Movimento dei Focolari
Questa malediยญzione della guerra

Questa malediยญzione della guerra

Io non capivo come si potesse generare alla vita un giovane, farlo consumare negli studi e nei sacrifici, al fine di maturarlo per una operazione, in cui lui avrebbe dovuto ucยญcidere gente a lui estranea, sconosciuta, innocente, ed egli a sua volta avrebbe dovuto farsi uccidere da gente alla quale non aveva fatto alcun male. Vedevo lโ€™assurditร , la stupiditร , e sopra tutto il peccato della guerra: peccato reso piรน acuto dai pretesti con cui la guerra si cercava e dalla futilitร  con cui si decideva.

Il Vangelo, meditato giร  abbastanza, mโ€™insegnava, come dovere inseparabile, di far del bene, non di uccidere; di perยญdonare, non di vendicarmi. E lโ€™uso della ragione mi dava quasi la misura dellโ€™assurditร  dโ€™una operazione, la quale asยญsegnava i frutti della vittoria non a chi aveva ragione, ma a chi aveva cannoni; non alla giustizia, ma alla violenza [โ€ฆ].

Nel ยซmaggio radiosoยป 1915, fui chiamato alle armi. [โ€ฆ]

Quante trombe, quanti discorsi, quante bandiere! Tutta roba che infittiva dentro il mio spirito la repugnanza per quegli scontri, con governi che, incaricati del bene pubblico, attuavano il loro compito ammazzando figli del popolo, a centinaia di migliaia, e distruggendo e lasciando distruggere i beni della nazione: il bene pubblico. Ma quanto tutto ciรฒ mi apparve cretino! E soffrivo per milioni di creature, alle quali si soleva per forza far credere nella santitร  di quegli omicidi, santitร  attestata anche da ecclesiastici che benediceยญvano cannoni destinati a offendere Dio nel capolavoro della creazione, a uccidere Dio in effige, a realizzare il fratricidio in persona di fratelli, per di piรน battezzati.

โ€œVedevo lโ€™assurditร , la stupiditร ,

e soprattutto il peccato della guerraโ€ฆโ€.

Quale recluta fui mandato a Modena, dove cโ€™era una specie di universitร  per la formazione di guerrieri e duci. Veยญnendo da Virgilio e Dante, lo studio di certi manuali, dove sโ€™insegnava a ingannare il nemico per giungere ad ammazยญzarlo, mi fece tale effetto che, con una imprudenza non suยญperabile, scrissi su uno di essi: โ€“ Qui sโ€™impara la scienza dellโ€™imbecillitร  โ€“. Ben altro concetto avevo io dellโ€™amor di paยญtria. Lo concepivo infatti come amore; e amore vuol dire serยญvizio, ricerca del bene, aumento del benessere, per la produยญzione di una convivenza piรน felice: per la crescita, e non per lo stroncamento, della vita.

Ma ero giovane, e non capivo i ragionamenti degli anziaยญni, i quali non facevano questione di capire: si stordivano con cortei e strillavano slogan per narcotizzarsi.

[โ€ฆ]

Dopo qualche settimana, diplomato a Modena, tornai a casa, per ripartire per il fronte. Abbracciai mia madre e mio padre, i fratelli e le sorelle (lโ€™abbraccio si praticava pochissiยญmo in casa mia) e presi il treno. Dal treno scorsi per la priยญma volta il mare, piรน largo assai dellโ€™Aniene; e fu come se avessi assolto uno dei doveri della mia esistenza: e, in tre giorni, raggiunsi la trincea dellโ€™Isonzo nel centoundicesimo Reggimento fanteria.

La trincea! In essa, dalla scuola entrai nella vita, tra le braccia della morte con le salve dei cannoni. [โ€ฆ]

Se cinque o sei colpi sparai, in aria, lo feci per necessitร : mai volli indirizzare la canna del fucile verso le trincee avversarie, per tema di uccidere un fiยญglio di Dio. [โ€ฆ]

Se tutte quelle giornate spese, in fondo alle trincee, a guardare canneti e ciuffi di rovi e nubi annoiate e azzurri splendenti, le avessimo spese a lavorare, si sarebbe prodotta una ricchezza capace di soddisfare tutte le rivendicazioni per cui si faceva la guerra. Certo: ma questo era un ragionamenยญto; e la guerra รจ un antiragionamento.

Igino Giordaniย 
Memorie di un cristiano ingenuo, Cittร  Nuova 1994, pp.47-53

A cura di Elena Merli

Foto: ยฉ ZU via Fotos Pรบblicas

A che serve la guerra?

A che serve la guerra?

La guerra รจ un omicidio in grande, rivestito di una specie di culto sacro, come lo era il sacrificio dei primogeniti al dio Baal : e ciรฒ a motivo del terrore che incute, della retorica onde si veste e degli interessi che implica. Quando lโ€™umanitร  sarร  progredita spiritualmente, la guerra verrร  catalogata accanto ai riti cruenti, alle superstizioni della stregoneria e ai fenomeni di barbarie.

Essa sta allโ€™umanitร , come la malattia alla salute, come il peccato allโ€™anima : รจ distruzione e scempio e investe anima e corpo, i singoli e la collettivitร .

[โ€ฆ]

ยซTutte le cose appetiscono la paceยป, secondo san Tommaso. Difatti tutte appetiscono la vita. Solo i matti e glโ€™incurabili possono desiderar la morte. E morte รจ la guerra. Essa non รจ voluta dal popolo; รจ voluta da minoranze alle quali la violenza fisica serve per assicurarsi vantaggi economici o, anche, per soddisfare passioni deteriori. Soprattutto oggi, con il costo, i morti e le rovine, la guerra si manifesta una ยซinutile strageยป. Strage, e per di piรน inutile. Una vittoria sulla vita, e che sta divenendo un suicidio dellโ€™umanitร .

[โ€ฆ] Dicendo che la guerra รจ una ยซ inutile strage ยป, Benedetto XV diede la definizione piรน precisa. Il Card. Schuster la definรฌ ยซ un macello di uomini ยป. Significa regioni intere distrutte, migliaia e migliaia di povera gente senza piรน nรจ casa nรจ averi, ridotti ad errare per la campagna desolata, fintanto che non venga a falciarli di fame o di freddo la morte.

[โ€ฆ] I vantaggi materiali che si possono trarre da una guerra vittoriosa, non riescono mai a compensare i danni che essa importa ; tanto, che si richiedono parecchie generazioni successive per ricostruire stentatamente tutta quella somma di valori spirituali e morali che erano andati distrutti durante un eccesso di frenesie belliche ยป [1]. [โ€ฆ]

Lโ€™ingegno umano, destinato a ben altri scopi, ha escogitato e introdotto oggi strumenti di guerra di tale potenza da destare orrore nellโ€™animo di qualunque persona onesta, soprattutto perchรฉ non colpiscono soltanto gli eserciti, ma spesso travolgono ancora i privati cittadini, i fanciulli, le donne, i vecchi, i malati, e insieme, gli edifici sacri e i piรน insigni monumenti di arte ! Chi non inorridisce al pensiero che nuovi cimiteri si aggiungeranno a quelli tanto numerosi del recente conflitto e nuove fumanti rovine di borghi e cittร  accumuleranno altri tristissimi ruderi ? ยป [2]. [โ€ฆ]

A cura di Elena Merli

Igino Giordani, Lโ€™inutilitร  della Guerra, Cittร  Nuova, Roma, 2003, (terza edizione), p. 3
Foto: Copertina: ยฉ RS via Fotos Pรบblicas, Igino Giordani ยฉ CSC-Audiovisivi


[1] Card. Schuster, messaggio natalizio 1950.
[2] Pio XII, ยซMirabile illudยป, 1950.

MilONGa: una rete di volontariato giovanile con impatto globale

MilONGa: una rete di volontariato giovanile con impatto globale

Nel mondo esistono anche luoghi in cui la fraternitร  viene coltivata con uno scopo. Uno di questi รจ MilONGa, un progetto che si รจ affermato come iniziativa chiave nel campo del volontariato internazionale, con lโ€™obiettivo di promuovere la pace e la solidarietร  attraverso azioni concrete.

MilONGa propone unโ€™alternativa concreta: vivere la solidarietร  in prima persona, attraverso esperienze che trascendono i confini culturali, sociali e geografici.

Il suo nome, che sta per โ€œMille organizzazioni non governative attiveโ€, รจ molto piรน di un progetto. รˆ una rete che mette in contatto i giovani con organizzazioni in varie parti del mondo, dando loro lโ€™opportunitร  di impegnarsi attivamente in iniziative sociali, educative, ambientali e culturali. Fin dalla sua nascita, il programma รจ cresciuto tessendo una comunitร  globale che riconosce valori comuni: pace, reciprocitร  e cittadinanza attiva.

Ciรฒ che distingue MilONGa non รจ solo la diversitร  delle sue destinazioni o la ricchezza delle sue attivitร , ma il tipo di esperienza che offre: una profonda immersione nelle realtร  locali, dove ogni volontario non viene per โ€œaiutareโ€, ma per imparare, scambiare e costruire insieme. รˆ un percorso di formazione integrale che trasforma sia chi lo vive sia le comunitร  che lo accolgono.

I Paesi in cui queste esperienze possono essere realizzate sono diversi come i giovani che vi partecipano e coprono diverse latitudini: Messico, Argentina, Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Paraguay, Uruguay e Perรน in America, Kenya in Africa, Spagna, Italia, Portogallo e Germania in Europa, Libano e Giordania in Medio Oriente.

In ognuno di essi, MilONGa collabora con organizzazioni locali impegnate nello sviluppo sociale e nella costruzione di una cultura di pace, offrendo ai volontari opportunitร  di servizio che hanno un impatto reale e duraturo.

Dietro MilONGa cโ€™รจ una solida rete di partenariati internazionali. Il progetto รจ sostenuto dal progetto AFR.E.S.H., cofinanziato dallโ€™Unione Europea, che gli permette di consolidare la sua struttura e ampliare il suo impatto. Fa inoltre parte dellโ€™ecosistema di New Humanity, unโ€™organizzazione internazionale impegnata a promuovere una cultura dellโ€™unitร  e del dialogo tra i popoli.

Una storia che lascia un segno

Francesco Sorrenti รจ stato uno dei volontari che si sono recati in Africa con il programma MilONGa. La sua motivazione non era solo il desiderio di โ€œaiutareโ€, ma un bisogno piรน profondo di capire e avvicinarsi a una realtร  che sentiva lontana. โ€œEra qualcosa che mi portavo dentro da anni: una profonda curiositร , quasi unโ€™urgenza di vedere con i miei occhi, per cercare di avvicinarmi a una realtร  che sentivo lontanaโ€, racconta Francesco della sua esperienza in Kenya.

La sua esperienza in Kenya รจ stata segnata da momenti che lo hanno trasformato. Uno di questi รจ stata la visita a Mathare, una baraccopoli di Nairobi. โ€œQuando uno di loro mi ha detto: โ€˜Guarda, qui รจ dove vivono i miei genitori. Io sono nato qui, i miei figli sono nati qui. Mia moglie lโ€™ho conosciuta qui e probabilmente moriremo quiโ€™, ho provato un fortissimo senso di impotenza. Ho capito che prima di fare qualcosa era necessario fermarsi. Che non ero lรฌ per sistemare le cose, ma per guardare, anzichรฉ girarmi dallโ€™altra parteโ€.

Ha anche sperimentato momenti di luce nel suo lavoro con i bambini di una scuola locale. โ€œLa gioia di questi bambini era contagiosa, fisica. Non cโ€™era bisogno di molte parole: bastava essere lรฌ, giocare, condividere. รˆ stato allora che ho capito che non si tratta di fare grandi cose, ma semplicemente di essere presentiโ€, racconta.

A due anni dalla sua esperienza, Francesco ne sente ancora lโ€™impatto. โ€œIl mio modo di vedere le cose รจ cambiato: ora do piรน valore a ciรฒ che conta davvero e ho imparato ad apprezzare la semplicitร . Questa esperienza mi ha lasciato anche una forma di forza, una tenacia interiore. Ti rimane una sorta di resilienza, come quella che ho visto negli occhi di chi, allโ€™alba, voleva fare tutto anche se non aveva nullaโ€.

Incontri che moltiplicano lโ€™impegno

Nellโ€™aprile 2025, la MilONGa ha partecipato al congresso internazionale โ€œSolidarity in Action, Builders of Peaceโ€ (โ€œSolidarietร  in azione, costruttori di paceโ€), che si รจ svolto nella cittร  di Porto, in Portogallo. Lโ€™incontro, organizzato congiuntamente da AMU (Azione per un Mondo Unito)New Humanity NGO e Movimento dei Focolari del Portogallo, ha riunito giovani leader di tutto il mondo legati ai programmi Living Peace International e MilONGa.

Per tre giorni, Porto si รจ trasformata in un laboratorio di dialogo e azione, dove i giovani partecipanti hanno scambiato esperienze, condiviso buone pratiche e costruito strategie comuni per rafforzare il loro ruolo di agenti di pace. MilONGa ha svolto un ruolo chiave, non solo attraverso la partecipazione attiva dei suoi volontari, ma anche creando sinergie con altre reti giovanili impegnate nella trasformazione sociale.

Uno dei momenti piรน significativi del congresso รจ stato lo spazio del laboratorio collaborativo, dove i partecipanti hanno immaginato e progettato progetti concreti con impatto locale e globale.

MilONGa non si definisce solo per quello che fa, ma per lโ€™orizzonte che propone: un mondo piรน giusto, piรน unito, piรน umano. Un mondo dove la solidarietร  non รจ uno slogan, ma una pratica quotidiana; dove la pace non รจ unโ€™utopia, ma una responsabilitร  condivisa.

Manuel Nacinovich

Verso una pedagogia della pace

Verso una pedagogia della pace

Sono Anibelka Gรณmez, volontaria del Movimento dei Focolari di Santiago de los Caballeros (Repubblica Dominicana), insegnante e attuale direttrice di una scuola pubblica.

L’istruzione non รจ solo un diritto, ma un potente strumento per trasformare le nostre comunitร . Come educatori, abbiamo il potere di influenzare la costruzione di una societร  piรน giusta e fraterna. Quindi, dentro di me รจ nata a un certo punto una grande preoccupazione: come posso contribuire a costruire il โ€œsognoโ€ dellโ€™unitร  che Gesรน ha chiesto al Padre ? Quali azioni concrete posso intraprendere per garantire che l’educazione sia un motore di cambiamento verso la pace nelle nostre comunitร ? 

Cosรฌ l’anno scorso รจ nata l’idea di fare qualcosa che andasse oltre i confini della nostra scuola. Sapendo che le forze erano poche, ma credendo nel potere di Gesรน che ha promesso di essere presente tra coloro che si amano, abbiamo organizzato il congresso internazionale dal titolo: โ€œFavorire la pedagogia della paceโ€ a Santiago de los Caballeros. Abbiamo deciso di preparare questo congresso basandoci sull’amore reciproco tra gli organizzatori, membri dei Focolari della Repubblica Dominicana e di Porto Rico. Hanno partecipato 140 insegnanti, psicologi, direttori e professionisti dell’educazione, con una rappresentanza di 55 centri educativi, tra cui la Scuola Cafรฉ con Leche di Santo Domingo, una scuola nella quale ci si impegna a vivere lโ€™arte di amare proposta da Chiara Lubich.

Nelle immagini: Congresso Internazionale “Favorire la pedagogia della pace” (Foto: Anibelka Gรณmez)

Per la realizzazione di questo grande evento, la provvidenza di Dio si รจ manifestata attraverso l’aiuto, il sostegno e la collaborazione del direttore Rafael Liriano e del consigliere Ysmailin Collado del Distretto Educativo 08-04, dell’Associazione Nazionale dei Direttori (ASONADEDI), di alcuni imprenditori e della comunitร  di Santiago, che ci hanno aiutato nella logistica.

Grazie a questo congresso, si รจ risvegliato l’interesse a conoscere meglio le proposte e le iniziative educative del Movimento dei Focolari, come il Dado della Pace e la Metodologia โ€œ6×1โ€ (sei passi per un obiettivo). Per questo motivo, dopo qualche mese si รจ tenuto il seminario โ€œCultura della pace e metodologia 6×1โ€. Vi hanno partecipato 20 scuole rappresentate dai loro presidi e dagli insegnanti, con l’obiettivo di moltiplicarlo per gli insegnanti di altre scuole.

A sinistra: Workshop su FormaT, alla destra: Workshop sul Dado della Pace e Metodologia “6 x 1” (Foto: Anibelka Gรณmez)

Questo workshop ha sottolineato lโ€™urgenza  tra i partecipanti di implementare nelle scuole la novitร  del Dado della Pace e della Metodologia 6×1. Alcuni presidi e insegnanti hanno affermato che l’attuazione di questi programmi aiuterร  i bambini a promuovere una cultura di pace per il bene di una societร  migliore. Inoltre, per dare continuitร  a questo progetto, รจ nata la proposta di realizzare la formazione FormaT, un corso on line rivolto ai formatori che accompagnano bambini, adolescenti e giovani in vari ambienti educativi. L’obiettivo รจ condividere esperienze, competenze e strumenti per la formazione e l’accompagnamento. Questo programma รจ tenuto on line dalla Colombia, con la partecipazione di tutti gli insegnanti di 14 centri educativi. La formazione si svolge ogni mese a partire da settembre, รจ composta da 9 moduli e si concluderร  con la consegna di un diploma ai partecipanti.

L’implementazione di questi moduli ha creato un forte legame tra le scuole, tanto che nel periodo quaresimale abbiamo  organizzato un ritiro con coloro che partecipano a FormaT, seguito da un fine settimana con i presidi partecipanti.  รˆ impressionante per noi vedere come Gesรน moltiplica i talenti, tocca i cuori e i frutti vanno al di lร  di quanto possiamo immaginare dando vita a esperienze di unitร .

Anibelka Gรณmez
Foto di copertina: ยฉ Alicja-Pixabay

Bruxelles: a 75 anni dalla Dichiarazione Schuman

Bruxelles: a 75 anni dalla Dichiarazione Schuman

Lโ€™Europa continua a far parlare di sรฉ, al centro di tensioni internazionali e di accesi dibattiti il cui esito incide sulla vita dei suoi cittadini: quasi mezzo miliardo quelli dellโ€™Unione Europea. Pace versus difesa, guerra o pace commerciale, le scelte sullโ€™energia, le politiche di sviluppo e la giustizia sociale, identitร  e diversitร , apertura e confini: i temi in agenda sono numerosi e, di fronte ai cambiamenti dello scenario interno ed esterno โ€“ prima di tutto la guerra in Ucraina -, la rilettura e lโ€™attualizzazione della profezia di Robert Schuman e dei padri fondatori รจ non solo attuale, ma necessaria.

Sono passati 75 anni da quando lโ€™allora ministro degli esteri francese, il 9 maggio 1950, pronunciรฒ il suo rivoluzionario discorso a Parigi, ponendo leย basi per il processo di integrazioneย europea. Il 15 maggio 2025, nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, un panel di esperti, esponenti di vari Movimenti cristiani e giovani attivisti, hanno dato voce alla visione dellโ€™unitร  europea come strumento di pace.

Lโ€™evento si รจ svolto perย iniziativa diย Insieme per lโ€™Europa (IpE)ย insieme ad alcuni europarlamentari, su invito della parlamentare slovaccaย Miriam Lexmannย โ€“ ย assente per motivi familiari โ€“ e ha riunito nella mattinata del 15 maggio, un centinaio di persone da Belgio, Italia, Germania, Olanda, Slovacchia, Austria, Francia, Grecia, Romania. Sono presenti cristiani cattolici, ortodossi e delle Chiese della Riforma; rappresentanti della Comunitร  Immanuel, YMCA, Focolari, Schoenstatt, Santโ€™Egidio, Quinta Dimensione, Comunitร  Papa Giovanni XXIII: la varietร  tipica della rete diย IpE. A darle voce รจ il moderatore diย Insieme,ย Gerhard Pross, testimone degli inizi: โ€œPer noi รจ importante esprimereย la forza della fede nel plasmare la societร . Tuttavia, non siamo interessati al potere o al dominio, ma a portare la speranza, lโ€™amore e la forza della riconciliazione e dellโ€™insieme insiti nel Vangeloโ€.

Tra il pubblico โ€“ e tra i relatori โ€“ spicca la forte componente giovanile: in 20 dal liceo Spojenรก ลกkola Svรคtรก rodina di Bratislava. Studiano cittadinanza attiva e diritto europeo. Sono a Bruxelles con i loro professori, per unโ€™esperienza che puรฒ segnare il loro percorso professionale e di vita. Tra loro, Maria Kovaleva: โ€œIo vengo dalla Russia e per me lโ€™Europa significa poter essere qui, indipendentemente dalla mia provenienza o dalla situazione politica nel mio Paese o in Slovacchia, e parlare liberamente โ€“ proprio qui, nel cuore dellโ€™Europa. Per me lโ€™Europa รจ sempre stata un luogo in cui non importa quale religione o nazionalitร  si abbia. Tutti hanno il diritto di parlare, e di parlare senza censure. Questo รจ il tipo di Europa che Robert Schuman sognavaโ€.

Peter, 16 anni, si dice sinceramente stupito, trovandosi per la prima volta in un luogo istituzionale dove vengono prese decisioni importanti. รˆ il rappresentante degli studenti e quanto vissuto a Bruxelles รจ per lui unโ€™ispirazione per il futuro, in cui attraverso il management o lโ€™impegno in politica possa svolgere un ruolo di leadership.

Samuel ha 17 anni. Definisce questi giorni โ€œunโ€™esperienza straordinaria per scoprire qualcosa in piรน sul resto dellโ€™Europa, come funziona la politica, come lavora il Parlamento; penso di poter parlare a nome di tutta la classe: รจ stato straordinario!โ€.

Unโ€™altra rappresentanza studentesca arriva dallโ€™Italia. Sono 10 studenti di scienze politiche e relazioni internazionali della LUMSA, a Roma. Daniele, primo anno di scienze politiche, รจ colpito particolarmente dal momento del pomeriggio: la preghiera ecumenica nella โ€œChapel for Europeโ€. โ€œMi piace il lavoro di Chiara Lubich, creare ponti per riunire tutti, e si vedeva lโ€™impegno in ciascuno dei presenti. Non รจ un incontro tra sognatori, ma una ricerca concreta che porta a qualcosa di solidoโ€. Per Diego รจ un momento in cui la memoria viene rinnovata e porta alla continuitร . รˆ ispirato dalla mondialitร  che si respira a Bruxelles, โ€œun punto di inizio per sviluppi futuriโ€ e ha particolarmente apprezzato gli interventi degli europarlamentari.

Photo: H. Brehm / K. Brand / M. Bacher

Erano presenti infatti nella mattinata,  Antonella Sberna (Conservatori e Riformisti europei), vice-presidente del Parlamento Europeo e responsabile per lโ€™attuazione dellโ€™articolo 17 TFUELeoluca Orlando e Cristina Guarda (Verdi).  โ€œSiete lโ€™esempio di che cosa lโ€™UE puรฒ fare per i nostri popoli e le nostre civiltร โ€, afferma la vicepresidente, rivolgendosi a Insieme per lโ€™Europa. E invita i giovani presenti a โ€œessere critici, ma appassionatiโ€, a โ€œstudiare bene lโ€™Europaโ€, per essere โ€œinsieme al servizio per correggere ciรฒ che non ci piace e garantire pace nei nostri confini, come esempio di unione dei popoli nel rispetto delle sovranitร โ€.

Leoluca Orlando invita a โ€œcogliere il progetto di futuro che stava nellโ€™azione di Schumann, coltivando una memoria inquietaโ€ e ricorda il principio di fraternitร , che fa superare le storiche polarizzazioni tra destra e sinistra su libertร  ed uguaglianza. E come esempio di fraternitร  riporta โ€œlโ€™esperienza profetica di unitร  tra cattolici e luterani, grazie allโ€™intuizione di Chiara Lubich, a Ottmaring, in Baviera, un luogo nel cuore della Guerra dei Trentโ€™anniโ€.

Per Cristina Guarda, pace รจ la parola chiave: โ€œCome Movimenti cristiani vi chiedo di essere parte di questa discussione, e di richiedere la nostra coerenza nella ricerca della pace. E quindi fare scelte giuste e votare correttamente, per rispettare la paceโ€.

Ed รจ proprio ad un progetto di pace che la Dichiarazione di Schuman aspira: Jeff Fountain, dello Schuman Centre, offre una lettura delle fondamenta spirituali della Dichiarazione, del suo โ€œcoraggioso discorso di tre minutiโ€: โ€œil suo progetto non era solo politico o economico. Letta a un livello piรน profondo, la Dichiarazione Schuman rivela che il progetto รจ profondamente morale, spirituale, radicato nei valori del cuoreโ€. โ€œLe istituzioni che ha contribuito a ispirare โ€“ per quanto imperfette โ€“ sono una difesa contro il ritorno alla politica del dominio e dellโ€™esclusione, della paura e dellโ€™odioโ€.

Ma chi dovrebbe dare unโ€™anima allโ€™Europa? Invita a riflettere Alberto Lo Presti. โ€œNon dovremmo aspettarci che tale anima sia prodotta dalle istituzioni politiche europee e trasmessa ai suoi cittadini. Non vorrei vivere in una societร  nella quale lโ€™istituzione mi inculca, nel cervello, una visione del mondo. A fare cosรฌ, di solito, sono le organizzazioni politiche totalitarie che anche qui in Europa abbiamo ben conosciuto: per esempio il nazi-fascismo e il comunismo. Si vedrร  lโ€™anima dellโ€™Unione Europea quando tale anima sarร  visibile nelle scelte quotidiane dei suoi cittadini. Come Insieme per lโ€™Europa vogliamo accompagnare lโ€™Europa alla realizzazione della sua vocazioneโ€.

Maria Chiara De Lorenzo
(da https://www.together4europe.org/)