Con Alessandro De Carolis, giornalista di Radio Vaticana, in qualità di moderatore, hanno dialogato con l’autore don Julián Carrón (presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione) e Maria Grazia Vergari (vice presidente del settore adulti di Azione Cattolica). La giornalista Giorgia Bresciani di “Radio InBlu”, ha intervistato Jesús Morán il 30 maggio.Ecco alcuni stralci:G. B. – La presentazione del suo libro è stata l’occasione per vivere un momento di dialogo e fraternità tra movimenti ecclesiali. Nella Pentecoste del 1998, Giovanni Paolo II e l’allora cardinale Ratzinger vollero un cammino di comunione tra i movimenti. Le chiedo di aiutarci a capire cosa è accaduto quel giorno e a che punto siamo di quel cammino. J. M. – Penso che la giornata del 29 maggio è stata proprio benedetta dallo Spirito Santo, una grazia per noi. Ricordo molto bene la Festa di Pentecoste del 1998: penso sia stata la più bella della mia vita. Mi sembrava che si attualizzasse la prima Pentecoste, per la presenza di tante persone, per la giornata, che era bellissima! Arrivavo dal Cile, dove allora abitavo. Effettivamente è stato un momento storico, un evento ecclesiale, perché, per la prima volta, i nuovi movimenti erano radunati in piazza San Pietro tutti insieme. Un incontro fondamentale tra il Carisma di Pietro ed i carismi suscitati dallo Spirito Santo in questo tempo. È stato uscire a vita pubblica, dare visibilità ai carismi ecclesiali, un momento di “riconoscimento” di questa realtà. Da allora il cammino è andato avanti, con momenti alterni. Questa esperienza si è estesa anche a livello ecumenico ed è nata “Insieme per l’Europa”. Ci siamo impegnati, quindi, nell’unità di tutti i cristiani. Ma ci sono stati tanti altri momenti di incontro tra i movimenti. In questi anni, però, sono scomparsi alcuni dei fondatori e questo, ovviamente, ha rallentato un po’ il cammino: la partenza di don Giussani, di Chiara Lubich ed altri, ovviamente ha avuto un influsso perché questa realtà di unità e di comunione dei movimenti è stata decisamente voluta da loro. Un’occasione come quella del 29 maggio ci dice che dobbiamo continuare. Adesso, in una fase diversa, post-fondazionale; dobbiamo riprendere quella “profezia”. Ed il momento della presentazione del mio libro è andato in quella linea direzione. G.B. – Lei ha accennato alla scomparsa di alcuni fondatori. Proprio lei, Maria Voce, don Carrón, siete tra quelli che state vivendo il “dopo –fondazione”, la “seconda fase”, che è una fase delicata: il vostro è un compito complesso e appassionante. Alla luce di ciò che è emerso dal vostro confronto, cosa serve in questa fase ad un movimento ecclesiale? J.M. – Credo che la fase “post –fondazionale” è anche una fase carismatica. Ci sono delle grazie diverse da quelle vincolate alla fondazione, più nella prospettiva dell’incarnazione: la grande sfida è che il carisma, nella scia del fondatore, diventi sempre più “storia”. Quindi è una tappa di servizio alla Chiesa ed all’umanità. Ci vuole una maturità diversa. Dobbiamo lavorare più insieme, mettere in luce tutti i talenti personali e comunitari. Perché quando c’è il fondatore la luce del carisma è fortissima, lo “incarna” quasi da sola. Ora Dio ci chiede di mettere in moto la nostra intelligenza del carisma, le nostre forze. E dobbiamo farlo insieme! Questa è la grande sfida. È ciò che ho cercato di dire con quel concetto (già usato da Giovanni Paolo II) di “fedeltà creativa”: fedeltà al carisma e, al contempo, capacità di innovazione, di creatività, sempre frutto dello Spirito. Ed un inserimento maggiore nella Chiesa e nella società. Ascolta l’intervista integrale(altro…)
Al giubileo del Rinnovamento carismatico cattolico
“John 17” vuole essere una voce che chiama le Chiese alla riconciliazione e all’unità secondo la preghiera di Gesù: “Che tutti siano uno” (Gv 17,21). Poggia sulla convinzione che l’evangelizzazione è tanto più efficace se è accompagnata dalla testimonianza dell’unità tra i cristiani. I membri di questo movimento desiderano essere dei catalizzatori di unità e per questo si impegnano a stabilire ovunque delle relazioni fraterne e di amicizia, specie fra cristiani di diverse Chiese. Una sessantina di membri di questo Movimento, accompagnati da Joe Tosini e Mike Herron, due dei fondatori, sono venuti a Roma in occasione del Giubileo d’oro del Rinnovamento carismatico cattolico (RCC). Il Papa ha invitato il RCC a ritrovare le proprie radici ecumeniche. La prima esperienza infatti di effusione e di battesimo nello Spirito Santo avvenuta tra un gruppo di giovani cattolici all’Università Duquesne a Pittsburg nel 1967, era anche il frutto di incontri con persone pentecostali. La presenza di pastori di diverse denominazioni sul palco durante la veglia di Pentecoste all’antico Circo Massimo, era un segno visibile di queste origini. Papa Francesco ha chiesto ai carismatici cattolici di essere un luogo privilegiato nella Chiesa per percorrere la via verso l’unità in una “diversità riconciliata”: «Oggi è più urgente che mai l’unità dei cristiani, uniti per opera dello Spirito Santo, nella preghiera e nell’azione per i più deboli. Camminare insieme, lavorare insieme. Amarci. Amarci. … lo Spirito ci vuole in cammino».
Il gruppo John 17, composto per lo più di leaders da Chiese pentecostali, ha voluto approfittare del suo soggiorno a Roma per incontrare Maria Voce, la presidente del Movimento dei Focolari, conoscere ed approfondire il carisma dell’unità di Chiara Lubich. Per questo essi sono venuti al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo il 7 giugno, accompagnati anche dal pastore della Chiesa Evangelica della Riconciliazione Giovanni Traettino di Caserta. Questo incontro aveva pure come finalità di prepararsi ad un’udienza privata con Papa Francesco, prevista per l’8 giugno; udienza che è poi durata per ben due ore. La convergenza di intenti e di spirito tra i due movimenti – Focolari e John 17 – era palese e le ore passate insieme sono state di gioia e di lode a Dio. Il pastore Traettino ha ricordato a tutti che l’unità si edifica “cominciando dai piedi” e non dalla testa e cioè mettendosi al servizio del prossimo. Questo impegno è stato sigillato tra tutti i partecipanti mediante un rito di reciproca lavanda dei piedi, accompagnato da una preghiera gli uni per gli altri. Maria Voce e altri membri dei Focolari, di diverse Chiese, hanno potuto dare loro l’essenziale della spiritualità dell’unità e le loro esperienze di vita alla luce del Vangelo. (altro…)
Un grazie da parte di papa Francesco, una constatazione e un augurio:«Grazie per questo che voi fate, per lavorare per l’unità dei cristiani, tutti insieme, come il Signore vuole. Camminiamo insieme, facciamo l’aiuto ai poveri insieme, carità insieme, educazione insieme: tutti insieme».E ancora: «E che i teologi lavorino da parte loro e ci aiutino. Ma noi sempre in cammino, mai fermi, mai fermi; e insieme. Questo è quello che io mi auguro e vi ringrazio perché so che voi lo fate». Parole che Maria Voce, invitata con i leader evangelici a prendere parte all’udienza, commenta così: «È stato un incontro molto breve ma personalizzato; il Papa ha salutato tutti, uno per uno e ci ha voluto tutti in circolo nella Sala del Concistoro proprio per poterci salutare personalmente. Dopo si è fermato solo qualche minuto per dirci la sua gratitudine per questa visita. L’ha sentita un segno di stima, un segno di affetto verso di lui, del quale era molto contento. Ha detto soprattutto che il desiderio del suo cuore è che si cammini insieme. Diceva che questo ecumenismo è quello del camminare insieme e ringraziava i partecipanti perché, diceva, so che voi lo fate. Bisogna continuare a camminare insieme. I teologi ci aiuteranno a capire le differenze, a trovare il modo di superarle, però l’importante è che noi camminiamo insieme, perché la volontà di Dio è che siamo tutti uno. Questo il suo messaggio. Era molto disteso, molto contento di incontrare tutti». L’appuntamento papa Francesco l’ha dato per il pomeriggio al Circo Massimo (Roma). Alla vigilia di Pentecoste, ha avuto luogo una veglia per il Giubileo d’Oro del Rinnovamento Carismatico Cattolico, organizzato dall’International Catholic Charismatic Renewal Services e dalla Catholic Fraternity. Fonte: SIF Vedi video(altro…)
“Con viva gioia” Maria Voce ha appreso la scelta del Card. Gualtiero Bassetti come nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) annunciata il 24 maggio 2017. In una lettera di congratulazioni la Presidente del Movimento dei Focolari esprime le sue “più sentite felicitazioni per questo prestigioso incarico, chiaro segno di fiducia da parte del Santo Padre”. “L’impronta di collegialità e di amore”, continua la Presidente, “che le è congeniale sarà un grande dono per l’intera Comunità ecclesiale e civile italiana, in particolare per quei fratelli e quegli ambiti che più rassomigliano a Gesù Crocifisso e Abbandonato”.Anche il Movimento dei Focolari in Italia si è congratulato con il nuovo Presidente della CEI nella cui nomina trova “motivo di grande gioia”. In un comunicato stampa, sottolinea il suo “stile sempre fedelmente perseguito nella vicinanza alle persone, agli operai, ai migranti, alle famiglie, nelle concrete situazioni di crisi e nella ricerca della verità”. Gli augura “di sperimentare in questo nuovo compito un sempre rinnovato coraggio per affrontare le innumerevoli sfide, confortato da quella sinodalità che testimonia il volto fraterno della Chiesa”. Nato nel 1942 a Marradi vicino Firenze, Gualtiero Bassetti è stato ordinato sacerdote nel 1966. Nel 1994 è stato nominato vescovo di Massa Marittima, poi di Arezzo (1998) e nel 2009 arcivescovo di Perugia. Nel 2014 Papa Francesco lo ha accolto nel collegio cardinalizio. Lettera di Maria Voce(altro…)
«Come madre Maria fu una madre esemplare; e perciò divenne e resta modello della maternità. Non solo fu degna della divinità del Figlio, alla quale del suo cuore fece tempio, ma fu degna anche della umanità di lui: sicché, se egli fu, non solo uomo, ma l’Uomo nella perfezione, ella fu, non solo una donna, ma la Donna, che visse in sé unitariamente la doppia vita, cioè l’intera vita, umana e divina: tutta per Iddio e tutta per il Figlio e, attraverso lui, per l’umanità. Insegnò così e insegna come si debba vivere armoniosamente la vita dello spirito e quella della carne, in santità e castità, facendo di questa una custodia di quella. La doppia vita incluse sopra tutto le gioie della divinità – l’amore dello Sposo, lo Spirito Santo -, e le sofferenze dell’umanità, – privazioni, maldicenze, persecuzioni e infine l’assassinio sulla croce. Da Maria le madri in particolare, e le donne in genere, o meglio tutti gli esseri razionali, hanno da apprendere questa integralità, per la quale l’esistenza è piena: ché, se si trascura l’elemento spirituale o si trascura l’elemento materiale, si cade in difetto o verso l’umanità o verso la divinità. Maria prese e armonizzò, nella giusta gradazione gerarchica, a mo’ dell’uomo-Dio, la doppia realtà: fu vergine e fu madre; e risolse sempre il dolore in amore. Fu la donna forte: perché Dio era con lei. Divinamente forte. Su un tale modello si foggiarono milioni di creature, sopra tutto madri, le quali, appunto, perché con Maria si ritemprano in Dio, facendosi serve della volontà di lui, non danno in smania a ogni stormir di fronda, come donne vacue: vacue (vuote) di Spirito Santo. «Se Dio è con noi, chi contro di noi?». Il motto piacque assai alla santa Cabrini, modellata su Maria Vergine Madre, come piacque a migliaia di martiri illustri e a milioni di vittime ignote della miseria, della persecuzione, della guerra, della disgrazia: donne e uomini umili che chiusero e chiudono vigorosamente nel cuore la loro pena, guardando Maria. La quale così fu e resta fonte di energia: madre di un amore più forte della morte. Madre di Gesù e madre di tutti: e maestra. San Bernardo c’insegna che Dio ha voluto che noi avessimo ogni cosa per le mani di Maria: Maria, madre delle grazie e della misericordia. Si dirà: ma il mediatore delle grazie è Gesù. Vero: però Gesù è il fratello nostro, carne nostra, fatto tale da Maria: e rivolgersi a lui pel tramite di Maria è interporre tra lui, offeso, e noi, offensori, la madre. Si inizia così una catena per cui Maria ascolta il peccatore. Gesù ascolta Maria, il Padre ascolta Gesù: e circola nella relazione lo Spirito Santo. Gesù venne a noi per mezzo di Maria: noi andiamo a Gesù per lo stesso tramite; quasi alveo, per il quale la vita transita da Dio agli uomini e ritorna dagli uomini a Dio. Il cristiano fa valere, per le labbra della Madre, questa sua fraternità con Cristo: questa sua parentela con Dio. – Mater Dei et mater mei – invocava ingenuamente la pietà medievale; e cioè: – Madre di Dio e madre di me! – Pensiero che anche Silvio Pellico (1) tradusse in versi: Consolatrice Vergine, dei tribolati speme, sei madre nostra e insieme sei madre al Salvator! E dunque per Maria la convivenza si fa circuito familiare, dove circola la vita di Dio». Da Igino Giordani, Maria modello perfetto, Città Nuova, Roma, (1967) 2012, pp. 81-85, 108-109. (1) Scrittore, poeta e patriota italiano, nato nel 1789 e morto nel 1854, noto soprattutto come autore de “Le mie prigioni”. (altro…)