22 Ago 2018 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
È giunta nei giorni scorsi dal distretto di Lebialem, in Camerun, a firma del presidente dell’organizzazione Lecudo (Lebialem Cultural Development Organisation), Mbeboh John, una lettera di saluto e ringraziamento alla presidente dei Focolari, Maria Voce, e al copresidente Morán, per la scelta dei focolarini di rimanere sul posto, accanto a «vecchi, malati, bambini, uomini e donne che si sono rifugiati nel centro Mariapoli», nonostante i rischi che tale scelta comporta. Da quasi due anni, nelle regioni anglofone del Camerun, situate nel Nord-ovest e nel Sud-ovest, dove si trova anche la cittadella di Fontem con l’ospedale “Mary Health of Africa”, fondato nel 1964 per volere di Chiara Lubich, è in atto un conflitto armato tra gruppi separatisti anglofoni ed il governo centrale del Paese, a maggioranza francofona. Lo scorso anno un gruppo radicale ha dichiarato l’indipendenza della zona anglofona. Sono seguite – come hanno denunciato i vescovi del Camerun – “violenze disumane, cieche, mostruose e una radicalizzazione delle posizioni”. È in questo contesto che s’inserisce la scelta dei Focolari di restare accanto al popolo Bangwa, che «ci riporta – scrive il presidente Mbeboh John – all’arrivo del Movimento, quando Chiara decise di combattere tre guerre: contro la malattia del sonno indotta dalla mosca tse-tse, contro la povertà educativa e contro quella materiale» del popolo Bangwa. Leggi la lettera (in inglese) (altro…)
17 Ago 2018 | Chiara Lubich, Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Foto © CSC Audiovisivi
«Vi ringrazio per questo incontro straordinario. Ho potuto visitare il vostro centro, la Mariapoli, che abbraccia tutti i Focolari del mondo; ho potuto parlare con Chiara e con le sue collaboratrici e con i suoi collaboratori, e vedere rapidamente come vive e si sviluppa il Movimento, come compie la sua missione, il suo apostolato in tutti i continenti. Dopo questo colloquio ho potuto partecipare alla seconda parte dell’incontro, durante la quale sono state presentate tre testimonianze molto commoventi, che ci hanno portato al centro, direi, al cuore di quello che è il Movimento dei Focolari. C’è stata poi una testimonianza artistica, nella quale si è visto come quell’amore che pulsa dentro il vostro Movimento sappia animare tutti i valori umani, i valori della bellezza, i valori dell’arte, che perennemente sono destinati a esprimere tutto quello che è più profondo nell’uomo, più spirituale, che è umano e anche divino, perché l’uomo è fatto a somiglianza di Dio. Durante le diverse fasi del nostro incontro, ho fatto molte riflessioni. Cerco adesso di riassumere tutto in una constatazione e in un augurio. La constatazione tocca il nucleo centrale del vostro Movimento: l’amore. Certamente, l’amore è l’inizio di tante istituzioni e strutture di tutto l’apostolato, di tutte le famiglie religiose. L’amore è ricco, porta in sé diverse potenzialità e diffonde nei cuori umani i diversi carismi. Con quest’incontro ho potuto avvicinarmi un po’ di più a quello che forma il carisma proprio del vostro Movimento o, direi diversamente, comprendere meglio come l’amore – che è dono dello Spirito Santo, da lui diffuso nei nostri cuori, la sua più grande virtù – costituisca la via più eccellente, l’animazione principale del vostro Movimento. È bene che abbiate trovato tale strada, questa vocazione all’amore. Ascoltando le testimonianze mi sono convinto ancora maggiormente di ciò di cui da tanti anni e ogni giorno mi rendo conto: nel mondo di oggi, nella vita delle nazioni, delle società, dei diversi ambienti, delle persone, l’odio, la lotta sono molto forti. Sono programmatici. Allora ci vuole l’amore. Si può dire che l’amore è senza programma, ma ne crea anche di bellissimi e ricchissimi come il vostro. Ci vuole la presenza dell’amore nel mondo per affrontare il grande pericolo che insidia l’umanità, che minaccia l’uomo: quello di trovarsi senza amore, con l’odio, con la lotta, con diverse guerre, con diverse oppressioni, con diverse torture, come abbiamo sentito. L’amore è più forte di tutto e questa è la vostra fede, la scintilla ispiratrice di tutto quello che si fa con il nome Focolari, di tutto quello che voi siete, di tutto quello che voi fate nel mondo. L’amore è più forte. È una rivoluzione. In questo mondo tanto travagliato dalle rivoluzioni, di cui l’odio e la lotta costituiscono il principio, ci vuole la rivoluzione dell’amore; è necessario che tale rivoluzione si dimostri più forte. Questo è anche il radicalismo dell’amore. Ci sono stati nella storia della Chiesa tanti radicalismi dell’amore, quasi tutti contenuti nel supremo radicalismo di Cristo Gesù. C’è stato il radicalismo di san Francesco, di sant’Ignazio di Loyola, di Charles de Foucauld e tanti altri fino ai nostri giorni. C’è anche il vostro radicalismo dell’amore, di Chiara, dei Focolarini: un radicalismo che scopre la profondità dell’amore e la sua semplicità, tutte le esigenze dell’amore nelle diverse situazioni e cerca di far vincere sempre questo amore in ogni circostanza, in ogni difficoltà; e dove l’uomo – umanamente parlando – potrebbe essere superato dall’odio, tanto non permette a quest’uomo, a questo cuore umano e fa vincere l’amore». […] «Vi auguro pertanto di continuare sulla stessa strada. Avete già un indirizzo molto chiaro, una caratteristica profondamente marcata, un carisma nella ricchezza dell’amore che ha la sua sorgente in Dio stesso, nello Spirito Santo. Avete già trovato il vostro campo, la vostra dimora. Vi auguro di sviluppare sempre di più questa realtà, propria della vostra vocazione, e di portare al mondo di oggi, che ne ha tanto bisogno, l’amore e, per il tramite dell’amore, di portare Dio. Questo è il mio augurio». Leggi il testo integrale (altro…)
10 Ago 2018 | Chiara Lubich, Spiritualità
«Maria Santissima è “Sede della Sapienza” in quanto accolse Gesù, Sapienza incarnata, nel cuore e nel grembo. Col “fiat” dell’Annunciazione, ella accettò di servire la volontà divina, e la Sapienza pose dimora nel suo seno, facendo di lei una sua discepola esemplare. La Vergine fu beata non tanto per aver allattato il Figlio di Dio, quanto piuttosto per aver nutrito se stessa col latte salutare della Parola di Dio». (S. Giovanni Paolo II, Angelus, 4 settembre 1983) «Per comprendere bene questo santo canto di lode (Il Magnificat), bisogna precisare che la benedetta Vergine Maria parla in base alla sua esperienza, essendo stata illuminata e istruita dallo Spirito Santo; nessuno, infatti, può capire correttamente Dio e la Sua parola, se non gli è concesso direttamente dallo Spirito Santo. Ma ricevere tale dono dallo Spirito Santo, significa farne l’esperienza, provarlo, sentirlo; lo Spirito Santo, insegna nell’esperienza come in una scuola, all’infuori della quale nulla s’impara se non parole e chiacchiere. Dunque la santa Vergine, avendo esperimentato in sé stessa che Dio opera grandi cose in lei, per quanto umile, povera e disprezzata, lo Spirito Santo le insegna questa grande arte comunicandole la sapienza…» (Martin Lutero, Commento al Magnificat, introduzione) «La Madonna è Sede della Sapienza, non perché ha parlato, non perché é stata un dottore della chiesa, non perché é stata seduta in cattedra, non perché ha fondato università; è sede della sapienza perché ha dato al mondo Cristo, la Sapienza incarnata. Ha operato un fatto. Così pure noi: avremo la sapienza se vivremo in modo che Gesù sia in noi, sia fra noi, ci sia di fatto». (Chiara Lubich, Una via nuova, Città Nuova, 2002, p.145) «Maria vive non da se stessa soltanto, ma da una profondità più profonda. Lo Spirito Santo in lei: da lui promana non solo suo Figlio, contenuto e frutto del suo essere; da lui promanano il compimento e la forma della sua stessa vita». (Klaus Hemmerle, Brücken zum credo, p. 265) (altro…)
9 Ago 2018 | Chiara Lubich, Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Foto: Fabio Ciardi, omi
«A invitarci in questo luogo incantevole – la Stiria, il “cuore verde” dell’Austria, come lo chiamano qui – è stato mons. Wilhelm Krautwaschl, attuale vescovo di questa diocesi che ha appena compiuto 800 anni», scrive il cardinale thailandese Francis Xavier Kriengsak, coordinatore dei vescovi amici del Movimento dei Focolari. «Per noi questo soggiorno è stato l’occasione per vivere insieme come fratelli, condividere gioie e dolori, rigenerare le forze ed ancorarci nuovamente nell’essenziale». Un po’ di storia. Il primo incontro di vescovi amici dei Focolari si svolse nel 1977, su invito del teologo Klaus Hemmerle (1929-1994), già vescovo di Aquisgrana (Germania). Quella volta i partecipanti furono dodici, provenienti dai cinque continenti. All’udienza generale in Vaticano, Paolo VI, salutandoli, li incoraggiò ad andare avanti. L’anno successivo, incontrandoli per l’ultima volta, disse loro: «Come capo del collegio apostolico vi incoraggio, vi stimolo, vi esorto a continuare in questa iniziativa». Lo stesso incoraggiamento è giunto dai papi seguenti, fino a Papa Francesco che ha inviato un saluto. Nel 1981 iniziò poi questa vacanza estiva tra vescovi con un piccolo gruppo. Chiara Lubich, nel 1984, li invitò a «proiettarsi decisamente, insieme all’Opera di Maria, verso l’unità delle chiese e il dialogo con le religioni e con tutte le persone di buona volontà», in sintonia con l’obiettivo della Chiesa e della spiritualità dei Focolari. «Questo invito – scrivono – ha provocato un salto di qualità della nostra comunione». 
Foto: Fabio Ciardi, omi
Quest’anno i partecipanti sono stati 63, provenienti da 31 paesi, tra cui, per alcuni giorni il vescovo luterano Christian Krause, già Presidente della Federazione Luterana Mondiale. L’obiettivo, lo stesso di sempre: «approfondire e vivere la spiritualità di comunione» e «esplorare i modi come essa può potenziare il cammino della Chiesa» nelle varie circostanze socio-culturali. Il contesto: il bel Castello di Seggau (sec. XII), antica sede dei vescovi di Graz, oggi trasformato in centro per convegni immerso nel verde. L’incontro è iniziato in un clima di grande gioia e fraternità, «ripercorrendo – scrivono – gli inizi della partecipazione dei vescovi al carisma dell’unità, che li ha portati a puntare sulla vita di comunione non solo durante le vacanze estive ma anche, a distanza, durante tutto l’anno».
Tanti gli interventi: P. Fabio Ciardi (OMI), responsabile della Scuola Abbà, ha svolto alcune meditazioni sulla esperienza di luce vissuta da Chiara Lubich nel 1949; Mons. Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, ha illustrato il Sinodo dei vescovi sul tema dei giovani, che si terrà a ottobre. Mons. Brendan Leahy (Irlanda), ha relazionato sull’Incontro mondiale delle famiglie, che si svolgerà a fine agosto a Dublino, con la presenza del Santo Padre. Maria Voce, presidente dei Focolari, ha anticipato il tema che verrà approfondito, durante il prossimo anno, da tutti i membri dei Focolari: “Lo Spirito Santo, anima della Chiesa e del mondo”. Quindi, insieme al copresidente Jesús Morán, ha raccontato del loro viaggio in alcuni paesi asiatici, lo scorso marzo, per incontrare le comunità del Movimento, e della recente grande manifestazione dei giovani, il Genfest a Manila. Ancora, è stato riascoltato il discorso del Papa alla cittadella di Loppiano (il 10 maggio scorso), definito da Morán «una specie di vademecum per il cammino dell’Opera di Maria». Il Governatore della Regione ha accolto i vescovi nell’Aula Magna dell’antica università dei Gesuiti, offrendo loro un ricevimento. Un evento – ha detto – senza precedenti, che si inserisce nella buona collaborazione fra istituzioni civili e chiesa «in spirito ecumenico e con apertura a tutte le religioni». (altro…)
3 Ago 2018 | Centro internazionale, Chiara Lubich, Spiritualità

Maria Voce
«Chiara Lubich era una ragazza ventitreenne che cercava un Ideale nella vita e l’aveva trovato in Dio, e per questo aveva scelto di vivere il Vangelo integralmente. Da questa sua scelta lei aveva capito che poteva derivare un cambiamento personale e intorno a lei, e quindi si era lanciata in questa rivoluzione evangelica. […] Chiara Lubich ci ha indicato una strada di santità che in questo momento viene guardata anche dalla Chiesa, che sta studiando l’eventuale sua canonizzazione. Ma non è solo questo. Chiara ci ha fatto capire che la santità si costruisce facendo la volontà di Dio, momento per momento; che la santità non è una questione di estasi, di miracoli, o di cose straordinarie. Facendo la volontà di Dio, momento per momento, tutti la possono raggiungere. Anche nel nostro Statuto c’è scritto, come primo e generale scopo, la “perfezione della carità”. Ma questa perfezione, che è poi la santità, si raggiunge momento per momento nella volontà di Dio che è varia per ciascuno, ad esempio per una mamma di famiglia è fare bene la mamma di famiglia, per uno studente è fare bene lo studente, ma può condurci a questa perfezione della carità. E questo, mi sembra, è un messaggio sempre attuale, che trascina le persone, perché non è una santità straordinaria fatta di immagini o di culto. Ma è costruire, attimo per attimo, un rapporto con Dio e con gli altri, nell’amore. Questo è il primo tratto fondamentale.
Il secondo è che questa santità, poi, deve servire agli altri. Non è una santità fine a se stessa, perché nessuno di noi vive per se stesso. Dio ci ha creati e redenti insieme. Gesù è venuto sulla terra per redimerci tutti come suo popolo, Chiesa, Corpo di Cristo, e quindi vuole che questa santità sia allargata all’umanità intera. Chiara ci lascia un messaggio che è quello di aprirsi a tutti, di non guardare nessuno come se fosse diverso da te, ma ognuno come se fosse tuo fratello. E questo “ognuno” significa la persona della stessa patria come di un’altra, il cristiano come il non cristiano, il credente come il non credente, chi comprende e accetta quello che dico e chi mi combatte, perché anche la persona che mi combatte è un fratello. Questo ci ha insegnato Chiara vivendolo in prima persona, avendo un cuore capace di accogliere ciascuno come se fosse l’unica persona al mondo, che fosse un capo di Stato o un bambino, un parente o un responsabile di un’altra chiesa o di un’altra religione. Chiara aveva per tutti lo stesso amore. E questo, io credo, è il messaggio più importante anche oggi, mentre vediamo rinascere tensioni, violenze, egoismi, indifferenze reciproche. Per costruire un mondo che, animato dal Vangelo, possa diventare il mondo della fraternità, della vera famiglia umana».
Sulla Via di Damasco, puntata del 28/07/2018 (altro…)