13 Gen 2015 | Cultura
This second edition of Living in the Gap is prompted by the Church’s celebration throughout 2015 of a Year for Consecrated Life to mark both the 50th anniversary of the Second Vatican Council and the 50th anniversary of Perfectae Caritatis, “The Decree on the Adaptation and Renewal of Religious Life.” The book wishes to raise awareness of the importance of the vocation to the consecrated life in the life of Church and to help religious in their efforts towards the new evangelization.
The challenge before religious today and before all those called to evangelical counsels of chastity, poverty, and obedience is to do their best to narrow the gap between vision and reality. The question they should be asking themselves is not whether the gap between vision and reality exists in their lives, but whether it is getting larger or smaller.
Available from New City Press (NY)
12 Gen 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Una tragedia «che ha lasciato dietro di sé morte, distruzione e anche disperazione» dove «tanto è stato realizzato per ricostruire il Paese» ma dove «molto lavoro resta ancora da fare». Lo ha ricordato papa Francesco ai partecipanti all’incontro promosso nel 5° anniversario del terremoto ad Haiti, avvenuto il 12 gennaio 2010. Pur vivendo in un contesto molto povero, anche la comunità del Movimento dei Focolari presente a Savanette (Mont-Organisé nel Nord Est), da subito si è messa a disposizione per accogliere ed aiutare gli sfollati che arrivavano da Port-au-Prince, la capitale, che aveva subito devastazioni inimmaginabili. Da parte della locale associazione PACNE (Action Contre la Pauvreté du Nord-Est) è nata l’idea di realizzare un centro dove poter ospitare gli sfollati, e così con il contributo di moltissime comunità in varie parti del mondo, e con l’assistenza delle associazioni AFN (Azione per Famiglie Nuove) e AMU (Azione Mondo Unito), è stato realizzato il centro comunitario “Maison de la Providence” che ha dato opportunità di lavoro ed ospitalità a famiglie di sfollati. Oggi accoglie persone anziane ed indigenti che non hanno chi le possa accudire. Nel complesso, questo centro, nei primi due anni di attività, ha sostenuto circa 500 persone.

Foto: Dieu Nalio Chery/AP
A Port-au-Prince sono due i progetti realizzati dall’AMU in stretta collaborazione con i Missionari Scalabriniani, segno di quella «comunione ecclesiale» che ha caratterizzato la ricostruzione ad Haiti, in cui tanti organismi, ecclesiali e non, si sono impegnati. Il primo, relativo ad un piano di urbanizzazione per famiglie rimaste senza casa, riguardava la creazione di una nuova linea elettrica per il rifornimento in due villaggi. 41 famiglie hanno avuto così accesso all’energia e molte altre hanno avuto la possibilità di collegarsi alla linea elettrica. Inoltre, nel supporto al completamento della costruzione del villaggio “Montebelluna-Bassano” composto da 27 unità abitative a favore di 135 persone, il contributo dell’AMU ha permesso la realizzazione del sistema idrico e fognario del villaggio, e la dotazione delle singole abitazioni del sistema elettrico. È stata potenziata la linea elettrica di un polo produttivo, con un generatore più potente. In questo modo le diverse piccole imprese presenti (una produzione di blocchi, una carpenteria, una panetteria, un pastificio, una cucina industriale ed un allevamento avicolo) hanno potuto aumentare la propria produzione. Infine l’AMU ha sostenuto l’avvio di un allevamento avicolo – che dà lavoro a 10 persone – attraverso la costruzione di un serbatoio indispensabile per l’approvvigionamento idrico dei 3.000 animali e le attività di macellazione. Un centro comunitario – scuola, un centro di aggregazione ed una grande area sportiva – è il secondo progetto al quale l’AMU ha dato un contributo. Attraverso l’AMU, il Movimento dei Focolari ha anche sostenuto altre attività sociali a favore della popolazione di Haiti: a Carice (sempre nel Nord Est) per diversi anni è stata assunta un’infermiera professionale presso la piccola clinica delle Suore di Maria Immacolata, nell’attesa che una delle religiose completasse la propria specializzazione e poi prendesse servizio presso la clinica, una delle poche strutture sanitarie a servizio della popolazione locale. Infine, con PACNE e con il contributo specifico dei Giovani per un Mondo Unito, è stato avviato un programma di borse di studio per una decina di giovani haitiani affinché potessero svolgere i loro studi universitari, alcuni in Haiti e altri nella vicina Repubblica Dominicana, acquistando così buone competenze professionali da mettere a disposizione del proprio Paese. Info: www.amu-it.eu (altro…)
11 Gen 2015 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Insieme allo Shanti Ashram, movimento indù di ispirazione gandhiana, Udisha porta avanti e sostiene diverse attività, fra queste, la Piggy Bank, col motto: “Più si dà, più si ottiene”. «Iniziato nel marzo 2014, il progetto si ispira alla “cultura del dare” – scrive Valentino Agri, uno dei coordinatori – secondo una definizione cara a Chiara Lubich. C’è il forte desiderio di condividere con i bambini e le loro famiglie la scoperta dell’immenso amore di Dio per ciascuno di noi». L’iniziativa mira a promuovere l’importanza del risparmio per sovvenire alle necessità di chi è nel bisogno. In pratica, si tratta di un piccolo salvadanaio personale chiamato, appunto, Piggy Bank, dove ogni bambino può mettere i propri risparmi. Alla fine il ricavato viene suddiviso in due parti: una va a quei bambini che sono al di sotto della soglia di povertà, l’altra alla famiglia del bambino che ha la Piggy Bank.
«Qualche mese fa si è svolto un incontro interattivo sul problema della povertà con Mr. Vijay dello Shanti Ashram – racconta Valentino – il quale ci ha aperto uno scenario sulla povertà in cui vivono tanti bambini nei villaggi dell’India, in contesti diversi da quelli della città. Si è messo in evidenza che i nostri bambini di Mumbai, pur nelle difficoltà della vita quotidiana della baraccopoli, possono ritenersi fortunati ad avere una famiglia, andare a scuola e altro. Invece migliaia di minori non hanno chi si occupi di loro e spesso non hanno cibo, acqua, né possono studiare, né curarsi. Inoltre, Mr. Vijay ha spiegato ai ragazzi come il proprio contributo, per quanto piccolo, può fare la differenza per altri che non hanno niente. “Il nostro Paese sarà un posto migliore per ogni bambino, se condividiamo quanto possiamo”, ha affermato». I ragazzi si sono impegnati ancor di più a conservare i propri risparmi nella Piggy Bank: «Nella ricorrenza del compleanno di Gandhi – scrive Valentino – abbiamo rotto i salvadanai ed abbiamo raccolto circa 3000 rupie, equivalenti a 45 euro». In quel contesto e considerando che si parla di bambini, una vera fortuna! «Come al solito la mamma nel giorno del mio compleanno compra una torta. Questa volta le ho chiesto di darmi l’importo così l’ho potuto mettere nel mio salvadanaio. Mi sentivo felice…», racconta Alisha, di 10 anni. «A volte mia madre mi dà i soldi per prendere un risciò per andare a scuola, qualche volta sono andato a piedi p
er risparmiare e mettere i soldi nel mio salvadanaio…», dice Racheal di 11 anni. Mentre Valerie, di appena 6 anni: «Mio zio mi ha dato dieci rupie per comprarmi dei biscotti. Ha visto che li ho messi nel mio Piggy Bank per i miei fratelli e sorelle che non hanno mamma e papà e non possono andare a scuola come me. Allora mi ha dato altre dieci rupie». E un pizzico di furbizia non guasta: «Volevo comprare una penna costosa come tutti i miei amici a scuola. Mi sono ricordato del mio Piggy Bank e ho comprato una penna più economica di cinque rupie. Così nessuno potrà rubarmela!», è l’esperienza di Ryan, 9 anni. «È una piccola goccia nel mare, ma pur sempre una goccia – conclude Valentino – .Vi consigliamo di proporre questa iniziativa anche nei vostri ambienti, perché la goccia diventi fiume!». (altro…)
9 Gen 2015 | Chiesa, Cultura
Contenido: Este libro recoge las catequesis del papa Francisco sobre la Iglesia pronunciadas entre el 18 de junio y el 3 de diciembre de 2014. Hablar de la Iglesia es hablar de nuestra familia, dice. Y en verdad este papa tiene una capacidad especial para tratar temas complejos con la mayor profundidad y a la vez del modo más sencillo y atrayente. Francisco conversa directamente con su auditorio, repite alguna frase con la gente para ayudar a interiorizar el mensaje, manda tareas para casa, sazona su enseñanza con recuerdos personales y ejemplos de la vida corriente. Así se va dibujando en el alma el rostro de esta Iglesia que todos amamos, que yo amo: una gran familia donde aprendemos a vivir como discípulos de Jesús, siempre en camino bajo la guía del Espíritu Santo, el cual impulsa a la Iglesia derribando las defensas que nos impiden abrir un diálogo con los demás. Añadimos en apéndice las principales intervenciones del Papa en sus viajes apostólicos a Corea, a Albania y a Turquía, que subrayan la apertura de la Iglesia de hoy y el papel destacado de los laicos en su vocación misionera. Un material idóneo para la meditación y la formación cristiana de jóvenes y adultos, laicos y consagrados… Un pequeño gran tratado sobre la Iglesia, de lectura profundamente espiritual y amena, fácil de entender y que impulsa a vivir. Sobre el autor Francisco, primer papa latinoamericano, nació en Buenos Aires en el año 1936. Jorge Mario Bergoglio, jesuita, fue ordenado obispo el 27 de junio de 1992 y años más tarde, fue nombrado (1998) Arzobispo de Buenos Aires. Juan Pablo II lo creó Cardenal con el título de San Roberto Bellarmino en el año 2001. Participó en el cónclave que eligió como sumo pontífice a Benedicto XVI y en el último Cónclave, salió elegido como sucesor, tomando para sí el emblemático nombre de Francisco. Editorial Ciudad Nueva (Madrid) Otros títulos de este autor » 100 días » La fe de la Iglesia » Los sacramentos y los dones del Espíritu
8 Gen 2015 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«NetOne, associazione di giornalisti e operatori della comunicazione dei cinque continenti promossa dal Movimento dei Focolari, condanna con fermezza il vile attentato contro la redazione di Charlie Hebdo. NetOne esprime la sua solidarietà e la sua vicinanza a colleghi, familiari e sostenitori delle vittime. Che dei giornalisti siano uccisi per il loro lavoro non può avere alcuna scusante, in nessun caso. Auspichiamo nel contempo che il lavoro di tanti colleghi giornalisti e di tanti operatori della comunicazione già impegnati nello studio, nella via della conoscenza, nel reciproco riconoscimento e nella valorizzazione di culture, religioni e mondi tanto lontani, continui con più efficacia. Anzi, auspichiamo che sia sostenuto e incoraggiato anche dalle istituzioni pubbliche e società civile. I giornalisti e gli operatori della comunicazione aderenti a NetOne sono convinti che la strada della violenza sia un vicolo cieco; solo un vero dialogo, rispettoso e sincero, potrà evitare il crescere di una barbarie senza fine, mentre va percorsa con coraggio la via della stima reciproca e di una reale fraternità universale. NetOne si impegna a operare in questa direzione, nel rispetto della libertà di espressione e di convinzione di chi lavora nei media e del pubblico». Leggi anche su Città Nuova online: Charlie Hebdo, violenza e libertà Niente paura! (altro…)
4 Gen 2015 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Gonzalo Perrín non avrebbe mai immaginato che ai suoi 29 anni sarebbe stato socio e manager di una fabbrica di biscotti. Stava ancora studiando nel settore alberghiero quando ha conosciuto l’Economia di Comunione (EdC), rimanendone così colpito da lasciare tutto per metterne in pratica gli ideali. «Nel 2008 – racconta – ho rinunciato al mio lavoro e sono tornato nel mio paese, a O’Higgins a produrre biscotti; all’inizio a casa mia, dove sono stato diversi mesi mentre sistemavo il capannone e compravo le macchine adatte». Oggi dirige “Pasticcino”, una fabbrica che si trova all’interno del Polo industriale Solidaridad, nella cittadella argentina dei Focolari. Produce due milioni e mezzo di biscottini al mese, distribuiti in 25 catene di bar e caffetterie. Attualmente è allo studio anche la possibilità di aprire una succursale in Brasile, nel polo Spartaco della cittadella vicina a San Paolo. Per restare fedele allo spirito dell’EdC e condividere gli utili dell’azienda con i bisognosi, Gonzalo è arrivato anche a chiedere degli anticipi alle banche. Un’altra esperienza particolare è quella che alla “Pasticcino” si vive con i dipendenti, in particolare con Charly, un non vedente. Durante una visita qualcuno aveva fatto notare a Gonzalo che Charly era un costo extra per l’azienda: «Può darsi che risulti un po’ più costoso – ha risposto –, ma quello che non si vede dal bilancio è che lui rappresenta una ricchezza enorme per l’azienda, per le idee che propone e per il buon clima che ha suscitato tra i colleghi». Tanto che oggi Gonzalo considera Charly più che un dipendente, un consulente ed un amico.
A chi gli chiede se ne è valsa la pena e se non vorrebbe guadagnare un po’ di più, risponde: «A volte quando salgo sull’auto di un amico, mi dico: che buona macchina! Ma anche a me non è mai mancato nulla e le cose più importanti della vita non si comprano col denaro, perché sono le relazioni. Non so quanto durerà l’azienda, ma se finirà, le relazioni rimarranno e questo è il bene più prezioso che ho». Ultimamente Gonzalo doveva chiudere un grosso affare con un nuovo cliente: «Sono già stato a cinque riunioni. Dieci giorni fa sono andato alla sesta e sembrava che ci fossero delle possibilità. Da allora vivevo guardando il telefono e aspettando. Stavo diventando pazzo, quando, durante il compleanno di mio papà, mia nonna di 82 anni mi ha chiesto come andava l’azienda. Le ho raccontato a fondo di questo affare e mi ha risposto: “Non ti preoccupare Gonzalo, se non concludi con questa ditta sarà per un bene maggiore”. Non so come, ma a quelle parole la preoccupazione si è proprio sgonfiata». Dopo alcuni giorni è arrivato, invece, il compleanno della nonna «e proprio quel giorno il grande cliente di cui parlavo mi ha accettato come fornitore! La “Pasticcino” cresce!». (altro…)