2 Lug 2004 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
Vincenzo, quarto degli otto figli della famiglia Folonari, era un bambino vivacissimo: a scuola faceva dispetti, chiacchierava invece di ascoltare, talvolta l’insegnante lo puniva; poi, dal giorno della sua prima Comunione, di colpo cambiò radicalmente. Un giorno a tavola Vincenzo domandò ai fratelli: “A che età ti piacerebbe morire?” “A me da giovane…”, “A me a 100 anni…”. E lui: “A me a 33 anni, come Gesù”.
Un ideale per cui vivere Qualche anno dopo, nell’estate del 1951, Vincenzo e due sorelle, finita la scuola, andarono in vacanza in montagna. Chiara Lubich si trovava in quel periodo a Tonadico sulle Dolomiti. Era diventato ormai consuetudine, per gli aderenti al Movimento dei Focolari nascente, quell’appuntamento sui monti trentini, che prese poi il nome di Mariapoli. I giovani Folonari, che già avevano conosciuto il Movimento a Brescia, loro città natale, ottennero il consenso dei genitori di passare le vacanze lì vicino, a S. Martino di Castrozza. Non mancarono di fare frequenti puntate a Tonadico; erano in gruppi diversi e non si vedevano durante il giorno. La prima sera, al ritorno in pullman, Vincenzo era sconvolto e felice: “Bellissimo, bellissimo!” – diceva. Era come se avesse trovato qualcosa che lo saziava profondamente, l’ideale per cui vivere. “Non tu hai eletto Dio, ma è Dio che ha eletto te” Alcuni mesi dopo, Vincenzo si trasferì a Roma, per iscriversi all’Università; si mise subito in contatto col focolare. Alla vigilia di Pentecoste andò a piedi al santuario della Madonna del Divino Amore per chiedere un segno esterno che gli facesse capire la sua vocazione. Il giorno dopo, quando Chiara lo incontrò, gli ricordò una frase di Gesù: “Non voi avete eletto Me, ma Io ho eletto voi!”. Da allora tutti lo chiamarono Eletto.
In una lettera a Chiara, Eletto scrisse: “Ho scelto Dio per sempre e solo Lui! Nessunissima altra cosa!” Le comunicò di voler dare al Movimento dei
Focolari tutti i beni avuti in eredità – tra cui gli 80 ettari su cui oggi sorge la cittadella di Loppiano – aggiungendo: “Non ne avevo nessun merito per possederli perché ricevuti gratis”.
Una vita per donare l’Ideale dell’Unità ai ragazzi Una delle caratteristiche di Eletto era il suo rapporto con i bambini ed i ragazzi del Movimento che Chiara gli aveva affidato. Alle Mariapoli di Fiera di Primiero era sempre circondato da loro. Con loro faceva passeggiate, organizzava commedie…. Parlando con la sorella Virgo, che a sua volta aveva affidate le ragazze, era solito dirle: “Ma t’immagini se questo Ideale dell’unità prendesse tutti i ragazzi, tutti i giovani… che cosa ne verrebbe fuori!”. Quel sorriso tra le onde del lago Quel 12 luglio 1964 era domenica; c’era con lui uno di questi ragazzi, Gabriele, ed Eletto lo invitò a fare una gita. Andarono al lago di Bracciano. Faceva molto caldo e decisero di fare un giro in barca. A circa 200 metri dalla riva Eletto – sportivo e nuotatore – si calò in acqua tenendosi con entrambe le mani. “E’ molto fredda” – disse a Gabriele – e diventò molto pallido. Il lago era agitato e un’onda staccò prima una e subito dopo l’altra mano dal bordo della barca, che, non più trattenuta dal peso di Eletto, si allontanò improvvisamente di diversi metri. Eletto gridò subito a Gabriele: “Vieni qui, vieni qui, avvicinati”, ma Gabriele, che non sapeva né remare né nuotare, non riusciva ad avvicinarsi; anzi, per la forte corrente, la barca si allontanava sempre di più. “Oramai vedevo a malapena il suo volto affiorare tra le onde, lo chiamavo, chiamavo aiuto, gli ho gridato che non riuscivo a raggiungerlo” – racconta Gabriele. E continua: “Mi ha gridato: ‘Vado a riva… vado a riva’, poi si è voltato, l’ho visto ancora per qualche secondo: il suo volto era illuminato da un sorriso radioso”. Poi scomparve, inghiottito dal lago. Il suo corpo non fu più ritrovato; la sua “tomba azzurra” è il lago di Bracciano.
Vivere nell’amore per morire nell’amore Chiara, il 19 luglio, scriveva: “Eletto era così buono, così umile che apparteneva più a Dio che a noi ed Egli, forse per questo, se lo è preso. Ora è con Gesù che ha amato, con Maria e con i nostri che sono in Paradiso e, da ultimo che si sentiva, è diventato il primo. Dio mio, che abisso questa vita e questa morte che ognuno di noi deve affrontare! Dacci di vivere nell’amore per poter morire nell’amore. Eletto ha fatto – come ultimo atto – un atto d’amore. Vuol dire che c’era abituato, perché altrimenti, in quei momenti, non si può pensare che a sé. Eletto nostro, prega in cielo ora per noi che preghiamo per te. Siamo certi che Dio, amandoti, ti ha colto nel momento buono. Tu Lo hai amato nella tua vita; non avevi che Lui e Maria. Sei giunto dove pur noi dobbiamo venire. Facci la strada, Eletto, e preparaci il posto (…). Ora tu che vedi quello che vale, come del resto t’eri abituato quaggiù, aiutaci a non andar fuori strada, a mantenerci nella carità come tu hai fatto”.
Il Movimento GEN La sua morte così improvvisa lasciò nello sgomento non solo gli adulti, ma anche i bambini e i ragazzi che lui seguiva. “Anche loro hanno avuto la loro prova – ha scritto Chiara – tremenda ed irrimediabile. Speriamo che su questo dolore nasca qualcosa per loro, nel seno del Movimento, per la gloria di Dio, a bellezza della Chiesa. Nulla di meglio del resto Eletto avrebbe desiderato”. Pochi anni dopo, nacque il Movimento Gen, che conta ora migliaia di giovani, ragazzi e bambini, di tutto il mondo. Il ricordo a Trevignano Il 12 luglio, a 40 anni dalla “partenza” di Eletto, saranno in molti a ricordarlo a Trevignano, sul lago di Bracciano (Roma). L’incontro inizierà alle ore 11.00, con la S. Messa nella chiesa di S. Maria Assunta, che sovrasta la cittadina. La conclusione è prevista per le ore 17. Per maggiori informazioni: tel.: 06/94315300; 06/9412419 (altro…)
24 Giu 2004 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
“Quale futuro per una società multietnica, multi culturale e multireligiosa?” E’ un interrogativo sempre più diffuso, particolarmente vivo nella società inglese, la più cosmopolita d’Europa, quello affrontato da Chiara Lubich alla Westminster Central Hall, sabato pomeriggio, 19 giugno, davanti a oltre 2000 persone, tra cui il cardinale Murphy O’ Connor, arcivescovo di Londra, personalità musulmane, buddiste e sikh. Titolo dell’incontro, promosso dal Movimento dei Focolari della Gran Bretagna: “Immagina un mondo… arricchito dalla diversità”.
Una strategia di fraternità per una svolta nei rapporti internazionali Mentre molti parlano della minaccia di scontro di civiltà provocata dal terrorismo, la fondatrice dei Focolari ne ha indicato il rimedio preventivo nel dialogo interreligioso. Non solo. Da questo dialogo – ha detto – può prendere il via quella “strategia della fraternità, capace di segnare una svolta nei rapporti internazionali”.
Dalla società multi etnica e multi religiosa può nascere un mondo nuovo Facendo un parallelo tra il nostro tempo di così profonde trasformazioni, con quello di S. Agostino di Ippona, che aveva visto lo sconvolgimento della società, sotto la pressione delle migrazioni dei popoli, con lui Chiara Lubich ha affermato che ciò che sta avvenendo è “la nascita di un mondo nuovo”. Il mondo nuovo del terzo millennio, per Chiara Lubich sarà l’unità della famiglia umana, arricchita dalle diversità, secondo il disegno di Dio. In bozzetto lo si è intravisto dal fitto intrecciarsi di testimonianze, di canti e danze dai colori e ritmi orientali e africani, dagli interventi di rappresentanti di varie religioni, come quello dell’Imam iraniano, Mohammed Somali, e della signora Didi Athavale, leader del grande movimento indù “Swadyaya family”.
Come attuare il dialogo tra le religioni? Il dialogo deve essere animato da quell’amore – ha affermato Chiara Lubich – che giunge ad “entrare nella pelle dell’altro”, perché sa farsi “nulla d’amore” davanti all’altro, sa farsi quello spazio di accoglienza e ascolto che prepara “il rispettoso annuncio del Vangelo”. Qui la fondatrice dei Focolari ha ricordato le parole pronunciate da Giovanni Paolo II in India: “Quando ci apriamo l’uno all’altro, ci apriamo anche a Dio e facciamo in modo che Dio sia presente in mezzo a noi”. In Lui è “la forza segreta che dà vigore e successo ai nostri sforzi, per portare dovunque l’unità e la fratellanza universale.”
Una visione condivisa da leader di varie religioni e politici E’ quanto hanno espresso il leader degli Imam del Regno Unito, il dott. Zaki Badawi, il capo spirituale dei Sikh della Gran Bretagna e d’Europa, Bai Shaib Mohinder Singh di Birmigham, intervenuti subito dopo Chiara Lubich insieme alla baronessa Kathleen Richardson della Camera dei Lord, che ha ricordato come “subito dopo la guerra, l’assemblea dell’Onu si era riunita per la prima assemblea plenaria proprio in quest’aula. La visione espressa oggi – ha aggiunto – è ancora più ricca, perché non è costruita solo sull’aspirazione degli uomini, ma dalla partecipazione dell’amore di Dio”.
Le nuove tecnologie a servizio della fratellanza tra i popoli Unità e fratellanza universale. E’ stata un’esperienza viva lì alla Westminster Central Hall che, come testimoniano fax e email, ha portato un’ondata di speranza in molti Paesi delle Americhe, Australia, Europa, Medio Oriente e Nordafrica, collegati via satellite grazie a Telepace e via internet. Qualche flash. Dalla Bulgaria: “Siamo stati coinvolti da quella fraternità tra le religioni e culture che vogliamo realizzare anche nel nostro Paese dove sono presenti quasi un milione di musulmani, che sono per noi la memoria di una piaga del passato”. Dall’Irlanda: “Abbiamo sperimentato un brano di fratellanza universale realizzata ammirando la bellezza e ricchezza di tante fedi e culture. Oggi ha segnato per noi l‘inizio di un nuovo cammino pieno di speranza, ora che l’Irlanda sta divenendo sempre più multiculturale”. Da Stoccolma: “Abbiamo intravisto la soluzione della violenza che c’è nel mondo, una nuova speranza che l’unità e la pace sono possibili”.
Mercoledì 16, su invito del Rettore del St. Mary’ College dell’Università Statale del Surrey (Londra), Chiara Lubich aveva tenuto una lezione su “I nuovi Movimenti e il profilo mariano”, a conclusione di un ciclo su “Missione e Evangelizzazione” dedicato lo scorso anno ai Cardinali Connell, Pulic, Grinze, Napier, Williams, Daly, O’Connor, Stafford, e quest’anno ai Movimenti, comunità e cammini ecclesiali.
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24 Giu 2004 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Di libertà o uguaglianza si parla molto ma che fine ha fatto la fraternità? E’ questo l’interrogativo al centro dell’intervento di Chiara Lubich al palazzo di Westminster, sede del Parlamento britannico, ieri pomeriggio. Erano presenti anche il Ministro degli affari costituzionali, David Lammy, di origine africana e un membro protestante del Partito Unionista dell’Irlanda del Nord.
E’ questa l’ultima tappa del viaggio di Chiara Lubich in Gran Bretagna, dopo gli incontri con le massime autorità anglicane e cattoliche e leader musulmani, indù e sikh, che hanno aperto prospettive nuove. “Oggi c’è un velo di scetticismo verso la politica e non si sa come andare oltre. Nessuno più vuole ascoltare le campagne elettorali… Il potere corrompe astutamente… Come fare ad andare avanti mantenendo il potere e l’obiettivo del bene comune?” Sono alcuni flash del dialogo tra i politici e Chiara.
E’ una visione della politica decisamente innovativa quella presentata dalla Lubich. Si richiama al trinomio della rivoluzione francese e osserva che libertà
e uguaglianza col tempo, “sono diventati principi giuridici e vengono applicati come vere e proprie categorie politiche”. Chiede lo stesso riconoscimento per la fraternità. Solo insieme potranno dare origine ad una politica che risponda alle urgenze più gravi dell’oggi, compreso il terrorismo. E va ad una delle cause fondamentali: il crescente divario tra ricchi e poveri. Solo la fraternità può far muovere i beni e mettere in moto la solidarietà.
Utopia? Chiara Lubich cita i fatti: sono circa 3000 i politici che hanno assunto la fraternità come categoria politica in vari Paesi, dall’Europa all’America Latina. Formano il Movimento politico per l’unità cui ha dato il via una decina d’anni fa. Ne dà testimonianza l’on. Giuseppe Gambale, deputato italiano che parla di numerose iniziative. Ne citiamo solo una: deputati di vari schieramenti hanno avviato “un gruppo di lavoro trasversale sulla riforma della cooperazione internazionale ferma da anni in Commissione Esteri e sono stati scoperti – dice – vari punti di convergenza tra le proposte di legge già presentate. Un modo concreto per contribuire ad affrontare i grandi squilibri economici e sociali tra nord e sud del mondo.” Sullo sfondo di una politica sempre più conflittuale, fraternità significa capovolgere l’atteggiamento verso gli avversari politici, ha detto ancora Chiara Lubich. “Si prende coscienza che ogni formazione politica può essere la risposta ad un bisogno sociale e quindi è necessaria al bene comune. La critica si può fare costruttiva sino ad arrivare a praticare l’apparente paradosso di amare il partito altrui come il proprio, perché il bene del Paese ha bisogno dell’opera di tutti”. “E’ questa la vera politica di cui ogni Paese ha bisogno – aggiunge – il potere infatti conferisce la forza, ma è l’amore che dà l’autorità”. Un incontro questo che avrà una continuità. Si prospetta qui a Londra l’inizio di quegli incontri periodici che già si attuano in altri Paesi. (altro…)
24 Giu 2004 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il primo appuntamento di Chiara Lubich a Londra era avvenuto al Lambeth Palace, ricevuta in udienza dall’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams,
Primate della Chiesa d’Inghilterra.
Ne ha parlato Chiara Lubich stessa, in una conferenza stampa a Londra: “L’arcivescovo Williams era particolarmente interessato alla nostra esperienza del dialogo interreligioso. Mi ha chiesto quale era il nostro il segreto. Mi sono richiamata alla Novo Millennio Ineunte, dove il Papa approfondisce il mistero di Gesù che in croce grida: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato’. Gesù, dopo che ha perduto la madre, i discepoli e la sua stessa vita, ha perso anche il senso dell’unità con il Padre che era tutto per lui. Gesù si è ridotto a nulla. E’ questo un punto della nostra spiritualità di comunione che ci insegna, di fronte a persone di altre religioni, a essere “niente”, “nulla di amore” per “entrare” in loro, perché – come è stato detto – bisogna “saper entrare nella pelle dell’altro”, sino a capire che cosa significa per loro essere buddisti, musulmani, indù. Ma non si può entrare nell’altro se non si è niente. Allora la figura di Gesù abbandonato è il modello”. “Poi abbiamo parlato di molti altri argomenti: del movimento ecumenico; dell’impegno che ci siamo assunti – insieme a molti altri movimenti cattolici, anglicani, evangelici e ortodossi – di contribuire a realizzare un’Europa dello Spirito. Questo ha suscitato in lui vivo interesse, essendo lui teologo”. “Sono rimasto molto colpito dalla ‘qualità’ del rapporto tra Chiara e l’Arcivescovo” – ci ha detto Callan Slipper, ministro della Chiesa d’Inghilterra, focolarino, presente all’udienza. “L’arcivescovo aveva un atteggiamento di profonda apertura, l’intelligenza di chi sa ascoltare e apprezzare. Quest’atteggiamento si vedeva dal primo momento, quando, dopo che Chiara ha nominato tutti i vari Primati della Chiesa d’Inghilterra che ha conosciuto, ha detto scherzosamente: ‘Allora, lei conosce la Chiesa d’Inghilterra meglio di me!’. Poi, informato degli appuntamenti pubblici in programma, affermava che quanto si sarebbe verificato in questi giorni capita proprio al momento giusto, perché – ha detto – “ne abbiamo tanto bisogno sia come nazione che come Chiesa” La pagina ecumenica, nei rapporti con la Chiesa d’Inghilterra, inizia nel 1961, con l’Arcidiacono Bernard Pawley, che incontra Chiara lubich a Roma. Più tardi alcuni ministri anglicani sono presenti ad un incontro a Grottaferrata (Roma) fra cattolici ed evangelico-luterani. Sono toccati dall’atmosfera suscitata dall’amore reciproco che li fa riconoscere fratelli e sorelle in Cristo. Nel 1966, a Londra, al Lambeth Palace, Chiara incontra per la prima volta il Primate della Chiesa d’Inghilterra, l’allora arcivescovo Michael Ramsey. Le dice: “Vedo la mano di Dio in quest’Opera” e la incoraggia a diffondere la spiritualità del Movimento nella Chiesa d’Inghilterra. In seguito Chiara incontra i successori: Coggan, Runcie e Carey. In Gran Bretagna, il Movimento dei Focolari si è sviluppato tra cattolici, tra anglicani, presbiteriani, metodisti, battisti. A Welwyn Garden City sta nascendo una cittadella ecumenica. E’ l’unità, cuore della spiritualità dei Focolari, che interessa in particolare gli anglicani. (altro…)
17 Giu 2004 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Sta suscitando vasto interesse, a Londra, la capitale d’Europa più cosmopolita, e in tutta la Gran Bretagna, l’evento dal titolo: “Immagina un mondo…. arricchito dalla diversità”.
Attraverso interventi, riflessioni, testimonianze, spazi artistici, questo incontro vuol esprimere il comune impegno di cristiani di diverse Chiese e comunità ecclesiali, e seguaci di varie religioni, nel costruire un mondo di pace e unità nella fraternità. Significativa la scelta del luogo: la storica Westminster Central Hall, dove nel 1946 si è svolta la prima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e nel 1931 aveva preso la parola il Mahatma Gandhi.
Chiara Lubich, nel suo intervento, affronterà l’interrogativo sempre più diffuso: ”Quale futuro per una società multietnica, multiculturale e multireligiosa?”. Premio Unesco per l’Educazione alla pace 1996, fondatrice e presidente dei Focolari, Chiara Lubich proprio a Londra, in occasione del Premio Templeton per il progresso della religione, nel 1977, diede un impulso decisivo al dialogo interreligioso, in cui da allora è impegnato il Movimento dei Focolari, nei 5 continenti. Sono attese 2000 persone di varie Chiese, con rappresentanze di varie religioni, tra cui Musulmani, Sikhs, Indù. Tra le personalità che hanno dato la loro adesione: il leader sikh, Bhai Sahib Ji Mohinder Singh di Birmigham; il dr. Zaki Badawi, Presidente del Consiglio degli Imam e delle Moschee della Gran Bretagna; la signora Didi Athavale, leader del vasto movimento indù Swadhyaya Family. Saranno presenti anche il vescovo anglicano Tom Butler, dirigente dell’organizzazione: “Rete interreligiosa per la Gran Bretagna”, l’arcivescovo di Glasgow, Mario Conti, particolarmente impegnato nell’ecumenismo, la baronessa Shirley Williams, nota personalità, leader dei democratici liberali alla Camera dei Lord.
Martedì 15 giugno, Chiara Lubich è stata ricevuta in udienza al Lambeth Palace dall’Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, Primate della Chiesa d’Inghilterra (anglicana) e Primo inter-pares tra i Primati della Comunione Anglicana mondiale. Il Rev.do Williams ha iniziato il suo ministero il 27 febbraio 2003.
La pagina ecumenica, nei rapporti con la Chiesa anglicana, inizia nel 1965 quando alcuni ministri anglicani si trovano ad un incontro a Grottaferrata (Roma) fra cattolici ed evangelico-luterani. Sono toccati dall’atmosfera suscitata dall’amore reciproco che li fa riconoscere fratelli e sorelle in Cristo. A Londra, nel 1966, al Lambeth Palace, l’allora Primate della Chiesa d’Inghilterra, l’Arcivescovo Michael Ramsey, incontrando Chiara, le dice: “Vedo la mano di Dio in quest’Opera” e la incoraggia a diffondere la spiritualità del Movimento nella Chiesa d’Inghilterra. Così in seguito i suoi successori: Coggan, Runcie e Carey.
Il giorno seguente, mercoledì 16, su invito del Rettore del St. Mary’ College dell’Università Statale del Surrey (Londra), Chiara Lubich aveva tenuto una lezione su
“I nuovi Movimenti e il profilo mariano”, a conclusione di un ciclo su “Missione e Evangelizzazione” dedicato lo scorso anno ai Cardinali Connell, Pulic, Grinze, Napier, Williams, Daly, O’Connor, Stafford, e quest’anno ai Movimenti, comunità e cammini ecclesiali.
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27 Mag 2004 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
“Dopo l’Anno Santo 2000, cominciata la seconda Intifada, i pellegrini sono scomparsi. I cristiani di qui si sono sentiti abbandonati. La maggior parte di essi vivono dei servizi ai pellegrini, e ora molte famiglie sono ai limiti della sopravvivenza. E’ anche un aiuto materiale che si dà, oltre al sostegno spirituale”. E’ quanto ci ha detto il Nunzio, Mons. Pietro Sambi, a Gerusalemme.
“L’unità costruita fra tutti noi ’pellegrini’ e con gli amici di lì, è stata naturale e concreta fin dai primi momenti. Il cuore ci dice che bisogna andarli a trovare proprio lì, nella loro terra, per capire quanto bisogno abbiano di sentirci vicini; ma stare a contatto con questo popolo serve forse soprattutto a noi, che veniamo da altre parti del globo, per imparare e per ringraziare di quello che loro vivono e offrono per tutti”.
“Camminiamo per la città vecchia e ci guardiamo, colmi di impressioni che a stento riusciamo a riordinare. Sono volti, case, colori e profumi, parole e silenzi, panorami e pietre. Le pietre calpestate da un uomo-Dio la cui presenza è più che mai viva e parlante quest’oggi, qui. E’ davvero commovente vedere come c’è chi continua a costruire la pace partendo prima di tutto da sé”. E’ la lezione più grande di questo viaggio.
Siamo stati testimoni di esperienze toccanti: da chi ha perso marito, fratelli, figli; da chi ogni giorno vive con la paura dei posti di blocco, di vedersi portar via i propri cari o di veder crollare la propria casa. 
Da chi non ha più nessuna certezza, se non quella che “è dando Amore a chi ci capita accanto che si può tornare a sorridere”: “amando quel soldato, sorridendo a quella ’mancanza’, offrendo – nonostante mille ingiustizie – sempre qualcosa di positivo anche a chi potrebbe essere chiamato tranquillamente ’nemico’”. Mille le iniziative di solidarietà, come la copisteria nata in un villaggio dei Territori palestinesi per offrire nuovi posti di lavoro.
In questi giorni in Terra Santa, questo amore così radicale è arrivato anche a noi. E’ tantissimo quello che ci hanno dato, in vita e in atti concreti: dolci, pranzi, visite, feste, tutto è stato un atto d’Amore continuo per noi”. P. B. (altro…)