12 Feb 2014 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Arrivando a Isola della Scala (vicino a Verona), il 29 gennaio 2014 – scrivono dal Gen Verde –, abbiamo scoperto che START NOW non era più solo il nostro progetto, ma anche dei 100 giovani con i quali abbiamo realizzato i workshop artistici e anche di tanti adulti che ci avevano accompagnato in quei giorni, lavorando dietro le quinte. Tutti urlavano in coro: START NOW, WOW!
«Quando siamo passati al lavoro di danza, canto, percussione e teatro, è stato come se ci conoscessimo da sempre: eravamo tutti pronti a mettere a disposizione i propri talenti. Una ragazza così si esprimeva: “Io qui sul palco mi sento un’altra, libera di esprimermi, diversa”. E un suo compagno le ha risposto: “Guarda che tu puoi essere così tutti i giorni…”. «Sabato 1° febbraio, ormai pronti per salire sul palco, giovani e Gen Verde insieme, è iniziato il tradizionale “Meeting invernale – Festa della vita”, organizzato dalla Pastorale giovanile di Verona, che quest’anno ci ha viste insieme alla diocesi, in prima linea, a testimoniare che sperare si può. Il vescovo, nell’omelia della Messa prima dello spettacolo, ha incoraggiato i giovani presenti:“Con voi il futuro è assicurato!”. «L’arte, ancora una volta, si è fatta strumento di dialogo, per mettersi in gioco. E cantando insieme “…la pace, dipende da te”, abbiamo preso insieme un impegno coinvolgendo anche i 3.500 partecipanti e che, durante il concerto, cantavano con noi. Da Verona è partita un’onda di fraternità che, chissà dove può arrivare!».
Il complesso internazionale Gen Verde, attualmente è formato da 21 giovani donne provenienti da 13 Paesi. Ha realizzato più di 1.400 spettacoli durante varie tournée in Europa, Asia, Sud e Nord America. Lo stile originale del complesso musicale si evolve con l’arrivo di ogni sua nuova componente. Le varie influenze portano uno specifico e ricco mix culturale ed etnico e una vasta gamma di generi tradizionali oltre che contemporanei. Ad oggi la band ha pubblicato un totale di 70 album. Mentre la formazione del gruppo è cambiata nel corso degli anni, i valori alla base del suo obiettivo artistico rimangono gli stessi: contribuire a creare una cultura globale di pace, di dialogo e di unità. L’international performing arts group Gen Verde, ha la sua base nella cittadella internazionale di Loppiano (Firenze, Italia) dove persone di tutte le provenienze e razze condividono l’esperienza creativa e arricchente di costruire l’unità nella diversità. (altro…)
11 Feb 2014 | Cultura
La storia di Silva Lubich, il contesto in cui nasce e vive i primi anni della sua vita. L’inizio di un sorprendente percorso umano e spirituale. Il 7 dicembre 1943, Silvia Lubich, giovane maestra, non aveva nessun’idea di quello che avrebbe visto e vissuto negli 88 anni della sua vita, delle persone che l’avrebbero seguita. Non immaginava che con le sue compagne i suoi compagni sarebbe arrivata in 182 nazioni. Anzi, non aveva nemmeno l’idea che avrebbe fondato un Movimento. Prima di quel 7 dicembre in cui si consacra a Dio Chiara Lubich è Silvia. La sua famiglia, la città natale, la scuola, le amicizie, i primi anni della sua vita, il contesto dove nasce e vive, disegnano il percorso di formazione umana e spirituale che contribuiranno alla personalità di Chiara. Editrice Città Nuova – 2014 Collana: Verso L’unità – Sez Saggi (altro…)
7 Feb 2014 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Da quando avevo sentito la chiamata a donarmi a Dio nel focolare, sembrava che il mondo dell’arte e i tanti anni di studio della musica, non trovassero più posto nella mia vita. Paradossalmente però diversi incontri e rapporti che nascevano mi spingevano ad ascoltare la mia parte artistica e a seguirne gli stimoli. Ho sempre sentito tanta fiducia nei confronti dei miei amici del Focolare, che non hanno tanto cercato di darmi risposte ma di starmi vicino, condividendo le mie domande. Nel frattempo, svolgevo anche altri lavori, perciò mi sembrava che tutto quel mondo artistico fosse per me come un treno già partito e su cui non ero salito. Ho scoperto, intanto, che quello che Dio ci dona non corrisponde mai esattamente a quello che pensiamo noi. Per esempio, avevo cercato lavoro nel campo della musica nei quartieri più difficili della mia città, tra gli immigrati ed i più poveri, per mettermi a loro disposizione. In tanti anni di intensa ricerca, però, non è mai venuto fuori nulla. È stata una collega, invece, a farmi notare che il liceo nel quale lavoro adesso, mi offriva una sfida completamente diversa ma ugualmente affascinante: giovani pieni di ricchezza materiale, ma spesso anche di povertà spirituale, sazietà di tutto e insoddisfazione profonda. Così ora da due anni e mezzo, lavoro nel liceo umanistico Christianeum ad Amburgo, una scuola con una vasta attività musicale con cori, brass band e orchestre che coinvolge centinaia di ragazzi. Dirigo le due orchestre sinfoniche della scuola: quella dei ragazzi dai 10 ai 12 anni (attualmente con 65 membri) e quella dei giovani dai 13 ai 18 (52 componenti).
Questo lavoro esige soprattutto la capacità di creare rapporti con i ragazzi, ma anche con i genitori ed i colleghi. Tante volte vuol dire imparare a perdonare (me stesso e gli altri), ricominciare ogni volta, credendo negli altri al di là di qualsiasi delusione, impegnarsi disinteressatamente, prestando attenzione ad ogni singola persona e non solo al gruppo. E tutto questo con il presupposto della continua ricerca di una sempre maggiore competenza professionale, cercando di coinvolgere il più possibile i colleghi; infatti, siamo in tre ad occuparci dell’orchestra. Prima di decidere qualcosa, cerchiamo di capire cosa pensano gli altri, ascoltandoci con attenzione. Così sperimento la reciprocità dell’amore con i ragazzi e con gli adulti. Sono stato sorpreso quando mi hanno fatto notare che nelle attività musicali della scuola “soffia sempre di più uno spirito buono che crea un’atmosfera di collegialità amichevole che coinvolge tutti”. Avverto che la mia vita si unifica in quanto sono e resto coerente nella mia scelta di vita e provo la stessa freschezza e novità dei tempi in cui ho iniziato a vivere il Vangelo convinto, allora come oggi, che solo così, insieme a tanti altri, si può cambiare il mondo». Profilo Christian Kewitsch (altro…)
6 Feb 2014 | Cultura
Onorato Bucci – Pierfrancesco Piatti (edd.) STORIA DEI CONCILI ECUMENICI
A cinquant’anni dal Vaticano II una panoramica sui Concili Ecumenici Dal Concilio di Nicea (325) al Concilio Vaticano II (1962) sono ventuno i concili ecumenici della storia della Chiesa. Ciascuno ha rappresentato un momento importante e solenne della cristianità; luogo chiave di confronto e soluzione su questioni relative alla vita e alla dottrina della Chiesa. Frutto di un’èquipe di dieci studiosi di chiara fama, nel volume ciascun concilio viene presentato attraverso una scheda articolata in tre sezioni: attori, canoni, eredità. Due saggi introduttivi offrono un utile strumento interpretativo della materia. Il primo riflette sul rapporto tra il primato petrino e i concili, mentre il secondo illustra il dibattito sui criteri della ‘ecumenicità’ dei concili dal secolo XVI sino ai nostri giorni. I CURATORI Onorato Bucci: Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, insegna Diritto Romano e dei Diritti dell’Antico Oriente Mediterraneo presso l’Università degli Studi del Molise. Consultore dal 1975 della Pontificia Commissione per la Revisione del Codice di Diritto Canonico Orientale, è Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali e del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. È membro della Société Internationale d’Histoire des droits de l’Antiquité. Pierantonio Piatti: Dal 2005 è officiale del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e dal 2007 è Vice Direttore scientifico dell’Archivio Storico Diocesano dell’Arcidiocesi di Lucca. Segretario generale del Comitato scientifico del Centro Studi e Ricerche Studium Faesulanum con sede a Vienna e dal 2011 Socio Corrispondente dell’Accademia Fulginia di Lettere, Scienze ed Arti. Edirtice Città Nuova (altro…)
6 Feb 2014 | Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale, Spiritualità
Il 25 gennaio 2014 ha avuto luogo la 14° edizione dell’annuale giornata di pallavolo sponsorizzata, organizzata da «Youth4unity», giovani del Movimento dei Focolari, della Svizzera. 160 sportivi pieni di entusiasmo si sono dati appuntamento in sei palestre della scuola cantonale a Zurigo Oerlikon, non solo per fare dello sport. Infatti, con quanto riescono a raccogliere dagli sponsor sostengono, già per la terza volta, la fondazione Koz Kazeh (Arcobaleno) del Cairo. Si tratta di giovani e ragazzi egiziani che devono lavorare per sostenere le loro famiglie e che riescono a studiare solo nei giorni liberi. Di recente possono beneficiare di corsi d’orientamento professionale e programmi speciali di sostegno alle ragazze. Oltre all’impegno sociale, divertimento e gioco hanno scandito il VolleyDay svoltosi a Zurigo. Il motto “Take care – Rispetta il vicino, ognuno è importante”, ha fatto da filo conduttore al torneo, rendendolo un’amichevole Fair Play.
“Nel gioco non c’è lotta di concorrenza, come succede in altri tornei, perché noi giochiamo per un altro scopo”, afferma Gabriel (18), zurighese, che partecipa per la prima volta al VolleyDay. Il VolleyDay ha, inoltre, coinvolto una ventina di persone che volontariamente hanno collaborato, dietro le quinte, alla riuscita del torneo. La squadra «Abracadabra» ha raggiunto la somma più alta di sfr. 2’376 (€ 1.942,15) conquistando la “coppa challenge”. Le squadre vincitrici «D’Choncheflicker» (Liga A) e «Oerlikon one» (Liga B), hanno vinto un grande cesto di generi alimentari per una cena insieme. Il “time out” (un minuto di silenzio e di preghiera per la pace) e la lettera arrivata per l’occasione dalla fondazione Koz Kazeh, hanno rafforzato il rapporto fra i giovani di Zurigo e del Cairo. E la somma complessiva raccolta per l’edizione 2014, uguale a sfr. 12’074 (€ 9’869,30), è già partita per sostenere i microprogetti del Cairo. Galleria di foto (altro…)
5 Feb 2014 | Chiara Lubich, Cultura
“Abbiamo avuto l’opportunità di proporre un libro di Chiara Lubich tradotto in maltese, e ne siamo felicissimi!”; così si esprimono Marisa e Mario, responsabili della comunità dei Focolari dell’Isola, all’indomani della presentazione de “L-Arti tal-Imħabba”, ossia L’Arte di Amare. Il 17 gennaio, di fronte ad una sala gremita, si sono succeduti sul palco cinque relatori dalle differenti competenze: la professoressa Marie Alexander dell’Istituto di Linguistica dell’Università di Malta; Natalino Camilleri, superiore generale della Società della Dottrina Cristiana (M.U.S.E.U.M.); padre Karm Debattista, noto a Malta negli ambiti della musica e della comunicazione; il reverendo Canonico Simon Godfrey, cancelliere della Chiesa Anglicana e il dottor J. Mifsud, avvocato, giornalista e presentatore di programmi televisivi.
Gli interventi hanno messo in evidenza come l’arte di amare, proposta da Chiara Lubich, sia attinta direttamente dal Vangelo e si articoli in alcuni punti: amare tutti, senza alcuna discriminazione, fare il primo passo, riconoscere nel fratello la presenza di Gesù, e “farsi tutto a tutti”, secondo l’indicazione di san Paolo. L’impegno a far proprio questo modo di vivere richiede un esercizio costante, quotidiano, ma produce una nuova disposizione d’animo che è il primo passo per una rivoluzione pacifica, capace di cambiare il cuore dei singoli e di costruire una civiltà dell’amore. Il reverendo Simon Godfrey ed il dottor J. Mifsud hanno anche voluto esprimere i parallelismi esistenti tra i concetti espressi da Papa Francesco e da Chiara. Al termine degli interventi, una famiglia, una giovane ed un ragazzo hanno raccontato esperienze dell’arte di amare vissuta ed è stato presentato il “Dado dell’Amore”. Molti presenti, a conclusione del
la serata hanno espresso gioia per aver scoperto un nuovo modo di affrontare la quotidianità: “Il messaggio è forte, bello, semplice – afferma padre Silvestro -, a portata di mano e che tutti possono vivere”. Altri hanno colto varie sfaccettature : “Dostoevskij scrive che sarà la bellezza che salverà il mondo – ricorda Stephanie -; oggi abbiamo vissuto un momento armonioso e bello, perché ciò che si diceva aveva attinenza con Dio Bellezza”. Miriam, invece, sottolinea: “Non c’era credente o non credente: nell’amore ci siamo sentiti tutti famiglia e si poteva parlare liberamente”. E ancora Ezio: “Conoscevo questo libro in italiano, ma ne ho riscoperto il valore. Desidero vivere sempre meglio l’arte dell’amare, ed escogitare, col cuore e con la mente, mille modi per renderlo più bello, più efficace nei suoi intenti, più intenso, più diffusivo, più creativo, mai scontato”. (altro…)