Movimento dei Focolari

Let’s bridge: giovani in prima fila in Belgio

Mag 3, 2013

Ponti tra giovani di diverse aree linguistiche del Paese e ponti tra generazioni quelli lanciati il 20 aprile col progetto Let's Bridge - Together4Peace a Bruxelles.

Col progetto Let’s bridge-Together4peace è cambiata la nostra vita e continua a cambiare ogni giorno“, sostiene convinto uno dei giovani presentatori all’inizio della loro performance. Danza Hip Hop o Pop Funky, teatro, video-clip, musiche e canzoni, sono il frutto del lavoro di settimane di 70 ragazzi e ragazze che il 20 aprile scorso, dal palco di una sala di Bruxelles non smettono di raccontare le loro scoperte sorprendenti ad un pubblico di 600 persone sempre più coinvolto. Tutto è espressione del ‘lifestyle4peace’, uno stile di vita fatto di condivisione, accoglienza, disponibilità, rapporti autentici:  è diventato il loro “lifestyle” da quando un anno e mezzo fa si sono lanciati nei workshop col Gen Rosso culminati nella rappresentazione del musical ‘Streetlight’. Hanno tra i 14 e i 25 anni, provengono dalle varie comunità linguistiche del Belgio (fiamminghi, francofoni, germanofoni, di origine belga o africana), sono di convinzioni e religioni diverse, ma hanno in comune un’esperienza: l’aver accettato la sfida di andare alla scoperta dell’altro sperimentando che “l’arte di amare” è appassionante, crea legami forti e ti fa capace di cose che neanche sognavi di poter e saper fare. Quando sono partiti non si conoscevano neppure e non sapevano da che parte cominciare. Ora stanno in scena, con l’emozione della prima volta, ma con la convinzione di chi ha da dire qualcosa in cui crede perché l’ha sperimentata e vuole condividerla.  Raccontare la loro storia come gruppo, trasmettere ad altri la scoperta fatta, è un’esigenza: sono la generazione dei social network e non riescono a tenere per sé una cosa così forte.  La mattina su quello stesso palco s’era svolto tutt’altro programma, sia per l’età dei protagonisti e dei 300 del pubblico (i più, decisamente oltre la fascia degli “anta”), che per i contenuti: la fiducia come fondamento dell’educazione. Eppure c’è continuità tra i due momenti. È proprio questo, infatti, uno degli atteggiamenti alla base del progetto ‘Together4peace‘, attitudine sapientemente illustrata dal noto psichiatra infantile, il prof. Adriaenssens e supportata da significative esperienze in campo educativo. Alcune battute colte al volo dai giovani protagonisti: “Non è tanto importante che gli altri mi accettino  – sostiene Amy -, l’importante è che io accetti loro applicando la “regola d’oro”: fai agli altri ciò che vorresti gli altri facessero a te. L’utopia di Gesù la sperimentiamo fra noi. Non siamo un gruppo religioso, non ho la fede, ma qui andiamo verso lo stesso obiettivo: se crediamo che ognuno ha qualcosa di buono e lo doniamo, ci sentiamo tutti uniti”. L’anno scorso ho subito un’aggressione che ha provocato l’angoscia e l’ira dentro di me, sentimenti che non riuscivo a cancellare – racconta Abou -. Conoscendo questo gruppo, ho visto giovani che avevano la pace in loro ed ho imparato che non serve utilizzare la violenza”. E infine Juliette: “Ho avuto la fortuna di incontrare dei giovani e degli adulti che sono straordinari per me. Mi hanno toccato per la loro fede. Prima credevo più per convenienza che per convinzione, ma ora ho rivisto la mia posizione verso Dio… ho trovato la pace che mi porta sulla “roccia” a cui ogni momento posso appoggiarmi. Non mi sento più sola e provo un’immensa libertà di sapere che Dio mi ama sempre…”. Fonte: http://www.focolare.be Foto galleria

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