26 Ago 2022 | Centro internazionale, Ecumenismo
Dal 31 agosto all’8 settembre 2022 si tiene a Karlsruhe (Germania) l’undicesima Assemblea del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC). Il contributo del Movimento dei Focolari che è legato al CEC da una lunga storia di amicizia e collaborazione. In un mondo lacerato da conflitti, percorso da una pandemia che ha accentuato disuguaglianze, attraversato da una crisi climatica senza precedenti, caratterizzato da progressi scientifici e tecnologici che creano spesso nuove disparità tra persone e aree del mondo, ha ancora senso parlare di unità? E quale il contributo dei cristiani per realizzarla? Questa riflessione sarà al centro dei lavori dell’undicesima Assemblea del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) che si terrà dal 31 agosto all’8 settembre 2022 a Karlsruhe, in Germania. L’Assemblea, che è alla sua undicesima edizione e costituisce il governo del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC), si riunisce normalmente ogni otto anni. Fanno parte oggi del CEC 350 Chiese in 110 Paesi del mondo e rappresentano circa 500 milioni di cristiani. All’edizione di quest’anno parteciperanno circa 4000 persone da tutto il mondo.
L’unità è, per i cristiani, la realizzazione della preghiera di Gesù “Che tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21). Una invocazione che dà certezza che “L’amore di Cristo muove il mondo alla riconciliazione e all’unità”, come espresso nel titolo dell’evento. I lavori dell’Assemblea partiranno proprio dalle riflessioni sulle grandi sfide del pianeta che hanno rivelato vulnerabilità, spaccature e ingiustizie etniche, economiche e sociali. Ma che hanno anche messo in evidenza l’interdipendenza tra individui e popoli; la responsabilità che abbiamo gli uni nei confronti degli altri in un mondo nel quale nessuno può salvarsi da solo. Le Chiese cristiane, insieme, si riuniscono quindi in Assemblea per un momento di preghiera e celebrazione, ma anche di riflessione e azione. Un’opportunità per approfondire il loro impegno per il dialogo, l’unità visibile, la testimonianza comune. Al programma per i delegati ufficiali delle varie Chiese si affiancano circa 100 workshop e stand offerti al pubblico dalle Chiese, Comunità e Istituzioni. Tra di essi si inserisce anche il contributo del Movimento dei Focolari che attinge all’esperienza di dialogo che lo caratterizza. L’équipe del Centro “Uno”, segreteria internazionale per l’ecumenismo dei Focolari, con rappresentanti del Movimento provenienti da Germania, Svizzera, Irlanda e Romania sarà presente con uno stand durante tutta l’Assemblea. Il 5 settembre 2022 alle 17,00 offrirà un workshop dal titolo “Il dialogo come stile di vita: metodologia e pratica” nel quale proporrà ai partecipanti un’esperienza di dialogo tra: cristiani di diverse Chiese e tra cristiani e musulmani. Un dialogo nel massimo rispetto della reciproca identità, dando priorità all’incontro tra teoria e vita. Il CEC è stato fondato il 23 Agosto 1948 ad Amsterdam, erano presenti 147 Chiese. Il dialogo come cammino e come caratteristica di una vita cristiana autentica è il principale obiettivo. Il Movimento dei Focolari è legato al CEC da una lunga storia di amicizia e collaborazione, fin dalla prima visita di Chiara Lubich, nel 1967, invitata dal teologo riformato Lukas Vischer. Durante la terza visita della Lubich nel 2002 lei ha visitato anche l’Istituto Ecumenico di Bossey, del CEC. Era direttore Rev. dr. Ioan Sauca che ha ricordato, in varie occasioni, l’importanza che quell’incontro con Chiara Lubich aveva avuto per l’Istituto e come avesse aiutato a chiarire il problema della relazione tra identità e unità.
Anna Lisa Innocenti
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12 Ago 2022 | Cultura, Ecumenismo
Il V Summit di Halki si è svolto in Turchia dal 8 al 12 giugno 2022. Sostenere il futuro del pianeta insieme, è il titolo di questa edizione promossa dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli insieme all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI-Italia). https://www.youtube.com/watch?v=IVDXDzIX5mM&list=PL9YsVtizqrYtRzIRPgjiIk5yzCtFx5lrU&index=1&t=45s (altro…)
20 Lug 2022 | Centro internazionale, Ecumenismo
Esponenti della Chiesa cattolica e ortodossa si sono radunati per un convegno sul tema dell’ecologia integrale, su ispirazione degli insegnamenti di Papa Francesco e del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I. Istanbul, Turchia: rappresentanti della Chiesa cattolica e ortodossa, insieme ad altri membri della società civile, si sono riuniti dal’8 all’11 giugno 2022 per l’Halki Summit, un convegno incentrato sul tema dell’ecologia integrale. Giunto ormai alla sua quinta edizione, l’evento è stato organizzato dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli in collaborazione, per la prima volta, con l’Istituto Universitario Sophia. Quattro giorni in cui accademici, teologi e dirigenti, accanto a studenti e attivisti, si sono confrontati, cercando nuove soluzioni per mettere in atto un cambiamento green nei loro ambiti di influenza. L’ispirazione è nata dalla visione profetica di Papa Francesco, nell’enciclica Laudato Si, e del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, noto anche come “Patriarca Verde” proprio per la sua sensibilità al tema ecologico. Quali sono stati i frutti di questo Summit?
Laura Salerno
Per saperne di più, guarda il video integrale: https://www.youtube.com/watch?v=IVDXDzIX5mM (altro…)
12 Lug 2022 | Centro internazionale, Ecumenismo
L’8 giugno 2022 Margaret Karram e Jesús Moran, insieme ad alcuni membri del Movimento dei Focolari, sono stati ricevuti in udienza da Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I. L’incontro, che si è tenuto presso il Fanar, sede del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, ha messo al centro l’amicizia feconda tra il Movimento dei Focolari e il Patriarcato, nata 55 anni fa con la visita di Chiara Lubich al beneamato predecessore, il Patriarca Athenagoras, e il “cammino comune” intrapreso per operare insieme a favore dell’unità dei cristiani e di tutti i popoli della terra.
Maria Grazia Berretta
Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=2Y2cV4qLtC4 (altro…)
13 Giu 2022 | Centro internazionale, Cultura, Ecumenismo
Si è concluso l’Halki Summit V svoltosi a Istanbul (Turchia). Quattro giorni di lavori all’insegna della cura dell’ambiente nella prospettiva del futuro del pianeta. Al termine del quinto Halki Summit, intitolato “Sostenere insieme il futuro del pianeta”, ci siamo salutati in un clima di grande familiarità. L’incontro internazionale e interdisciplinare co-organizzato dal Patriarcato Ecumenico e dall’Istituto Universitario Sophia, ispirato dal magistero profetico del Patriarca Bartolomeo e di Papa Francesco, è stato unanimemente riconosciuto come un evento dello Spirito Santo. Non a caso, i giorni del Summit coincidevano con quelli tra le due date di Pentecoste delle nostre rispettive Chiese. Il confronto sincero, l’ascolto reciproco, libero e aperto, lo scambio dei doni sostanziato dalle riflessioni, dalle ricerche e dai cammini ecclesiali condivisi, con stupore ci hanno condotti alla consapevolezza di vivere una svolta decisiva per il futuro della famiglia umana, nella quale ciascuno ha una responsabilità inderogabile. La sfida e l’opportunità che si stagliano sul nostro comune cammino sono certamente quelle di sviluppare anzitutto un ethos ecologico condiviso, implementando – come artigiani della pace e della fraternità – buone pratiche in ogni ambito: dalla pedagogia alla pastorale, dal sociale al politico all’economico. A ciò va aggiunto l’impegno, sul piano squisitamente culturale, di approfondire percorsi interdisciplinari per la formazione di nuovi paradigmi interpretativi e trasformativi della realtà, in vista del superamento della cultura dello scarto. È parso chiaro, infine, quanto tali linee d’azione sarebbero inefficaci senza un impegno educativo non elitario che preveda un capillare e convinto coinvolgimento ecclesiale. È nata spontanea la richiesta di sottoscrivere un appello finale rivolto alle Chiese e a coloro che hanno a cuore la cura della casa comune. L’auspicio è quello di non lasciarci tutto alle spalle come un bel ricordo, bensì di riconoscere che abbiamo dinnanzi un orizzonte di luce che richiede una conversione dello sguardo che parta dal cuore e si nutra di sapienza evangelica. “La cultura ecologica – ci ricorda papa Francesco – non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico. Diversamente, anche le migliori iniziative ecologiste possono finire rinchiuse nella stessa logica globalizzata. Cercare solamente un rimedio tecnico per ogni problema ambientale che si presenta, significa isolare cose che nella realtà sono connesse” (Enc. Laudato Si’, n. 111).
Vincenzo Di Pilato (Foto: Alfonso Zamuner, Noemi Sanches e Nikos Papachristou)
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9 Giu 2022 | Centro internazionale, Ecumenismo, Sociale
Si è aperto ieri, 8 giugno 2022, in Turchia il V Summit di Halki organizzato congiuntamente dal Patriarcato di Costantinopoli e dall’Istituto Universitario Sophia. Abbiamo avuto un sogno…
Sì, era il gennaio del 2019 e una delegazione dell’Istituto Universitario Sophia (IUS) rendeva visita al Patriarca Ecumenico Bartolomeo, nel Fanar, lo storico quartiere greco dell’attuale Istanbul (Turchia). In quei giorni, venivamo accolti con fine cordialità anche dal metropolita Elpidophoros di Bursa, allora abate del Monastero della Santissima Trinità sull’isola di Halki e professore della Scuola Teologica dell’Università di Salonicco (diverrà poi, nel maggio successivo, arcivescovo d’America). Respirammo una comunione profonda con lui da cui scaturì il desiderio di organizzare insieme una Summer School ad Halki con studenti e docenti cattolici e ortodossi, sul tema ecologico, così caro a entrambe le Chiese sorelle di Roma e Costantinopoli.
La pandemia è riuscita solo a ritardarlo, ma oggi quel sogno si è realizzato. È mercoledì 8 giugno 2022, sono le ore 18.30, e siamo di nuovo nella “regina delle città” – come veniva chiamata, non senza una ragione, la splendida città di Costantinopoli – e il Patriarca Bartolomeo ha rivolto ai partecipanti, studenti e docenti provenienti da tutti i continenti con esperienze interdisciplinari ed ecumeniche molto variegate, un intenso e illuminante indirizzo di saluto. A lui vicini sono in ascolto mons. Marek Solczynski, nuovo Nunzio Apostolico in Turchia, mons. Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione dell’Educazione Cattolica, lo stesso Arcivescovo Elpidophoros e Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari e Vice-Cancelliere dello IUS. “Tutto è in relazione d’amore” ha detto tra l’altro Margaret Karram, richiamando il destino di unità custodito nell’universo che l’uomo e la donna sono chiamati a favorire con azione e pensiero, oggi più che mai, audaci, profetici. Il titolo del quinto Summit di Halki organizzato congiuntamente dal Patriarcato di Costantinopoli e dallo IUS iniziato mercoledì 8 giugno lo rivela chiaramente: “Sostenere insieme il futuro del pianeta”. Non a caso sono state due le parole che il Patriarca Bartolomeo ha voluto sottolineare a partire da questo titolo: “futuro” e “insieme”. La prima richiama il forte legame intergenerazionale insito nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo; la seconda, invece, l’inderogabile approccio interdisciplinare da assumere dinnanzi alla vastità e alla complessità dei problemi ecologici. “Diventa evidente – ha detto il Patriarca – che solo una risposta cooperativa e collettiva – da parte di leader religiosi, scienziati, autorità politiche, istituzioni educative e organizzazioni finanziarie – sarà in grado di affrontare efficacemente queste questioni vitali del nostro tempo”.
Al termine del suo intervento, ha poi ripreso due concetti molto cari alla teologia e alla spiritualità ortodossa: “eucaristia” (nel senso di “rendimento di grazie” per il dono della creazione) e “ascesi” (intesa come “autocontrollo” delle passioni consumistiche). Il Patriarca ha però invitato a considerare questi concetti non semplicemente in senso liturgico o monastico, bensì come modi diversi di parlare della comunione. “Ed è qui che la visione del nostro fratello Papa Francesco – ha ammesso con commozione – coincide con la visione del mondo che abbiamo proposto e promulgato per oltre trent’anni. Entrambi siamo convinti che ciò che facciamo al nostro mondo, ‘lo facciamo al più piccolo dei nostri fratelli e sorelle’ (Mt 25,40), così come ciò che facciamo agli altri lo facciamo a Dio stesso (cf. Mt 25,45). Non è un caso che subito dopo aver pubblicato l’enciclica sull’ambiente Laudato Si’, l’enciclica successiva di Papa Francesco sia stata Fratelli Tutti”.
Sono molte, infatti, le dichiarazioni congiunte del Papa e del Patriarca – insieme all’Arcivescovo di Canterbury – sull’urgenza della sostenibilità ambientale, sull’impatto sociale e sull’importanza della cooperazione globale. È quanto scrive anche papa Francesco nella Laudato Si’: “Quando non si riconosce nella realtà stessa l’importanza di un povero, di un embrione umano, di una persona con disabilità…, difficilmente si sapranno ascoltare le grida della natura stessa. Tutto è connesso” (n. 117). E il Patriarca chiarisce contestualizzando: “Connessioni tra noi e l’intera creazione di Dio, tra la nostra fede e la nostra azione, tra la nostra teologia e la nostra spiritualità, tra ciò che diciamo e ciò che facciamo; tra scienza e religione, tra le nostre convinzioni e ogni disciplina; tra la nostra comunione sacramentale e la nostra coscienza sociale; tra la nostra generazione e le generazioni future, tra le nostre due chiese, ma anche con altre chiese e altre comunità di fede”. Sì, tutto è connesso da un legame che solo l’amore reciproco tra le persone riesce a rendere visibile a ogni uomo e donna di questo meraviglioso pianeta terra.
Vincenzo Di Pilato (Foto: Alfonso Zamuner)
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