L’esilio in Babilonia e la distruzione del tempio di Gerusalemme avevano creato nel popolo di Israele un trauma collettivo e posto un interrogativo teologico: Dio รจ ancora con noi o ci ha abbandonati? Lo scopo di questa parte del libro di Isaia รจ quello di aiutare il popolo a capire quello che Dio sta operando, a fidarsi di Lui e poter cosรฌ ritornare in patria. Ed รจ proprio nellโesperienza dellโesilio che il volto di Dio creatore e salvatore si rivela.
โEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ.
Isaia ricorda l’amore fedele di Dio per il suo popolo. La Sua fedeltร rimane costante anche durante il periodo drammatico dell’esilio. Anche se le promesse fatte ad Abramo appaiono irraggiungibili e il patto dell’Alleanza sembra in crisi, il popolo di Israele rimane un luogo particolarmente privilegiato della presenza di Dio nella storia.
Il libro profetico affronta domande esistenziali, fondamentali non solo per quel tempo: chi ha in mano lo svolgersi e il significato della storia? Questa domanda puรฒ essere rivolta anche a livello personale: chi tiene in mano le sorti della mia vita? Qual รจ il senso di quello che sto vivendo o che ho vissuto?
โEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ.
Dio opera nella vita di ciascuno, costantemente, facendo “cose nuove”. Se non sempre ce ne accorgiamo o riusciamo a capirne il significato e la portata, รจ perchรฉ esse sono ancora germogli o perchรฉ non siamo pronti a riconoscere quello che Egli sta operando. Distratti da eventi che ci accadono, dalle mille preoccupazioni che ci attanagliano lโanima, da pensieri che ci importunano, forse non ci fermiamo abbastanza nellโosservare questi germogli che sono la certezza della Sua presenza. Egli non ci ha mai abbandonato e crea e ricrea in continuazione la nostra vita.
ยซSiamo noi la โcosa nuovaโ, la โnuova creazioneโ che Dio ha generato. [โฆ] Non guardiamo piรน al passato per rimpiangere ciรฒ che di bello ci รจ successo o per piangere i nostri sbagli: crediamo fortemente allโazione di Dio che puรฒ continuare ad operare cose nuoveยป[1].
โEcco, io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?โ.
Insieme a coloro che condividono con noi il cammino della nostra esistenza, la nostra comunitร , gli amici, i colleghi di lavoro, proviamo a lavorare, a confrontarci e a non perdere la fiducia che le cose possano cambiare in meglio.
Il 2025 รจ un anno speciale perchรฉ la data della Pasqua ortodossa coincide con quella delle altre denominazioni cristiane. Che questo avvenimento, la festa della Pasqua comune, possa essere una testimonianza della volontร delle Chiese nel continuare senza sosta un dialogo nel portare avanti insieme le sfide dellโumanitร e promuovere azioni congiunte.
Prepariamoci a vivere quindi questo periodo pasquale con gioia piena, fede e speranza. Cosรฌ come Cristo รจ risorto, anche noi, dopo aver attraversato i nostri deserti, lasciamoci accompagnare in questo viaggio da Colui che guida la storia e la nostra vita.
A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di Vita ยฉFoto di Adina Voicu da Pixabay
[1] C. Lubich, Parola di Vita di marzo 2004, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Cittร Nuova, Roma 2017) pp. 715-716.
In questโanno dedicato al Giubileo della speranza i e le Gen4 di Roma โ i bambini del Movimento dei Focolari – hanno iniziato un percorso a tappe per approfondire la storia della cristianitร e capire come vivere il Giubileo nella loro cittร che accoglie milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Le tappe riguardano le basiliche vaticane a Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura, Santa Maria Maggiore. Come guida hanno chiesto aiuto a Padre Fabio Ciardi, OMI, professore di teologia spirituale e autore di numerosi libri e pubblicazioni.
Prima tappa: basilica di San Pietro
Ad ottobre 2024, a due mesi dallโinizio del Giubileo, 33 bambini con altrettanti adulti, prima di entrare in basilica di san Pietro hanno potuto conoscere una realtร del tutto particolare, situata a fianco della residenza dove alloggia Papa Francesco. ร il Dispensario di Santa Marta, un luogo dove il Vangelo si fa carne ogni giorno e si manifesta attraverso lโaiuto a centinaia di mamme e bambini. Unโoccasione per spiegare ai Gen4 come si puรฒ vivere concretamente il Giubileo aiutando il prossimo.
โร un vero e proprio consultorio familiare, che ha iniziato questโopera di attenzione ai bambini poveri e alle loro famiglie nel 1922 – spiega Padre Fabio -. Oggi sono oltre 400 i piccoli che, con le loro mamme, sono assistiti gratuitamente da una sessantina di medici volontari. Sono per la maggior parte persone senza permesso di soggiorno, senza assistenza sanitariaโ. Visite ginecologiche e pediatriche, ma anche visite odontoiatriche per i senzatetto.
Padre Fabio quindi lega il suo racconto con la storia di San Pietro attraverso alcuni disegni. I bambini in solenne silenzio ascoltano la sua voce attraverso le cuffiette: โGesรน incontra Simone il pescatore e lo invita a seguirlo. โVieni con me, gli dice, ti farรฒ pescatore di uominiโ. E gli dร un nome nuovo, lo chiama Pietro, che vuol dire pietra, perchรฉ vuole costruire su di lui la sua Chiesaโ. E via via che il racconto continua, ci si sposta in basilica per pregare sulla tomba di San Pietro. โPietro venne a Roma. Quando Nerone incendiรฒ la cittร diede la colpa ai cristiani e Pietro fu ucciso nel circo dellโimperatore Caligola che Nerone aveva rinnovatoโฆe finalmente la tomba di san Pietro nella sua basilicaโ. Cโรจ aria di forte raccoglimento fra i Gen4, nonostante la grande affluenza di turisti in questo sabato pomeriggio romano. Andando verso la Porta Santa si cammina alla scoperta di alcune opere dโarte. โQuesta Madonna era molto cara a Chiara Lubich – racconta Padre Fabio nella navata di destra -: ogni volta che veniva in basilica si fermava qui per pregare Mariaโ.
La tappa a San Giovanni in Laterano
Arriva cosรฌ la seconda tappa nel mese di gennaio 2025. Stavolta il gruppo รจ piรน corposo: 140 persone fra cui 60 bambini, sempre sotto la guida esperta di Padre Fabio, si sono ritrovati per scoprire la basilica di San Giovanni in Laterano, ricca di sorprese e tesori legati alla storia della cristianitร . Attenti e incuriositi, con le cuffiette alle orecchie, per poco piรน di due ore i Gen4 sono rimasti ad ascoltare lโintenso racconto di Padre Fabio.
Gen4 a San Giovanni in Laterano Gen4 a San Giovanni in LateranoGen4 a San Giovanni in Laterano
โร stato bello raccontare la storia dellโobelisco, รจ stato bello spiegare il significato del chiostro โ scrive Padre Fabio sul suo blog -, รจ stato bello raccontare le storie di san Giovanni Battista e di san Giovanni evangelista e di lasciare che i bambini andassero a scoprire le loro statue nella basilica. ร stato bello mostrare lโantica cattedra del Papa e quella attuale, sulla quale si siede per prendere possesso del suo ufficio. ร stato bello indicare le reliquie della tavola sulla quale Gesรน ha celebrato lโultima cena e quella sulla quale Pietro celebrava qua a Roma. ร stato bello attraversare insieme la Porta santaโฆร bello stare con i bambini e raccontare cose belleโฆโ
Ormai i bambini hanno costruito un rapporto speciale con Padre Fabio. Camminano in basilica al suo fianco, gli stringono la mano, gli fanno domande per conoscere qualcosa in piรน. โMa comโรจ il Paradiso?โ chiede una Gen4. โImmagina una giornata di scuola impegnativa. Quando finisce, torni a casa e la trovi bella, accogliente, calorosa, con i tuoi genitori, i nonni, gli amici che ti regalano gioia e attenzioni. Ti senti felice in quel momento, giusto? E cosรฌ รจ il Paradiso: un luogo dove si sta bene, dove ci si sente a casa!โ Termina anche questa tappa. Si torna a casa felici e consapevoli che il Giubileo deve essere per noi un momento in cui dare speranza e felicitร ai piรน disagiati, ai nostri poveri, a chi soffre.
Il percorso continua ma le belle occasioni si rinnovano con le altre generazioni
In attesa di proseguire questo percorso con i Gen4, anche i Gen3 (40 ragazzi adolescenti), i Gen2 (30 giovani) e un gruppo di adulti, affascinati dallโesperienza positiva che i bambini stavano vivendo con Padre Fabio, hanno voluto fare lo stesso percorso, sempre guidati da lui.
โPrima i bambini, poi i ragazzi, poi i giovani e gli adulti. San Giovanni in Laterano, San Pietro, San Paolo, e Santa Maria Maggiore. Cosรฌ vivo e faccio vivere il Giubileoโ scrive Padre Fabio sul suo blog. โRacconto di storia, di arte, di spiritualitร , perchรฉ รจ tutto intrecciato, umano e divino, passato e presente. Sono monumenti vivi, che parlano ancora dopo centinaia di anni e continuano a narrare cose sempre belleโ.
Gen 2 a San Paolo Fuori le MuraGen 2 a San Paolo Fuori le MuraGen 2 a San Paolo Fuori le Mura
Ed i giovani hanno cosรฌ ringraziato Padre Fabio โper aver preparato i nostri cuori a un’esperienza cosรฌ bella, ci hai aiutato a percorrere insieme questa tappa dell’anno santo, con profonditร e ironia. Ci รจ piaciuta molto l’atmosfera che sei riuscito a creare, suscitando in noi la voglia di visitare insieme altri luoghi romani importanti per i primi cristiani e il desiderio di approfondire il significato di essere pellegrini in cammino verso la meta del Paradisoโ.
Disceso dalla montagna, dopo una notte di preghiera, Gesรน sceglie i suoi apostoli. Giunto in un luogo pianeggiante rivolge loro un lungo discorso che inizia con la proclamazione delle Beatitudini.
Nel testo di Luca, a differenza del vangelo di Matteo, esse sono solo quattro e riguardano i poveri, gli affamati, i sofferenti e gli afflitti, con lโaggiunta di altrettanti ammonimenti contro i ricchi, i sazi e gli arroganti[1]. Di questa predilezione di Dio nei confronti degli ultimi, Gesรน ne fa la sua missione quando, nella sinagoga di Nazareth[2], afferma di essere pieno dello Spirito del Signore e di portare ai poveri il lieto annuncio, la liberazione ai prigionieri e la libertร agli oppressi.
Gesรน continua esortando i discepoli ad amare perfino i nemici[3]; messaggio che trova la sua motivazione ultima nel comportamento del Padre celeste: ยซSiate misericordiosi, come il Padre vostro รจ misericordiosoยป (Lc 6, 36).
Tale affermazione รจ anche il punto di partenza di quanto segue: ยซNon giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonatiยป (Lc 6, 37). Poi Gesรน ammonisce tramite unโimmagine volutamente sproporzionata:
ยซPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio?ยป.
Gesรน conosce veramente il nostro cuore. Quante volte nella vita di ogni giorno facciamo questa triste esperienza: รจ facile criticare โ anche con rigore โ in un fratello o in una sorella errori e debolezze senza tenere conto che, cosรฌ facendo, ci attribuiamo una prerogativa che appartiene a Dio solo. Il fatto รจ che per โtoglierci la traveโ del nostro occhio ci occorre quellโumiltร che nasce dalla consapevolezza di essere peccatori continuamente bisognosi del perdono di Dio. Solo chi ha il coraggio di accorgersi della propria โtraveโ, di ciรฒ di cui ha personalmente bisogno per convertirsi, potrร comprendere senza giudicare, senza esagerare, le fragilitร e le debolezze proprie e degli altri.
Tuttavia, Gesรน non invita a chiudere gli occhi e a lasciar correre le cose. Lui vuole che i suoi seguaci si aiutino vicendevolmente nel progredire sulla via di una vita nuova. Anche lโapostolo Paolo chiede con insistenza di preoccuparsi degli altri: di correggere gli indisciplinati, di confortare i pusillanimi, di sostenere i deboli, di essere pazienti con tutti[4]. Solo lโamore รจ capace di un simile servizio.
ยซPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio?ยป.
Come mettere in pratica questa parola di vita?
Oltre a quanto giร detto, cominciando da questo tempo di Quaresima possiamo chiedere a Gesรน dโinsegnarci a vedere gli altri come li vede lui, come li vede Dio. E Dio vede con gli occhi del cuore perchรฉ il Suo รจ uno sguardo dโamore. Poi, per aiutarci reciprocamente potremmo ripristinare una pratica che fu determinante per il primo gruppo di ragazze dei Focolari a Trento.
ยซAgli inizi โ cosรฌ Chiara Lubich ad un gruppo di amici musulmani โ non era sempre facile vivere la radicalitร dellโamore. [โฆ] Anche fra noi, sui nostri rapporti, poteva posarsi la polvere, e lโunitร poteva illanguidire. Ciรฒ accadeva, ad esempio, quando ci si accorgeva dei difetti, delle imperfezioni degli altri e li si giudicava, per cui la corrente dโamore scambievole si raffreddava. Per reagire a questa situazione abbiamo pensato un giorno di stringere un patto fra noi e lo abbiamo chiamato โpatto di misericordiaโ. Si decise di vedere ogni mattina il prossimo che incontravamo โ a casa, a scuola, al lavoro, ecc. โ nuovo, non ricordandoci affatto dei suoi difetti ma tutto coprendo con lโamore. [โฆ] Era un impegno forte, preso da tutte noi insieme, che aiutava ad essere sempre primi nellโamare, a imitazione di Dio misericordioso, il quale perdona e dimenticaยป[5].
A cura di Augusto Parody Reyes e del team della Parola di Vita
[5] C. Lubich, Lโamore al prossimo, Conversazione con gli amici musulmani, Castel Gandolfo, 1ยฐ novembre 2002. Cf. C. Lubich, LโAmore reciproco, Cittร Nuova, Roma 2013, pp. 89-90