16 Feb 2015 | Cultura
The Interior Castle, also known as the Book of Mansions, is considered Teresa of Avila’s greatest and most mature explanation of the spiritual journey. For Teresa, growing spiritually is traveling inwards to the centre of our being where God dwells, yet too few set out with resolution to reach the Divine Presence. Read more
12 Feb 2015 | Cultura
Di fronte al pluralismo delle culture nell’età della globalizzazione, il tema della dignità dell’uomo è un argomento chiave del dibattito politico e un principio irrinunciabile per il dialogo e la comunicazione interculturale. La stessa integrazione del Continente europeo fin dall’inizio, nel tentativo di darsi un quadro di valori condivisi, ha assunto il tema della dignità umana come suo principio e compito, attingendo ad una lunga riflessione e maturazione che affonda le sue radici nella propria storia e cultura. Il volume a due voci prende in esame la relazione tra l’Europa e l’idea di dignità dal punto di vista filosofico, giuridico e politico. Vincenzo Buonomo, ordinario di Diritto e Organizzazione internazionale presso la Pontificia Università Lateranense di Roma dove è Direttore del Dipartimento di Studi sulla Comunità internazionale. Partecipa ai lavori di organi delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa e dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Angelo Capecci, ordinario di Storia della filosofia presso l’Università di Perugia. Dal 1990 al 1997 è stato presidente dell’IRRSAE (Istituto per la ricerca, Sperimentazione, Aggiornamento Educativo). Presidente del corso di Laurea in Filosofia e del corso di laurea magistrale in Filosofia ed etica delle relazioni presso l’Università degli studi di Perugia. È attualmente Direttore del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione.
10 Feb 2015 | Chiesa, Cultura, Sociale
Un patto educativo da ricostruire armonicamente: tra famiglia, scuola, istituzioni civili, cultura. È l’idea che sta alla base del progetto delle Scholas Occurrentes, [le scuole che vengono incontro, scuole vicine] nate in Argentina su iniziativa dell’allora arcivescovo di Buenos Aires J.M. Bergoglio e rilanciate oggi a livello internazionale. «Scholas vuole in qualche modo reintegrare lo sforzo di tutti per l’educazione, vuole rifare armonicamente il patto educativo, perché solo così, se tutti noi responsabili dell’educazione dei nostri ragazzi e giovani ci armonizzeremo, l’educazione potrà cambiare. Per questo Scholas cerca la cultura, lo sport, la scienza; per questo Scholas cerca i ponti, esce dal “piccolo” e va a cercarli più lontano. Oggi sta attuando in tutti i continenti questa interazione, questa conoscenza», ribadisce papa Francesco, a conclusione del 4° congresso mondiale che si è svolto in Vaticano dal 2 al 5 febbraio scorsi. Momento culmine di questi giorni, il collegamento in video conferenza con alcuni ragazzi diversamente abili che partecipano ai programmi di inclusione scolastica delle 400.000 scuole legate dal progetto. Tra loro Isabel di 13 anni, non vedente, che ama l’atletica e chiede al Papa di dire a chi è in difficoltà «di non arrendersi, perché con un po’ di sforzo si può arrivare dove si vuole». Sì, perché «in tutti voi c’è uno scrigno», ha detto Francesco nel video messaggio ai ragazzi, «e dentro c’è un tesoro. Il vostro lavoro è aprire lo scrigno, tirare fuori il tesoro, farlo crescere, darlo agli altri e ricevere il tesoro degli altri». Erano presenti in oltre 250, tra i maggiori esperti in materia di educazione e di responsabilità sociale, di credi e culture diverse, e delegazioni di organizzazioni sportive, così come rappresentanti del mondo dell’arte, dello spettacolo e della cultura, e di società di Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC) che, attraverso le tecnologie più avanzate, permettono di «costruire un’aula dove tutti abbiano posto», come ha dichiarato José María del Corral, direttore delle Scholas.
Riscoprire, quindi, il gioco come cammino educativo, educare alla bellezza, ritrovare l’armonia tra il “linguaggio della testa” e il “linguaggio del cuore” sono le piste di lavoro per l’educazione delineate dal Papa nel suo intervento. Miccia per gli attori in gioco, presenti al convegno di Scholas, che nei giorni precedenti avevano portato esperienze, ricerche e progetti educativi in cui l’apprendimento e la solidarietà si fondono in una linea pedagogica inclusiva: alunni con bisogni educativi speciali, dipendenze, povertà, cura dell’ambiente. A riguardo sono stati presentati, tra gli altri, alcuni progetti nati nell’ambito dei Focolari, come il progetto Udisha in India, la mobilitazione contro il gioco d’azzardo di Slot Mob in Italia, il progetto Living Peace in Egitto. Due mattinate sono state dedicate inoltre ad approfondire la pedagogia dell’Apprendimento e Servizio Solidale: essa, sviluppatasi negli Stati Uniti a partire dagli anni ’60, negli ultimi 20 anni è stata promossa da Maria Nieves Tapia dei Focolari, insieme a tanti altri delle più diverse reti ed organizzazioni. Col CLAYSS (Centro Latinoamericano di Apprendimento e Servizio Solidale, ) si cerca anche di metterla in dialogo con le ricerche su fraternità e prosocialità. Al convegno è stata presentata nei suoi principi teorici da Carina Rossa, di Educare all’Incontro e la Solidarietà (EIS) LUMSA e di Educazione e Unità (EDU); e la rete di Scholas si è impegnata ad implementarla. «A guadagnarci in tutto questo sono i ragazzi», ha concluso papa Francesco, sottolineando così l’importanza di questo lavoro che porta a costruire ponti tra giovani di ogni nazione e credo, educando alla pace e alla fraternità. Anzi, ha affermato ancora: «Non cambieremo il mondo, se non cambiamo l’educazione». Un vero e proprio «piano di salvataggio» in atto, come lo ha definito in altre occasioni, per arginare quella cultura dello scarto che non sta lasciando posto nella società per tutta una generazione di bambini e giovani. E continuare a credere che «la vita è un bel tesoro, ma che ha senso solamente se la doniamo». Info per aderire al progetto: www.scholasoccurrentes.org Discorso integrale del Papa (altro…)
4 Feb 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
https://www.youtube.com/watch?v=bMsJ52gIL_s Un’anticipazione sui temi del musical, dal sito della band internazionale. A partire dal tema difficile dell’integrazione. L’amore sa capire e sollevare I tuoi pesi soavemente Sente suo il tuo destino, Per te offre cuore e mente. (Da “L’arte universale” / Campus: The Musical ) Info prevendita www.genrosso.com www.loppiano.it (altro…)
2 Feb 2015 | Centro internazionale, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il prof. Sergio Mattarella è dal 31 gennaio 2015 il nuovo Presidente della Repubblica italiana. Politico siciliano, di anima cristiana, la sua storia è legata alla lotta alla mafia e alle battaglie per la giustizia. Più volte ha detto di essere ispirato nelle sue scelte anche dal fratello Piersanti, presidente della Regione Sicilia, ucciso dalla mafia nel 1980. «Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. È sufficiente questo», sono state le sue prime parole. E a lui Maria Voce nel suo messaggio assicura «di poter contare sull’impegno del Movimento dei Focolari in Italia, che è proiettato ogni giorno, su tanti fronti, a dare il proprio contributo al bene del Paese». A nome dei Focolari gli rivolge «i più sentiti e calorosi auguri per l’alto compito a cui è stato chiamato, in una cruciale stagione della nostra comunità nazionale». La notizia dell’elezione di Sergio Mattarella è stata accolta «con grande gioia», «certi che le Sue riconosciute doti politiche, umane, culturali e spirituali Le permetteranno di essere vicino “alle difficoltà e alle speranze” di tutti i cittadini e di servire in modo straordinario il Paese». Il Movimento dei Focolari in Italia – dove è nato – è attivo in vari campi: dal cantiere legalità, al lavoro sull’emergenza educativa, dal fronte dell’immigrazione e del dialogo interreligioso a quello dei diversi ambiti della cultura. In campo politico la riflessione e l’azione si esprimono attraverso il Movimento Politico per l’Unità. Ed è «sulla scia di quel patto di fraternità per l’Italia» proposto da Chiara Lubich ai parlamentari italiani nel palazzo di San Macuto il 15 dicembre 2000, che Maria Voce conclude il suo messaggio al Presidente della Repubblica, assicurando l’impegno dei Focolari, insieme ai cordialissimi «auguri di buon lavoro!».
2 Feb 2015 | Chiara Lubich, Cultura, Famiglie, Spiritualità
«La spiritualità di Chiara Lubich ci dice di aprirci alla comunione prima di tutto in famiglia e, costruita l’unità, aprirla ad altre famiglie. Nessuna famiglia è un’isola. Abbiamo bisogno di condividere beni spirituali e materiali, propositi, conoscenze, tempo, competenze, per costruire reti in grado di porsi a servizio del mondo, il quale aspetta di vedere testimoniato un amore che può sempre ricominciare». È con gioia che Anna e Alberto Friso commentano l’apertura della causa di beatificazione di Chiara Lubich, martedì scorso [27 gennaio] a Frascati. Hanno conosciuto personalmente la fondatrice del Movimento dei Focolari (e nel 1967 di “Famiglie nuove”, una delle prime realtà associative per la famiglia, di cui loro sono stati responsabili per 12 anni) quando erano ancora freschi di matrimonio: da Padova hanno raggiunto Rocca di Papa per partecipare a un congresso di famiglie con il loro primo figlio neonato. «Ci ha colpito il fatto che una consacrata avesse così tanto a cuore la famiglia e che il suo ideale potesse essere applicato anche alla nostra vocazione di sposi», ricordano. Non solo: «Chiara era una donna moderna, bella senza essere appariscente, elegante ma non affettata, con un parlare accattivante e armonioso – fanno notare i Friso –. Noi venivamo dalla provincia, due semplici impiegati, abbastanza imbranati. Con semplicità e convinzione ci ha detto che Gesù contava anche su di noi, come persone e come famiglia». La Lubich, infatti, era convinta che la spiritualità dell’unità fosse particolarmente adatta alla famiglia, perché, nel suo disegno originario, è una piccola comunità di persone unite dall’amore». Oggi Alberto e Anna si occupano della onlus “Azione per famiglie nuove“, impegnata nel Sud del mondo e nelle adozioni a distanza. Quando erano responsabili di “Famiglie nuove”, incontravano periodicamente la fondatrice: «Ascoltava difficoltà e progetti, ma soprattutto ci dava quel coraggio senza il quale sarebbe troppo complicato per due povere creature portare avanti un movimento di famiglie così numeroso e a dimensione mondiale. Lei ci orientava, ci confermava, sognava con noi. Ma più spesso esprimeva la sua fiducia in noi sposati». Membri del Pontificio Consiglio per la famiglia, i coniugi Friso erano invitati dalla Lubich all’attenzione verso i separati, i divorziati e i risposati, definiti da lei stessa «il volto di Gesù crocifisso e abbandonato». Il carisma di Chiara continua ad annunciare alla famiglia e alle famiglie del Movimento l’amore divino per ciascuno, «una convinzione che scaturisce non solo dalla Scrittura, ma per averlo provato personalmente, nel nostro vissuto. Un annuncio che risulta efficace anche per chi ormai non spera più o ha perso la fede, o pensa che la separazione sia ormai inevitabile. E se Dio ama me, se ha dato la vita per me, anch’io devo – posso! – rispondere a questo amore, amando il prossimo che mi sta accanto. E chi più prossimo del coniuge, dei figli, dei familiari?», si chiedono Alberto e Anna, argomentando: «Se con onestà ci mettiamo nel raggio di un amore che attinge all’Assoluto, tutto diventa possibile: accoglienza, servizio, ascolto, amore disinteressato, gratuità, perdono…». Fonte: La scuola di Chiara Lubich: nessuna famiglia è un’isola (altro…)