Movimento dei Focolari
Together: necessità di fratellanza

Together: necessità di fratellanza

“Together – Raduno del Popolo di Dio” è la veglia di preghiera ecumenica che si terrà il 30 settembre 2023 a Roma in vista dell’Assemblea sinodale di ottobre. Damian, cattolico polacco, e Masha, ortodossa russa, sono due giovani del Movimento dei Focolari ed hanno recentemente partecipato all’ incontro di preparazione per l’evento al quale è seguita un’udienza privata con il Papa. Pregare insieme riuniti sotto la stessa tenda per scoprirsi fratelli e sorelle in Cristo. È questo il cuore della veglia di preghiera ecumenica che si svolgerà il 30 settembre 2023 in Piazza San Pietro, evento annunciato durante l’Angelus del 15 gennaio 2023 da Papa Francesco per affidare a Dio i lavori della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema della Sinodalità, che si svolgerà in ottobre 2023. Un vero e proprio raduno del Popolo di Dio e l’invito, come spiega anche il nome pensato per questo momento (Together), a camminare insieme; ad “allargare lo spazio della tua tenda”, come indica il versetto di Isaia (cfr. Is 54, 2) scelto per l’occasione. Animata dalla Comunità di Taizé, la veglia, che si svolgerà alla presenza di Papa Francesco e dei rappresentanti di varie Chiese cristiane, nonché molte realtà e organizzazioni, è aperta a tutti, in particolare ai giovani che sono invitati dal venerdì sera fino alla domenica pomeriggio, e saranno accolti per un fine settimana di vera condivisione. Nel team che si occupa dell’organizzazione di Together ci sono anche Damian Skłodowski, polacco, e Masha Iasinskaia, dalla Russia, due giovani del Movimento dei Focolari che dal 12 al 15 marzo 2023 hanno avuto modo di incontrarsi con tante altre persone per cominciare a portare avanti i lavori. Masha, che momento è stato per te? Questo incontro di preparazione è stato davvero forte per me, soprattutto perché sono rimasta piacevolmente impressionata nel vedere tante persone appartenenti a diverse Chiese, a varie confessioni, lavorare insieme. Io sono ortodossa e, facendo parte da quando sono nata del Movimento dei Focolari, ho sempre vissuto nella normalità del dialogo tra le varie Chiese, ma sono stata felice di sorprendermi questa volta. Ho scoperto che in tantissimi, ciascuno nella propria realtà, sentono questa necessità di fratellanza e lavorano fortemente per raggiungere questo obiettivo nelle loro comunità. Damian, come vi siete suddivisi dal punto di vista organizzativo? Il weekend di Together sarà un cammino a tappe. La mattina del 30 settembre saranno organizzati dei percorsi tematici, laboratori, in varie zone di Roma. Seguirà un tempo dedicato alla preghiera per tutti i giovani adulti nel centro della città e poi la marcia che ci condurrà tutti in Piazza San Pietro. Questo momento di preparazione è stato un modo certamente per conoscerci, fare un po’ brainstorming sui temi e capire come dividere il lavoro tra noi. Io e Masha ci occuperemo di preparare uno dei workshop per la mattina. Masha, in questo contesto che ruolo ha per te la parola “Together”? La prima volta che ho sentito di vivere a pieno questo “insieme” è stato in Ungheria, durante il GenFest del 2012, un raduno che coinvolge i giovani dei Focolari ogni 5 anni. Un evento diverso da quello che organizziamo qui, ma ciò che non potrò mai dimenticare è quel mandato che ci è stato consegnato ad essere “ponti”.  Il ponte rappresenta qualcosa che unisce, capace di creare un legame tra noi, tra i nostri Paesi, le nostre Chiese, le nostre differenze, e più saremo uniti più questo ponte sarà incrollabile. Penso che questo essere “insieme” sia una necessità, soprattutto per me, per il mio Paese. Io sono fortunata perché ho avuto la gioia di ricevere questo mandato, ma è necessario farsi testimonianza, diventare davvero ponti e questa veglia può essere una bellissima occasione. Damian, secondo te qual è il punto di partenza per stabilire un vero rapporto di comunione? Il punto di partenza è incontrare davvero l’altro, mettere al centro la persona, conoscersi e chiedersi “come stai?”. Bisogna crearlo quel rapporto. Si, è vero, siamo diversi, ci sono differenze tra le varie Chiese, tra le confessioni, tra le religioni ma anche tra le persone, in generale. Prima di trovare soluzioni o fare grandi discorsi ciò che è importante è l’ascolto. Io, cattolico, e Masha, ortodossa, lo stiamo sperimentando già nella condivisione di questo lavoro e anche durante i pranzi e le cene di questi giorni di preparazione, è stato bello incontrarsi con gli altri in un momento di convivialità, senza troppe pretese, con tanta semplicità. Anche Papa Francesco, nell’accoglierci in udienza privata e ringraziandoci per la nostra disponibilità, ha più volte usato la parola “sinodalità”. È questo il cammino del popolo di Dio: camminiamo, apriamo il nostro cuore, i nostri orecchi per ascoltare, i nostri occhi per vedere e per procedere man mano insieme.

Maria Grazia Berretta

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Dialogo ecumenico: come parte dello stesso popolo

Un passo avanti per conoscersi e per camminare insieme. A conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, da Bari (Italia) un’esperienza di sinodalità, dialogo e di vicinanza con i fratelli di varie Chiese. Da alcuni anni io e mio marito Giulio seguiamo il dialogo ecumenico nell’ambito della diocesi insieme ad altri movimenti e per conto del Movimento dei Focolari. Tempo fa ci è arrivata la lettera del Cardinale Kock, Prefetto del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e del Cardinale Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, sulla necessità di coinvolgere i fratelli delle altre Chiese nei Tavoli Sinodali, momenti in piccoli gruppi, organizzati per elaborare riflessioni e proposte idonee al cammino della nostra Chiesa diocesana proprio in occasione del Sinodo avviato nell’ottobre 2021. Cogliendo l’occasione sono andata da don Alfredo, il delegato del nostro Vescovo per il dialogo ecumenico e interreligioso, invitandolo a considerare questa ipotesi ed egli, dopo qualche tempo, mi ha contattata per invitarmi a partecipare ad un corso per facilitatori dei Tavoli Sinodali in Diocesi che è stato molto interessante. Il passo successivo è stato iniziare ad immaginare il nostro incontro con i nostri fratelli cristiani, e poi man mano concretizzarlo: abbiamo cercato una sala adatta, abbiamo coinvolto nella preparazione gli amici degli altri movimenti, ognuno dei quali conosceva persone di altre Chiese, che sono diventati a loro volta altri facilitatori. Abbiamo fissato la date e sin dal mattino siamo andati insieme con la mia famiglia a preparare la sala per renderla accogliente: abbiamo apparecchiato 6 tavoli con tovaglie colorate, cartelloni, pennarelli colorati, ma anche cioccolatini, bevande, bicchieri ecc. Non sapevamo quante persone sarebbero venute per cui abbiamo voluto esagerare ed abbiamo messo 6 sedie per tavolo. Nel primo pomeriggio sono arrivati i nostri ospiti e alla fine eravamo 38 persone di 9 Chiese diverse e abbiamo dovuto aggiungere 2 sedie. È stata un’esperienza bellissima in cui siamo entrati come estranei e siamo usciti come fratelli, con il desiderio di conoscerci sempre più per poi poter pregare insieme e vivere la carità fraterna. C’era un grande entusiasmo per la scoperta di poter stare insieme con la gioia di essere un solo Popolo di Dio.

Rita e Giulio Seller

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Realtà ecclesiali: Popolo di Dio, crocevia delle diversità

Il 21 novembre 2022 presso il Centro Internazionale del Movimento dei Focolari (Rocca di Papa- Italia) si è tenuto l’incontro dal titolo “Popolo di Dio, crocevia delle diversità. Tanti nodi, una sola rete” che ha riunito insieme le diverse realtà ecclesiali legate al carisma dell’unità. “Siamo una porzione di Chiesa con colori diversi, con sfumature di colore diversi; tanti colori quanti sono i carismi, i ministeri, i territori di provenienza, i popoli. Il nostro compito è quello di creare in questa diversità l’unità, soprattutto creare comunità nelle quali si viva il Vangelo in maniera piena”. Sono le parole di Suor Tiziana Longhitano, della congregazione delle francescane dei poveri, responsabile del Centro delle consacrate aderenti al Movimento dei Focolari, una tra i tanti partecipanti presenti all’incontro “Popolo di Dio, crocevia delle diversità. Tanti nodi, una sola rete”, che si è tenuto il 21 novembre scorso e che ha riunito persone provenienti da vari Paesi e diverse vocazioni, una quarantina in presenza e circa 600 collegate via zoom. Un momento di condivisione per capire quali sono i passi da compiere, guardando insieme al bellissimo cammino di questi anni, cominciato nell’aprile del 1982, in Aula Nervi, in Vaticano, con il congresso “Il Sacerdote oggi, il religioso oggi”.  Quell’appuntamento vide la partecipazione di circa 7000 tra presbiteri e religiosi che, attraverso testimonianze da ogni parte del globo, evidenziarono i frutti dell’incontro del carisma dell’unità e il rinnovamento portato in tante comunità religiose e parrocchie. Oggi tantissime realtà continuano a raccogliere quei frutti, sintomo di un processo in atto, non solo all’interno del Movimento dei Focolari, ma in tutta la Chiesa; realtà illuminate da una “profezia”, come la definisce Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, nel suo intervento, “una profezia che si è fatta strada e continua a maturare per divenire sempre più realtà (speriamo) condivisa e praticata in tutta la Chiesa”. Nell’arco di questi 40 anni, diocesi, parrocchie, presbiteri e varie comunità carismatiche hanno condiviso esperienze, generato comunità alla luce del carisma dell’unità, presentandosi non più come singoli pezzi di Chiesa ma come un unico corpo, un popolo che vive la cultura della comunione, si ascolta e cammina insieme. Basti pensare all’ importante sviluppo che ha avuto il Movimento Parrocchiale e il Movimento Diocesano in questi ultimi anni e l’impegno di sacerdoti, religiosi, consacrati e laici nel Cammino Sinodale. Tante le esperienze raccontate durante questo evento. Dal Brasile Desi, Focolarina sposata, e Matheus, seminarista, raccontano come l’appello alla sinodalità e la chiamata a lavorare in sinergia con tutte le realtà del Movimento dei Focolari hanno portato alla nascita di vari Congressi pastorali che hanno messo al centro l’ascolto, la conoscenza e la formazione: “i nostri cuori si stanno allargando verso ciò a cui siamo chiamati: ‘Perché tutti siano UNO’- dice Desi. Dall’Equador giunge invece la testimonanza del Nunzio Apostolico, Mons. Andrés Carrascosa, e di alcuni sacerdoti dell’Arcidiocesi di Quito i quali, a seguito di alcuni esercizi spirituali hanno maturato il desiderio di dare vita a un gruppo per poter meditare la Parola di Vita: “ho fatto una  esperienza più profonda della  Parola- dice Padre Ramiro Ramirez- l’ho fatta più viva in me, ho imparato a capire meglio il Vangelo (…) e ciò anche con i miei confratelli sacerdoti (…). Padre Charles Serrano aggiunge: “Sapevo che ci sarebbe stato un incontro di circa 15 sacerdoti e che ci sarebbe stato anche il Nunzio, ma quando sono arrivato ho trovato sacerdoti bisognosi di guarigione, con fragilità, con dolori e con il cuore spezzato. Sono arrivato anche io così (…). Anche se la prima volta che ho partecipato ho detto che non sarei tornato nemmeno se fossi stato pazzo, ora penso di essere pazzo, perché il secondo martedì di ogni mese non vedo l’ora di tornare (…). Una Chiesa, quella di oggi, che ha bisogno di vivere la fraternità per rafforzarsi “formando, di fatto, un popolo al servizio del Regno di Dio, a favore della vita, là dove essa grida di più”, come racconta Suor Maria Inês Vieira Ribeiro, collegata da Aparecida (Brasile). Ecco, dunque, che la diversità di ciascuna realtà diventa la vera ricchezza della Chiesa che, nonostante le fatiche di questo tempo, guarda ai suoi figli come i possibili santi di domani. È l’esperienza dei giovani del Movimento Carismi per l’unità che, che dopo aver conosciuto l’ideale di Chiara Lubich, vogliono porre il carisma di ciascuno a contatto con quello dell’altro. Da questo, durante la pandemia, nasce “Santi insieme, come in Cielo così in Terra”, una serie di incontri via zoom, un laboratorio, per condividere esperienze, mettere in pratica il Vangelo e incoraggiarsi vicendevolmente a vivere con entusiasmo ciascuno la propria consacrazione.

Maria Grazia Berretta

Per vedere l’incontro completo clicca su: (3) POPOLO DI DIO, CROCEVIA DELLE DIVERSITA’ – YouTube (altro…)

L’unità come “ecumenismo del cuore”

In un clima di gioia, pace e fraternità, si è conclusa da qualche giorno l’11.ma Assemblea generale del Consiglio Ecumenico mondiale delle Chiese, a Karlsruhe, Germania.  Il racconto dell’ équipe del Centro “Uno”, segreteria internazionale per l’ecumenismo del Movimento dei Focolari, presente all’evento. “L’amore di Cristo muove il mondo alla riconciliazione e all’unità”. È stato questo il tema cristologico attorno al quale si è svolta l’11.ma Assemblea generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) che ha avuto luogo a Karlsruhe (Germania) dal 31 agosto all’8 settembre 2022.  Presenti i rappresentanti di circa 350 Chiese, Delegati e leader membri del CEC, leader di altre comunità di fede che collaborano con il Consiglio per l’unità dell’umanità, nonché una delegazione sia della Chiesa ucraina, che di quella russa. Un forte segno e una testimonianza concreta di come questo Consiglio sia veramente una piattaforma perennemente aperta al dialogo. I partecipanti provenienti da tutti i continenti della terra hanno portato con sé l’’immagine viva di tutta l’umanità, nella sua diversità, sofferenza e ricchezza. Hanno raccontato le loro storie, il loro grande amore per Cristo, le lotte per la pace, e il desiderio di mirare proprio all’unità. Un progetto che per essere realizzato non necessita di un amore qualsiasi, ma dell’Amore che nasce dal cuore della Trinità, che si trova solo nel contatto con Dio. Questo è stato espresso nella speciale importanza e cura data della preghiera. Ogni giorno, infatti, cominciava e si concludeva pregando, all’interno di una tenda spaziosa e luminosa allestita proprio in memoria del luogo del patto, dove il popolo ebraico si incontrava con Mosè. La diversità delle liturgie, delle lingue, della musica, dei canti e dei costumi, hanno alimentato la gioia e lo stupore della ricchezza dell’unica fede comune, espressa in un’infinità di modi. Le delegazioni sono giunte a Karlsruhe come pellegrini che vogliono accompagnarsi e sostenersi a vicenda, tracciare nuove direzioni e testimoniare insieme l’amore di Dio. A guidare la delegazione della Chiesa Cattolica il cardinal Kurt Koch, che all’apertura dell’evento ha fatto dono di alcune parole di Papa Francesco scritte per l’occasione, incoraggiando i partecipanti a crescere nella comunione fraterna in nome di Cristo, per essere credibili come Chiesa in uscita e per confortare il mondo in un’epoca di divisioni e guerre. Il contributo del Movimento dei Focolari si è inserito come un tassello in questo grande mosaico, con una presenza di oltre 30 persone, cattoliche e di varie Chiese, tra vescovi amici dei Focolari, focolarine e focolarini, gen (i giovani del Movimento), volontari di Dio e un amico musulmano. Essere presenti insieme a tante persone delle varie Chiese è stata una esperienza unica per ciascuno di noi e un’occasione preziosa per sentirci una cosa sola nell’amore di Cristo. L’assemblea si è conclusa deliberando un report, accolto da una maggioranza che ha espresso il suo consenso, e che fa riferimento a tre sfide significative del nostro tempo: giustizia climatica, giustizia razziale, uguaglianza fra uomo donna – sottolineando in che modo le Chiese possono affrontarle. Elementi che non solo ci mettono in cammino ma, come si legge in alcune righe di questo documento finale, rivelano la somiglianza con gli obiettivi e con lo spirito che guida il Movimento dei Focolari: “Si può definire la ricerca dell’unità che è ispirata dall’amore e radicata in una relazione profonda e reciproca: un ‘ecumenismo del cuore’. È l’amore cristiano che ci spinge a camminare accanto onestamente e con tutto il cuore l’un l’altro, per cercare di vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri e per provare compassione gli uni per gli altri”.

Centro “Uno”

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