Movimento dei Focolari
Piergiorgio Colonnetti ci ha lasciato

Piergiorgio Colonnetti ci ha lasciato

Uomo di grandissima umiltà, Piergiorgio Colonnetti aveva come caratteristica la capacità di mettersi a servizio degli altri con grande intelligenza, profondo ascolto e comprensione. È venuto a mancare la mattina del 17 luglio, in seguito ad una breve, grave e inattesa malattia, attorniato dai familiari e dai focolarini. Nato a Torino nel 1930, aveva conosciuto i Focolari nel 1956, partecipando in seguito a una delle prime mariapoli a Fiera di Primiero. Nel 1957 ha sposato Simonetta. Insieme costituiscono una delle prime “famiglie focolare”. Si sono trasferiti a Roma nel 1967, quando a Pier Giorgio è stato chiesto di lavorare nella fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre”. Da Chiara Lubich è stato chiamato dal1987 a ricoprire incarichi di responsabilità in diversi ambiti del Movimento.  “Ringrazio il Signore per le immense grazie ricevute da quando ho conosciuto l’Ideale [dell’unità] fino ad oggi e per il tempo che mi rimarrà e per ‘come’ lo potrò vivere, ma quello che importa è solo la volontà di Dio, chiedendoGli solo, se possibile, di poter continuare ad amare fino all’ultimo momento” – scriveva nella primavera di quest’anno – “Questa fase della mia vita, breve o lunga che sarà, è piena di luce e di serenità e cerco di viverla solo per Dio, per la sua Opera, per l’intera Chiesa universale, in piena unità con Papa Francesco”. “L’importante è solo fare quello che Lui ha in cuore e raggiungerLo”. I funerali giovedì 18 luglio 2013, alle ore 15.00, presso il Centro Internazionale dei Focolari a Rocca di Papa.  (altro…)

Piergiorgio Colonnetti ci ha lasciato

Vittoria Salizzoni, una biografia

Un libro ‘scritto col cuore’, la testimonianza di una delle prime giovani protagoniste che seguirono Chiara Lubich fin dall’inizio, a Trento, in un’avventura spirituale che ha coinvolto negli anni milioni di persone. Quando si parla di Chiara e delle sue ‘prime compagne’, c’era anche lei, Vittoria Salizzoni, per tutti “Aletta”, in quel primo gruppo insieme a Dori Zamboni, Graziella De Luca, Silvana Veronesi, Bruna Tomasi, Palmira Frizzera, Gisella e Ginetta Calliari, Natalia Dallapiccola, Giosi Guella, Valeria Ronchetti, Lia Brunet, Marilen Holzauser. Aletta ha vissuto con Chiara agli albori dei Focolari e i suoi ricordi, alcuni dei quali inediti, tratti dai suoi discorsi o interventi, presentano il carattere episodico del vissuto. Così come i resoconti della sua azione, svolta per un quarto di secolo a dare impulso al Movimento dei Focolari nei Paesi del Medio Oriente. Memorie, quindi, dallo stile semplice e spontaneo, che non intendono abbozzare una storia del Movimento, ma da cui si evince la vitalità e il coraggio che hanno accompagnano eventi e viaggi. Oggi, al traguardo dei suoi 87 anni, a chi le chiede come stia, risponde: “Mi sento ricca…”. Riportiamo dal nuovo volume (Aletta racconta… una trentina con Chiara Lubich, Collana Città Nuova Per), uno stralcio in cui racconta degli anni in Libano, durante la guerra (1975-1990). «Credevamo al Vangelo in mezzo alle bombe e all’odio, ai feriti e ai morti, quasi un’oasi di persone che cercavano di attuare l’amore scambievole e la comunione dei beni, non solo tra loro, ma anche con altri, anche musulmani. Ci fu un grande aiuto vicendevole, ad esempio una vera e propria gara nel mettere in comune abitazioni e appartamenti: molte famiglie aprirono le loro case per quelli che risiedevano nelle zone più pericolose. Coloro che avevano case in montagna o in luoghi sicuri ospitavano altri che erano rimasti senza alloggio. Quando scarseggiavano i viveri, chi aveva pane lo distribuiva a chi ne era privo. Così per l’acqua. Chi andava ad attingerla per sé diceva agli altri: “Dateci i vostri bidoni, la prenderemo anche per voi”, e si trattava di fare lunghe file, per ore accanto alle fontane, sempre nel timore che potessero iniziare i bombardamenti. Di sicuro momenti di smarrimento ci furono, ma il sostenersi a vicenda spiritualmente aveva come conseguenza l’aiutarsi materialmente. Tutti scaturiva da lì e non come una società di mutuo soccorso, bensì come una società dove si vive il Vangelo. Vivevamo tutti quanti nella stessa condizione, avevamo quindi solo da amare e questo la guerra non lo impedì, anzi. Si può dire che ci formò. Sentivamo il continuo sostegno del Movimento [dei Focolari] e la vicinanza di Chiara Lubich, che ci seguiva sempre, nei momenti così difficili e travagliati della situazione libanese». (altro…)

Trento, città della pace

http://vimeo.com/68603474 10 anni fa i bambini di una classe hanno iniziato con la loro maestra a tirare “il dado dell’amore”. Oggi, l’iniziativa si è estesa ai bambini di tutte le classi di Trento. I loro “atti d’amore” pubblicati sul giornale del Comune arrivano nelle case delle famiglie della città. E anche quest’anno l’appuntamento per tutti è stato in piazza Duomo. Il servizio con le immagini di Paolo Holneider e Donato Chiampi.  (altro…)