Movimento dei Focolari
Onoriamo lo Spirito Santo

Onoriamo lo Spirito Santo

Spirito Santo

Dina Figueiredo, ‘Spirito Santo’ – Valli del Pasubio (Vicenza) 2003

«Lo Spirito Santo. È questo argomento che vorrei riprendere oggi, perché, conoscendo sempre di più questo “Dio sconosciuto”, lo amiamo, lo onoriamo, gli obbediamo. È incredibile quello che opera lo Spirito Santo. Guardate gli Apostoli: la Chiesa era stata fondata da Gesù in croce, ma essi praticamente erano ammutoliti, timidi, impauriti, chiusi in casa. Scende lo Spirito Santo ed eccoli, con enorme coraggio, per le strade e le piazze, a parlare con tale fuoco da sembrare ubriachi. Affrontano intrepidi ogni persecuzione e s’incamminano per il mondo. Questo un esempio, anche se di primaria importanza, di ciò che opera questo divino Spirito, per non dire poi di tutto quanto è avvenuto sotto il suo impulso nei venti secoli di vita della Chiesa: miracoli di luce di grazia, di capovolgimenti, di rinnovamento. Pensiamo ai Concili, pensiamo anche ai vari Movimenti spirituali che sempre così tempestivamente ha suscitato. E, guardando anche al nostro, (…) pur con le dovute proporzioni, non è successo qualcosa di questo genere (…) anche a noi, quando questo divino Spirito ci ha investito col dono di un suo carisma? Che orizzonte aveva la nostra vita prima che ciò avvenisse, se non quello di persone che non vedono al di là del proprio quartiere, con pensieri ed affetti limitati quasi esclusivamente alla cerchia della propria famiglia, tesi unicamente, com’eravamo, a raggiungere il traguardo d’una professione, o a possedere (…) una macchina, una casa…(…)? E che cosa è successo in noi quando lo Spirito Santo si è manifestato con questo splendido Ideale? Non ci ha forse spinti ad uscire dal chiuso di noi stessi per pensare al prossimo, agli altri, dandoci la speranza e donandoci spesso l’evidenza che col suo aiuto molti problemi, che travagliano il mondo, possono risolversi? Non ha immesso anche in noi, il coraggio di parlare alle folle, come non avremmo mai potuto supporre? Non ha forse dato anche a noi la forza di lasciare spiritualmente, e spesso concretamente, non dico il proprio quartiere, ma la propria patria, il proprio continente, per portar il fuoco del suo amore nelle più lontane regioni del mondo? Non ha forse dato anche a noi la forza di affrontare giorno dopo giorno disagi, difficoltà, contrarietà e spesso con la gioia nel cuore? È perché Egli ci ha spinto ad agire così che abbiamo potuto costatare tanto spesso la straordinaria Provvidenza del Padre, che abbiamo potuto raccogliere i frutti delle nostre fatiche e vedere il comporsi di una immensa famiglia che copre il mondo! Se qualcosa o molto si è rinnovato attorno a noi, non è forse per opera dello Spirito Santo, che sa rinnovare la faccia della terra? Sì, è stato Lui. È suo compito dar moto e impulso alle cose, far lavorare la grazia, la vita divina che Gesù ci ha procurato. È di Lui immettere forza e coraggio. E allora, se così è, se tanto gli dobbiamo, è nostro dovere far più spazio, nella nostra vita spirituale, allo Spirito Santo. Abbiamo visto che Egli è presente nella nostra anima. Noi siamo suoi templi, siamo templi dello Spirito Santo. Abbiamo visto perciò come ciascuno di noi deve ascoltare la sua voce che parla in noi. (…) Egli è presente anche nell’anima di ogni nostro fratello: anch’esso è tempio dello Spirito Santo o è destinato ad esserlo. Se è così, non vi pare questo un nuovo motivo per amare ancor meglio ogni prossimo? Se davanti ad un tabernacolo con Gesù Eucaristia si ha il rispetto dovuto, davanti a tutti i nostri fratelli, altrettanti tabernacoli dello Spirito Santo, non si può non comportarsi di conseguenza. Sia questo allora il pensiero che illumina il nostro cammino: onoriamo lo Spirito Santo, amando, rispettando, servendo ogni nostro prossimo». Chiara Lubich, La vita, un viaggio, Città Nuova, Roma, 1984, pag. 126. Fonte: Centro Chiara Lubich (altro…)

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Come Chiara d’Assisi

20140811-01«A noi, quando eravamo giovani come voi, come la maggior parte di voi, ha fatto sempre una grande impressione una frase che santa Chiara ha detto a san Francesco quando san Francesco l’ha praticamente trascinata nella sua strada e san Francesco le ha detto: “Figliola, che cosa desideri?” Qui c’era da aspettarsi di tutto cioè che lei dicesse: “Io voglio seguirti nella via della povertà, io voglio farmi suora, voglio rinchiudermi in un convento”, ecc. Invece lei ha proprio imbroccato. “Figliola, che cosa desideri?” e lei ha detto: “Dio”. Desiderava Dio perché sceglieva Dio perché Dio l’aveva scelta. È la stessa scelta che abbiamo fatto anche noi all’inizio del Movimento, abbiamo fatto una scelta unica: Dio! Sopra i bombardamenti e tutte le cose è emerso Dio, abbiamo creduto in Dio, abbiamo fatto di Dio l’ideale della nostra vita. E vediamo come è sempre nuovo perché questa scelta di Dio ci fa posporre un po’ tutte quelle ricchezze che noi magari andiamo accumulando anche senza accorgerci. Magari siamo ricchi del focolare, siamo ricchi delle cose, siamo ricchi della testa, degli studi, siamo ricchi, non so, dei nostri parenti, siamo ricchi magari del nostro sacerdozio, siamo ricchi magari di qualcosa ancora di più. Ecco, tutto questo il nostro ideale che è Gesù abbandonato, che è niente, che s’è fatto niente, ce lo fa posporre per mettere Dio prima e il resto farlo tutto per volontà di Dio. Questo ci ricorda ancora oggi santa Chiara. Lei l’ha fatto scegliendo la via della povertà; noi lo facciamo scegliendo la via dell’unità, avendo sempre Gesù in mezzo a noi, il Risorto e Gesù in noi attraverso l’amore a Gesù abbandonato». Mollens, 11 agosto 1987 Fonte: www.centrochiaralubich.org (altro…)

Onoriamo lo Spirito Santo

Maria Voce: gratitudine, gioia, nuovo slancio

MariaVoce«Mentre rimetto il mandato completamente allo Spirito Santo, in attesa di scoprire quanto Lui vorrà indicarci, voglio condividere con voi i tre sentimenti che dominano in questo momento nella mia anima: gratitudine, gioia, nuovo slancio. Gratitudine a Dio, naturalmente, prima di tutto, ma anche a ciascuno e a ciascuna di voi per tutto l’impegno profuso in questi sei anni per non far perdere nulla di quanto Chiara [Lubich] ci ha lasciato. Gratitudine per tanta vita, tanti dolori, tante offerte. Gratitudine speciale per tante e tanti che in questi anni hanno già raggiunto Chiara e rimangono come fari luminosi a farci luce nel cammino. Gioia nel constatare la vitalità e la fecondità del carisma che rende viva e presente Chiara dovunque ci sono i suoi figli e che oggi si manifesta particolarmente nelle piccole o grandi comunità che si sono moltiplicate nel mondo e che stanno testimoniando, anche attraverso le Mariapoli – di cui mi arrivano ogni giorno echi bellissimi – la sana esperienza di una vita di famiglia autentica nell’amore reciproco, capace di farsi casa per tanti nuovi e tanti… ritorni. Tutto questo mi spinge ad un nuovo impegno a rispondere con radicalità alla chiamata di Dio e servirlo nella sua Opera, come e dove lui vorrà, lasciando da parte ogni altra cosa, perché Lui possa veramente essere tutto per me. Questa mia comunione vorrebbe moltiplicare tali sentimenti di gratitudine, gioia e impegno e farci ripartire, tutti insieme e nessuno escluso, in questa straordinaria avventura, vincendo ogni paura, ogni titubanza, ogni esitazione, perché tutto è possibile a Dio e Dio ci ama . Con questo impegno, che è anche un augurio e una preghiera, sostenuta dalla Parola di Vita di questo mese, vi saluto di cuore». Maria Voce (Emmaus) (altro…)

Il “Patto di unità” del 16 luglio 1949

Montet, Svizzera, 15 agosto 2001. Chiara Lubich è attorniata da 50 giovani tra i 20 e i 30 anni che stanno per dar vita, insieme ai professori del Centro studi dei Focolari, la Scuola Abba, ai prodromi del futuro Istituto Universitario Sophia. Il desiderio di Chiara è trasmettere loro, direttamente dal suo cuore, l’esperienza particolare che vede protagonisti lei e il deputato italiano Igino Giordani, attratto dalla nascente spiritualità, e che sta alla base del Movimento dei Focolari. Si tratta del “Patto di unità”, sulla base dell’Eucaristia. Era il 16 luglio 1949, Chiara aveva appena 29 anni. http://vimeo.com/100116616 Il “Patto” del 16 luglio 1949 è oggetto di studio del volume “Il Patto del ’49 nell’esperienza di Chiara Lubich”. (altro…)