Movimento dei Focolari

Klaus Hemmerle: Il sacerdote oggi/3

Ago 9, 2014

Vita sacerdotale come cristianesimo radicale. Continua il discorso di Mons. Klaus Hemmerle, già vescovo di Aachen, al Congresso internazionale di sacerdoti, religiosi e seminaristi, svoltosi in Vaticano il 30 aprile 1982.

ChiaraLubich-Klaus-Hemmerle«Se si può comprendere il sacerdote, nella sua grandezza e nella sua piccolezza, nel suo mandato e nella sua fragilità, soltanto guardando a Cristo; se il sacerdote rende presente nella storia lo spogliamento che Cristo ha attuato in se stesso, allora nessun’altra parola riuscirà a esprimere così bene l’esistenza sacerdotale come quella di S. Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Gal 2,20). Questa parola, è vero, vale per ogni cristiano, così come il testo di Chiara Lubich [L’attrattiva del tempo moderno] riguarda tutti i cristiani. Nel battesimo infatti è già avvenuto il fatto decisivo per la nostra persona. Essa non è più quell’io che afferma se stesso contro Dio e quindi deve morire. È invece l’io che, morto con Gesù Cristo in Dio, fa posto a Lui, a Dio stesso, a Gesù Cristo stesso, dentro di sé. Il mio “io” appartiene a Gesù Cristo. Morire ogni attimo di nuovo in Lui, in modo che Egli possa vivere in me: questo è il vero modo di trovare se stessi, di realizzare se stessi. Dire “tu” a Gesù ogni volta che dico “io”: questa è la strada della santificazione che ha il suo principio nel battesimo. È così che posso stare in continua contemplazione, in continua unione con Dio; ed è nello stesso tempo a questa condizione che Egli, Dio, l’Amore che in Cristo si dona all’umanità, può donarsi a questa epoca, può comunicarsi agli uomini di oggi. Non esiste per questo un modello più valido di Maria. Lei, guardando soltanto a Dio e alla sua volontà e accogliendoLo tutto dentro di sé, Lo dà agli altri, Lo dona al mondo. La “gratia plena” è nello stesso tempo la “theotokos”, genitrice di Dio. Ora, se il sacerdote è colui che per mandato e autorizzazione è costituito ad “agere in persona Christi”, allora questo mandato e questa autorizzazione non possono limitarsi a porre quegli atti sacramentali per i quali in senso stretto sono stati conferiti. Questi atti sacramentali, queste realizzazioni del potere sacerdotale diverranno testimonianza nella misura in cui il sacerdote corrisponderà con tutta la sua vita a quegli atti. Quindi, quanto più profondamente il sacerdote vivrà il suo cristianesimo, il suo battesimo – quanto più cioè sarà, nel senso sopra spiegato, “mariano” –, tanto più risplenderà in lui Cristo Sacerdote. Sii interamente sacerdote essendo interamente cristiano! Vivi totalmente Cristo Sacerdote vivendo totalmente Maria, la sua donazione, il suo servizio! Il sacerdote dovrà donarsi completamente a Lui. Non dovrà avere altra cosa che lo sazia, né possesso, né esigenza, né cosa di cui disporre. Quelle cellule del cuore umano che potrebbero essere riservate per le più belle, nobili e sacre esigenze umane, dovrà tenerle libere per Gesù Cristo solo. Le sue mani dovranno essere così vuote da tenere null’altro che Lui e poter quindi donare Lui stesso agli altri. Esser unito con Gesù solo e avere quindi una libertà più grande per poter essere vicino a tutti ed avvicinare Gesù a tutti […]». (continua) Klaus Hemmerle: Il sacerdote oggi/1   /2 Prossimo evento per il mondo sacerdotale: Loppiano – “Networking “ 19 agosto 2014 – 22 agosto 2014 Appuntamento con giovani sacerdoti e diaconi, seminaristi e giovani orientati al sacerdozio, promosso dal Movimento dei Focolari.

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