unido) nasce a Lisbona nel 1994. Il suo principale obiettivo è riassunto nel principio “Amare la patria altrui come la propria”. Questo lo spirito con cui vengono affrontati i problemi delle relazioni fra popoli, etnie e gruppi diversi, per contribuire alla realizzazione di un mondo unito. «Siamo felicissimi di poterci incontrare tutti insieme – ha affermato Marcella Ferrari, Presidente di AMU Italia. Penso che con il patrimonio ideale che ci accomuna e con l’impegno decennale a servizio dei poveri possiamo dare un contributo per una nuova visione dell’Europa, riscoprendone i valori fondanti e mettendoli al servizio dell’umanità intera.» L’incontro rappresenta l’inizio di una nuova fase di collaborazione fra associazioni e gruppi europei – sorti nell’ambito del Movimento dei Focolari – che lavorano nel campo della cooperazione e dell’educazione allo sviluppo. La tappa successiva sarà infatti un convegno più ampio che avrà luogo nel 2015.

Μελέτες e Μάθε να χάνεις: primi libri di Chiara Lubich in greco

Hong Kong: il movimento degli ombrelli

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Per non interrompere le attività quotidiane gli studenti hanno organizzato delle aree di studio all’aperto per poter continuare a studiare.

  «Trovo difficile che queste cose siano successe nella città dove sono cresciuta. Ho pensato tantissimo, ho un grande desiderio che ci sia la vera democrazia, vorrei fare qualcosa per questo motivo, ma allo stesso tempo lottando per essa, non riesco a pensare che non ci sia pace nella società». Le fa eco un’amica dei Giovani per un mondo unito: «Chiara Lubich ci ha sempre parlato del dialogo e l’ha vissuto in prima persona; per questa situazione a Hong Kong per raggiungere una democrazia c’è tanto bisogno di dialogo, ma è difficile, specialmente per noi asiatici. Noi giovani adesso abbiamo tante possibilità di conoscere le idee di tutti attraverso i mass media, ma quando ci troviamo di fronte a qualcuno che la pensa diversamente abbiamo paura di rompere il rapporto e quindi non sappiamo come fare. A parte pregare per questo visto che non siamo noi leaders, cosa possiamo fare?». Sono riflessioni emblematiche di giovani di Hong Kong che osservano perplessi il movimento di protesta nella metropoli cinese. Occupy central with peace and love, il movimento cominciato a fine settembre – dopo alcune settimane in cui i media internazionali hanno puntato la loro attenzione sulle piazze di Hong Kong – prosegue con minore intensità la propria battaglia, ma tenendo fermo l’obiettivo: ottenere un “vero” suffragio universale per le elezioni del 2017. I sentimenti a riguardo sono contrastanti. «In questi giorni anche io sono andata a partecipare alla protesta anche se non sarei un tipo così attivo, ma sento fermamente che come giovane che vive per un mondo unito e come una studente di HK di fronte a un sistema sociale così ingiusto dobbiamo esprimere e far sentire le nostre richieste». E continua: «Ho sperimentato in prima persona cosa vuol dire disarmonia; fino adesso pensavo che questi fatti succedessero solo in nazioni in guerra e lontane da HK, ma quando ho visto la polizia che lanciava i gas lacrimogeni sugli studenti, scatenando una certa violenza, mi sono resa conto che questo problema era vicino a me. Tutta questa situazione nella città che amo mi fa male. Quello che posso fare è solo continuare a pregare e continuare a credere che Dio avrà cura di HK».
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Gli studenti lasciano messaggi e impegni a vivere questo tempo nella pace.

«Durante questa dimostrazione anche io come studente ho partecipato, sono fiera di essere una giovane di HK. Ma in questi giorni la situazione è diventata incontrollabile. Questa protesta mi dimostra che nella nostra società mancano l’amore e la comprensione. Il mio impegno è ad amare ognuno e pregare per la pace nel cuore di ognuno, affinché la speranza arrivi a tutti». In una lettera comune, scrivono alla presidente dei Focolari, Maria Voce: «Leggiamo ogni giorno sui quotidiani e su internet tante notizie, da un lato delle cose belle – per esempio che i residenti di Hong Kong vivono la solidarietà, la pace e le loro azioni sono razionali, gli studenti vivono idealmente…– e dall’altro la mancanza di pace. Abbiamo visto la polizia nei primi giorni delle manifestazioni in tenuta antisommossa che cercava di sgomberare i manifestanti con i gas lacrimogeni. Tante persone di idee differenti si sono messe in conflitto le une contro le altre e diverse voci all’interno della società si sono fatte sentire con liti e disunità», ed esprimono il rinnovato desiderio di continuare con tutte le forze a essere messaggeri di unità anche in una situazione così difficile. In risposta, Maria Voce li incoraggia, dicendosi certa che con l’unità tra loro, potranno avere «la sapienza», e «trovare la luce per tacere o per parlare», essendo così «in mezzo a tutti una testimonianza di pace». (altro…)